POLITIKOM - DOPO-GRASSO A PALERMO - RUTELLI 24 ORE - PASSERA ASILI NIDO - D'ALEMA AL COLLE NON PIACE A PRODI E FASSINO - BACCINI PAPALINO - DE MICHELIS, INCUBO ELEZIONI - CHE SINDACO TI FO - INTERCETTAZIONI, COSSIGA CONTRO IL PM MAPELLI.
1 - Fate leggere a Giancarlo Caselli cosa scrive oggi La Stampa: "ieri sera il procuratore nazionale anti-mafia, Piero Grasso, dopo essere stato la scorsa settimana da Casini, ha fatto la sua prima visita a Palazzo Chigi."
2 - Da Panorama - Magistrati siciliani (e non solo) in fibrillazione per la successione alla Procura di Palermo, rimasta vacante dopo la nomina di Pietro Grasso a procuratore antimafia. Il termine per le domande scade il 3 dicembre, ma il totonomine, trattandosi di una delle poltrone più ambite e delicate d'Italia, è già in atto. Candidato ideale appare ad alcuni Luigi Croce, stimato procuratore capo di Messina, che però è tagliato fuori dalla cosiddetta legge «anti Caselli», in base alla quale non possono essere nominati coloro che non riescono a garantire almeno 4 anni di servizio prima della pensione, e dunque tutti coloro che hanno superato i 66 anni. Altre candidature sono quelle dei tre procuratori aggiunti di Grasso, Guido Lo Forte, Giuseppe Pignatone e Sergio Lari. Ma nel loro caso, oltre all'età relativamente bassa, osterebbe l'entrata in vigore della riforma dell'ordinamento giudiziario (mancano solo i decreti attuativi) che obbliga gli aggiunti a sottoporsi a un giudizio di idoneità per salire di grado. Ci sono poi gli outsider: i procuratori capo di Brescia, Giancarlo Tarquini, di Marsala, Silvio Sciuto, e di Caltanissetta, Francesco Messineo.
E proprio Messineo, a sentire le voci al Csm, sarebbe il favorito; a meno che la Camera non riesca a inserire nella Finanziaria un emendamento che innalzando a 72 anni l'età pensionabile rimetterebbe in corsa Croce. In ogni caso, dopo la scadenza del 3 dicembre saranno necessari altri 60 giorni, durante i quali i candidati dovranno essere valutati dai consigli giudiziari di appartenenza. (V.P.A.)
3 - "Il Sole 24 Ore" intervista Francesco Rutelli (e non Tinto Prodi), sui temi dell'economia italiana: "La malattia profonda dell'Italia è la mancanza di competitività. "Sviluppo" deve diventare la cifra della legislatura, chiave dell'azione di Governo. Serve un patto sociale vero, non televisivo. Un grande accordo con tutte le forze produttive e sociali del Paese. Anche per dare alcune, inevitabili risposte scomode".
4 - Renzo Foa, sul Giornale, nel suo fondo intitolato "La caduta di Prodi", definisce il Professore come un "eterno principe senza scettro".
5 - Sempre sui temi dello sviluppo dell'economia, ma anche della politica, La Stampa intervista "Mister Banca Intesa", Corrado Passera, che dice: "gli aumenti di spesa pubblica saranno insufficienti rispetto ai fabbisogni del Welfare. In questo caso il terzo settore, il privato non profit, l'impresa sociale, può essere talvolta più efficace e più efficiente del pubblico perché quando si assistono ad esempio malati o anziani la prestazione vale molto di più se si aggiunge uno spirito di servizio personale. Ad esempio stiamo aprendo in pochi mesi quasi cinquecento asili nido con le tre i associazioni della cooperazione sociale: Cgm, Cdo e lega Coop."
