SUL CUCUZZOLO DELLA MONTAGNA, DOVE LA "NEVE" SI TIRA COL NASO
PARIETTI D'AMPEZZO IN DUE, CAPRI PRENDE LA MIRA (SORVINO),
SAINKT MORITZ, AUGURI DAL PIANETA DELLE SCIMMIE
PARIETTI D'AMPEZZO IN DUE, CAPRI PRENDE LA MIRA (SORVINO),
SAINKT MORITZ, AUGURI DAL PIANETA DELLE SCIMMIE
PICCOLO VIZIONARIO DI FINE FESTE
Capodanno è il giorno più crudele dell'anno. Massì. L'unica cosa che impedisca a Dio di mandare un secondo diluvio è il 31 dicembre: dopo certi festeggiamenti, è del tutto inutile. Pensateci bene: è l'unica festa che non è tornata di moda per la buona ragione che non siamo mai riusciti a liberarcene. Una "Via Crucis" by-night, anzi, una "Via Trucis" che comincia con un viaggio ricco di emozioni violente di qualsiasi tipo, continua con un cenone ad alto tasso di colesterolo, prosegue in veglioni impennacchiati di botti paurosi, e finisce nel momento in cui si sa esattamente quanto si è speso, cioè verso la metà di aprile dell'anno seguente.
SANTANCHE' D'AMPEZZO
Un problema economico che non tange minimamente il portafoglio dei capodannati di Cortina d'Ampezzo. Qui, è parcheggiato un gran pezzo dell'Italia che sfagiola per il San Silvestro montanaro.
Basta spostare una pelliccia a strascico (la neve nisba), che viene fuori Marta Marzotto addobbata in "Dirndrl", quel pittoresco costume tirolese che fa sembrare tutte le donne in menopausa precoce, o si finisce in bocca a Daniela Santanché, spaparanzata all'Hotel Posta . Qui l'onorevole Dani, nell'attesa di ritrovare il Cadore perduto, si è strafatta di gin-rummy duellando con il marito Canio Mazzaro contro Gianni Manganelli e Simonetta Battistoni. Come al circolo degli anziani, si gioca a carte e ci si lamenta: "La più brutta Cortina della mia vita" (Marzotto marzotteggia). Tutti blindati in casa, gli habitués della polenta fritta e della lana cotta. Fuori serpentoni di auto alla ricerca vana di un parcheggio. Da registrare l'exploit della Marta da legare (la nostra attarughe preferita) che ha preso a calci un paio di bambinaie che dondolavano le carrozzine all'altezza dei tubi di scappamento. C'era invece da scappare a gambe levate dai cenini "innevati" di franchi tiratori: forse, per dispetto delle neve che non c'è, era tuto uno sniff-sniff di "nasi comunicanti".
IL TRAN TRAN DEI SICILIANI
Il cenone d'élite si è panettonizzato all'Hotel Bellevue dove la famiglia Geronzi (più Luigi Carraro) si è unita alla famiglia Cragnotti al grido "forza Lazio". Il party - l'unico degno dell'aggettivo casinaro - va appuntato sul petto siculo di Toti Palma (il primo dei maniaci sessuali) e Lucio Tasca (l'ultimo dei Gattopardi). Subito nomignolati "tran-tran dei siciliani", i due baldi palermitani hanno affittato lo chalet a tre piani della principessa romana Elvina Pallavicini, dove si sono abbandonati alla baldoria estrema 200 capodannati (di cui 70 invitati.).
Il clou del botto è arrivato con la brillante e brilla Alba Parietti, stravestita in Cavalli leopardato beige, che è salita sul tavolo con un bottiglione di champagne starnazzando un po' di festival di Sanremo. Una immagine agghiacciante, da "valle del tramonto". Nella bolgia, impellettato come una poltrona da dentista, l'ex filo-stallone di Alba, Stefano Bonaga, più la colonia napoletana di Volia Chitis e di Andrea Pacifico (ex marito di Fiona Winter). Insardinato di modaioli gay e imbisciato di gay modaioli il party (di fine danno) della stilista Alberta Ferretti, reduce dal vestito di nozze di Afef.
