vezzali soro malago

COSÌ PER SPORT – VALENTINA VEZZALI NON ASPETTAVA ALTRO PER INFILZARE IL SUO NEMICO GIURATO, GIOVANNI MALAGÒ, PRESIDENTE ONORARIO DI UN CIRCOLO ROMANO, L’ANIENE, CHE SBARRA L’ISCRIZIONE ALLE DONNE: “INACCETTABILE” – UN INTERMINABILE DUELLO CHE VEDE IN CAMPO, STRETTO AL FIANCO DELLA SOTTOSEGRETARIA ALLO SPORT, L’AITANTE FRANCESCO SORO, IL FU GRANDE AMICO DI MEGALÒ, EX CONI E OGGI DIRIGENTE DEL MISE GRAZIE ALL’ASSE GIORGETTI-VEZZALI

Viola Giannoli per “la Repubblica”

 

Soro Vezzali

Sul Circolo Canottieri Aniene di Roma e il suo sbarramento di genere all'ingresso si muove ora anche il governo. «Lo sport, per la sua natura, è un motore di partecipazione globale. Non si concilia, in alcun modo, con recinti ed esclusive che limitino la partecipazione femminile. E nessuna associazione sportiva, ovviamente, può avere statuti in cui la partecipazione sociale delle donne è discriminata», dice a Repubblica la sottosegretaria di Stato con delega allo Sport, Valentina Vezzali.

 

malagò vezzali

E invece, come raccontato su queste pagine, all'Aniene, il club ultracentenario in riva al Tevere in cui le strette di mano e il sudore sui campi di padel oliano affari e conoscenze, lo Statuto del 1892 riscritto tre anni fa vuole come "soci effettivi" (1500 in tutto) i soli maschi over 25, lasciando alle donne la possibilità di essere ospiti se "mogli o figlie di", di diventare "socie per meriti sportivi" (sono 38), con il solo uso degli impianti, o "socie onorarie" (5), le uniche con diritti pari agli uomini di voto e di ascesa alle cariche sociali.

 

Giorgetti Vezzali

Un circolo privato, certo, dove, dicono alcuni dei soci storici, «ci associamo con chi ci pare per difendere l'identità, la storia, l'appartenenza a questo club dove domina la goliardìa e non la misogninìa». Ma che, da privato, è affiliato alle Federazioni sportive nazionali e vanta un presidente onorario, Giovanni Malagò, che rappresenta anche il Coni ed è membro del Cio.

 

E lì, nel Comitato olimpico internazionale, siede pure Federica Pellegrini, la regina del nuoto socia onoraria dell'Aniene, secondo la quale «lo statuto è una cosa che riguarda la tradizione» e «non è giusto cercare il pelo nell'uovo» perché «io faccio parte del circolo Aniene, quindi non è vero che è vietato alle donne: per meriti sportivi o per meriti speciali una donna può entrare».

Malago Lotti Soro

 

Assist, l'associazione nazionale delle atlete, non ci sta: «Pellegrini gode di un privilegio, di una deroga, ma la parità e l'articolo 3 della Costituzione dicono che non deve funzionare così. In un circolo sportivo, affiliato alle Federazioni e che gode peraltro di concessioni comunali non può esistere alcuna barriera tra genere ». Sulla sponda del fiume si vedono in verità signore in vasca e altre a pranzo, le campionesse dello sport nei quadri alle pareti e sulle copertine del magazine.

 

Malago Giorgetti

Nelle foto delle assemblee e nell'elenco di presidenti, probiviri e revisori, invece, solo baffi e cravatte. All'Aniene come altrove, a Roma e non solo. E dopo le trenta parlamentari dell'intergruppo donne per i diritti e le pari opportunità della Camera che hanno depositato un'interrogazione al premier Mario Draghi e alla ministra Elena Bonetti «affinché vengano superate situazioni discriminatorie e del tutto anacronistiche », la polemica continua. Dal Lazio, la consigliera del Pd Sara Battisti parla di Statuto inaccettabile, la sua collega Eleonora Mattia dice che «non ci cono giustificazioni».

 

MALAGO, PELLEGRINI

 Interviene pure Carolina Morace, allenatrice ed ex calciatrice della nazionale italiana: «Diranno che è tradizione, ma i segnali sono molto importanti, da donna non frequenterei mai quel circolo. È questione di educazione e di cultura, siamo un Paese che non si evolve».

 

bruno tommasini e francesco soro foto di bacco

Ricorda la sottosegretaria Vezzali che «nell'ambito della legge che limita a tre mandati la figura del presidente del Coni e dei presidenti federali si prevede una presenza femminile all'interno dei Consigli federali del 30 per cento». «Oggi - aggiunge l'ex schermitrice - per la prima volta nella storia abbiamo due presidenti federali donne e all'interno della giunta Coni tante donne. Abbiamo chiesto anche una maggiore presenza femminile nell'ambito dei revisori dei conti. Sono fiduciosa che tra qualche anno si vedranno i frutti di questo lavoro». Forse anche al Circolo Aniene.

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)