CAFONALINO - COME SI FA UN BACIAMANO A UN CARDINALE? SMACK! VE LO INSEGNA PIERFURBY - ALLA MOSTRA PER FANFANI PITTORE OTTIMO, GRAN PASSERELLA PER AMATO E BERTY-NIGHT, ARBASINO E BERNABEI - BRUTALE ASSALTO AL BUFFET.

Edoardo Camurri per il Domenicale de "Il Sole 24 Ore"
Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo




Roma, piazza Cairoli, sede dell'Istituto italo latino americano (Iila). Lunedì 29 maggio, ore 11.00. Conferenza stampa per la presentazione della mostra di dipinti e opere su carta di Amintore Fanfani. Alle 10.50 salgo le scale del palazzo. Avverto un odore dolcissimo che non riconosco ma che mi fa venire in mente, se esistesse, un dopobarba femminile. In sala incontro soltanto persone profumatissime: età media settant'anni, con una sessantina di posti a sedere. Maria Pia Fanfani, assai gentile, saluta tutti. Indossa una casacca blu con una decina di medaglie appuntate sul petto. Un vecchietto si siede e legge la cronaca del Gran Premio di Montecarlo.

Do un'occhiata in giro. Sembra un raduno ornitologico. Non sto scherzando, ognuno assomiglia a una specie di uccello diversa: di fianco a me sta appollaiato un uomo con occhi da upupa, dietro una signora leggermente gallinesca in abito rosa, in prima fila una cinciallegra con orecchini tipo lampadario di Murano, in fondo un falco pellegrino con bastone e di lato, a destra, un merlo spelacchiato. Nessuno svolazza.

Seduti attendiamo l'inizio della conferenza. Pio pio pio. Beatrice Rangoni Machiavelli, presidente del comitato premi della Together for Peace Foundation, modera l'incontro e dice: «Io sono qui come estrema amica di Amintore Fanfani (...). Ho sempre pensato che la sua passione per la pittura fosse genetica, perché Fanfani era toscano». Alle 11.18 suona un cellulare. «Non posso rispondere - dice un signore -, sono a una riunione» spiega. Machiavelli, intanto, è un fiume in piena: «Quante volte ci è capitato che Fanfani si alzasse da tavola per improvvisare una canzone, era un creativo. (...) Fanfani era anche un grande cuoco, un cordon bleu grandissimo!». (Tra parentesi, tanto per rimanere in argomento ornitologico, dicesi cordon bleu anche alcune specie del genere Ureginto, caratterizzate dalla prevalenza del piumaggio azzurro).

Continua Machiavelli: «Fanfani era un grande disegnatore, come lo sono stati Picasso e Boccioni». In seguito prende la parola Maria Pia Fanfani poi è il turno di Ettore Bernabei, ex direttore generale della Rai, che racconta: «A Fanfani piaceva dipingere in presenza di una persona amica che aveva la pazienza di aspettare. Fanfani amava spiegare i suoi quadri».

In sala l'entusiasmo si taglia a fette. Il curatore della mostra Floriano De Santi illustra: «Sin dall'inizio i toni della pittura di Fanfani sono molto elevati (...). Il senso della materia che si fa struttura, come nelle Ninfee di Monet». Sono le 11.57 e De Santi continua a parlare. Alle 11.59 Machiavelli chiede se qualcuno vuole fare domande. Un colibrì domanda del rapporto tra Fanfani e La Pira e Bernabei risponde parlando di Ho Chi Minh, di ricerca della verità, di metodologia, di Russia, di America e di Cina. Alle 12.23 finisce la conferenza stampa e il pubblico è invitato a servirsi al buffet.

La situazione è da Club Méditerranée: si sgomita per un tramezzino, una cassatina, un rotolino di prosciutto, una briochina salata. Conto cinquanta persone assembrate attorno al tavolo. Nella confusione noto un chiurlo ormai anziano che fa la corte a una ragazza un po' cinghialotta. La cinciallegra intanto si riempie il piatto di nove stuzzichini e alle 12.28 il buffet è completamente svuotato. Giuro. In cinque minuti sono avanzati solo nove cannoli alla siciliana. Esco a digiuno dalla mostra con il catalogo sotto braccio. In via Arenula mi ferma un barbone: «Anche lei con Amintore Fanfani - mi fa - ma che, mica si ripresenta alle elezioni?».


Dagospia 05 Giugno 2006