6 - (Apcom) - Il successore di Carlo Azeglio Ciampi al Quirinale deve essere un pacifista. Lo sostiene il segretario del Prc Fausto Bertinotti in una conversazione con Rina Gagliardi riportata in un commento della giornalista sulla prima pagina di Liberazione. Sul Colle, "una volta si doveva alternare un laico e un cattolico, e non si trattava di una idea così peregrina - dice Bertinotti - Oggi però la discriminante vera non passa più tra mondo cattolico e mondo laico: passa principalmente tra pace e guerra. Perciò la nomina di un presidente disponibile a non consentire che il nostro paese sia di nuovo trascinato in avventure belliche o in aggressioni ad altri paesi sarebbe una vera svolta".
Nell'articolo, Gagliardi passa in rassegna i nomi che circolano sul dopo-Ciampi, sostenendo innanzitutto che "il primo candidato effettivo" alla successione di Ciampi rimane "Ciampi", dopo che Fini ha aperto il dibattito e nonostante che lo stesso Capo dello Stato abbia cercato di chiudere la discussione. Ma un altro nome cui Gagliardi dedica spazio (oltre ad Amato e Mancino, soltanto accennati) è quello di Massimo D'Alema, definito "candidabile" al Colle dallo stesso Bertinotti nei giorni scorsi. "A dire il vero" D'Alema "è candidato a molte cose - puntualizza Gagliardi - il Quirinale, la presidenza della Camera, un ministero di serie A (la politica estera)". Comunque, il "desiderio" del presidente della Quercia di finire al Colle "appare molto logico", si legge. "D'Alema ha ormai alle spalle un cursus honorum di prima grandezza, compresa la presidenza del Consiglio: è logico che preferisca un ruolo istituzionale a uno di governo". Anche se questa opzione, conclude, potrebbe non piacere "né a Romano Prodi né a Piero Fassino".
7 - Parole di Mario Monti, intervistato dal Corriere della Sera: "Si vede che Berlusconi e Prodi sono i più forti. Che siano sempre loro dieci anni dopo è forse una cosa curiosa rispetto ad altri paesi, ma non si può dire che nelle loro rispettive coalizioni non abbiano dovuto affrontare contestazioni. Che alla fine hanno superato"...
8 - Mario Baccini al quotidiano la Repubblica dice: "Un leader non scende in campo per perdere". Poi afferma che "Veltroni non è imbattibile", quindi finisce con un "non ho detto che non mi candido". La Stampa, invece, scrive chiaramente che "la sua candidatura verrà lanciata domenica durante la manifestazione dell'Udc al Palacongressi di Roma alla presenza di Pier Ferdinando Casini, l'esponente della Cdl più coccolato dalla gerarchie ecclesiastiche. In sostanza, Baccini conta molto sul sostegno di Oltretevere."
9 - (Jena per La Stampa) - Il centrodestra dà qualche segnale di rinnovamento, entra Pino Rauti.
10 - (Adnkronos) - ''Questa finanziaria e' di una violenza inaudita, e' una manovra incosciente''. Queste le parole di Dario Fo, candidato sindaco per le primarie nel centrosinistra a Milano, durante il corteo contro la finanziaria organizzato dai sindacati per le vie del centro di Milano. Secondo il Nobel, la finanziaria ''produce delle ferite alle scuole, al teatro e ai lavoratori che non possono essere riemarginate in breve tempo ma che saranno ricucite in anni''.
Come candidato sindaco, Dario Fo sostiene che Milano abbia bisogno ''di una visione completamente nuova e spregiudicata. Una visione della citta' rivoluzionaria per guardare verso il futuro''.
11 - (Robin per Europa) - Ieri il rappresentante dei comunisti italiani si è offeso perché a uno dei tavoli programmatici dell'Unione hanno rifiutato di ordinare il ritiro immediato da Nassiriya e anche di bruciare (sia pure per metafora) le bandiere Usa in piazza. S'è alzato, ha sbattuto la porta e se n'è andato. Fosse per noi, quella porta non si riaprirebbe.
