quattro vescovi consacrati dai lefebvriani scisma svizzera papa leone xiv

E SCISMA FU! FREGANDOSENE DELL’APPELLO DI PAPA LEONE XIV A “DESISTERE”, I LEFEBVRIANI, HANNO CONSACRATO QUATTRO NUOVI VESCOVI A ÉCONE, IN SVIZZERA – ORA PER IL MOVIMENTO ULTRA TRADIZIONALISTA SCATTERÀ LA SCOMUNICA AUTOMATICA – IL SUPERIORE GENERALE DELLA FRATERNITÀ SACERDOTALE SAN PIO X, DON PAGLIARANI: “SIAMO PRONTI A PAGARE QUALUNQUE PREZZO PER SALVARE LA CHIESA” – NUBIFRAGIO SUI 17 MILA FEDELI ACCORSI (UN SEGNO DIVINO?). TRA I PRESENTI ANCHE I NEOFASCISTI DI FORZA NUOVA E L’EX EUROPARLAMENTARE DELLA LEGA, MARIO BORGHEZIO – MA CHI SONO ’STI RIBELLI LEFEBVRIANI? CONTRARI A ECUMENISMO E DIALOGO INTERRELIGIOSO, SI SENTIRONO TRADITI DAL CONCILIO VATICANO II… – VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Giampiero Rossi per www.corriere.it

 

quattro vescovi consacrati dai lefebvriani

Migliaia di fedeli sono arrivati con ore di anticipo, con abiti tradizionali e cappellini di paglia, attrezzati con seggiolini pieghevoli. Aria di festa e di solennità per la cerimonia di consacrazione di quattro nuovi vescovi della Fraternità di San Pio X. Monsignor Alfonso de Galarreta, vescovo consacrante, sussurra al microfono le formule liturgiche rigorosamente in latino. Volge le spalle ai 17mila presenti […]

 

I futuri vescovi (lo svizzero Pascal Schreiber, lo statunitense Michael Goldade, i francesi Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier) sono raccolti e circondati da uno stuolo di chierici.

 

quattro vescovi consacrati dai lefebvriani

In questo stesso momento scatta la scomunica papale, ma i lefebvriani tirano dritto sulle consacrazioni episcopali, ignorano l'ultimo appello del Papa e vanno incontro allo scisma. Un altro, 38 anni dopo la scomunica di Giovanni Paolo II.

 

 «Chiesa» e «Tradizione» sono le parole che ricorrono quando arriva l’omelia in francese. Sulle collinette che circondano la struttura che ospita la cerimonia, i presenti ascoltano in silenzio.

 

«Per noi non cambia niente», spiegano se interrogati, «noi non facciamo niente contro la Chiesa, ma avevamo bisogno di nuovi vescovi per far vivere le nostra comunità». «Siamo pronti a pagare qualunque prezzo per salvare la Chiesa» ha detto il Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, don Pagliarani.

 

quattro vescovi consacrati dai lefebvriani - processione

Uno dopo l’altro, i quattro nuovi vescovi rispondono «volo» e «credo» alle invocazioni del celebrante. Le pause sono lunghe, i gesti sono lenti e solenni. Dai maxi schermi le immagini arrivano alla folla, che all’esterno segue la lunghissima cerimonia in un silenzio difficile da credere considerati i numeri.

 

[…]

 

Quando arriva il rito della consacrazione, quasi tutti si lasciano cadere sulle ginocchia, ovunque si trovino: sul prato, sull’asfalto, in sala stampa, anche quelli in coda davanti ai prefabbricati con le toilette, anche gli addetti al servizio d’ordine. Poi, con la celebrazione ancora in corso, su Écône si è abbattuto un nubifragio e la folla si è trasformata in una distesa di ombrelli.

 

quattro vescovi consacrati dai lefebvriani - fedeli

Tra i presenti anche Mario Borghezio, ex parlamentare leghista. Spiega che lui è un fedele di questo credo e parla di «metapolitica», «un segno di ribellione anche attraverso la fede contro questa modernità incontrollata».

 

 

I RIBELLI TRADIZIONALISTI CHE SI SENTIRONO TRADITI DAL CONCILIO VATICANO II

Estratto dell’articolo di Ester Palma per il “Corriere della Sera”

 

Lo svizzero don Pascal Schreiber, lo statunitense don Michael Goldade e i francesi don Michel Poinsinet de Sivry e don Marc Hanappier: sono i quattro vescovi della Fraternità San Pio X che saranno consacrati stamattina.

