"PANORAMA" CON VISTA - SCAR-ENI, VELENI & STOCK OPTION - CECCHI PAONE E VATTIMO, PARTITO GAIO - PARTE LA CORSA AL DOPO CAPUTI - GAROFANO BOYS PER RIUNIRE I SOCIALISTI - TOP CROCEROSSINE, IN CORSA LA NUORA DI CIAMPI..
Da "Panorama", in edicola domani
1 - SCAR-ENI, VELENI & STOCK OPTION
Sono le stock option la causa della prima scaramuccia all'Eni dopo il rinnovo del vertice. Il neoamministratore delegato Paolo Scaroni vorrebbe che il valore delle sue stock option fosse calcolato dal giorno in cui il suo nome circolava sui giornali come candidato. O da quello in cui il ministero del Tesoro aveva reso ufficiale la scelta. Di diverso avviso il comitato Eni che stabilisce i criteri per la remunerazione dei manager, secondo il quale la data giusta dovrebbe essere quella dell'insediamento.
La differenza? Appena 15 giorni, durante i quali, però, il valore del titolo è cresciuto parecchio. Grazie alle stock option il compenso del nuovo amministratore dovrebbe arrivare a 21 milioni di euro in un triennio, circa il doppio del predecessore. (D.M.)
2 - CECCHI PAONE E VATTIMO, PARTITO GAIO
È arrivato col suo 7 metri Bucefalo. In perfetta tenuta da vela ha arringato la folla del Gay pride per 25 minuti, sparando sul nuovo catechismo di Joseph Ratzinger e sulla sinistra «che tradisce i valori laici del Risorgimento». Poi, a pranzo, auspici un paio di brocche di vino bianco, ha stretto il «patto di Salerno» col filosofo torinese Gianni Vattimo. Protagonista dell'exploit il conduttore tv Alessandro Cecchi Paone (primo dei non eletti a Bruxelles per Forza Italia con 30 mila voti), oggi «deluso dal centrodestra», che ha convinto Vattimo, già europarlamentare ds, «deluso dal centrosinistra» e come lui gay dichiarato, a presentarsi insieme alle elezioni 2006. Con quale partito?
«Il nostro. Un Partito dei diritti che raccolga l'eredità laica, liberale e libertaria del vecchio Partito radicale». Programma in tre punti (riconoscimento delle unioni civili, difesa della laicità dello Stato, 8 per mille alla ricerca scientifica). Nessun problema di soldi («Abbiamo uomini, strutture e mezzi»). E chi sarebbero gli interessati? «Molti, dai repubblicani di GiorgioLa Malfa ai radicali in rotta con Marco Pannela». Favorevoli anche Gay-lib a Milano e Imma Battaglia, portavoce del Pride2000, a Roma. Scettica, per ora, l'Arcigay. (L.M.)
3 - GAROFANO BOYS PER RIUNIRE I SOCIALISTI
Immaginate che si riunisca di nuovo l'assemblea del Psi, quella dove sono transitati da Fabrizio Cicchitto (FI) al ds Franco Bassanini, a Tiziano Treu (Margherita). Il Garofano fu liquidato sul piano amministrativo, ma il notaio congelò simbolo e nome. Ora un gruppo di 25 ex ragazzi di via del Corso intende lanciare la proposta provocatoria di tirarli fuori dal freezer. Non per un amarcord, ma per creare un movimento che potrebbe prevedere una doppia tessera, sul modello del Partito radicale. Sarebbe l'unico modo per rimettere insieme i socialisti di tutti i credo politici. Gli ex ragazzi di via del Corso, che vanno da Luca Iosi, ultimo segretario della Fgsi, oggi produttore televisivo, a Paolo Reboani, l'allievo preferito di Marco Biagi, a Carlo Cereti, docente universitario, a Pietro Sega industriale, ne discuteranno il 14 luglio. Hanno già creato una loro associazione con il nome «Libera la mente». Che vorrebbe dire: socialisti della diaspora finitela con le liti. (P.S.)
