MAX ALLEGRI E’ “AVVELENATO”: QUESTO NAPOLI DIFENDE MALE E NON SA SEGNARE – IL TECNICO LIVORNESE, PROFETA DEL CORTO MUSO, NON SE NE FA UNA RAGIONE. INTANTO I PARTENOPEI SCIVOLANO A MENO SEI DALLA VETTA – IL MISTERO ANGUISSA: ENTRA IN CAMPO NEL FINALE DI PARTITA E DOPO SEI MINUTI ACCUSA UN ALTRO INFORTUNIO. IL SUO CONTRATTO SCADE NEL 2027 E NON C’E’ANCORA ACCORDO SUL RINNOVO – IL SOLITO, LAMENTOSO, LANG FRIGNA: “UN PAIO DI VOLTE ERO SOLO DAVANTI ALLA PORTA E I COMPAGNI NON MI HANNO VISTO…” – VIDEO
Allegri a fine gara era arrabbiato. Molto arrabbiato. Arrabbiato e deluso. Il Corriere della Sera lo definisce avvelenato. Non era il suo Napoli. Non è ancora il suo Napoli. Lo diventerà? Quando? Queste sono le domande. La squadra non risponde come il tecnico si sarebbe aspettato. E cinque giornate sono andate. I sette punti in classifica sono pochi.
Scrive Monica Scozzafava:
“Avvelenato. Lo stato d’animo di Allegri al fischio finale di Fiorentina-Napoli è esattamente questo”.
“C’è dell’altro. Solida in difesa? Si sta solo avvicinando ad esserlo; capace di mettere in cassaforte il vantaggio? Non gli riesce. Cattiva, maliziosa? No, il suo «muso» non ha questa espressione, anzi. Max non se ne fa una ragione. Il Napoli concede troppo e pur creando tante occasioni sbaglia la scelta finale. Ha difficoltà a far gol, e non è un difetto della ultima ora”.
Poi c’è la frase: “Se siamo contenti del pareggio vuol dire che non ci siamo”. Chissà che cosa ha visto nello spogliatoio.
Il Corsera giustamente sottolinea le parole di Lang definito senza peli sulla lingua: “Tra di noi ci guardiamo poco”.
Per non parlare di Anguissa capace di farsi male in cinque minuti.
Il nuovo risentimento di Anguissa è la beffa nella beffa di una giornata storta. Il centrocampista, rimasto fuori per settimane (non giocava da Inter-Napoli), era rientrato appena in campo — al 89′, al posto di Lobotka, nel finale di Fiorentina-Napoli 1-1 — e in una manciata di palloni (al 91′ già “tre giocate sbagliate”) si è fermato di nuovo. A raccontarlo è lo stesso Massimiliano Allegri in conferenza:
“Ho cambiato idea sul far entrare Vergara: mancavano 5 minuti e ho messo dentro Anguissa, che ha avuto di nuovo un risentimento, speriamo recuperi. Ho lasciato dentro De Bruyne che ha qualità e poteva trovare la giocata.”
Il nuovo risentimento di Anguissa: la cronologia di un caso che non si chiude
Un film già visto, che si trascina da inizio mese. Ricapitoliamo le tappe:
• 5 settembre — a San Siro, nell’Inter-Napoli 3-2, Anguissa resta a terra dolorante dopo l’occasione fallita sul 2-2 (una rete potenziale stimata al 93%). Da lì nasce il risentimento all’adduttore.
• Da allora non è più tornato in campo: salta la sfida di Champions con l’Arsenal e quella di campionato con il Bologna. Due partite in cui il Napoli ha dovuto fare a meno di lui.
• Alla vigilia della Fiorentina il quadro non cambia: lavoro personalizzato in palestra, allenamenti da solo, ed è il tema che raccontavamo da giorni, dal risentimento che non passa fino al “mistero” di un giocatore che non guarisce mai.
• 20 settembre — il rientro-lampo a Firenze e l’ennesimo stop.
Come lo scorso anno, insomma, appena Anguissa forza un po’, si ferma. E per un Napoli falcidiato — già sette infortuni da inizio stagione — è un problema in più a centrocampo, proprio a ridosso della sosta.
de laurentiis allegri
zambo anguissa 2