12 - Da Panorama - Aderire ai radical-socialisti di Enrico Boselli e Marco Pannella? No, perché nel centrosinistra è andato Bobo Craxi, che ha spaccato il Nuovo Psi. Tornare con Silvio Berlusconi? Poco edificante. Fare una lista terza? Arduo. Per Gianni De Michelis le elezioni sono un incubo. E in attesa che il tribunale confermi che nome e simbolo del Psi sono suoi, non esclude di starsene fuori, facendo candidare in FI Chiara Moroni e Stefano Caldoro. Per provare a rientrare in gioco dopo il voto.
13 - Comunicato stampa - Il Portavoce del Presidente Emerito della Repubblica Sen. Francesco Cossiga rende noto il testo dell'Interpellanza oggi rivolta dall'ex-Presidente della Repubblica al Ministro della Giustizia:
"per sapere come giudichi il fatto che come reazione, o meglio sarebbe dire vendetta, alla denunzia. fatta al Presidente della Repubblica, al Presidente del Senato ed al Ministro della Giustizia dell'illegittimo uso delle intercettazioni delle conversazioni telefoniche svoltesi tra. lo stesso Cossiga ed il prof. Paolo Savona sulle utenze di quest'ultimo, il sostituto procuratore della Repubblica di Monza dott. Mapelli che le aveva disposte, ha con una nuova inopinata e spettacolare iniziativa, incriminato anche di aggiotaggio il detto prof. Paolo Savona, già amministratore delegato di IMPREGILO, al fine evidente di acquisire più spazio temporale per la sua azione persecutoria, ed anche al fine dichiarato agli avvocati dello stesso, di costringerlo a patteggiare, come ha già ottenuto da altri coimputati che intendendo proseguire nella loro attività di imprenditori ed, a differenza del prof. Savona, di amministratori di società, necessitano giustamente di chiudere rapidamente il loro contenzioso penale a qualunque sopportabile prezzo che dia loro libertà di agire, anche per risiedere ovviamente la loro credibilità eminentemente nelle loro capacità industriali e finanziarie e non nella loro personale e privata rispettabilità; e per conoscere quali iniziative di sua competenza intenda adottare per riportare nell'alveo della serietà, prima ancora che della legittimità, l'attività della Procura della Repubblica di Monza, ed in particolare quella del sostituto procuratore Mapelli, noto militante nella sinistra radicale, ma non per questo alieno dal dare personale carattere di spettacolo al suo improprio agire."
Dagospia 25 Novembre 2005
2 - Da Panorama - Magistrati siciliani (e non solo) in fibrillazione per la successione alla Procura di Palermo, rimasta vacante dopo la nomina di Pietro Grasso a procuratore antimafia. Il termine per le domande scade il 3 dicembre, ma il totonomine, trattandosi di una delle poltrone più ambite e delicate d'Italia, è già in atto. Candidato ideale appare ad alcuni Luigi Croce, stimato procuratore capo di Messina, che però è tagliato fuori dalla cosiddetta legge «anti Caselli», in base alla quale non possono essere nominati coloro che non riescono a garantire almeno 4 anni di servizio prima della pensione, e dunque tutti coloro che hanno superato i 66 anni. Altre candidature sono quelle dei tre procuratori aggiunti di Grasso, Guido Lo Forte, Giuseppe Pignatone e Sergio Lari. Ma nel loro caso, oltre all'età relativamente bassa, osterebbe l'entrata in vigore della riforma dell'ordinamento giudiziario (mancano solo i decreti attuativi) che obbliga gli aggiunti a sottoporsi a un giudizio di idoneità per salire di grado. Ci sono poi gli outsider: i procuratori capo di Brescia, Giancarlo Tarquini, di Marsala, Silvio Sciuto, e di Caltanissetta, Francesco Messineo.
E proprio Messineo, a sentire le voci al Csm, sarebbe il favorito; a meno che la Camera non riesca a inserire nella Finanziaria un emendamento che innalzando a 72 anni l'età pensionabile rimetterebbe in corsa Croce. In ogni caso, dopo la scadenza del 3 dicembre saranno necessari altri 60 giorni, durante i quali i candidati dovranno essere valutati dai consigli giudiziari di appartenenza. (V.P.A.)
