LA CURA SVEDESE PER RISOLLEVARE SINNER - DARREN CAHILL NON È PIÙ IL SUPER COACH DI JANNIK: LO SVEDESE MAGNUS NORMAN ENTRA NEL TEAM DEL TENNISTA AZZURRO ALL’INIZIO DI DICEMBRE E LAVORERÀ ACCANTO A SIMONE VAGNOZZI - DOPO I 7 ANNI CON RICCARDO PIATTI E IL LAVORO CON CAHILL, ORA E' IL TURNO DI NORMAN, L'UOMO CHE HA PORTATO LO SVIZZERO WAWRINKA A VINCERE TRE SLAM: “QUELLO CHE MI MOTIVA DI PIÙ SONO LA PERSONALITÀ E LA MENTALITÀ DI SINNER, CHE È ANCORA GIOVANE, UMILE E INCREDIBILMENTE AFFAMATO..."
1 – SINNER NUOVA ERA
Estratto dell’articolo di Gaia Piccardi per il “Corriere della Sera”
Non aveva attraversato il mondo per programmare la nuova stagione: Darren Cahill era volato dall’Australia a Montecarlo per risolvere le ultime pendenze con Jannik Sinner, soprattutto emotive. Tra gentiluomini che si erano accordati nel giugno 2022 con una stretta di mano, si fa così: ci si dice addio guardandosi in faccia.
Adesso è ufficiale. Cahill non è più il super coach di Sinner. Torna a casa dopo il weekend, diretto verso la meritata pensione. La separazione consensuale porta con sé l’ufficializzazione dell’anticipazione del Times : lo svedese Magnus Norman, non a caso avvistato in Riviera questi giorni, entra nel team dall’inizio di dicembre. «Lavorerà accanto a Simone Vagnozzi» chiosa il comunicato stampa della Sinner Corporation, a scanso di equivoci.
Vagnozzi è il traghettatore, il tecnico che deve garantire una continuità; Norman sarà meno super di Cahill e più coach: il braccio destro (e sinistro) dell’allenatore di campo. Se l’uomo di Filipstad è stato in grado di convincere Stan Wawrinka, lo svizzero sbagliato, di essere all’altezza dei Big Three (tre Slam conquistati nell’era di Federer, Nadal e Djokovic al top della forma), figuriamoci a quali livelli di fiducia potrà portare Jannik, che già parte da un livello di autostima extralarge.
simone vagnozzi jannik sinner darren cahill
Si conclude la seconda vita del barone rosso, se per prima intendiamo i sette anni con Riccardo Piatti, il romanzo di formazione sul quale 57 mesi fa si era innestato il lavoro di Vagnozzi, a cui strada facendo si era aggiunto Cahill. È successo di tutto, in questi quattro anni e nove mesi durante i quali un ragazzo italiano sceso dalle montagne ha riscritto le dinamiche e le gerarchie del tennis mondiale (…)
Incluso, ahinoi, il caso doping dalle due facce: proscioglimento per non aver commesso il fatto ma anche tre mesi di sospensione accettati dalla Wada per responsabilità oggettiva (…). Dal rapporto di lavoro è nata un’amicizia: «Darren è stato parte fondamentale del mio viaggio — sottolinea oggi il giocatore —. Lo ringrazio di aver creduto in me, della sua onestà e dedizione. La sua guida mi accompagnerà per tutta la carriera. Il lavoro s’interrompe, l’amicizia continua».
Quando Cahill è arrivato a Montecarlo, Jannik sapeva che non ci sarebbe stato margine di trattativa. Nemmeno una nuova scommessa, come quella di Wimbledon 2025 (se vinco, resti), sarebbe servita. «Sono stanco», ha detto il coach ai molti amici monegaschi (…).
Nemmeno la saggezza del veterano è servita a evitare la consunzione psicofisica che ha indotto Jannik a fermarsi dopo la riconquista di Wimbledon (…).
simone vagnozzi jannik sinner darren cahill
2 - PERSONALITÀ, ESPERIENZA E CALMA PER DOMINARE ANCHE SULLA TERRA
Estratto dell’articolo di G.Pic. per il “Corriere della Sera”
Non si poteva più aspettare (…) Non si poteva più ignorare l’ovvio: fuori Cahill, dentro Norman, lo svedese che sul mercato dei coach era il perfetto compromesso tra età (50 anni) ed esperienza, personalità ed understatement (sempre apprezzato in casa Sinner), preparazione tecnica e conoscenza del tennis moderno, cioè quello che si gioca oggi, di cui l’italiano — insieme a Carlos Alcaraz — è il massimo esponente.
darren cahill e simone vagnozzi foto mezzelani gmt 728
«Mi sento privilegiato ad avere l’opportunità di continuare a costruire su quello che è già stato ottenuto — scrive Norman nel fuoco incrociato di comunicati che ieri hanno dato conferma alle voci —. Quello che mi motiva di più sono la personalità e la mentalità di Jannik, che è ancora giovane, umile e incredibilmente affamato di conoscenza e miglioramenti. Non vedo l’ora di poter contribuire ai suoi progressi».
Un mese di stop, per lasciar sedimentare l’avventura con Wawrinka e tirare il fiato. Poi dicembre sarà il mese dell’off season sotto la nuova guida tecnica: Vagnozzi più Norman (…)