 

quattro vescovi consacrati dai lefebvriani

A celebrare saranno lo spagnolo Alfonso de Galarreta con lo svizzero Bernard Fellay, predecessore dell’attuale Superiore generale della Fraternità, don Davide Pagliarani, il destinatario della lettera con cui Leone XIV chiede ai lefebvriani di «fermarsi per evitare lo scisma».

 

[…]  Anche la data non è stata scelta a caso: il primo luglio la Chiesa cattolica celebra tradizionalmente la festa del Preziosissimo Sangue di Gesù, istituita da papa Pio IX nel 1849, un anno dopo i moti rivoluzionari che lo avevano costretto a lasciare Roma e a rifugiarsi a Gaeta.

 

Marcel Lefebvre

Al suo rientro in città decise di istituire la festa, legata a una devozione antichissima, come ringraziamento a Dio. Con la riforma del calendario liturgico decisa dal Concilio Vaticano II, la festa di luglio fu rimossa come celebrazione separata e integrata in quella del Corpus Domini e della Passione, per sottolineare l’unità del mistero del Corpo e Sangue di Cristo. Una decisione che non ha certo incontrato il favore dei tradizionalisti.

 

Perché la Fraternità nasce proprio come reazione al 21º concilio ecumenico della Chiesa cattolica, convocato da Giovanni XXIII nel 1962 e chiuso dal suo successore Paolo VI tre anni dopo. Portò grandi novità per la Chiesa: in particolare sulla liturgia, ma anche sull’ecumenismo e sul rapporto col mondo contemporaneo. Si decise di non celebrare più, dopo 500 anni, la Messa tridentina in latino, da sempre (e ancora oggi) lingua universale della Chiesa. Al suo posto fu introdotta quella nelle lingue locali e con modifiche sostanziali al rito antico.

 

don Davide Pagliarani

«Aggiornamenti» che non furono immediatamente accettati e compresi dai fedeli. Tanto che lo stesso Paolo VI, nel 1972 disse nell’omelia solenne della festa dei Santi Pietro e Paolo: «Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la Chiesa. […]

 

 Sicuramente la «tempesta» era anche legata ai grandi cambiamenti sociali e culturali del periodo, ma già due anni prima l’arcivescovo francese Marcel Lefebvre, che pure era stato fra i Padri conciliari, aveva fondato la San Pio X: per formare sacerdoti secondo la liturgia e la dottrina tradizionali, compreso l’uso della messa in latino preconciliare.

 

lefebvriani - consacrazione di quattro vescovi a Econe in Svizzera

La Fraternità, la cui prima rottura con la Chiesa si è consumata nel 1988, peraltro oggi è presente in oltre 70 Paesi, dall’Europa alle Americhe, all’Africa e all’Oceania, con seminari, priorati, scuole, cappelle e case religiose. Ha circa 700 sacerdoti, diverse centinaia di religiosi e religiose, seminari pieni mentre quelli «moderni» spesso faticano a accogliere nuove vocazioni.

 

Persino papa Francesco, che pure non poteva essere «accusato» di tradizionalismo, tentò una sorta di riconciliazione con il movimento. Anche se con il motu proprio Traditionis custodes del 2021 aveva introdotto pesanti restrizioni alla celebrazione della messa tradizionale: e dopo la morte di Benedetto XVI, il suo segretario monsignor Gaenswein disse che quel documento «aveva spezzato il cuore» del vecchio Pontefice emerito.

 

mario borghezio a econe in svizzera per i quattro vescovi consacrati dai lefebvriani

Ma Bergoglio ha compiuto anche gesti di grande apertura verso la Fraternità: per il Giubileo della Misericordia del 2015 concesse ai sacerdoti lefebvriani la facoltà di confessare «validamente e lecitamente» e rese permanente tale facoltà a fine Anno Santo.

Nel 2017 autorizzò i vescovi a concedere, a determinate condizioni, la delega ai sacerdoti della Fraternità per assistere validamente ai matrimoni dei loro fedeli.

lefebvriani - consacrazione di quattro vescovi a Econe in Svizzera

don Davide Pagliarani

quattro vescovi consacrati dai lefebvriani

lefebvriani - consacrazione di quattro vescovi a Econe in Svizzeralefebvriani - consacrazione di quattro vescovi a Econe in Svizzera

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