3 - "Il Sole 24 Ore" intervista Francesco Rutelli (e non Tinto Prodi), sui temi dell'economia italiana: "La malattia profonda dell'Italia è la mancanza di competitività. "Sviluppo" deve diventare la cifra della legislatura, chiave dell'azione di Governo. Serve un patto sociale vero, non televisivo. Un grande accordo con tutte le forze produttive e sociali del Paese. Anche per dare alcune, inevitabili risposte scomode".
4 - Renzo Foa, sul Giornale, nel suo fondo intitolato "La caduta di Prodi", definisce il Professore come un "eterno principe senza scettro".
5 - Sempre sui temi dello sviluppo dell'economia, ma anche della politica, La Stampa intervista "Mister Banca Intesa", Corrado Passera, che dice: "gli aumenti di spesa pubblica saranno insufficienti rispetto ai fabbisogni del Welfare. In questo caso il terzo settore, il privato non profit, l'impresa sociale, può essere talvolta più efficace e più efficiente del pubblico perché quando si assistono ad esempio malati o anziani la prestazione vale molto di più se si aggiunge uno spirito di servizio personale. Ad esempio stiamo aprendo in pochi mesi quasi cinquecento asili nido con le tre i associazioni della cooperazione sociale: Cgm, Cdo e lega Coop."
6 - (Apcom) - Il successore di Carlo Azeglio Ciampi al Quirinale deve essere un pacifista. Lo sostiene il segretario del Prc Fausto Bertinotti in una conversazione con Rina Gagliardi riportata in un commento della giornalista sulla prima pagina di Liberazione. Sul Colle, "una volta si doveva alternare un laico e un cattolico, e non si trattava di una idea così peregrina - dice Bertinotti - Oggi però la discriminante vera non passa più tra mondo cattolico e mondo laico: passa principalmente tra pace e guerra. Perciò la nomina di un presidente disponibile a non consentire che il nostro paese sia di nuovo trascinato in avventure belliche o in aggressioni ad altri paesi sarebbe una vera svolta".
Nell'articolo, Gagliardi passa in rassegna i nomi che circolano sul dopo-Ciampi, sostenendo innanzitutto che "il primo candidato effettivo" alla successione di Ciampi rimane "Ciampi", dopo che Fini ha aperto il dibattito e nonostante che lo stesso Capo dello Stato abbia cercato di chiudere la discussione. Ma un altro nome cui Gagliardi dedica spazio (oltre ad Amato e Mancino, soltanto accennati) è quello di Massimo D'Alema, definito "candidabile" al Colle dallo stesso Bertinotti nei giorni scorsi. "A dire il vero" D'Alema "è candidato a molte cose - puntualizza Gagliardi - il Quirinale, la presidenza della Camera, un ministero di serie A (la politica estera)". Comunque, il "desiderio" del presidente della Quercia di finire al Colle "appare molto logico", si legge. "D'Alema ha ormai alle spalle un cursus honorum di prima grandezza, compresa la presidenza del Consiglio: è logico che preferisca un ruolo istituzionale a uno di governo". Anche se questa opzione, conclude, potrebbe non piacere "né a Romano Prodi né a Piero Fassino".
7 - Parole di Mario Monti, intervistato dal Corriere della Sera: "Si vede che Berlusconi e Prodi sono i più forti. Che siano sempre loro dieci anni dopo è forse una cosa curiosa rispetto ad altri paesi, ma non si può dire che nelle loro rispettive coalizioni non abbiano dovuto affrontare contestazioni. Che alla fine hanno superato"...
8 - Mario Baccini al quotidiano la Repubblica dice: "Un leader non scende in campo per perdere". Poi afferma che "Veltroni non è imbattibile", quindi finisce con un "non ho detto che non mi candido". La Stampa, invece, scrive chiaramente che "la sua candidatura verrà lanciata domenica durante la manifestazione dell'Udc al Palacongressi di Roma alla presenza di Pier Ferdinando Casini, l'esponente della Cdl più coccolato dalla gerarchie ecclesiastiche. In sostanza, Baccini conta molto sul sostegno di Oltretevere."