ANONIMA ZAMPOGNARI
Cenone family in casa Marzotto, circondata da figlie e nipotine, Jean Paul Troili e Giuliana Cella, Doris Pignatelli e la telegattara Nanà Bottazzi. Sul tavolo, troneggianti e minacciosi due maxi-panettoni (da 20 kili), dono Barilla. "Ogni fetta un kilo!", squittiva la Marta - che minaccia di vivere di nuovo a Roma - al superospite billionaire Spyro Niarcos. Il chiasso era fornito da una anonima zampognari che girava col piattino facendo girare le palle dell'albero. Il giorno dopo, l'inarrestabile Marta ha requisito la discoteca Blu per un giovanile "sweety party" a base di dolci mignon e champagne magnum. Previdenti e saggi, i ganzi-gaté Matteo Marzotto e Paolo Barilla alla sbornia ampezzana hanno preferito spezzarsi la schiena correndo la Parigi-Dakar. Tra gli aficionados del cenino fané e blindé, troviamo Leonardo Mondadori, i fratelli Maurizio e Piergiorgio Romiti, Alfio Marchini, Giuliano Adreani e Carlo Vanzina, Massimo Ponzellini, Ennio Doris, Arturo Ferruzzi e Cristina Busi, Maurizio Raggio e, tanto per non farci mancare niente, il figlio di Don Vito Ciancimino. Il capodanno più natalizio? Quello di Paola Ferrari e Marco De Benedetti che, visto il bordello da "Chi l'ha visto?" per un falso George Clooney, hanno preferito invitare solo bambini.
CAPRI E CAVOLI (AD MALORA!)
Come un miraggio, come un colpo di scena, come una miracolosa apparizione, Capri sotto gelo cambia pelle. Anzi, pelliccia. E' inevitabile farsi venire un colpo davanti alle signore-bene infagottate con un guardaroba esquimese davanti ai Faraglioni: tutine anti-gelo, sciarpe idro-repellenti, guanti da Himalaya. Anche il cagnolino diventa un gatto delle nevi. Per non parlare, poi, dei copricapi. Qui la fantasia dei capodannati non ha limiti: minacciosi colbacchi vetero-sovietici post-Fendi, passamontagna da rapina Chanel, zuccotti da Prada del cuculo, berretti da Armani d'ordinanza, "zuppiere" di visone selvaggio Valentino. Per ottenere il massimo del calore, c'era "Capri-Hollywood", la manifestazione inventata dal giornalista mitomane Pascal Vicedomini. Che è riuscito a coinvolgere l'ammirevole Mira Sorvino con il di lei padre Paul, Faye Dunaway (versione "Urlo" di Munch per il maxi-lifting), Giancarlo Giannini, Laura Morante, Murray Abraham, Armand Assante, Burt Young, Gino Paoli, Raoul Bova.
Quest'ultimo, da Bova mansueto si è trasformato in toro infuriato, quando ha notato che sul piatto caprese ricevuto in premio c'era scritto, testuale: "Ad malora!" (anziché il benaugurante "ad maiora"). Altra mirabile gaffe: sul palco Vicedomini intervista la Dunaway, autrice di un cortometraggio davvero formidabile, e traduce Tennessee Williams in Tennessee Willis, facendo urlare Franco Nero e sogghignare Anna La Rosa (in love-tour con Pio Bastoni). Al cenone del Palatio Hotel, al cospetto del deputato An Luigi Bobbio, del braccio destro di Fini Salvatore Sottile, dell'assistente di Bassolino Andrea Cozzolino, l'assessore diessino Luca Stamati, del segretario generale dei Beni Culturali Carmelo Rocca, Giovanna Deodato e Carlo Giovannelli, l'ufficio stampa di Urbani Fabrizio De Pasquale, il mitico Pascal ha superato se stesso sparando a doccia una bottiglia di spumante sul volto di Tony Renis.
Che, a sua volta, durante il viaggio in traghetto da Napoli a Capri, era entrato in collisione con cappuccino e brioche appena ingurgitato. Onda dopo onda, "Mister Quando Quando" era finito sul parapetto a vomitare i latticini superflui; uno, due e vai! Ma in quel momento arriva un disgraziato colpo di vento che boomeranghizza il vomitevole addosso al principe Filippo Nardi del Grande Fratello. Blindato ad Anacapri, Hotel Palace di Cacace, Luca Cordero di Montezemolo con la sposa Ludo, dimagritissima, e figlioletta, bellissima.
Al cenone del Palace, felici e incinti, Giulio Base e Tiziana Rocca: attendono un maschietto e si chiamerà Vittorio (in gloria di Vittorio Gassman).
