ARCHEO - "AHI, AHI, SIGNORA ZUCCOLI...". E MIKE BONGIORNO TIRO' SU IL MURO DEI SEPARATI IN CASA.
Mike Bongiorno, presentatore: questo parvenu nato a New York è passato alla storia dello spettacolo per aver giocato una scommessa vincente: il suo senso comune gli suggerì che la televisione avrebbe avuto la meglio sulla stupida natura umana. La filosofia di vita del Grande Mike si potrebbe sintetizzare nel motto: dal quiz all'eternità. Un superarrivato che crede in Dio, ama la famiglia ed è ligio al dovere. Il sorriso prestampato, i modi cordiali, col passare degli anni, il Bravo Presentatore ha perso qualsiasi riferimento con la normale imperfezione umana. Ci credereste? Ma il lato debole la paura segreta, il tallone d'Achille del marziano Mike è la stampa scandalistica: "Ma certo, i giornali con tutti i pettegolezzi crudeli che allora facevano su di me, controproducenti per la mia carriera".
L'arcano viene svelato da Bongiorno stesso, sulle pagine di un Sorrisi e Canzoni del 1982, a Camilla Cederna, che aggiunge: "Anch'io li ricordo bene, titoloni con i giudizi delle sue prime mogli su di lui ("manichino, pignolo, pedante, irriguardoso, robot, taccagno"). E addirittura il comunicato Ansa con cui la seconda spiegava il perché della rottura con Mike: "Impossibile viverci insieme, perché antepone la sua immagine pubblica al più elementare sentimento famigliare". Ma questo pollaio coniugale impallidisce miseramente davanti al tonitruante psico-melodramma di sesso e corna messo in scena dalla terza moglie di Mike: è lo scotto più bruciante che Bongiorno pagherà al divismo. La sua vita e la sua carriera furono infatti sbatacchiati da uno strepitoso rullo di corna in piena faccia.
Londra, 23 marzo 1972. Daniela Zuccoli in Bongiorno, allora ventunenne e già incinta di quattro mesi, taglia la torta nuziale poche ore dopo il matrimonio celebrato nel quartiere di Chelsea. All'epoca Mike aveva 47 anni e alle spalle due fallimentari esperienze coniugali. La prima con la cantante Rosalia Maresca, sposata a New York nel '48 e lasciata nel '52; la seconda con Annarita Torsello, diventata sua moglie a Parigi nell'ottobre del 1968. La fatale combinazione con la Zuccoli avvenne due anni dopo. "Il modo in cui incontrai Daniela è incredibile, si vede che c'era la mano di Dio a guidarmi", ricorda Testa di Quiz. "Nei giorni in cui stava andando definitivamente a pallino il mio secondo matrimonio, venni invitato a Capri per presentare Maremoda e lì conobbi Daniela che faceva la hostess per una ditta. Aveva vent'anni e mi piacque subito perché la vedevo molto ingenua, diversa da tutte le ragazze del mio ambiente. Però era anche un po' hippy, leggeva l'Unità e il Manifesto e contestava la famiglia".
Diciamo la verità: troppo pepe yé-yé sul semolino di Mike, massima ostentazione mediatica dell'uomo qualunque; ma per il "matusa" fu il colpo della strega: vista e bloccata. Sentite che storia: è Mike che racconta. "A Capri ci siamo piaciuti subito. Ricordo che le diedi il primo bacio in discoteca, preoccupato di non farmi scoprire dalle giornaliste che gironzolavano nel locale in cerca di scandali. Però ero contento di rischiare: quella ragazzina, che durante le prove mi aveva colpito per la sua dolcezza portandomi sul palco un'aranciata fresca, mi aveva proprio conquistato. "Non devo lasciarmela sfuggire", pensai. E invece ci siamo persi di vista.
