emmanuel macron giorgia meloni

MACRON DETESTA GIORGIA MELONI PERCHÉ METTE IN DISCUSSIONE L'EGEMONIA FRANCESE IN NORDAFRICA – A DISTURBARE IL SONNO DELL’ELISEO NON C’E’ SOLO IL “PIANO MATTEI” PER FARE DELL’ITALIA L’HUB ENERGETICO D’EUROPA MA ANCHE I RAPPORTI DI ROMA CON IL GENERALE HAFTAR CHE CONTROLLA LA CIRENAICA (DOVE SONO I POZZI DI PETROLIO), IL DISGELO CON L’EGITTO DI AL SISI E IL SOSTEGNO ALLA TUNISIA DI SAIED PER IL MAXI PRESTITO DAL FONDO MONETARIO…

1 - TAJANI, L'ITALIA VUOLE DIVENTARE HUB ENERGETICO DI TUTTA EUROPA

MACRON E GIORGIA MELONI

(ANSA) - "L'obiettivo politico finale per l'Italia è diventare l'hub energetico di tutta Europa". Lo ha detto il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani nel corso della convention di Forza Italia a Milano, partecipando al panel relativo all'energia con l'amministratore delegato dell'Eni, Claudio Descalzi.

 

"Noi siamo proiettati verso il Mediterraneo perché abbiamo il dovere di affrontare i flussi migratori e di garantirci l'indipendenza energetica - ha aggiunto -. Un paese legato mani e piedi alla Russia, ma abbiamo deciso di renderci autonomi". "Descalzi è riuscito a risolvere il problema dell'indipendenza energetica del nostro paese facendo grandi scelte per l'Italia. Descalzi è un collaboratore prezioso del nostro governo e lo considero una delle persone più utili al ministero degli Esteri - ha concluso -. La sua azione è fondamentale per il ruolo del nostro paese nel Mediterraneo, in Africa e nel mondo arabo".

EMMANUEL MACRON E GIORGIA MELONI

 

2 - L’IRA DELL’ELISEO PER IL CONTROPIEDE ITALIANO SULLA LIBIA

Estratto dell’articolo di Gian Micalessin per “il Giornale”

 

«Cherchez la femme» scriveva Alexander Dumas se di mezzo c’era un intrigo. Ma se di mezzo ci sono Roma, Parigi e la Libia meglio cercare Khalifa Haftar. Proprio la presenza a Roma dell’ingombrante generale libico, transitato giovedì dagli uffici di Giorgia Meloni e del ministro degli esteri Antonio Tajani, può aver scatenato l’ira funesta dell’Eliseo.

Un’ira affidata poi, come già in passato, alla libera interpretazione del ministro degli interni francesi Gérald Darmanin.

 

EMMANUEL MACRON GIORGIA MELONI

Ma quali interessi metteva a rischio la visita romana di Haftar e perché può aver innervosito Parigi? Per capirlo […] bisogna guardare […] alle mosse di Paul Soler, il fidato pro-console di Emmanuel Macron incaricato di ricostruire la presenza francese in Libia e dintorni. Dopo due anni di trattative non facili, in una Libia dove nessuno ama più Parigi, Soler sarebbe ad un passo dall’organizzare un summit parigino con la partecipazione del rappresentante del segretario generale dell’Onu in Libia Abdoulaye Bathily, i componenti del Comitato militare congiunto responsabile del disarmo delle milizie e i capi-bastone dei principali gruppi armati sparsi tra Tripoli e Bengasi.

 

GIORGIA MELONI GENERALE HAFTAR

All’ordine del giorno del summit vi sarebbe la creazione, sotto regia francese, di una forza militare transitoria in grado di rappresentare tutti i gruppi armati e garantire lo svolgimento di elezioni entro l’anno. Un’impresa capace di restituire a Parigi e all’Eliseo quel ruolo di demiurgo dei giochi africani che Macron è riuscito a dissipare non solo in Libia, ma anche nel resto del Sahel.

 

Ma la complessità dell’operazione avrebbe fatto perdere la bussola ai «cugini» francesi convinti che l’arrivo di Haftar a Roma non punti solo a bloccare le oltre 10mila partenze di migranti registrate quest’anno in Cirenaica, ma anche a mettere i bastoni tra le ruote a Soler restituendo all’Italia un rapporto privilegiato con il generale. Un nervosismo alimentato dalle fissazioni di un Macron pronto a considerare delitti di lesa maestà le mosse italiane sui fronti libici ed africani.

MELONI MACRON

 

Figuriamoci poi se ai colloqui romani di Haftar si aggiungono i progetti di una Presidente del Consiglio decisa a rilanciare le intese con i paesi africani trasformando l’Italia in un «hub» energetico […] a rendere ancor più scoperti i nervi dell’Eliseo contribuiscono i rapporti sempre più stretti tra il nostro Paese e una Tunisia e un’Algeria che Macron non rinuncia a considerare parte integrante dei propri interessi nazionali.

 

GIORGIA MELONI AL SISI

Dispiaceri a cui s’aggiunge l’incubo di una Tunisia ancor più vicina all’Italia se il Fondo Monetario Internazionale accettasse - grazie anche ai buoni uffici di Meloni e Tajani - di concedere al presidente Kais Saied il mega prestito da 1,9 miliardi di dollari indispensabile per arginare la crisi e nuovi esodi di migranti. E nel «cahiers de doléances» di una Parigi sempre più sospettosa nei confronti di Roma non manca quell’Egitto considerato il grande protettore di Haftar.

 

Un Egitto che dopo l’incontro dello scorso novembre a Sharm El Sheik tra Meloni e il presidente Abdel Fattah Al Sisi non è più l’interlocutore privilegiato di una Francia […]

Ultimi Dagoreport

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…