RELAX & ROLEX
Che ne dite di un capodanno sulle nevi relax & rolex di Gstaad e Sainkt Moritz, tra nababbi arabi e aristocratici con alpenstock al posto delle stampelle? Eccola la Società del Wurstel, di chi ha dato l'anima e le labbra al chirurgo sbagliato. Per fortuna che la Pro-Chalet dei doviziosi borghi svizzerotti si è gemellata con "Chi": infatti, nessuno vi toglierà il brivido aristocratico, nobili come fiocchi di neve, principesse più numerose delle commesse: Polissena Sforza, Leontina e Olimpia Pallavicini, i Romanoff, i Carassi, Costantino di Grecia, Duchi di Kent, tutti i Savoia al completo, compresa Maria Gabriella, i Serra di Cassano. Intorno, chalet ripieni come bigné, di Valentino Garavani, Carlo Puri, Antonio D'Amico, il neo Big-malione italo-svizzero Ernesto Bertarelli, Rosy Greco, i neo afeffati Tronchetti Provera. Aggiungere Luisa Lanza, Donella Bossi Pucci, Enrico Minoli (fratello di Giovanni) in love con la splendida ellenica-americana Caterina Lavidas.
Pesante come un lingotto la presenza straniera: Samaranch, Bernie Ecclestone, i Miller ereditieri di Duty Free, gli armatori greci Latzis, Gunther Sachs. Seduta sul cucuzzolo di Lenk (l'anti-Gstaad), una sadica Brigitta Notz ha trascinato i suoi ospiti armati di sci e alpenstock e sacco a pelo. Il giorno dopo, tutti giù, fuori pista, verso Gstaad, per digerire la magnata di salsicce. Alla Notz il 2002 è entrato alla grande: ha affittato il suo chalet di Gstaad al regista hollywodiano Ridley Scott, quello del Gladiatore. Disdetto all'ultimo minuto per sopraggiunti impegni di lavoro, Brigitta si è tenuta lo chalet e la caparra.
Sarà perché si viaggia undici gradi sotto zero, sarà che manca il bianco fiocco, ma il menù la fa da padrone. Magnano sempre, e fanno anche la scarpetta. Myriam Sachs, moglie di Gunther, in omaggio alle sue origini svedesi, ha voluto nel suo chalet a Oberbort, la collina superchic di Gstaad, un menù a base di salmone selvatico e involtini di merluzzo; la miliardaria ellenica Ninette Fix, erede della famiglia produttrice di Ouzo, un chalet che sembra una galleria d'arte contemporanea, tra Bacon, Miro' e Warhol, ha rifilato kefthes (polpettine fritte) da attingere nel tzaziki (yogurt e cetrioli).
Poteva mancare il party mascherato? La crucca Astrid Kohl ha voluto i suoi ospiti vestiti da squaw e cow boy allo "Cheval Blanc", il ristorante più chic di Rougemont, in preda al foie gras, spring rolls, pannocchie di mais e fuochi d'artificio. Previdente, Marisela Federici che da Roma si è trascinata a Rougemont il suo cuoco personale, il birmano Maung.
Juanito Samaranch, figlio dell'ex boss del CIO, Enrico Minoli, Willy Cavendish, Nicolò Dubini, Perico Gomezdebaeza, hanno festeggiato il capodanno nella rustica baita del Wildhorn a Lauenen (sobborgo piu' spartano di Gstaad) insieme a Emilio Botin, potentissimo banchiere, che da casa si era portato il vino: due Magnum di una riserva specialissima del '78 che da sotto il tavolo si serviva furtivamente. Il giorno dopo, invece, come tradizione vuole, lenticchie e capponi da Maria Cristina Piaggio.
In una Sainkt Moritz gelata, pranzi e pranzetti per pochi intimi, si fa per dire, dalla bomastica Ilde Polli, da Emanuelle e Rodolfo De Benedetti, dalla "biscottara" Cecilia Colussi che inaugurava la sua nuova casa. Minifestone per 18 eletti con spettacolari fuochi d'artificio a casa dell'editore/magnate tedesco Burda. Carlo Perrone vi ci precipitava da Cortina scortato dalla moglie Polissena di Bagno e da Mario D'Urso. Nicolò Dubini lo snobbava e scappava a Gstaad. Dove, si sa, si Gstaad veramente bene.