4 - TRAPPOLONE PER IL QUIRINALE
Ci sono Gianni Letta, Francesco Cossiga, Massimo D'Alema e Gianfranco Fini tenuto sotto scacco dai colonnelli. Silvio Berlusconi tende un trappolone in cui cade il presidente della Repubblica costretto a dimettersi, mentre Pier Ferdinando Casini punta al Quirinale. Tutti citati con nomi, cognomi, tic, vezzi e vizi. Sono i protagonisti di Due poltrone per uno (Mursia), political thriller di Pietro Bernasconi dove l'invenzione si avvicina per molti aspetti alla realtà. Bernasconi è un avvocato internazionalista partner dello studio Becker & McKenzie. E la politica la conosce da vicino.
5 - TOP CROCEROSSINE, IN CORSA LA NUORA DI CIAMPI
Corsa a tre (e corpo spaccato in due) per la nomina della nuova ispettrice nazionale destinata a guidare le 16 mila infermiere volontarie della Croce rossa. Il commissario straordinario Maurizio Scelli ha presentato ai ministri della Difesa e della Salute una terna di nomi nella quale figurano l'uscente Milla Brachetti Peretti, Carla Pulcinelli e Patrizia Celico Ciampi, nuora del presidente della Repubblica. La scelta dovrà essere fatta entro settembre, ma il corpo delle infermiere è diviso tra le supporter di Brachetti e quelle di Celico.
6 - PARTE LA CORSA AL DOPO CAPUTI
Dopo tre anni alla guida della Sviluppo Italia e un bilancio lusinghiero (177 le società partecipate, 57 mila quelle finanziate), Massimo Caputi (foto) lascia la guida dell'agenzia governativa per lo sviluppo e la creazione di impresa. Un abbandono previsto, dato che tre mesi fa lo stesso Caputi aveva chiesto all'azionista Tesoro di provvedere alla sua sostituzione. Chi ne raccoglierà il testimone? In pole position una vecchia conoscenza dell'industria pubblica, Vito Gamberale, attualmente numero uno della holding Autostrade del gruppo Benetton. Da molti mesi il manager non fa mistero di voler abbandonare Treviso per tornare a Roma. Ma il suo nome non è il solo che circola. Secondo le indiscrezioni, il Tesoro sta considerando anche le candidature dell'ad della Consip Ferruccio Ferranti e del merchant banker Alberto Rigotti.
Dagospia 07 Luglio 2005
1 - SCAR-ENI, VELENI & STOCK OPTION
Sono le stock option la causa della prima scaramuccia all'Eni dopo il rinnovo del vertice. Il neoamministratore delegato Paolo Scaroni vorrebbe che il valore delle sue stock option fosse calcolato dal giorno in cui il suo nome circolava sui giornali come candidato. O da quello in cui il ministero del Tesoro aveva reso ufficiale la scelta. Di diverso avviso il comitato Eni che stabilisce i criteri per la remunerazione dei manager, secondo il quale la data giusta dovrebbe essere quella dell'insediamento.
La differenza? Appena 15 giorni, durante i quali, però, il valore del titolo è cresciuto parecchio. Grazie alle stock option il compenso del nuovo amministratore dovrebbe arrivare a 21 milioni di euro in un triennio, circa il doppio del predecessore. (D.M.)
2 - CECCHI PAONE E VATTIMO, PARTITO GAIO
È arrivato col suo 7 metri Bucefalo. In perfetta tenuta da vela ha arringato la folla del Gay pride per 25 minuti, sparando sul nuovo catechismo di Joseph Ratzinger e sulla sinistra «che tradisce i valori laici del Risorgimento». Poi, a pranzo, auspici un paio di brocche di vino bianco, ha stretto il «patto di Salerno» col filosofo torinese Gianni Vattimo. Protagonista dell'exploit il conduttore tv Alessandro Cecchi Paone (primo dei non eletti a Bruxelles per Forza Italia con 30 mila voti), oggi «deluso dal centrodestra», che ha convinto Vattimo, già europarlamentare ds, «deluso dal centrosinistra» e come lui gay dichiarato, a presentarsi insieme alle elezioni 2006. Con quale partito?
