fouad ali el himma ceuta migranti

SAREBBE FOUAD ALI EL HIMMA, DA SEMPRE IL CONSIGLIERE PIÙ ASCOLTATO DEL RE DEL MAROCCO MUHAMMAD VI, AD AVER ORCHESTRATO L'ONDATA DI MIGRANTI CHE HA SCONVOLTO LA VITA DI CEUTA - LA RIVELAZIONE VIENE DA “THE OBJECTIVE”, TESTATA SPAGNOLA DI GIORNALISMO INVESTIGATIVO - IL "VICERÉ", COME VIENE SOPRANNOMINATO, SI TROVA AL VERTICE DELL'APPARATO DI SICUREZZA DI RABAT: HA DECISO DI ALLENTARE I CONTROLLI ALLA FRONTIERA PER SCREDITARE L'ATTUALE PREMIER, IL LIBERALE AZIZ AKHANNOUCH – L’ULTRANAZIONALISTA EL HAMMA VUOLE FAVORIRE IL SUO PARTITO, IL PAM, ALLE PROSSIME ELEZIONI LEGISLATIVE, PREVISTE A SETTEMBRE: L'OBIETTIVO E' RECLAMARE LA SOVRANITA’ MAROCCHINA SU CEUTA, MELILLA E SUL SAHARA OCCIDENTALE (CONTESA DALL’ALGERIA) – LA SPAGNA INDAGA SULLA PARTECIPAZIONE DI GRUPPI CRIMINALI AL PIANO PER DESTABILIZZARE L’EXCLAVE DI CEUTA…

L'OSCURA TRAMA DEL “VICERÉ” DEL MAROCCO PER SCREDITARE GLI AVVERSARI (E SÁNCHEZ)

Estratto dell’articolo di Leonardo Martinelli per “la Repubblica”

 

FOUAD ALI EL HIMMA

Sarebbe Fouad Ali El Hamma, da sempre il consigliere più ascoltato del re del Marocco Muhammad VI, ad aver orchestrato l'ondata di migranti che ha sconvolto la vita di Ceuta, l'exclave spagnola sulla costa marocchina del Mediterraneo. La rivelazione viene da The Objective, testata spagnola di giornalismo investigativo.

 

Il "viceré", come viene soprannominato, si trova al vertice dell'apparato di sicurezza di Rabat (dove agisce in sintonia con il monarca, molto meno debole di quanto si voglia far credere). È lì che è stata presa la decisione di allentare i controlli alla frontiera.

 

mohammed vi re del marocco 7

El Hamma è uno degli esponenti principali del Makhzen, il sistema di potere che ruota intorno al Palazzo reale e che ha in mano il Paese intero. Conosce Muhammad VI da quando era bambino. […] Nel primo decennio del Duemila, il "viceré" è stato numero due del ministero degli Interni. Nel 2008 fu uno dei fondatori del Pam, il Partito modernità e autenticità, fortemente filomonarchico.

 

Quando, nel 2011, ai tempi delle Primavere arabe, anche in Marocco i giovani scesero in piazza, gridavano i loro slogan proprio contro El Hamma, considerato il deus ex machina dell'oppressione. Diventato da allora ancora più discreto, ha mantenuto il suo potere, supervisor dei servizi segreti.

 

Secondo The Objective, la decisione di spingere quei migranti a Ceuta sarebbe dovuta alla volontà di screditare l'attuale premier Aziz Akhannouch, che è anche un facoltoso imprenditore e che ora si prende i rimproveri per non avere gestito il caos (in realtà deciso a tavolino). El Hamma vuole favorire il suo partito, il Pam, alle prossime elezioni legislative, previste a settembre, a scapito dell'Rni (Raggruppamento nazionale degli indipendenti), la formazione di orientamento liberale di Akhannouch.

 

FOUAD ALI EL HIMMA

Secondo fonti francesi, bene informate sul Makhzen, «El Hamma fa parte di un gruppo di personaggi ultranazionalisti che da una ventina d'anni rivendica la volontà di cancellare il passato coloniale e di restaurare in tutto e per tutto il potere del Marocco e la sua legittimità islamica».

 

Al seguito arriva la rivendicazione delle due exclave spagnole (Melilla, oltre a Ceuta) e della piena sovranità sul Sahara Occidentale (e Madrid, appunto, non si provi a "tradire" Rabat e ad appoggiare Algeri nel suo sostegno ai sahrawi, la popolazione autoctona del territorio).