Copyright Dagospia.com 2 Gennaio 2001
Capodanno è il giorno più crudele dell'anno. Massì. L'unica cosa che impedisca a Dio di mandare un secondo diluvio è il 31 dicembre: dopo certi festeggiamenti, è del tutto inutile. Pensateci bene: è l'unica festa che non è tornata di moda per la buona ragione che non siamo mai riusciti a liberarcene. Una "Via Crucis" by-night, anzi, una "Via Trucis" che comincia con un viaggio ricco di emozioni violente di qualsiasi tipo, continua con un cenone ad alto tasso di colesterolo, prosegue in veglioni impennacchiati di botti paurosi, e finisce nel momento in cui si sa esattamente quanto si è speso, cioè verso la metà di aprile dell'anno seguente.
SANTANCHE' D'AMPEZZO
Un problema economico che non tange minimamente il portafoglio dei capodannati di Cortina d'Ampezzo. Qui, è parcheggiato un gran pezzo dell'Italia che sfagiola per il San Silvestro montanaro.
Basta spostare una pelliccia a strascico (la neve nisba), che viene fuori Marta Marzotto addobbata in "Dirndrl", quel pittoresco costume tirolese che fa sembrare tutte le donne in menopausa precoce, o si finisce in bocca a Daniela Santanché, spaparanzata all'Hotel Posta . Qui l'onorevole Dani, nell'attesa di ritrovare il Cadore perduto, si è strafatta di gin-rummy duellando con il marito Canio Mazzaro contro Gianni Manganelli e Simonetta Battistoni. Come al circolo degli anziani, si gioca a carte e ci si lamenta: "La più brutta Cortina della mia vita" (Marzotto marzotteggia). Tutti blindati in casa, gli habitués della polenta fritta e della lana cotta. Fuori serpentoni di auto alla ricerca vana di un parcheggio. Da registrare l'exploit della Marta da legare (la nostra attarughe preferita) che ha preso a calci un paio di bambinaie che dondolavano le carrozzine all'altezza dei tubi di scappamento. C'era invece da scappare a gambe levate dai cenini "innevati" di franchi tiratori: forse, per dispetto delle neve che non c'è, era tuto uno sniff-sniff di "nasi comunicanti".
IL TRAN TRAN DEI SICILIANI
Il cenone d'élite si è panettonizzato all'Hotel Bellevue dove la famiglia Geronzi (più Luigi Carraro) si è unita alla famiglia Cragnotti al grido "forza Lazio". Il party - l'unico degno dell'aggettivo casinaro - va appuntato sul petto siculo di Toti Palma (il primo dei maniaci sessuali) e Lucio Tasca (l'ultimo dei Gattopardi). Subito nomignolati "tran-tran dei siciliani", i due baldi palermitani hanno affittato lo chalet a tre piani della principessa romana Elvina Pallavicini, dove si sono abbandonati alla baldoria estrema 200 capodannati (di cui 70 invitati.).
Il clou del botto è arrivato con la brillante e brilla Alba Parietti, stravestita in Cavalli leopardato beige, che è salita sul tavolo con un bottiglione di champagne starnazzando un po' di festival di Sanremo. Una immagine agghiacciante, da "valle del tramonto". Nella bolgia, impellettato come una poltrona da dentista, l'ex filo-stallone di Alba, Stefano Bonaga, più la colonia napoletana di Volia Chitis e di Andrea Pacifico (ex marito di Fiona Winter). Insardinato di modaioli gay e imbisciato di gay modaioli il party (di fine danno) della stilista Alberta Ferretti, reduce dal vestito di nozze di Afef.
