urbano cairo rcs blackstone corriere della sera

CORRIERE DELLE MIE TRAME - COME PREVISTO: RCS NON ACCANTONERÀ NEMMENO UN EURO IN VISTA DEL CONTENZIOSO CON BLACKSTONE. E A CINQUE ANNI DALLA CONQUISTA DI RCS, URBANETTO È SEMPRE PIÙ ISOLATO. FINANZIARIAMENTE E ANCHE POLITICAMENTE CONSIDERANDO L'ENDORSEMENT LANCIATO LO SCORSO GENNAIO A CONTE, POCHE SETTIMANE PRIMA DELL'ARRIVO DI DRAGHI A PALAZZO CHIGI

RCS: NO PRESUPPOSTI PER ACCANTONAMENTI SU BLACKSTONE

urbano cairo sergio erede

 (LaPresse) - Rcs non farà accantonamenti in vista del contenzioso con Blackstone sull'immobile di Via Solferino. «La società, acquisite le valutazioni aggiornate dei propri consulenti legali, ha ritenuto che non sussistano i presupposti per l'iscrizione di fondi rischi», si legge nella nota di Rcs che riporta i dati del gruppo per il primo semestre.

 

TRA SOCI FREDDINI E 217 MILIONI DI DEBITI CAIRO INAUGURA IL SEMESTRE NERO

Camilla Conti per "la Verità"

Oggi il cda di Rcs si riunirà per approvare i conti del semestre, ma soprattutto per discutere dei mancati accantonamenti della società di fronte alla richiesta di risarcimento per 600 milioni di dollari avanzata da Blackstone sulla mancata vendita dell'immobile di via Solferino, storica sede del Corriere della Sera.

 

GIUSEPPE CONTE URBANO CAIRO

E a cinque anni dalla conquista del controllo del gruppo editoriale, Urbano Cairo è sempre più isolato. Finanziariamente e anche politicamente considerando l'endorsement lanciato incautamente lo scorso gennaio dal patron di La 7 a Giuseppe Conte, poche settimane prima dell'arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi.

 

L'uscita a sorpresa dal board di Gaetano Miccichè, ovvero l'uomo di Intesa Sanpaolo che quella operazione nel 2016 l'aveva coordinata e finanziata, segna la fine di un'alleanza ed è il fischio d'inizio di una partita che si riapre con sullo sfondo la battaglia legale scatenata dallo stesso Cairo tre anni fa, quando il patron del Torino ha deciso di fare causa al più grande fondo del mondo, accusandolo di usura.

 

Wu Xiaohui di Anbang con Stephen Schwarzman di Blackstone

Un arbitrato ha però stabilito che il contratto di Blackstone è valido e che il fondo Usa ha agito con correttezza (pur riconoscendo la non temerarietà della causa). Gli americani sono quindi passati al contrattacco e chiedono al gruppo editoriale e al suo presidente (manlevato dal cda) 600 milioni di dollari di danni.

 

In attesa del verdetto della giudice di New York, Andrea Masley, Cairo non ha voluto accantonare nemmeno un euro. Oggi i consiglieri diranno la loro sulla linea di Cairo, che in caso di un maxirisarcimento dovrebbe chiedere nuovi finanziamenti alle banche o digerire un aumento di capitale che lo diluirebbe (ma negli accordi presi con Intesa in cambio del finanziamento dell'Opas del 2016, è previsto il rimborso anticipato della linea di credito concessa dalla banca «qualora Cairo Communication cessi di detenere almeno il 35% di Rcs»).

Ghribi e Paolo Rotelli

 

Gli equilibri dell'azionariato potrebbero quindi cambiare prima ancora del redde rationem in tribunale che, almeno per la parte italiana, dovrebbe arrivare entro Natale. I giocatori tengono le carte coperte. Pirelli, che con i cinesi di ChemChina possiede il 4,7% di Rcs, ha smentito di voler aumentare la propria quota nel gruppo o di rilevare quote di altri azionisti.

 

Anche la famiglia Rotelli, a cui fa capo il gruppo ospedaliero San Donato, nega «qualsiasi interesse» a rientrare nell'azionariato di Rcs, anche se nei corridoi del Corriere continuano a girare le voci su un possibile intervento che potrebbe essere gradito, per altro, anche a Intesa.

carlo cimbri

 

In Unipol l'ad, Carlo Cimbri, è impegnato in altre missioni, come quella di portare all'altare Bper con la Popolare di Sondrio. E per Diego Della Valle sembrano ormai lontani i tempi degli attacchi agli «arzilli vecchietti» del capitalismo italiano. Di certo, le alleanze sono profondamente cambiate rispetto a quelle che facevano da contorno all'Opas del 2016 e le logiche da salotto della finanza sono solo materia per nostalgici di un mondo che non c'è più.

 

luca cordero di montezemolo diego della valle 1

In pochi hanno voglia di rischiare quattrini per fare la guerra a un colosso come Blackstone, tantomeno schierandosi dalla barricata opposta al panzer guidato da Carlo Messina. Anche Mediobanca, che nel 2016 era nella cordata antagonista (di cui facevano parte anche Unipol, Della Valle e Pirelli), nel febbraio 2020 ha affiancato Intesa nella conquista di Ubi come advisor finanziario.

 

Ieri l'ad, Alberto Nagel, ha tenuto la bocca cucita sull'opportunità da parte di Rcs, di cui possiede il 9,9%, di procedere al contenzioso con Blackstone: «Sono dati riservati che appartengono al nostro tipo di rapporto con una partecipata, che deve rimanere nella più totale confidenzialità», ha detto il banchiere durante la presentazione dei conti.

CALTAGIRONE NAGEL GALATERI

 

L'esercizio 2020-2021 di Piazzetta Cuccia è stato chiuso con ricavi da record (2,62 miliardi), utile in accelerazione sopra gli 808 milioni e il ritorno al dividendo dopo lo stop imposto per la pandemia dalla Bce alle banche vigilate. Tra cedola e buyback per i soci arriverà oltre 1 miliardo.

 

Risultati che tolgono appigli a eventuali rimostranze dei due soci più irrequieti, Francesco Caltagirone e Leonardo Del Vecchio. «Noi ci occupiamo della gestione della banca e focalizzati su questo indipendentemente da quello che succede nel nostro azionariato», ha detto Nagel liquidando così la questione.

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…