"Finché, l'anno successivo, si verifica una cosa incredibile: una sera d'estate sto presentando una grande festa di piazza a San Martino Valle Caudina, vicino Avellino, e a un certo punto vedo arrampicarsi sul palco proprio Daniela. Stava andando in vacanza in Puglia con certi amici capelloni s'era persa nelle strade dell'Irpinia e, passando per quel paese, aveva sentito la mia voce negli altoparlanti e aveva deciso di venire a salutarmi. Le proposi: "Io vado in vacanza sull'isola di Vulcano:: perché non mi raggiungi?". Cosa che fece due settimane più tardi. Non le ho mai chiesto se era venuta perché coi suoi amici si annoiava oppure perché si era innamorata di me. Fatto sta che a Vulcano restò più di un mese".
Vennero le nozze londinesi, i figli e la noia di Daniela. Mike è un alcolizzato del video, uno caso quasi anormale di orgasmo con la messa in onda; aggiungere alla tele-assuefazione la grande opinione che ha di se stesso, i ventisei anni di differenza generazionale, gli attacchi di spilorceria acida e quella specie di gelo burocratico che mette nel suo mestiere. "Ho sudato più a interpretare la sua psicologia che quella di Sant'Agostino", sbuffa ancora Umberto Eco. Col passare degli anni, a forza di piazzare fustini e prosciutti fra le ruote della fortuna, si ha l'impressione che non sia più il caso di parlare di pelle e di carne per l'inventore della busta con valletta, del raddoppio in cabina, sempre lì a gridare l'ineffabile "Allegria!". "Le donne che sposano uno che fa il mio mestiere avranno sempre qualche problema, perché sono destinate a sentirsi molto sole".
Però la briosa Daniela non ci sta ad interpretare il ruolo di "vedovella bianca", e gliele suona sul boccolo cotonato ad involtino. All'inizio, bisticci, dispetti, foto a tetta sciolta. Annoiata a morte, s'inventa stilista di una collezione di moda venduta per corrispondenza dalla Vestro. Infine, a scoperchiare il "matrimonio felice" dei Bongiorno, ci pensa la copia del 7 agosto 1984 di Novella 2OOO che in copertina "strilla": "La moglie di Mike è bigama". I lettori azionano i colli per zoomare gli occhi sullo scoop della giornalista Donata Giachini, e nessuno resta deluso. Al povero Mike, gli prende invece un coccolone quando a pagina 4 comincia a leggere: "Altro che "allegria"! Il 29 agosto in casa Bongiorno ricorre il sesto anniversario di un matrimonio che doveva rimanere segreto: quello celebrato nel '78 a Las Vegas tra Daniela Zuccoli e il suo allora "socio" in affari Walter Fusari, mentre lei era "felicemente" sposata anche con Mike".
Come direbbe il Telemike: colpo di scena! La moglie ha il "secondo marito"! Come dimostra senza ombra di dubbio la fotocopia del certificato di matrimonio rilasciato dallo Stato del Nevada, contea di Clark, sottoscritto in data 29 agosto 1978. Oltre all'atto matrimoniale, il settimanale pubblica il memoriale del "secondo uomo", un gentiluomo prodigo di particolari piccanti ("La prima notte di nozze fu consumata in una camera dell'hotel Hilton") e di foto imbarazzanti. Daniela e Walter che tubano sotto la luna di miele; che posano come piccioni in eccitazione davanti al Teatro Cinese di Hollywood; che si avventurano a Zabriskie Point, la località resa culto da un film di Antonioni. Sullo sfondo, si vede un puntino al centro di uno studio di registrazione milanese: è l'ignaro Mike che scutrettola in balia del solito sponsor quizzarolo. Insomma, una rappresentazione grottesca, al di là di Novella 2OOO, al di qua di Eva-Express.. In mezzo naviga il Corriere della sera, che sbatte la storiaccia sulla prima pagina, segnando il momento più imbarazzante nella carriera di Bongiorno.
"All'epoca ci amavamo davvero e pensavamo che non ci saremmo mai lasciati", pigola il "triangolista" Walter Fusari. Che ammette apertamente la vispa natura di quel legame sbocciato durante una vacanza a Bali nel '77: "Il nostro non era un rapporto basato solamente sul sesso: c'era anche un'intesa psicologica. Insieme non ci annoiavamo mai. In più, lei mi dava un senso di sicurezza. Era femminile e volitivamente mascolina nello stesso tempo... Ma anche molto infantile: in bagno mi affondava sempre le barchette".
