alex tagliani

“DOPO L’INCIDENTE CON ZANARDI PENSAI DI SMETTERE, INVECE LUI MI HA LIBERATO DAI SENSI DI COLPA” – PARLA ALEX TAGLIANI, IL PILOTA CANADESE CHE NEL 2001 TRAVOLSE A 300 ALL’ORA ALEX ZANARDI A LAUSITZRING, IN GERMANIA, PROVOCANDO L’AMPUTAZIONE DELLE GAMBE DEL PILOTA ITALIANO: “QUANDO LO INCONTRAI UN ANNO DOPO LUI SCHERZO’: ‘SAI QUAL È IL VANTAGGIO DELLE MIE NUOVE GAMBE? SONO TRE CENTIMETRI PIÙ ALTO, ANCHE DI MIA MOGLIE’” – “PRIMA IN GARA ERA UN CAVALLO DA CORSA INARRESTABILE, DAVA SEMPRE IL MASSIMO, ERA MOLTO CONCENTRATO, EGOISTA, AGGRESSIVO, PER LUI CONTAVA VINCERE. DOPO È DIVENTATO UN SIMBOLO E UNA SPERANZA PER TUTTI QUELLI CHE VOLEVANO RIMETTERSI IN PIEDI…” - VIDEO

Estratto dell’articolo di Emanuela Audisio per www.repubblica.it

alex tagliani e alex zanardi

 

Alex Tagliani (Tag di soprannome) ha 53 anni, vive a Montreal in Canada, è di origini italiane (Brescia). È il pilota che il 15 settembre 2001 in Germania si trovò davanti la monoposto, fuori controllo, di Alex Zanardi e la spezzò in due nella parte meno protetta (l’abitacolo). Corre ancora nel campionato Nascar […]Risponde al telefono da Montreal e dice che se continua a fare il pilota è per un uomo. «Per una vera leggenda a cui abbiamo appena detto addio».

 

alex zanardi incidente sul circuito di lausitzring nel 2001 5

Lei arrivò sulla macchina di Zanardi a 340 all’ora.

«Andavo anche più forte, a quell’epoca le Indy avevano 1.000 cavalli. Ho visto con la coda dell’occhio sinistro la vettura di Alex rientrare lentamente in pista, era finita sull’erba dopo aver slittato in uscita dai box. Ho provato a sterzare a sinistra, ma l’impatto è stato violentissimo, ho perso conoscenza.

 

Quando mi sono risvegliato in ospedale c’era Daniela, la moglie di Alex e tanti altri che mi tranquillizzavano e mi continuavano a dire: non è stata colpa tua. Io non capivo, anzi avevo la sensazione che mi stessero nascondendo qualcosa vista l’insistenza con la quale mi ripetevano che sono scontri che capitano».

 

[…] «Il brutto per me nel 2001 è arrivato quando dopo due giorni sono uscito dall’ospedale».

 

Perché?

alex zanardi incidente sul circuito di lausitzring nel 2001 6

«Rivedevo sempre lo schianto. Terribile. Dovevo preparami per la gara successiva in Inghilterra, ma non pensavo ad altro che all’incidente. Ormai sapevo che ad Alex avevano tagliato le gambe. Nel mio cervello c’era sempre quell’immagine, non mi rendevo più conto di dove fossi o di cosa stessi facendo. E se gareggi non è una bella sensazione.

 

Dovevo punirmi per quello che avevo causato, avevo un senso di colpa grandissimo, non potevo più continuare a correre, perché la vita è più importante di una gara. E io ne avevo appena dimezzata una. Pensai di smettere, era la mia forma di rispetto verso Alex. Io gli avevo tolto la vita da pilota, era giusto interrompere anche la mia».

Alex Tagliani

 

E invece?

«L’anno dopo Zanardi venne a Toronto, in pit-lane, facemmo una rimpatriata anche con altri piloti e gente del team Ganassi. Parlammo un po’. Mi disse: “Ho delle nuove protesi tecnologicamente avanzate. E sai qual è il vantaggio delle mie nuove gambe? Sono tre centimetri più alto, anche di Daniela”.

 

Scherzava, raccontava barzellette, diceva che sarebbe tornato a guidare, parlava di comandi al volante. Era sincero, aveva capito che mi ero bloccato, così è cambiato tutto anche per me. Mi sono sentito più leggero, liberato da una colpa, e ho pensato che altro che smettere, un tipo così meritava di essere onorato continuando a fare sportellate».

 

Lei trova che Zanardi cambiò dopo l’incidente?

alex zanardi

 «Sì, molto. Prima in gara era un cavallo da corsa inarrestabile, dava sempre il massimo, era molto concentrato, egoista, aggressivo, per lui contava vincere. Dopo è diventato un simbolo e una speranza per tutti quelli che volevano rimettersi in piedi. E a quel punto da icona internazionale, perché Alex era conosciuto e venerato veramente in tutto il mondo, è subentrata la responsabilità verso gli altri. E quello è stato un problema. Perché Zanardi ha smesso di appartenere a sé stesso».

 

In che senso?

«Quello status richiede che tu dica sempre sì, che ti renda disponibile. E lui in questo è stato generosissimo, si è dato per tutto e per tutti. Ovunque servisse. Invece di essere egoista e di mollare qualche volta un no. Dopo l’incidente è diventato come il protagonista della serie DareDevil , un Supereroe. Aveva sempre bisogno di adrenalina, di qualcosa di più, di spostare i limiti. L’eccesso era la sua maniera per restare un drago e continuare a combattere. Non solo per un traguardo, ma per giuste cause». […]

alex zanardi incidente sul circuito di lausitzring nel 2001 1alex zanardi incidente sul circuito di lausitzring nel 2001 4alex tagliani 1ZANARDI 1zanardi 3zanardi 8ZANARDIZANARDIzanardialex tagliani 2Alex Tagliani

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…