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PUTIN VEDE NERO E SI AGGRAPPA A TRUMP – I DRONI UCRAINI DI ULTIMA GENERAZIONE STANNO DEVASTANDO LE RAFFINERIE E IL SISTEMA ENERGETICO RUSSO. LA CRIMEA È LA REGIONE PIÙ COLPITA, CON VASTI BLACKOUT ALLA RETE ELETTRICA E AI DISTRIBUTORI DI CARBURANTE. A RISCHIO ANCHE LE LINEE DI RIFORNIMENTO PER LE TRUPPE DELL’ARMATA ROSSA SUL FRONTE – NEL 2022 GLI UCRAINI PRODUCEVANO MENO DI 5.000 DRONI L’ANNO, ORA SONO ARRIVATI A OTTO MILIONI. E I NUOVI MODELLI SONO IN GRADO DI COLPIRE A OLTRE 2.000 CHILOMETRI DI DISTANZA – “THE DONALD” CHIAMA “MAD VLAD” ALLA VIGILIA DEL VERTICE NATO E LANCIA UN SALVAGENTE A MOSCA – IL CREMLINO: “WASHINGTON NON SARÀ CON ZELENSKY”

1. L’UCRAINA DECUPLICA I RAID: IN CRISI L'ENERGIA RUSSA

Estratto dell’articolo di Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

raid di droni ucraini in crimea

I droni ucraini di ultimo modello stanno devastando le raffinerie e il sistema energetico russo. Le truppe di occupazione in Crimea non riescono a bloccare i raid che causano vasti blackout alla rete elettrica e ai distributori di carburante. Anche le linee di rifornimento russe per le truppe impegnate sul fronte sono a rischio.

 

Vladimir Putin si trova oggi a dover fronteggiare una dinamica bellica che certo non aveva previsto al momento dell’invasione il 24 febbraio 2022, quando s’illudeva di poter sconfiggere e soggiogare l’intera Ucraina in poche settimane.

 

raid ucraini sulla crimea - giugno 2026

Ad ascoltare le dichiarazioni nelle ultime ore del ministro della Difesa di Kiev, Mykhailo Fedorov, viene da pensare che il fattore tempo sia adesso meno dalla parte di Mosca […]

 

«Il numero degli obiettivi colpiti a oltre 50 chilometri di distanza dalla line del fronte è più che raddoppiato in giugno. In questo mese abbiamo ucciso o comunque messo fuori combattimento almeno 28.000 soldati nemici. Inoltre, distruggiamo metodicamente depositi di munizioni, postazioni d’artiglieria, strade di collegamento per i rifornimenti e riduciamo la capacità del nemico di mantenere in efficienza le sue unità. In tutto abbiamo centrato oltre 200.000 obbiettivi di vario tipo», annuncia Fedorov.

 

[…]

 

volodymyr zelensky donald trump g7 evian, francia foto lapresse

Sui social ucraini sono ampiamente riprese le dichiarazioni del maggiore generale Yehven Lasiychuk, comandante della Settima Brigata d’assalto aereo, il quale sottolinea che le recenti riforme introdotte nell’intero apparato militare hanno visto una «svolta all’impronta dell’innovazione tecnologica» nella quale l’integrazione tra l’attività delle unità dei dronisti e le fanterie coadiuvate dai mezzi corazzati ha un ruolo preponderante.

 

«Ormai l’80% di tutte le perdite di soldati e mezzi sui campi di battaglia e nelle retrovie è dovuto ai droni», specifica l’ufficiale.

 

Va sottolineato che nel 2022 gli ucraini producevano meno di 5.000 droni all’anno, ma nel 2025 sono saliti a oltre 5 milioni e per il 2026 parlano di 8 milioni.

DRONI UCRAINI COLPISCONO LA CRIMEA

 

[…]

 

Il dato più rilevante è infatti che i nuovi modelli sono all’avanguardia e in grado di colpire a oltre 2.000 chilometri di distanza. Le imprese ucraine hanno parzialmente decentralizzato la produzione in Germania, Danimarca, Lettonia, Inghilterra, e pensano di allargarsi sempre più sia all’Europa settentrionale che a Polonia e Romania per evitare di essere prese di mira dagli attacchi russi.

 

Le capacità belliche ucraine, che hanno dello stupefacente se si paragonano all’impreparazione dominata dall’improvvisazione solo parzialmente compensata dalla disperata volontà di resistenza popolare nel primo anno di guerra, si misurano anche dalla portata dei colpi inferti al sistema energetico russo.

 

raid di droni ucraini in crimea

Il Financial Times pubblica un’accurata analisi in cui si ricorda che nel solo mese di maggio le raffinerie colpite sono state 16, un dato senza precedenti, e dall’inizio del 2026 gli attacchi dei droni contro obiettivi simili ammontano a 194, un numero undici volte superiore allo stesso periodo del 2025.