 

Comunque, in ogni caso, El Hamma non ha fatto tutto da solo. Lui ha proposto ed eseguito. Ma il re ha dovuto approvare la manovra. Muhammad VI, pur smagrito e malato, sempre più assente e all'apparenza fragile, è ancora colui che regge le fila di tutto.

 

LA SPAGNA SOSPETTA 'I GRUPPI CRIMINALI', APERTA UN'INCHIESTA

Chiesto rapporto a polizia su ipotesi di azione coordinata. Madrid: 'Rabat spieghi'

mohammed vi re del marocco 5

di Paola Del Vecchio (ANSA) - MADRID, 03 AGO - La Spagna vuole capire se dietro la più imponente ondata migratoria mai registrata a Ceuta ci sia una azione coordinata di gruppi criminali. Una regia che ha messo in ginocchio l'exclave spagnola in Nord Africa sotto l'onda d'urto di una marea umana.

 

Il tribunale dell'Audiencia Nacional ha aperto un'inchiesta preliminare e ha incaricato l'Unità centrale immigrazione e frontiere (Ucrif) della polizia nazionale di verificare se l'ingresso irregolare di almeno 50.000 persone dal Marocco tra il 30 e il 31 luglio sia stata il risultato di "un'azione concertata". 

 

Nell'ordinanza, la giudice Maria Tardon dispone che siano raccolti "tutti gli elementi di identificazione di coloro che hanno potuto partecipare a tali azioni", trasmettendo gli atti alla Procura.

 

Mentre resta ancora da stabilire se la competenza sull'indagine spetti effettivamente al tribunale nazionale, deputato per indagare i reati collegati alla criminalità organizzata internazionale, il terrorismo e il traffico di droga, fra gli altri.  

 

FOUAD ALI EL HIMMA

L'inchiesta nasce da una denuncia del partito Iusticia Europa, formazione extraparlamentare che si autodefinisce "della società civile", presentata contro funzionari, "componenti di organizzazioni criminali" e autorità spagnole e straniere, che ipotizza reati tra cui il favoreggiamento dell'immigrazione illegale, il traffico di persone, l'organizzazione criminale e l'omissione del dovere di perseguire i reati.   

 

Secondo l'esposto, la mobilitazione di migliaia di persone "non può essere qualificata come un fenomeno migratorio ordinario o spontaneo", ma presenta "indizi di un'organizzazione criminale transnazionale". Inoltre, la presunta passività dei controlli sulle coste marocchine potrebbe essere il segnale di una "tolleranza consapevole" da parte delle autorità del regno alauita.    

 

migranti a ceuta

piano politico, durante la visita a Ceuta, venerdì, il premier Pedro Sanchez aveva definito l'esodo migratorio "una violazione dell'integrità territoriale della Spagna", attribuendolo a "una lettura interessata delle mafie" delle recente sentenza del Tribunale Supremo, che vieta i respingimenti immediati a chi raggiunge Ceuta irregolermente a nuoto, evitando però accuratamente di accusare il Marocco.

 

E anche oggi la portavoce del governo, Elma Saiz, ha elogiato la collaborazione di Rabat nei rimpatri della gran parte dei migranti irregolari.    

 

Ma mentre sul fronte politico interno, si infiamma la polemica sui rapporti che - secondo quanto rivelato dalla Cadena Ser - l'intelligence spagnola avrebbe inviato nei giorni precedenti lo tsunami migratorio, avvertendo più volte il ministero dell'Interno del pericolo di ingressi in massa, Madrid alza il tiro.

 

mohammed vi re del marocco 4

E chiede ora anche spiegazioni a Rabat, che ieri ha accusato "le mafie della disinformazione" di essere dietro l'assalto a Ceuta.

 

La ministra della Difesa, Margarita Robles, ha difeso con forza l'operato dell'intelligence e ha invitato il Marocco a "fare piena luce" sull'accaduto e a "indagare fino in fondo chi c'è dietro queste reti di trafficanti" di esseri umani, denunciando che "non si possono mandare i giovani verso la morte".

migranti a ceutamigranti con un presunto ferito a ceutascontri tra polizia e migranti a ceuta 1scontri tra polizia e migranti a ceuta 2 migranti pregano a ceutamigranti a ceuta. scontri tra migranti e polizia a ceuta

Ultimi Dagoreport

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...