ANONIMA ZAMPOGNARI
Cenone family in casa Marzotto, circondata da figlie e nipotine, Jean Paul Troili e Giuliana Cella, Doris Pignatelli e la telegattara Nanà Bottazzi. Sul tavolo, troneggianti e minacciosi due maxi-panettoni (da 20 kili), dono Barilla. "Ogni fetta un kilo!", squittiva la Marta - che minaccia di vivere di nuovo a Roma - al superospite billionaire Spyro Niarcos. Il chiasso era fornito da una anonima zampognari che girava col piattino facendo girare le palle dell'albero. Il giorno dopo, l'inarrestabile Marta ha requisito la discoteca Blu per un giovanile "sweety party" a base di dolci mignon e champagne magnum. Previdenti e saggi, i ganzi-gaté Matteo Marzotto e Paolo Barilla alla sbornia ampezzana hanno preferito spezzarsi la schiena correndo la Parigi-Dakar. Tra gli aficionados del cenino fané e blindé, troviamo Leonardo Mondadori, i fratelli Maurizio e Piergiorgio Romiti, Alfio Marchini, Giuliano Adreani e Carlo Vanzina, Massimo Ponzellini, Ennio Doris, Arturo Ferruzzi e Cristina Busi, Maurizio Raggio e, tanto per non farci mancare niente, il figlio di Don Vito Ciancimino. Il capodanno più natalizio? Quello di Paola Ferrari e Marco De Benedetti che, visto il bordello da "Chi l'ha visto?" per un falso George Clooney, hanno preferito invitare solo bambini.
CAPRI E CAVOLI (AD MALORA!)
Come un miraggio, come un colpo di scena, come una miracolosa apparizione, Capri sotto gelo cambia pelle. Anzi, pelliccia. E' inevitabile farsi venire un colpo davanti alle signore-bene infagottate con un guardaroba esquimese davanti ai Faraglioni: tutine anti-gelo, sciarpe idro-repellenti, guanti da Himalaya. Anche il cagnolino diventa un gatto delle nevi. Per non parlare, poi, dei copricapi. Qui la fantasia dei capodannati non ha limiti: minacciosi colbacchi vetero-sovietici post-Fendi, passamontagna da rapina Chanel, zuccotti da Prada del cuculo, berretti da Armani d'ordinanza, "zuppiere" di visone selvaggio Valentino. Per ottenere il massimo del calore, c'era "Capri-Hollywood", la manifestazione inventata dal giornalista mitomane Pascal Vicedomini. Che è riuscito a coinvolgere l'ammirevole Mira Sorvino con il di lei padre Paul, Faye Dunaway (versione "Urlo" di Munch per il maxi-lifting), Giancarlo Giannini, Laura Morante, Murray Abraham, Armand Assante, Burt Young, Gino Paoli, Raoul Bova.
Quest'ultimo, da Bova mansueto si è trasformato in toro infuriato, quando ha notato che sul piatto caprese ricevuto in premio c'era scritto, testuale: "Ad malora!" (anziché il benaugurante "ad maiora"). Altra mirabile gaffe: sul palco Vicedomini intervista la Dunaway, autrice di un cortometraggio davvero formidabile, e traduce Tennessee Williams in Tennessee Willis, facendo urlare Franco Nero e sogghignare Anna La Rosa (in love-tour con Pio Bastoni). Al cenone del Palatio Hotel, al cospetto del deputato An Luigi Bobbio, del braccio destro di Fini Salvatore Sottile, dell'assistente di Bassolino Andrea Cozzolino, l'assessore diessino Luca Stamati, del segretario generale dei Beni Culturali Carmelo Rocca, Giovanna Deodato e Carlo Giovannelli, l'ufficio stampa di Urbani Fabrizio De Pasquale, il mitico Pascal ha superato se stesso sparando a doccia una bottiglia di spumante sul volto di Tony Renis.
| (Tony Renis, Pascal Vicedomini e Franco Nero) |
Che, a sua volta, durante il viaggio in traghetto da Napoli a Capri, era entrato in collisione con cappuccino e brioche appena ingurgitato. Onda dopo onda, "Mister Quando Quando" era finito sul parapetto a vomitare i latticini superflui; uno, due e vai! Ma in quel momento arriva un disgraziato colpo di vento che boomeranghizza il vomitevole addosso al principe Filippo Nardi del Grande Fratello. Blindato ad Anacapri, Hotel Palace di Cacace, Luca Cordero di Montezemolo con la sposa Ludo, dimagritissima, e figlioletta, bellissima.
Al cenone del Palace, felici e incinti, Giulio Base e Tiziana Rocca: attendono un maschietto e si chiamerà Vittorio (in gloria di Vittorio Gassman).
