MENTANA A "TERRA!" SOSTITUITO DA "SILVIO" VIGORELLI (RETE4)
MA CHICCO NON SI DIMETTE, ASPETTA DI ESSERE CACCIATO DA MEDIASET
DANIELA TAGLIAFICO TAGLIA MIMUN: GRUBER, BUSI, SASSOLI CONTRO IL TG1

Fiato ai tromboni, la campagna elettorale è ufficialmente iniziata. I primi colpi - a suon di scazzi e di vaffa - non potevano non arrivare che dal fatale demi-monde della comunicazione televisiva, massimo organo di propaganda & consenso. Non ha fatto in tempo il Cavaliere Liftato a concludere il bombastico discorso ai suoi elettori che, tra il Tg1 e il Tg5, è successo di tutto, di brutto. Ed il peggio deve ancora arrivare, naturalmente.

TG5 O TG4? MENTANA A "TERRA!".
Sabato alle 13 il notiziario diretto da oltre due lustri da Enrico Mentana lancia il suo programma di approfondimento "Terra!", seconda serata, condotto dal solido Toni Capuozzo: si parlerà di gulag, quindi di comunismo assassino. Così Berlusconi - che dal palco dell'Eur ha sventolato di nuovo lo straccio liso dell'anticomunismo - sarà contento, pensa il furbetto Tappetto Volante. Contento, un cazzo! Tra cinque mesi ci sono le elezioni, e che elezioni: amministrative ed europee, e i partiti che si coalizzano nella Casa delle Libertà correranno ognuno per conto proprio. Bando alle paraculate, e Forza Italia.

Tra le 19 e le 19 e 30 di sabato squilla il telefono di Mentana. Viene avvertito (dal direttore di rete Giovanni Modina?) che al posto di "Terra!" sarà mandato in onda "Parlamento In", programma di Rete4 condotto dal fedele alla linea Piero Vigorelli, con un riassunto dell'apertura della campagna elettorale di Berlusconi. E' facile immaginare l'incazzatura di Chicco (cui la bocciatura delle legge Gasparri ha allungato la vita). Ma fa buon viso a cattivo gioco. E Little Pony ingoia l'immenso rospo. Di dimissioni, manco a parlarne. Il suo fine - ormai è chiaro - è quello di farsi cacciare da Mediaset, incassando una milionaria liquidazione. Così, con l'aureola del martire, va ad affiancarsi ai Santoro e Biagi. Pronto a rientrare in gioco se il centro-sinistra riprenderà Palazzo Chigi nel 2006.

E proprio per far infuriare il Cavaliere bisturizzato, che ti fa Mentana? Tira un colpaccio mancino e sotterra al terzo posto della scaletta del Tg5 di sabato 24 gennaio - dopo Parmalat e Finmatica - il decimo anniversario di Forza Italia (tutti, anche i giornali di sinistra hanno aperto sul discorso elettorale di Berlusconi). Tiè! Prendi e porta ad Arcore. Ma non è finita, la micidiale vendetta. Il Tg5 delle 20 di oggi, domenica 25 gennaio, apre con il gelo, Iran, Bossi, Marte e grande spazio a Rutelli, in quel di Fiesole, che replica sferzante alle parole del Cavaliere. Roba da fargli crollare mezzo lifting. Riuscirà il nostro Chicco a farsi cacciare?

2 - TAGLIAFICO, TAGLIA MIMUN
Da Repubblica.it (www.repubblica.it)

Solidarietà e polemiche hanno accompagnato la decisione di Daniela Tagliafico, che ha chiesto di essere esonerata dall'incarico di vicedirettore del Tg1 per protestare contro il modo in cui viene data l'informazione politica. Il direttore del telegiornale di RaiUno replica dicendo di non condividere i giudizi della collega, che peraltro, "ha manifestato assai raramente disagio rispetto alle scelte della direzione".

Mimun non condivide "in alcun modo" i giudizi espressi da Daniela Tagliafico. "Non avendo mai pensato di sollevarla dall'incarico di vicedirettore la scelta di dimettersi o meno spetta esclusivamente a lei. Non posso non notare" prosegue "la contemporaneità di questa presa di posizione col moltiplicarsi di attacchi violenti e volgari nei miei confronti. L'ultimo dei quali, con l'accostamento a Goebbels, la dice lunga sul livello cui si è giunti".



I giornalisti del Tg1 sono solidali con la collega, sottolineando che nella redazione del telegiornale diretto da Clemente Mimun il "disagio è ormai intollerabile". In un documento firmato da trenta redattori tra cui Davide Sassoli, Lilli Gruber, Fedele La Sorsa, Maria Luisa Busi, Donatella Scarnati, Tiziana Ferrario, Danila Bonito e Andrea Montanari, si legge: "Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla collega, spesso abbiamo condiviso con lei lo stesso imbarazzo professionale più volte espresso anche nelle assemblee di redazione, nei documenti votati all'unanimità e, non ultimo, nell'incontro tra il comitato di redazione, l'Usigrai, i massimi rappresentanti dell'azienda e il direttore Mimun".

"Oggi" scrivono i 30 redattori, "condividiamo pienamente i problemi professionali sollevati nella lettera di Daniela Tagliafico. Sia chiaro a tutti che si tratta di un disagio di natura professionale che parte da lontano". "Il Tg1" conclude il comunicato, "deve essere un patrimonio comune di tutti gli italiani che pagano il canone. Una questione che riguarda non solo la redazione del Tg1, ma anche i vertici aziendali e le istituzioni, alla vigilia di importanti scadenze elettorali".

Dopo la lettera della giornalista, il comitato di redazione del Tg1 (Paolo Giuntella, Elisa Anzaldo, Rossella Alimenti) ha chiesto di essere ricevuto dal direttore, annunciando che subito dopo l'incontro sarà convocata un'assemblea di redazione. E sulla lettera di dimissioni interviene anche il segretario Usigrai, Roberto Natale. "Dalla lettera di Daniela Tagliafico così come dal caso delle immagini fornite da Forza Italia alla Rai, è evidente che si sta facendo di tutto per imporre un ulteriore asservimento del servizio pubblico" commenta.

Il direttore del Tg1 Clemente Mimun risponde al segretario Usigrai rilevando la sua assenza ieri in occasione della battuta di Fassino su Goebbels e la velocità con cui oggi è intervenuto sul caso. "Ieri, probabilmente" dice Mimun, "quando il leader di un partito verso il quale non ha antipatia, insolentiva il sottoscritto non ha avuto gli stessi riflessi. Ignorando il caso, lui che ama i libri bianchi, ha scritto una pagina nera nella storia del sindacato".

Solidarietà nei confronti di Daniela Tagliafico arriva dai Ds. "La decisione di rassegnare le dimissioni sono la spia di un profondo disagio professionale, ancor prima che politico" dice Giuseppe Giulietti. "Chiunque abbia a cuore le sorti del servizio pubblico e di quanto resta della credibilità della Rai, non potrà che apprezzare, condividere e sostenere questa scelta".

Compatta la maggioranza, che commenta il caso Tagliafico e la solidarietà giunta dall'opposizione definendola "una chiamata alle armi da parte della sinistra". "Fassino chiama alle armi i giornalisti diessini della Rai per scatenare una guerra che ha un solo obiettivo: mantenere l'egemonia a viale Mazzini nelle reti dei telegiornali e dei giornali radio" sostiene Alessio Butti, responsabile informazione di An.



Dagospia.com 25 Gennaio 2004