mark rutte donald trump nato giorgia meloni guido crosetto

TEHERAN UNA BRUTTA ARIA PER MELONI – NEL GOVERNO LA TENSIONE È ALLE STELLE DOPO CHE L’IRAN HA ACCUSATO L’ITALIA DI ESSERE “COMPLICE DELL'AGGRESSIONE AMERICANO-ISRAELIANA” – IO SO’ GIORGIA È INCAZZATISSIMA PER L’USCITA DI MARK RUTTE SUI 500 VOLI AMERICANI PASSATI DALLE BASI AMERICANE DURANTE IL CONFLITTO NEL GOLFO – CROSETTO BOLLA COME “PAROLE A CASO” QUELLE DEL SEGRETARIO DELLA NATO E DENUNCIA IL “RISCHIO DI CONSEGUENZE SERIE". C’È IL PERICOLO PER I MERCANTILI ITALIANI CHE NAVIGANO IN ZONE RAGGIUNGIBILI DAI MISSILI DEL REGIME IRANIANO. SENZA CONTARE CHE DUE NAVI DI MSC SONO NELLE MANI DEI PASDARAN – RUTTE PROVA A METTERCI UNA PEZZA: “ROMA HA AGITO SECONDO GLI ACCORDI”

1 - LE ACCUSE DI TEHERAN "COMPLICI DELLA GUERRA" MA ORA RUTTE FRENA

Estratto dell’articolo Gabriella Colarusso per “la Repubblica”

 

guido crosetto giorgia meloni

È Esmail Baghaei, di prima mattina, a dare fuoco alle polveri: la Nato è stata complice dell'«aggressione americano-israeliana» contro l'Iran, scrive il portavoce del ministero degli Esteri iraniano e l'Italia e la Romania, insieme agli altri paesi che l'hanno sostenuta, «devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di essere complici di atrocità di massa contro la popolazione iraniana».

 

Risponde così alle parole improvvide del segretario generale della Nato, Mark Rutte, che nel tentativo di compiacere Trump aveva parlato di migliaia di voli transitati dall'Europa durante la guerra e in particolare di 500 voli passati dalle basi americane in Italia per prendere parte all'operazione Epic Fury. [...]

 

MARK RUTTE E DONALD TRUMP

L'Italia ha un trattato segreto con gli americani che risale agli anni Cinquanta e che regola l'uso delle basi. Le operazioni logistiche sono di routine, per usi di natura diversa serve l'autorizzazione del governo e in alcuni casi del Parlamento. Almeno una volta, durante il conflitto, Roma l'ha negata.

 

Ma per l'Iran le parole di Rutte sono la prova inconfutabile di quello che i suoi alti funzionari denunciano da quattro mesi, ovvero una «guerra illegale» di cui la Nato «è stata complice attiva» con «una flagrante violazione delle norme del diritto internazionale».

 

Dopo l'uscita di Teheran, ieri Rutte durante una conferenza all'Atlantic Council ha precisato: «L'Italia ha fatto quanto previsto dai trattati bilaterali con gli Usa, e nulla di più». Un chiarimento che arriva a valle anche di una telefonata distensiva, ieri, tra il ministro Tajani e il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi — l'Italia «non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare» contro l'Iran, precisa — e Roma a prendere le distanze ma senza riuscire del tutto a placare le tensioni. […]

 

 

MELONI: “MAI NEL CONFLITTO IL LEADER NATO IMPRUDENTE” TIMORE DI ATTACCHI ALLE NAVI

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

abbas araghchi a roma con antonio tajani

[…] Giorgia Meloni è ancora irritata (eufemismo) per la sortita di Mark Rutte sui "500 voli" partiti dalle basi Usa in Italia verso l'Iran, che per l'opposizione svelerebbero il suo bluff su Sigonella, e si ritrova a dover maneggiare le possibili conseguenze pratiche di questa uscita. Non si tratta di retorica: il ministro della Difesa, Guido Crosetto, appena atterrato ad Antibes dirama una nota preoccupata.

 

«Le parole a caso» del segretario generale della Nato, che Crosetto bolla come «inopportune e superflue, stanno generando una tempesta in un bicchiere d'acqua sul piano interno, ma rischiano di produrre conseguenze ben più serie sul piano internazionale».

 

guido crosetto giorgia meloni alla parata del 2 giugno 2026 foto lapresse

E queste «conseguenze serie», spingono fonti qualificate della Difesa a ipotizzare possibili ripercussioni contro l'Italia: benzina per chi ha in testa attentati; pericolo tangibile per i mercantili italiani che navigano in zone raggiungibili dai missili del regime di Teheran o dei suoi proxy.

 

Senza contare che due navi Msc sono nelle mani delle milizie iraniane. Crosetto raggiunge Antibes a bordo dello stesso aereo che trasporta il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Possibile che i due ne abbiano discusso.

 

 Il Viminale smorza i rischi di attentati legati alle dichiarazioni che giungono da Teheran. Dalla Farnesina fanno riferimento alle navi Msc. Il clima è questo. Si muove la diplomazia.

 

MARK RUTTE E DONALD TRUMP

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, prima d'imbarcarsi per la Costa azzurra, sente l'omologo iraniano, Araghchi. Gli spiega al telefono che «l'Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l'uso delle basi per azioni di guerra contro l'Iran, nel rispetto più rigoroso dei trattati con gli Stati Uniti». […]

 

Meloni interviene poco dopo, nella breve conferenza stampa del summit italo-francese, con sole due domande previste dall'Italia.

Ironizza su Rutte ai limiti dello sberleffo, parlando della sua «entusiastica ricostruzione confusionaria» fornita nel viaggio a Washington, da Trump.

 

Abbas Araghchi

«Non so dire come sia emersa, probabilmente un tentativo di preparare al meglio il prossimo vertice della Nato». La premier lo dice sorridendo, nel governo da 48 ore i più sono convinti del contrario: che sia stato un sgambetto deliberato da parte del segretario dell'Alleanza atlantica sempre più accondiscendente col tycoon.

 

«In ogni caso credo si debba essere prudenti quando si parla di queste materie». E Rutte, fa capire Meloni, prudente non lo è stato. L'olandese si fa vivo a sera, sembra una timida retromarcia: «L'Italia ha fatto quanto previsto dai trattati bilaterali con gli Usa. E nulla di più».

 

pasdaran iraniani

Crosetto a sera insiste, via social: «Il numero di voli in transito a Sigonella ed Aviano nel periodo di Epic Fury è stato inferiore di gran lunga al numero di voli in transito nel 2025, 2024, 2023…». Fino al 2019. Il ministro della Difesa, come Tajani, è disponibile a riferire in Parlamento, anche se l'opposizione l'aveva chiesto alla premier.

 

[…] Meloni fuga in pubblico i timori: «Anche Teheran ha capito che c'è stata un'incomprensione». Questa, almeno, è la speranza.

 

Ultimi Dagoreport

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...