Dopo il matrimonio tra i tavoli verdi di Las Vegas, Fusari e la Zuccoli continuano in Italia la loro relazione di "clandestini dell'amore", comodamente mascherata dietro i contatti resi indispensabili dalla loro azienda di abbigliamento. La love-story va avanti ben cinque anni perché, dice lo "sposo americano", bisogna pensare alle circostanze: "Daniela era una donna troppo sola, colpa del lavoro di Mike, troppo annoiata, e io avevo forse il fascino della "follia" di chi si fa di cocaina senza problemi. Ero cocainomane a quei tempi. Un cocainomane di lusso, perché avevo tanti soldi. Daniela, che non si è mai drogata, non lo sapeva e io credo che si possa capire una donna che, in un particolare momento della sua vita, rimane abbagliata dalla sconosciuta e festosa diversità di un cocainomane".
Coca oggi, coca domani, il cinguettio tra Daniela e Fusari diventa urlo: dopo un burroscoso litigio avvenuto al ritorno da una vacanza in Egitto, scende il sipario. Il melodramma a beneficio del pubblico esplode vulcanicamente sulla stampa solo due anni più tardi: chi o che cosa ha indotto Walter Fusari a uscire dal riserbo e a raccontare i particolari del suo matrimonio americano con la moglie di Mike Bongiorno? Semplice: "Sono un drogato", rivela Fusari al settimanale Oggi, "e per procurarmi le dosi ho messo all'asta l'ultimo bene che mi rimaneva: la mia storia con Daniela e le lettere che mi scrisse. Il giro degli spacciatori d'eroina è un giro duro. Io mi sentivo chiuso in una morsa. Avevo debiti con loro. Dovevo pagarli a tutti i costi, per non finire male e per avere ancora la roba".
Sesso, droga e televisione: per le redattrici strappalacrime o strappapelle questa storia è una vera manna. Per il signor Mike, legato alla coppietta piccolo-borghese fissata sui valori del Bacetto e del Nido, è una vera mannaia. Anche se era stato messo al corrente del tradimento e del matrimonio-bis dalla stessa Daniela, all'indomani della rottura con il baldo Fusari. Secondo Donata Giachini, "durante i cinque anni d'amore tra Daniela e Walter, Mike è sempre stato al gioco, fingendo di credere alla versione ufficiale che sua moglie dava circa i suoi rapporti con Fusari: si trattava di incontri e di viaggi d'affari tra due soci che dovevano curare i loro interessi". Che Mike sapesse tutto lo conferma anche l'amante Fusari: "Nel 1983, Mike si mise in contatto con me e mi chiese se ero disposto a tornare in America per tornare in America per divorziare da sua moglie. All'inizio avevo cercato di negare l'esistenza del mio matrimonio con Daniela, ma lui mi aveva fatto capire di essere perfettamente al corrente di tutto quanto. A quel punto, gli risposi che non avevo nessuna difficoltà a tornare laggiù e divorziare. Strano ma vero, non ne ho più saputo niente".
Che Bongiorno tenesse all'immagine pubblica, alla rispettabilità piccolo-borghese lo si capì fin dal principio dello scandalo: lui adorava vincere e detestava perdere. Americanamente, era, è, un vincitore nato. Davanti all'esplosivo memoriale sulla "moglie americana", il Mike furioso pensò bene di dare in pasto alla sghignazzante opinione pubblica una esemplare manifestazione di vendetta virile: scacciò dal suo letto l'infedele e per otto mesi si ritirò indignato sull'Aventino dei "separati in casa". "A dire la verità", confessò Mike al settimanale Oggi , "mi limitai a dividere in due il nostro appartamento facendo tirar su una specie di muro in cartongesso".
