DAGOREPORT – IN EUROPA SI SONO MESSI A RIDERE QUANDO HANNO LETTO LA DICHIARAZIONE DI GIORGETTI SUL CASO UNICREDIT-BPM (“L’OPERAZIONE NON È STATA CONCORDATA COL GOVERNO”). MA SE C’È IL LIBERO MERCATO, TRA L’ALTRO IN UN CONTESTO IN CUI TUTTI INVOCANO FUSIONI PER CREARE “CAMPIONI” NAZIONALI ED EUROPEI, A PARTIRE DAL RAPPORTO DRAGHI SULLA COMPETITIVITÀ, NON SI CAPISCE PERCHÉ ORCEL AVREBBE DOVUTO CONCORDARE CON IL GOVERNO LE SUE DECISIONI – A PROPOSITO DELL’ITALIANITÀ INVOCATA DA SALVINI: SE È STRANIERA UNICREDIT, ALLORA COS’È BANCO BPM, IL CUI PRIMO SOCIO È LA BANCA FRANCESE CREDIT AGRICOLE (E IL SECONDO È IL FONDO AMERICANO BLACKROCK)?

DAGOREPORT

ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSE

Il “Financial Times” l’ha definito “scacchista”. In effetti Andrea la decisione di Andrea Orcel di portare Unicredit all’assalto di Banco Bpm è la classica mossa del cavallo per superare un ostacolo.

 

Quando ha capito che l’assalto alla tedesca Commerzbank non sarebbe riuscito, a causa del terremoto politico in Germania, dovuto alla caduta del Governo Scholz, e della contrarietà dell’opinione pubblica tedesca, il “Cristiano Ronaldo dei banchieri” ha sparigliato, lanciandosi sull’unica preda possibile (e anche la più ambita), cioè Bpm.

 

giuseppe castagna banco bpm

Orcel si è mosso senza chiedere il permesso, fregandosene altamente di quel che pensava, o avrebbe pensato il Governo Meloni.

 

D’altronde, quando lui è partito lancia in resta all’assalto dell’istituto tedesco, né Giorgia Meloni né i suoi camerati hanno teso la mano a Unicredit per superare l’impasse a Berlino.

 

E dunque il ragionamento è stato: se a voi non interessa quando mi voglio una banca straniera, perché dovrebbe interessarvi se mi lancio su una italiana?

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE PHILIPPE DONNET

L’azione “ostile” di Unicredit blocca la possibile fusione Bpm-Mps, per la gioia di tanti ma soprattutto di Alberto Nagel. L’ad di Mediobanca era molto preoccupato dalla mossa sul “Monte” di Giuseppe Castagna, in tandem con Caltagirone e Milleri.

 

Il trio, in uno scenario futuribile, avrebbe infatto potuto insidiare anche Piazzetta Cuccia se “Calta” e Delfin avessero ceduto a Bpm le loro azioni di Mediobanca. Il boccone più ghiotto non è tanto la cassaforte guidata da Nagel, ma soprattutto Generali.

 

FRANCESCO MILLERI

In Europa l’assalto di Orcel a Bpm ha spiazzato i più, convinti che Unicredit continuasse la sua campagna di Germania su Commerzbank.

 

A inorridire gli osservatori internazionali, però, è stata soprattutto la dichiarazione del ministro dell’Economia Giorgetti, che incautamente si è lasciato sfuggire la frase: “L’operazione è stata comunicata ma non concordata col governo".

 

Ma se c’è il libero mercato, in Europa, tra l’altro in un contesto in cui tutti a Bruxelles, a partire dal rapporto Draghi sulla competitività, auspicano “campioni nazionali ed europei” e invocano fusioni, non si capisce perché Orcel avrebbe dovuto concordare con il Governo le sue decisioni.

 

matteo salvini giancarlo giorgetti

Se le parole di Giorgetti hanno creato sconcerto, hanno generato ilarità quelle di Salvini sulla non italianità di Unicredit. Allora anche Banca Intesa e lo stesso Banco Bpm, per il semplice fatto di avere come azionisti fondi esteri, dovrebbero essere considerate “straniere”. Una bella cazzata. 

