DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…
DAGOREPORT
A che punto è la notte dell’Armata Branca-Meloni? Dopo quasi quattro anni di potere ben confortato dal sostegno elettorale e dalla fedeltà dei partner della maggioranza, di colpo la Statista della Sgarbatella ha iniziato a perdere colpi, il motore si è ingolfato e la macchina del governo è finita in panne.
Proprio quando l’arroganza del potere aveva sviluppato, come altri nel passato, una concezione salvifica del suo ruolo, sulla cofana bionda di Giorgia Meloni è arrivata la batosta del referendum sulla giustizia. E dato che le disgrazie sono come le ciliegie, una tira l'altra, è esploso alla sua destra il fenomeno Vannacci che, dopo aver svuotato come una zucchina la Lega di Salvini, oggi ogni punto che guadagna nei sondaggi lo erode a Fratelli d’Italia.
Nel frattempo anche le ambizioni geopolitiche della “Giorgia dei due mondi” sono andate a farsi fottere sotto una gragnuola di “vaffa” di Trump, e alla “Thatcher immaginaria” non è restato altro che naftalinare il ruolo di "pontiera" tra Usa e Ue e ritornare alla sua veste deputata di "portiera" dell’Italietta.
Ed eccola che si sbatte come un Moulinex per uscire dal vicolo cieco in cui l’ha sbattuta l’ex generale della Folgore. Visti e stravisti i sondaggi, a Palazzo Chigi sono ormai ben consapevoli del pericolo che corrono: se l’ex parà della Folgore rimanesse fuori dalla prossima coalizione, la destra ritornerebbe con il fez tra le gambe nelle grotte di Colle Oppio a leggere Tolkien.
E allora tanto vale provare ad ammansire Futuro Nazionale e ragionare su un accordo politico che permetta a tutti di mettere le mani sulla prossima legislatura.
Intanto, messa da parte l’arroganza in modalità “Dopo di me, il diluvio”, Giorgia l’Underdog ha ricompattato le correnti sotterranee di FdI, ricomponendo gli attriti sia con il dominus di Lombardia e Sicilia, Ignazio La Russa, sia con l’ex cognato Francesco Lollobrigida, ed ora è partita nell’operazione di intortare il Generalissimo per ingabbiarlo nella coalizione di centrodestra.
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3
Missione che si sta mostrando irta di ostacoli, a partire dalle posizioni diverse e contrarie all’interno della maggioranza. Se il naufrago Salvini, nonostante il “tradimento” di Vannacci, che ha usato la Lega come un taxi per dar vita al suo partito, non è più capace di intendere e di volere sul Carroccio diventato un catorcio, diversa e contraria è la posizione dell’altro alleato del governo, nonché membro del Partito Popolare Europeo, Forza Italia.
Sia in versione Berlusconi sia in modalità Tajani, il partito fondato dal Cavaliere è all’80 per cento contro l’ingresso nella coalizione di un tipino che indossa come collana l’ascia bipenne della formazione neofascista Ordine Nuovo ed è alleato nel parlamento europeo con i post-nazi tedeschi di Afd.
Se fuori tuona, in casa piove. All’interno di Fratelli d’Italia, sul dilemma “Vannacci sì, Vannacci no”, il dibattito incalza. Un volpone della politica come La Russa è dell’opinione, se si vuole tenere unita l’alleanza con Lega e Forza Italia, che il pericolo Vannacci va disinnescato ‘’facendo capire alla Nazione che FdI è la vera destra”.
Al primo piano di Palazzo Chigi, la Fiamma Magica fa poi presente che non è per nulla opportuno, sbandare troppo a destra: le reazioni da parte dell’esecutivo europeo sarebbero di sicuro pessime.
Antonio Tajani Giorgia Meloni Matteo Salvini 2
Alla luce del buon rapporto in corso, dopo lo sciagurato coitus interruptus con Trump, tra Meloni e Merz, come la prenderebbe il cancelliere tedesco lo sbarco nella maggioranza di un Vannacci?
L’ex militare, dopo l'espulsione dal gruppo dei Patrioti per l'Europa, è entrato a far parte del gruppo sovranista Europa delle Nazioni Sovrane (ESN), dove fa compagnia al partito delle svastichelle Afd, il nemico più intimo del governo di Berlino.
Pochi giorni fa, con la scusa di aver avuto un figlio con la maternità surrogata, Merz ha cacciato Jens Spahn, capogruppo dei conservatori della Cdu e intimo amico di Peter Thiel e della galassia Maga.
GALEAZZO BIGNAMI - FOTO LAPRESSE
Amorale della fava: ce lo vedete l’ex parà che molla Afd, il patriottismo neofascio, per entrare in un eventuale governo meloniano?
Ai “messaggeri d’amore” alla Bignami, inviati in avanscoperta a tastare il terreno, i “futuristi” han subito risposto con segnali di guerra.
Il 24 giugno 2026, quando Gianni Alemanno lascia Rebibbia, dopo quasi un anno e mezzo di carcere, trova ad aspettarlo c’è Vannacci e la sua “sporca dozzina”.
I gli arditi di FN erano pronti ad arruolare il rautiano della Destra Sociale, che Fini giudicava il più “originale” dei suoi “colonnelli’’ di Alleanza Nazionale (Gasparri, Mattioli, La Russa), in chiave anti-Meloni
“Ale’-danno” ha la dentiera avvelenata: a lui spetta il compito di attirare in Futuro Nazionale lo zoccolo duro e fascio di Fratelli d’Italia, che va dal 3 al 5%. L’ex sindaco di Roma non ha mai dimenticato il trattamento a pesci in faccia ricevuto dalle sorelle Meloni all’epoca dell’inchiesta Mafia Capitale in cui fu coinvolto con l’accusa di corruzione. E adesso non vede l’ora di spedire, con ritrovato tono da leader, un sonoro vaffa alle “sorelle ingrate” di via della Scrofa: “Se da qui alle prossime elezioni politiche riscoprirà l'anima sovranista e sociale della destra, tutti i dialoghi saranno possibili. Ma se cadrà nel richiamo delle sirene centriste, Futuro Nazionale non potrà che andare per la sua strada".
alemanno all'uscita da rebibbia
A Vannacci non resta che aggiungere: “Futuro Nazionale appartiene all'area della destra, ma non farà la ruota di scorta. Chiederei un accordo programmatico scritto, pubblico e verificabile, con tempi precisi: controllo sull'immigrazione e remigrazione nel rispetto della legge, revisione del Green Deal, ritorno al nucleare, riduzione delle tasse su lavoro e famiglie, sicurezza, nuove carceri, tutela delle imprese e politica estera fondata sull'interesse nazionale".
ROBERTO VANNACCI GIANNI ALEMANNO - FOTO LAPRESSE
Del resto, il primo a rimetterci da un accordo con la coalizione di centrodestra sarebbe lo stesso Vannacci. Tra allearsi con dei partiti che finirebbero per diluire la sua fascio-retorica o restare all’opposizione e capitalizzare il malcontento populista, risponderebbe come il Santone Quelo, interpretato da Corrado Guzzanti: “La seconda che hai detto!”...
giorgia meloni friedrich merz foto lapresse
alice weidel
tino chrupalla alice weidel
ALICE WEIDEL DI AFD SE LA RIDE DOPO IL NO DEL BUNDESTAG A FRIEDRICH MERZ
ROBERTO VANNACCI GIANNI ALEMANNO




