luigi di maio giuseppe conte

“OGGI PERSINO ESPONENTI DEL PD DICONO CHE CONTE FARÀ LA FINE DI BERTINOTTI” – VERDERAMI TIRA LE SOMME DELLA SCISSIONE M5S: “PER L'EX PREMIER È UNA DISFATTA. SEBBENE LA SCISSIONE RISCHI DI SEGNARE ANCHE CHI HA LASCIATO IL MOVIMENTO: PERCHÉ IN POLITICA LA SEPARAZIONE NON PRELUDE MAI ALLA SPARTIZIONE DEI VOTI MA ALL'EVAPORAZIONE DEI CONSENSI. IL GOVERNO RESTA IN PIEDI, SUPERERÀ L'ESTATE E DOVRÀ AFFRONTARE LE INTEMPERIE D'AUTUNNO SULLA FINANZIARIA, CHE DRAGHI IMMAGINA DI PRESENTARE IL 20 DI OTTOBRE. FORSE ALLORA CONTE PROVERÀ A SCARTARE, MA SARÀ TARDI PER TRASFORMARSI NEL MÉLENCHON ITALIANO. LA MOSSA DI DI MAIO APRIRÀ I GIOCHI AL CENTRO E…”

di maio conte

Francesco Verderami per il “Corriere della Sera”

 

Da giorni si era steso lo scudo protettivo del Colle: non sulla tenuta del governo, che non è mai stata in dubbio, ma sulla sua composizione. Come confermava un autorevole ministro, l'addio di Di Maio al Movimento non avrebbe dato vita a un rimpasto «perché nel pieno di un conflitto sarebbe improponibile per il capo dello Stato un cambio in corsa alla Farnesina. È certo, non cambierà nulla». Ma non è che ieri non sia successo nulla.

 

conte di maio

Da un anno e mezzo Draghi ritiene di essere atterrato su Marte. Pensava di aver visto tutto e invece ha dovuto vivere un altro evento senza precedenti. Nel senso che né Palazzo Chigi né il Quirinale sono riusciti a trovare un precedente simile nella storia dei governi repubblicani: a parte la scissione dal Pd di Renzi (che però non era ministro), non si era mai vista una forza di maggioranza che vota allo stesso modo in Parlamento, si divide in due gruppi ma resta insieme in Consiglio. Con il risultato che ad andare in crisi è un partito senza che entri in crisi l'esecutivo. «Il motivo - spiega Casini - è che sia Conte sia Di Maio hanno una fifa matta del voto anticipato».

 

luigi di maio virginia raggi giuseppe conte foto di bacco (2)

Certo, il leader dei grillini avrebbe di fatto ancora due strade: presentare una mozione di sfiducia contro il ministro degli Esteri o chiedere una verifica di governo. Nel primo caso dovrebbe sfidare lo scudo protettivo del Colle, nel secondo dovrebbe vedersela sui numeri con il premier. Perché con la scissione il Movimento non è più il partito di maggioranza relativa e Draghi gli spiegherebbe che comunque dispone ancora di quattro ministri: alla formazione del governo, infatti, Cingolani venne formalmente attribuito in «quota M5S».

 

giuseppe conte luigi di maio foto di bacco (2)

Resterebbe l'ipotesi di chiedere un passaggio alle Camere dell'esecutivo per certificare la modifica degli assetti, «ma vista la situazione - spiega un ministro - nemmeno l'opposizione ha chiesto finora a Draghi di riferire». E poi la maggioranza è rimasta la stessa: non si è né allargata né ristretta.

 

Semmai sono cambiati gli equilibri: ora il Carroccio è il partito di maggioranza relativa e il cambiamento avrà un peso quando si discuterà di temi economici e sociali. Ma in questo passaggio di politica estera Salvini è rimasto al fianco del premier. Raccontano da Palazzo Chigi che «durante le trattative sulla risoluzione, mentre il Pd era in chiaro imbarazzo, i capigruppo della Lega sono stati i più netti». E ancor di più lo è stato Di Maio, che ad ogni proposta di riformulazione del documento dei suoi compagni di partito, rispondeva: «Non va bene, bisogna essere più chiari».

 

giuseppe conte e luigi di maio con la card del reddito di cittadinanza

Nel fronte dem, autorevoli rappresentanti al governo puntano l'indice contro «un disegno assecondato dal premier, che aveva l'obiettivo di spingere Conte a votare contro la risoluzione. Così da dare a Di Maio la possibilità di rompere sulla guerra e non sul vincolo dei tre mandati».

 

In effetti ieri sera Di Maio, annunciando l'addio al Movimento, ha potuto accusare solo di «ambiguità» il capo dei grillini. A prescindere se sia vera o no questa ricostruzione, resta il fatto che ad accendere la miccia sia stato Conte. Due mesi fa, quando iniziò a criticare l'invio di armi all'Ucraina, Guerini avvisò il Pd: «Guardate che è solo l'inizio». Ma nel suo partito non gli diedero ascolto. Oggi persino esponenti della segreteria dem dicono che «Conte farà la fine di Bertinotti».

conte di maio

 

Per l'ex premier è una disfatta. Sebbene la scissione rischi di segnare anche chi ha lasciato il Movimento: perché in politica la separazione non prelude mai alla spartizione dei voti ma all'evaporazione dei consensi. Il governo resta in piedi, supererà l'estate e dovrà affrontare le intemperie d'autunno sulla Finanziaria, che Draghi immagina di presentare il 20 di ottobre.

 

conte di maio

Sarà una navigazione difficile per la crisi economica e le pressioni dei partiti in vista delle urne. Forse allora Conte proverà a scartare, ma nel Pd sostengono che «sarà tardi per trasformarsi nel Mélenchon italiano, perché quel fronte sarà stato intanto conquistato dai vari Di Battista». Semmai la mossa di Di Maio aprirà i giochi al centro. E per impedire che quell'area si consolidi, gli avversari cercheranno di andare al voto prima di maggio. In ogni caso ieri è stata la fine di un'epoca.

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?