Con il sistema nervoso ai limiti della legge 18O, chiamò dei muratori e, tra lui e la fedifraga, fece tirar su una specie di muro di Berlino."Io e la governante stavamo da una parte, Daniela coi bambini e la coppia dei domestici filippini dall'altra. Entravamo e uscivamo da porte separate e non ci parlavamo mai. Ma i nostri figli odiavano quella divisione: scrivevano ovunque "abbasso il muro" e cercavano di bucarlo col cacciavite per dimostrare il loro disappunto. Sono stati proprio Miki e Nicolò a farmi tornare con Daniela. Quando è caduto il muro erano più contenti loro di noi due".
Copyright Dagospia.com 29 Novembre 2001
(Bongiorno e la sua prima moglie Rosalia Maresca)
L'arcano viene svelato da Bongiorno stesso, sulle pagine di un Sorrisi e Canzoni del 1982, a Camilla Cederna, che aggiunge: "Anch'io li ricordo bene, titoloni con i giudizi delle sue prime mogli su di lui ("manichino, pignolo, pedante, irriguardoso, robot, taccagno"). E addirittura il comunicato Ansa con cui la seconda spiegava il perché della rottura con Mike: "Impossibile viverci insieme, perché antepone la sua immagine pubblica al più elementare sentimento famigliare". Ma questo pollaio coniugale impallidisce miseramente davanti al tonitruante psico-melodramma di sesso e corna messo in scena dalla terza moglie di Mike: è lo scotto più bruciante che Bongiorno pagherà al divismo. La sua vita e la sua carriera furono infatti sbatacchiati da uno strepitoso rullo di corna in piena faccia.
(Mike con la su seconda moglie Annarita Torsello)
Londra, 23 marzo 1972. Daniela Zuccoli in Bongiorno, allora ventunenne e già incinta di quattro mesi, taglia la torta nuziale poche ore dopo il matrimonio celebrato nel quartiere di Chelsea. All'epoca Mike aveva 47 anni e alle spalle due fallimentari esperienze coniugali. La prima con la cantante Rosalia Maresca, sposata a New York nel '48 e lasciata nel '52; la seconda con Annarita Torsello, diventata sua moglie a Parigi nell'ottobre del 1968. La fatale combinazione con la Zuccoli avvenne due anni dopo. "Il modo in cui incontrai Daniela è incredibile, si vede che c'era la mano di Dio a guidarmi", ricorda Testa di Quiz. "Nei giorni in cui stava andando definitivamente a pallino il mio secondo matrimonio, venni invitato a Capri per presentare Maremoda e lì conobbi Daniela che faceva la hostess per una ditta. Aveva vent'anni e mi piacque subito perché la vedevo molto ingenua, diversa da tutte le ragazze del mio ambiente. Però era anche un po' hippy, leggeva l'Unità e il Manifesto e contestava la famiglia".
Diciamo la verità: troppo pepe yé-yé sul semolino di Mike, massima ostentazione mediatica dell'uomo qualunque; ma per il "matusa" fu il colpo della strega: vista e bloccata. Sentite che storia: è Mike che racconta. "A Capri ci siamo piaciuti subito. Ricordo che le diedi il primo bacio in discoteca, preoccupato di non farmi scoprire dalle giornaliste che gironzolavano nel locale in cerca di scandali. Però ero contento di rischiare: quella ragazzina, che durante le prove mi aveva colpito per la sua dolcezza portandomi sul palco un'aranciata fresca, mi aveva proprio conquistato. "Non devo lasciarmela sfuggire", pensai. E invece ci siamo persi di vista.
"Finché, l'anno successivo, si verifica una cosa incredibile: una sera d'estate sto presentando una grande festa di piazza a San Martino Valle Caudina, vicino Avellino, e a un certo punto vedo arrampicarsi sul palco proprio Daniela. Stava andando in vacanza in Puglia con certi amici capelloni s'era persa nelle strade dell'Irpinia e, passando per quel paese, aveva sentito la mia voce negli altoparlanti e aveva deciso di venire a salutarmi. Le proposi: "Io vado in vacanza sull'isola di Vulcano:: perché non mi raggiungi?". Cosa che fece due settimane più tardi. Non le ho mai chiesto se era venuta perché coi suoi amici si annoiava oppure perché si era innamorata di me. Fatto sta che a Vulcano restò più di un mese".