«Il nostro. Un Partito dei diritti che raccolga l'eredità laica, liberale e libertaria del vecchio Partito radicale». Programma in tre punti (riconoscimento delle unioni civili, difesa della laicità dello Stato, 8 per mille alla ricerca scientifica). Nessun problema di soldi («Abbiamo uomini, strutture e mezzi»). E chi sarebbero gli interessati? «Molti, dai repubblicani di Giorgio
3 - GAROFANO BOYS PER RIUNIRE I SOCIALISTI
Immaginate che si riunisca di nuovo l'assemblea del Psi, quella dove sono transitati da Fabrizio Cicchitto (FI) al ds Franco Bassanini, a Tiziano Treu (Margherita). Il Garofano fu liquidato sul piano amministrativo, ma il notaio congelò simbolo e nome. Ora un gruppo di 25 ex ragazzi di via del Corso intende lanciare la proposta provocatoria di tirarli fuori dal freezer. Non per un amarcord, ma per creare un movimento che potrebbe prevedere una doppia tessera, sul modello del Partito radicale. Sarebbe l'unico modo per rimettere insieme i socialisti di tutti i credo politici. Gli ex ragazzi di via del Corso, che vanno da Luca Iosi, ultimo segretario della Fgsi, oggi produttore televisivo, a Paolo Reboani, l'allievo preferito di Marco Biagi, a Carlo Cereti, docente universitario, a Pietro Sega industriale, ne discuteranno il 14 luglio. Hanno già creato una loro associazione con il nome «Libera la mente». Che vorrebbe dire: socialisti della diaspora finitela con le liti. (P.S.)
4 - TRAPPOLONE PER IL QUIRINALE
Ci sono Gianni Letta, Francesco Cossiga, Massimo D'Alema e Gianfranco Fini tenuto sotto scacco dai colonnelli. Silvio Berlusconi tende un trappolone in cui cade il presidente della Repubblica costretto a dimettersi, mentre Pier Ferdinando Casini punta al Quirinale. Tutti citati con nomi, cognomi, tic, vezzi e vizi. Sono i protagonisti di Due poltrone per uno (Mursia), political thriller di Pietro Bernasconi dove l'invenzione si avvicina per molti aspetti alla realtà. Bernasconi è un avvocato internazionalista partner dello studio Becker & McKenzie. E la politica la conosce da vicino.
5 - TOP CROCEROSSINE, IN CORSA LA NUORA DI CIAMPI
Corsa a tre (e corpo spaccato in due) per la nomina della nuova ispettrice nazionale destinata a guidare le 16 mila infermiere volontarie della Croce rossa. Il commissario straordinario Maurizio Scelli ha presentato ai ministri della Difesa e della Salute una terna di nomi nella quale figurano l'uscente Milla Brachetti Peretti, Carla Pulcinelli e Patrizia Celico Ciampi, nuora del presidente della Repubblica. La scelta dovrà essere fatta entro settembre, ma il corpo delle infermiere è diviso tra le supporter di Brachetti e quelle di Celico.
6 - PARTE LA CORSA AL DOPO CAPUTI
Dopo tre anni alla guida della Sviluppo Italia e un bilancio lusinghiero (177 le società partecipate, 57 mila quelle finanziate), Massimo Caputi (foto) lascia la guida dell'agenzia governativa per lo sviluppo e la creazione di impresa. Un abbandono previsto, dato che tre mesi fa lo stesso Caputi aveva chiesto all'azionista Tesoro di provvedere alla sua sostituzione. Chi ne raccoglierà il testimone? In pole position una vecchia conoscenza dell'industria pubblica, Vito Gamberale, attualmente numero uno della holding Autostrade del gruppo Benetton. Da molti mesi il manager non fa mistero di voler abbandonare Treviso per tornare a Roma. Ma il suo nome non è il solo che circola. Secondo le indiscrezioni, il Tesoro sta considerando anche le candidature dell'ad della Consip Ferruccio Ferranti e del merchant banker Alberto Rigotti.
Dagospia 07 Luglio 2005