 

Un ruolo centrale lo hanno l’intelligence americana, per identificare i target, e gli aiuti finanziari europei. Sia Mosca che Kiev sparano ormai quotidianamente un numero altissimo di droni. Gli stessi comandi russi riportano di avere intercettato almeno 63.933 velivoli ucraini nei primi sei mesi del 2026. I russi non sono da meno, da febbraio hanno lanciato 5.000 raid mensili. Ma la novità resta che l’inverno prossimo una parte della popolazione russa potrebbe trovarsi per la prima volta a soffrire il freddo e i tagli all’energia proprio come gli ucraini dal 2022.

 

2. TRUMP CHIAMA PUTIN, IL CREMLINO ESULTA «WASHINGTON NON SARÀ CON ZELENSKY»

Estratto dell’articolo di Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”

 

donald trump vladimir putin anchorage alaska. foto lapresse

Questa volta è stato Donald Trump a chiamare Vladimir Putin sulla linea riservata tra la Casa Bianca e il Cremlino. Il colloquio, il quarto di quest’anno, è andato avanti per un’ora e mezza.

 

La parte russa gongola: «Vale la pena ricordare — spiega ai media Yuri Ushakov, il consigliere di politica estera dello Zar — che siamo stati noi russi a prendere l’iniziativa del precedente contatto telefonico del 14 giugno, in occasione dell’80° compleanno di Donald Trump. Ora, invece, sono stati i partner americani a proporre di tenere la conversazione proprio nel giorno in cui si celebrava il 250° anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti»

 

marco rubio volodymyr zelensky donald trump g7 evian, francia foto lapresse

[…]  Putin e Trump hanno anche «ribadito l’importanza di un approccio rispettoso nei confronti dei capitoli comuni della storia che ci uniscono» e hanno sottolineato che i due popoli «non dimenticheranno mai l’alleanza degli anni della Seconda guerra mondiale».

 

Alla vigilia del vertice Nato di Ankara, dove Trump è atteso tra molte trepidazioni degli alleati, il colloquio è un bonus inaspettato per la propaganda del Cremlino, pronto a sottolineare che Trump ha di nuovo offerto i suoi buoni uffici per aiutare a porre fine alla guerra in Ucraina.

 

Ed è significativo che questo accada proprio mentre la Russia ha intensificato i suoi attacchi nel Donetsk, l’obiettivo più ambito dell’aggressione iniziata quattro anni fa.

 

DRONI UCRAINI COLPISCONO LA CRIMEA

[…] Da parte russa, così il consigliere di Putin, «è stata enfatizzata la preferenza per una risoluzione politico-diplomatica del conflitto, tenendo necessariamente conto degli approcci di principio della Russia», frase in codice per dire che il Cremlino vuole negoziare ma alle sue condizioni.

 

Mosca ha più volte ripetuto che una tregua può darsi soltanto se l’intero Donbass venga portato sotto il suo controllo.

Putin ha ovviamente riproposto a Trump la narrazione russa, secondo cui le sue forze di Mosca «stanno avanzando con sicurezza sul campo di battaglia, liberando un centro abitato dopo l’altro».

 

murale vladimir putin donald trump

[…] Ma la palese soddisfazione per l’iniziativa trumpiana, in cui i due leader avrebbero trovato anche il tempo per parlare del museo dell’Hermitage a San Pietroburgo, non ha impedito che alcune voci in dissonanza si facessero sentire. Giusto per ricordare che gli americani sono sempre quelli.

 

[…]  Secondo la Komsomolskaya Pravda , le telefonate tra Putin e Trump rivestono un’enorme importanza per il mondo intero «e per i nostri soldati in prima linea». «Il risultato di questo lavoro lo vedremo già il 7-8 luglio», cioè al vertice Nato in Turchia.

«Non bisogna illudersi — continua il quotidiano — : gli Stati Uniti, ovviamente, non si opporranno al fatto che l’Europa investa altri 70 miliardi in Ucraina (a condizione che i fondi siano destinati all’acquisto di armi americane, ovviamente).

 

vladimir putin donald trump anchorage, alaska foto lapresse

Ma qualcosa suggerisce che non si riuscirà ancora una volta a “trascinare” Washington dalla parte di Kiev. E questo è il punto fondamentale». Detto altrimenti, a torto o a ragione, la Russia e le sue élite continuano a vedere nel presidente americano un fattore decisivo a suo favore nella partita ucraina.

FRIEDRICH MERZ - VOLODYMYR ZELENSKY - KEIR STARMER - EMMANUEL MACRON

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