Vennero le nozze londinesi, i figli e la noia di Daniela. Mike è un alcolizzato del video, uno caso quasi anormale di orgasmo con la messa in onda; aggiungere alla tele-assuefazione la grande opinione che ha di se stesso, i ventisei anni di differenza generazionale, gli attacchi di spilorceria acida e quella specie di gelo burocratico che mette nel suo mestiere. "Ho sudato più a interpretare la sua psicologia che quella di Sant'Agostino", sbuffa ancora Umberto Eco. Col passare degli anni, a forza di piazzare fustini e prosciutti fra le ruote della fortuna, si ha l'impressione che non sia più il caso di parlare di pelle e di carne per l'inventore della busta con valletta, del raddoppio in cabina, sempre lì a gridare l'ineffabile "Allegria!". "Le donne che sposano uno che fa il mio mestiere avranno sempre qualche problema, perché sono destinate a sentirsi molto sole".
Però la briosa Daniela non ci sta ad interpretare il ruolo di "vedovella bianca", e gliele suona sul boccolo cotonato ad involtino. All'inizio, bisticci, dispetti, foto a tetta sciolta. Annoiata a morte, s'inventa stilista di una collezione di moda venduta per corrispondenza dalla Vestro. Infine, a scoperchiare il "matrimonio felice" dei Bongiorno, ci pensa la copia del 7 agosto 1984 di Novella 2OOO che in copertina "strilla": "La moglie di Mike è bigama". I lettori azionano i colli per zoomare gli occhi sullo scoop della giornalista Donata Giachini, e nessuno resta deluso. Al povero Mike, gli prende invece un coccolone quando a pagina 4 comincia a leggere: "Altro che "allegria"! Il 29 agosto in casa Bongiorno ricorre il sesto anniversario di un matrimonio che doveva rimanere segreto: quello celebrato nel '78 a Las Vegas tra Daniela Zuccoli e il suo allora "socio" in affari Walter Fusari, mentre lei era "felicemente" sposata anche con Mike".
(Mike con Edy Campagnoli e Totò)
Come direbbe il Telemike: colpo di scena! La moglie ha il "secondo marito"! Come dimostra senza ombra di dubbio la fotocopia del certificato di matrimonio rilasciato dallo Stato del Nevada, contea di Clark, sottoscritto in data 29 agosto 1978. Oltre all'atto matrimoniale, il settimanale pubblica il memoriale del "secondo uomo", un gentiluomo prodigo di particolari piccanti ("La prima notte di nozze fu consumata in una camera dell'hotel Hilton") e di foto imbarazzanti. Daniela e Walter che tubano sotto la luna di miele; che posano come piccioni in eccitazione davanti al Teatro Cinese di Hollywood; che si avventurano a Zabriskie Point, la località resa culto da un film di Antonioni. Sullo sfondo, si vede un puntino al centro di uno studio di registrazione milanese: è l'ignaro Mike che scutrettola in balia del solito sponsor quizzarolo. Insomma, una rappresentazione grottesca, al di là di Novella 2OOO, al di qua di Eva-Express.. In mezzo naviga il Corriere della sera, che sbatte la storiaccia sulla prima pagina, segnando il momento più imbarazzante nella carriera di Bongiorno.
"All'epoca ci amavamo davvero e pensavamo che non ci saremmo mai lasciati", pigola il "triangolista" Walter Fusari. Che ammette apertamente la vispa natura di quel legame sbocciato durante una vacanza a Bali nel '77: "Il nostro non era un rapporto basato solamente sul sesso: c'era anche un'intesa psicologica. Insieme non ci annoiavamo mai. In più, lei mi dava un senso di sicurezza. Era femminile e volitivamente mascolina nello stesso tempo... Ma anche molto infantile: in bagno mi affondava sempre le barchette".