9 - (Jena per La Stampa) - Il centrodestra dà qualche segnale di rinnovamento, entra Pino Rauti.
10 - (Adnkronos) - ''Questa finanziaria e' di una violenza inaudita, e' una manovra incosciente''. Queste le parole di Dario Fo, candidato sindaco per le primarie nel centrosinistra a Milano, durante il corteo contro la finanziaria organizzato dai sindacati per le vie del centro di Milano. Secondo il Nobel, la finanziaria ''produce delle ferite alle scuole, al teatro e ai lavoratori che non possono essere riemarginate in breve tempo ma che saranno ricucite in anni''.
Come candidato sindaco, Dario Fo sostiene che Milano abbia bisogno ''di una visione completamente nuova e spregiudicata. Una visione della citta' rivoluzionaria per guardare verso il futuro''.
11 - (Robin per Europa) - Ieri il rappresentante dei comunisti italiani si è offeso perché a uno dei tavoli programmatici dell'Unione hanno rifiutato di ordinare il ritiro immediato da Nassiriya e anche di bruciare (sia pure per metafora) le bandiere Usa in piazza. S'è alzato, ha sbattuto la porta e se n'è andato. Fosse per noi, quella porta non si riaprirebbe.
12 - Da Panorama - Aderire ai radical-socialisti di Enrico Boselli e Marco Pannella? No, perché nel centrosinistra è andato Bobo Craxi, che ha spaccato il Nuovo Psi. Tornare con Silvio Berlusconi? Poco edificante. Fare una lista terza? Arduo. Per Gianni De Michelis le elezioni sono un incubo. E in attesa che il tribunale confermi che nome e simbolo del Psi sono suoi, non esclude di starsene fuori, facendo candidare in FI Chiara Moroni e Stefano Caldoro. Per provare a rientrare in gioco dopo il voto.
13 - Comunicato stampa - Il Portavoce del Presidente Emerito della Repubblica Sen. Francesco Cossiga rende noto il testo dell'Interpellanza oggi rivolta dall'ex-Presidente della Repubblica al Ministro della Giustizia:
"per sapere come giudichi il fatto che come reazione, o meglio sarebbe dire vendetta, alla denunzia. fatta al Presidente della Repubblica, al Presidente del Senato ed al Ministro della Giustizia dell'illegittimo uso delle intercettazioni delle conversazioni telefoniche svoltesi tra. lo stesso Cossiga ed il prof. Paolo Savona sulle utenze di quest'ultimo, il sostituto procuratore della Repubblica di Monza dott. Mapelli che le aveva disposte, ha con una nuova inopinata e spettacolare iniziativa, incriminato anche di aggiotaggio il detto prof. Paolo Savona, già amministratore delegato di IMPREGILO, al fine evidente di acquisire più spazio temporale per la sua azione persecutoria, ed anche al fine dichiarato agli avvocati dello stesso, di costringerlo a patteggiare, come ha già ottenuto da altri coimputati che intendendo proseguire nella loro attività di imprenditori ed, a differenza del prof. Savona, di amministratori di società, necessitano giustamente di chiudere rapidamente il loro contenzioso penale a qualunque sopportabile prezzo che dia loro libertà di agire, anche per risiedere ovviamente la loro credibilità eminentemente nelle loro capacità industriali e finanziarie e non nella loro personale e privata rispettabilità; e per conoscere quali iniziative di sua competenza intenda adottare per riportare nell'alveo della serietà, prima ancora che della legittimità, l'attività della Procura della Repubblica di Monza, ed in particolare quella del sostituto procuratore Mapelli, noto militante nella sinistra radicale, ma non per questo alieno dal dare personale carattere di spettacolo al suo improprio agire."
Dagospia 25 Novembre 2005