 

ORCEL STUDIA IL RILANCIO L’IPOTESI DI UN’INTESA CON IL CRÉDIT AGRICOLE

Estratto dell’articolo di Francesco Manacorda per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/economia/2024/11/27/news/operazione_unicredit-banco_bpm_orcel_studia_il_rilancio_l_ipotesi_di_un_acccordo_con_i_francesi-423741054/

 

GIUSEPPE CASTAGNA MASSIMO TONONI

È il giorno dei conti. Quelli che fanno gli analisti, cercando di capire di quanto verrà ritoccata che avvenga molti lo danno per sicuro - l’offerta di scambio titoli lanciata da Unicredit su Banco Bpm.

 

E quelli, non solo finanziari, che si macinano nel torrione dello stesso Unicredit, dove l’amministratore delegato Andrea Orcel e il suo ristretto staff devono calcolare tre cose: l’altezza e l’intensità dell’onda politica che la Lega ha fatto partire contro l’operazione che strangola in culla il nascente terzo polo bancario; la scansione dei tempi per condurre in porto sia l’acquisizione italiana, sia un’eventuale acquisizione della tedesca Commerzbank; e - last but not least - proprio il prezzo a cui i soci di Banco Bpm sono pronti ad apportare le loro azioni all’offerta.

Andrea Orcel giuseppe castagna

 

Sul primo capitolo, gli animi in casa Unicredit sono abbastanza sereni: si conferma il rispetto istituzionale per una politica che vuole “valutare” l’operazione, ma in sostanza si ridimensiona l’offensiva della Lega, osservando che non è stata seguita dal resto della maggioranza e che anzi - a una posizione agnostica di Fratelli d’Italia - fanno da contraltare le dichiarazioni favorevoli al libero mercato di Forza Italia.

 

francesco gaetano caltagirone

E il doppio binario su cui corrono l’operazione italiana e quella tedesca? È già deciso che non saranno percorsi paralleli, ma che l’offerta su Banco Bpm sarò la prima a vedere la luce. Entro venti giorni dall’annuncio, come prescrive la legge, il prospetto da depositare in Consob: sarebbe la prima occasione per ritoccare il prezzo, ma si può tranquillamente farlo dopo, comunque in tempo perché ad aprile l’assemblea straordinaria di Unicredit approvi l’aumento di capitale al servizio dell’offerta.

 

banco bpm

Ben dopo [...] il capitolo Commerzbank, che potrebbe tranquillamente slittare verso fine 2025 e che in ogni caso, ai prezzi attuali offre anche la possibilità di una ritirata strategica dal fronte tedesco con plusvalenza incorporata.

 

E il prezzo? Sul ritocco scommettono in molti. L’entità potrebbe andare da un 10 a un 20% del valore iniziale di 10,1 miliardi di euro. E dal prezzo dell’Ops dipenderà ovviamente il comportamento dei soci di Banco Bpm e magari una sorpresa del principale azionista - il Crédit Agricole che ha oltre il 9% della banca milanese - che va oltre il solito schema di un derby transalpino.

 

L OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO DI UNICREDIT SU BANCOBPM

[...]  in Unicredit si sono accorti da tempo di avere un problema: quando nel 2016 l’allora ad Jean-Pierre Mustier vendette per 4 miliardi i fondi di Pioneer ai francesi di Amundi controllati appunto dall’Agricole. Da allora, e fino al 2027, Unicredit, ormai privo di una “fabbrica” interna di prodotti per la gestione del risparmio, si è vincolata a un accordo proprio con Amundi.

 

L’Agricole è dunque potenziale concorrente di Orcel sul fronte Banco Bpm - dove è evidente l’interesse di Unicredit anche a prendere Anima, anch’essa fabbrica di prodotti finanziari - ma partner su quello del risparmio gestito.

 

UNICREDIT COMMERZBANK

Alla luce di questi rapporti [...] la banca francese potrebbe anche valutare conveniente aderire all’offerta di Unicredit e rientrare in campo con una dote di sportelli e clienti da gestire direttamente. E sul piatto potrebbe esserci il credito al consumo di Agos Ducato, al 60% di Agricole e al 40% di Banco Bpm. Una soluzione mediata, dunque, invece di un improbabile ruolo [...] di cavaliere bianco in soccorso di Banco Bpm.

salvini giorgettiTORRE UNICREDIT A MILANOTORRE UNICREDIT A MILANOANDREA ORCEL matteo salvini giancarlo giorgetti francesco lollobrigidabanco bpmfrancesco gaetano caltagirone philippe donnetFRANCESCO GAETANO CALTAGIRONELE BIG SEVEN - LE SETTE BANCHE EUROPEE PIU GRANDI PER CAPITALIZZAZIONESEDE DI BANCO BPM A PIAZZA MEDA - MILANO

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