SI INFIAMMA LA BATTAGLIA PER LA FEDERCALCIO! I CLUB HANNO RICORDATO A MAROTTA (SPONSOR DI GALLIANI) CHE LA SERIE A NON È CASA SUA: ANCHE IL COMO STA CON MALAGÒ, CHE E’ ARRIVATO GIÀ A 12-13 ADESIONI E SARA’ IL CANDIDATO DELLA SERIE A – L’ASSOCALCIATORI E ASSOALLENATORI DOMANI CANDIDERANNO GALLIANI. MA NON AVEVANO DETTO CHE AVREBBERO APPOGGIATO IL CANDIDATO DELLA SERIE A? CALCIATORI E ALLENATORI NON SONO TUTTI D’ACCORDO CON LE SCELTE DEL PRESIDENTE AIC UMBERTO CALCAGNO E DEL NUMERO 1 AIAC RENZO ULIVIERI. L'ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE ANCHE LO SCANDALO DEL FONDO DI FINE CARRIERA PER GIOCATORI E ALLENATORI CHE STA PER ESPLODERE. PS: QUALI SONO I RAPPORTI DI CALCAGNO CON GIANCARLO VIGLIONE, EX BRACCIO DESTRO DEL PRESIDENTE FIGC GABRIELE GRAVINA CHE MAROTTA VORREBBE COME SEGRETARIO GENERALE DELLA FIGC?
Da ansa.it
Calciatori e tecnici candideranno Adriano Galliani alle presidenza della Federcalcio.
giovanni e vittoria malago foto mezzelani gmt 008
Lo apprende l'ANSA. L'annuncio di Aic e Aiac è atteso in un comunicato previsto per domani. Il quorum delle firme per formalizzare la candidatura sarebbe già stato raggiunto.
MALAGO'
Massimiliano Gallo per ilnapolista.it
Una cosa è la rappresentazione offerta dai giornali (compiacenti), con i club di Serie A che sembrano divisi a metà tra Malagò e Galliani.
E un’altra la realtà. I club di Serie A non sono affatto paggetti di Marotta. Parliamo di società strutturate, con proprietà autorevoli. Italiane e straniere. Tante americane. Professionisti. Adulti. Non è che stanno lì a obbedir tacendo a ogni stravaganza di Marotta. È quel che tanti club hanno detto l’altro giorno nella riunione informale convocata da Luca Percassi che evidentemente si sente vestito di un’autorevolezza che in realtà quasi nessuno gli riconosce.
A oggi non è affatto vero che i club sono spaccati a metà. La Serie A candiderà Malagò come prossimo presidente della Federcalcio. Può già contare su 12-13 club e sembra che persino Lotito – l’unico che mesi fa non appoggiò Malagò – stavolta sia propenso a farlo. Ma l’ago della bilancia non è Lotito. Incarna semmai solo una curiosità. Ma Lotito è indecifrabile e comunque è un cane sciolto.
Ma andiamo per ordine. I club hanno strabuzzato gli occhi di fronte a quel che sta accadendo. Mesi fa Marotta li convinse che fosse il caso di candidare alla Federcalcio una personalità autorevole come Giovanni Malagò. Dovettero convincerlo. Non era una candidatura nell’aria. Chiaramente Malagò, come ampiamente detto, non è un novellino.
Non è che a ogni decisione alza il telefono per condividere la sua scelta con Marotta. L’unico a non sapere che sarebbe andata così era il presidente dell’Inter che evidentemente ha un’alta considerazione di sé. E adesso sta brigando anche per imporre Viglione a segretario generale della Federcalcio.
Dopodiché hanno provato a far fuori Malagò con la pagliacciata del tesseramento. Lui ha accettato la situazione grottesca del commissariamento di sé stesso per non umiliare il Coni e Buonfiglio e allora Marotta che ti fa? Gli ordisce una trappola alle spalle. È un comportamento che lascia senza parole. Come si fa a spiegarlo alle proprietà straniere che sono in Serie A?
Giustamente i club hanno chiesto a Percassi di quale gravissimo reato si sarebbe reso colpevole Malagò. Ha rubato la cassa? Ha commesso reati? Per le società coinvolte, il metodo è inaccettabile. Non è questo il modo di comportarsi. Se ci sono problemi con Malagò, se ci sono dubbi sul suo operato, preoccupazioni, lo si convoca in Assemblea di Lega e se ne parla con lui. Si avvia un confronto. Così ci si comporta nel mondo civile degli adulti.
I club hanno ricordato che lo scorso 5 ottobre la Serie A ha diramato e sottoscritto un comunicato a sostegno di Malagò. Non solo. Il 21 ottobre c’è stato il consiglio federale dove i consiglieri federali nomina di tutte le componenti (tranne l’associazione calciatori) hanno rinnovato l’appoggio a Malagò. E tra i quattro consiglieri della Figc c’è Marotta.
IL FONDO DI FINE CARRIERA
Da gazzetta.it
Trasparenza e informazione. È quanto chiedono oltre centocinquanta tra ex calciatori, ex allenatori e altri tesserati che si sono rivolti alla società di consulenza Offside FC e allo Studio Associato T-Legal Brigida-Vocalelli & Partners per fare chiarezza sulla gestione del Fondo di Fine Carriera e rendere accessibili i bilanci generati dai contributi versati. L’iniziativa, presentata oggi nel corso di una conferenza stampa a Roma, nasce dall’esigenza di rendere più consapevoli i professionisti di ieri, oggi e domani rispetto ai loro diritti e più in generale a un tema che impatta sulla fine del loro percorso.
Il Fondo di accantonamento delle indennità di fine carriera per giocatori e allenatori di calcio è un’associazione non riconosciuta, senza scopo di lucro, il cui obiettivo è garantire ai lavoratori sportivi un’indennità di fine rapporto. Dal 1975, data dell’istituzione del Fondo, sono circa 60.000 i tesserati di Serie A e Serie B potenzialmente interessati, ai quali si aggiungono i tesserati dei club di Serie C. (...) Attraverso i legali, Viviano ha richiesto formalmente l’esibizione dei bilanci del Fondo, approvati ai sensi dell’art. 19 dello Statuto, relativi agli anni in cui è stato in attività.
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