RELAX & ROLEX
Che ne dite di un capodanno sulle nevi relax & rolex di Gstaad e Sainkt Moritz, tra nababbi arabi e aristocratici con alpenstock al posto delle stampelle? Eccola la Società del Wurstel, di chi ha dato l'anima e le labbra al chirurgo sbagliato. Per fortuna che la Pro-Chalet dei doviziosi borghi svizzerotti si è gemellata con "Chi": infatti, nessuno vi toglierà il brivido aristocratico, nobili come fiocchi di neve, principesse più numerose delle commesse: Polissena Sforza, Leontina e Olimpia Pallavicini, i Romanoff, i Carassi, Costantino di Grecia, Duchi di Kent, tutti i Savoia al completo, compresa Maria Gabriella, i Serra di Cassano. Intorno, chalet ripieni come bigné, di Valentino Garavani, Carlo Puri, Antonio D'Amico, il neo Big-malione italo-svizzero Ernesto Bertarelli, Rosy Greco, i neo afeffati Tronchetti Provera. Aggiungere Luisa Lanza, Donella Bossi Pucci, Enrico Minoli (fratello di Giovanni) in love con la splendida ellenica-americana Caterina Lavidas.
| (Juan Samaranch con Brigitta Notz) |
Pesante come un lingotto la presenza straniera: Samaranch, Bernie Ecclestone, i Miller ereditieri di Duty Free, gli armatori greci Latzis, Gunther Sachs. Seduta sul cucuzzolo di Lenk (l'anti-Gstaad), una sadica Brigitta Notz ha trascinato i suoi ospiti armati di sci e alpenstock e sacco a pelo. Il giorno dopo, tutti giù, fuori pista, verso Gstaad, per digerire la magnata di salsicce. Alla Notz il 2002 è entrato alla grande: ha affittato il suo chalet di Gstaad al regista hollywodiano Ridley Scott, quello del Gladiatore. Disdetto all'ultimo minuto per sopraggiunti impegni di lavoro, Brigitta si è tenuta lo chalet e la caparra.
| (Albrecht von Meister e Perrico Gomezdebaeza) |
Sarà perché si viaggia undici gradi sotto zero, sarà che manca il bianco fiocco, ma il menù la fa da padrone. Magnano sempre, e fanno anche la scarpetta. Myriam Sachs, moglie di Gunther, in omaggio alle sue origini svedesi, ha voluto nel suo chalet a Oberbort, la collina superchic di Gstaad, un menù a base di salmone selvatico e involtini di merluzzo; la miliardaria ellenica Ninette Fix, erede della famiglia produttrice di Ouzo, un chalet che sembra una galleria d'arte contemporanea, tra Bacon, Miro' e Warhol, ha rifilato kefthes (polpettine fritte) da attingere nel tzaziki (yogurt e cetrioli).
| (I coniugi Dini) |
Poteva mancare il party mascherato? La crucca Astrid Kohl ha voluto i suoi ospiti vestiti da squaw e cow boy allo "Cheval Blanc", il ristorante più chic di Rougemont, in preda al foie gras, spring rolls, pannocchie di mais e fuochi d'artificio. Previdente, Marisela Federici che da Roma si è trascinata a Rougemont il suo cuoco personale, il birmano Maung.
| (Valeria Piaggio con Bruce) |
Juanito Samaranch, figlio dell'ex boss del CIO, Enrico Minoli, Willy Cavendish, Nicolò Dubini, Perico Gomezdebaeza, hanno festeggiato il capodanno nella rustica baita del Wildhorn a Lauenen (sobborgo piu' spartano di Gstaad) insieme a Emilio Botin, potentissimo banchiere, che da casa si era portato il vino: due Magnum di una riserva specialissima del '78 che da sotto il tavolo si serviva furtivamente. Il giorno dopo, invece, come tradizione vuole, lenticchie e capponi da Maria Cristina Piaggio.
| (Le madamine di gstaad che posano per la regina del cachemire Lainy Keogh's) |
In una Sainkt Moritz gelata, pranzi e pranzetti per pochi intimi, si fa per dire, dalla bomastica Ilde Polli, da Emanuelle e Rodolfo De Benedetti, dalla "biscottara" Cecilia Colussi che inaugurava la sua nuova casa. Minifestone per 18 eletti con spettacolari fuochi d'artificio a casa dell'editore/magnate tedesco Burda. Carlo Perrone vi ci precipitava da Cortina scortato dalla moglie Polissena di Bagno e da Mario D'Urso. Nicolò Dubini lo snobbava e scappava a Gstaad. Dove, si sa, si Gstaad veramente bene.
Copyright Dagospia.com 2 Gennaio 2001