Dopo il matrimonio tra i tavoli verdi di Las Vegas, Fusari e la Zuccoli continuano in Italia la loro relazione di "clandestini dell'amore", comodamente mascherata dietro i contatti resi indispensabili dalla loro azienda di abbigliamento. La love-story va avanti ben cinque anni perché, dice lo "sposo americano", bisogna pensare alle circostanze: "Daniela era una donna troppo sola, colpa del lavoro di Mike, troppo annoiata, e io avevo forse il fascino della "follia" di chi si fa di cocaina senza problemi. Ero cocainomane a quei tempi. Un cocainomane di lusso, perché avevo tanti soldi. Daniela, che non si è mai drogata, non lo sapeva e io credo che si possa capire una donna che, in un particolare momento della sua vita, rimane abbagliata dalla sconosciuta e festosa diversità di un cocainomane".
Coca oggi, coca domani, il cinguettio tra Daniela e Fusari diventa urlo: dopo un burroscoso litigio avvenuto al ritorno da una vacanza in Egitto, scende il sipario. Il melodramma a beneficio del pubblico esplode vulcanicamente sulla stampa solo due anni più tardi: chi o che cosa ha indotto Walter Fusari a uscire dal riserbo e a raccontare i particolari del suo matrimonio americano con la moglie di Mike Bongiorno? Semplice: "Sono un drogato", rivela Fusari al settimanale Oggi, "e per procurarmi le dosi ho messo all'asta l'ultimo bene che mi rimaneva: la mia storia con Daniela e le lettere che mi scrisse. Il giro degli spacciatori d'eroina è un giro duro. Io mi sentivo chiuso in una morsa. Avevo debiti con loro. Dovevo pagarli a tutti i costi, per non finire male e per avere ancora la roba".
Sesso, droga e televisione: per le redattrici strappalacrime o strappapelle questa storia è una vera manna. Per il signor Mike, legato alla coppietta piccolo-borghese fissata sui valori del Bacetto e del Nido, è una vera mannaia. Anche se era stato messo al corrente del tradimento e del matrimonio-bis dalla stessa Daniela, all'indomani della rottura con il baldo Fusari. Secondo Donata Giachini, "durante i cinque anni d'amore tra Daniela e Walter, Mike è sempre stato al gioco, fingendo di credere alla versione ufficiale che sua moglie dava circa i suoi rapporti con Fusari: si trattava di incontri e di viaggi d'affari tra due soci che dovevano curare i loro interessi". Che Mike sapesse tutto lo conferma anche l'amante Fusari: "Nel 1983, Mike si mise in contatto con me e mi chiese se ero disposto a tornare in America per tornare in America per divorziare da sua moglie. All'inizio avevo cercato di negare l'esistenza del mio matrimonio con Daniela, ma lui mi aveva fatto capire di essere perfettamente al corrente di tutto quanto. A quel punto, gli risposi che non avevo nessuna difficoltà a tornare laggiù e divorziare. Strano ma vero, non ne ho più saputo niente".
Che Bongiorno tenesse all'immagine pubblica, alla rispettabilità piccolo-borghese lo si capì fin dal principio dello scandalo: lui adorava vincere e detestava perdere. Americanamente, era, è, un vincitore nato. Davanti all'esplosivo memoriale sulla "moglie americana", il Mike furioso pensò bene di dare in pasto alla sghignazzante opinione pubblica una esemplare manifestazione di vendetta virile: scacciò dal suo letto l'infedele e per otto mesi si ritirò indignato sull'Aventino dei "separati in casa". "A dire la verità", confessò Mike al settimanale Oggi , "mi limitai a dividere in due il nostro appartamento facendo tirar su una specie di muro in cartongesso".
Con il sistema nervoso ai limiti della legge 18O, chiamò dei muratori e, tra lui e la fedifraga, fece tirar su una specie di muro di Berlino."Io e la governante stavamo da una parte, Daniela coi bambini e la coppia dei domestici filippini dall'altra. Entravamo e uscivamo da porte separate e non ci parlavamo mai. Ma i nostri figli odiavano quella divisione: scrivevano ovunque "abbasso il muro" e cercavano di bucarlo col cacciavite per dimostrare il loro disappunto. Sono stati proprio Miki e Nicolò a farmi tornare con Daniela. Quando è caduto il muro erano più contenti loro di noi due".
Copyright Dagospia.com 29 Novembre 2001