DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?
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Dopo la recente operazione per l’asportazione di un cancro al polmone, che aria tira in Vaticano intorno a Robert Prevost?
Alla vigilia del suo lungo viaggio in America Latina (dal 6 al 17 novembre, tre nazioni ed eventi che gli imporranno una ventina di trasferimenti interni tra aerei ed elicotteri), che sostegno riceve dal suo ministro degli esteri, l'arcivescovo Paul Richard Gallagher, e dagli uomini della diplomazia vaticana?
Sentite un po’ con quanta malcelata soddisfazione, parlando nella sede della stampa estera, il britannico Gallagher si è espresso sullo stato di salute di Papa Leone XIV: il cancro del Papa rappresenta un "cambio di paradigma", un "vero punto di svolta", un ‘’gamechanger’’ per il pontificato. "Penso che questo cambierà il modo in cui lo vediamo e forse anche il modo in cui lui vede se stesso".
Ai giornalisti stranieri accreditati in Italia, basiti dall’insolito tono delle parole del ministro degli Esteri vaticano, Gallagher ha glossato: l’età relativamente giovane e la buona condizione fisica avevano indotto alcuni cattolici a considerarlo un ’’Papa Superman’’. La malattia ha però mostrato che è ‘’un povero mortale, proprio come tutti noi’’. Amen.
Eppure il viaggio che Papa Leone si accinge a fare in un continente un tempo cattolico ed ora con voglie di miracoli e altre cose straordinarie, ha una tappa estremamente delicata, quella argentina.
Nei giorni seguiti alla sua elezione, durante una cena informale a Casa Santa Marta, racconta l’arcivescovo di Buenos Aires, cardinale Sturla, Prevost avrebbe riconosciuto l’assenza di una visita papale in Argentina come una mancanza, una riflessione che il cardinale ha interpretato come un segnale positivo della volontà di recuperare quel tempo perduto.
Quello che entra in causa è lo strano comportamento che Bergoglio ha avuto verso la sua patria natale. Dopo Papa Francesco, cosa deve recuperare Leone XIV? Deve far fare pace tra gli argentini e la memoria di Papa Bergoglio, rilanciando una nuova stagione diplomatica e pastorale in un paese dove i cattolici erano il 90% negli anni Sessanta e sono oggi ridotti al 57,7%.
Gli altri si sono dispersi in chiese evangeliche e non di tutti i tipi, e anche in sette che praticano riti umbanda e culti spiritisti. I tentativi saranno due, lunedì 9 novembre: Leone XIV al mattino celebrerà una Messa nella piazza del “Monumento de los españoles” e nel pomeriggio nella cattedrale presiederà la celebrazione dei vespri.
Il numero dei partecipanti alla Messa sarà indicativo del tasso di gradimento di questo Papa. Ma sarà anche indicativo del tasso di gradimento che i fedeli manifestano su quanto la Chiesa argentina propone e testimonia in campo religioso e sociale in un Paese dove, grazie all’attuale classe politica, tutto quello che appare come una critica al feroce sistema sociopolitico postulato dall’aggressivo liberismo dell’attuale capo dello stato, Javier Milei, viene non solo rifiutato ma anche additato al pubblico ludibrio.
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Nella Cattedrale Metropolitana di Buenos Aires è sepolto un grande eroe dell'indipendenza sudamericana, il generale José de San Martín, massone anche lui come Bolivar e tutti i padri della indipendenza sudamericana.
Davanti alla sua cappella, a sinistra dell’altare maggiore, si celebrano i grandi riti della politica argentina, dal giorno dell’insediamento del presidente alla festa nazionale e altre circostanze patrie, con sovrapposizioni di canti patriottici, inno nazionale e Te Deum.
Come annunciato, nel corso della cerimonia sarà ricordato in maniera particolare Papa Francesco che in quella chiesa, sua sede episcopale, per 15 anni ha vissuto una parte importante del percorso che lo avrebbe condotto fino al Vaticano.
In quegli anni Jorge Mario Bergoglio non ha vissuto mai in situazione idilliaca con i presidenti che si sono succeduti, con stagioni amare per lui durante le presidenze della famiglia di Néstor Kirchner (2003-2007) e Cristina Fernández de Kirchner (2007-2015), poi abbastanza difficili con le presidenze di Mauricio Macri (2015-2019) e Alberto Fernández (2019-2023),
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e difficilissimo con quella di Milei (dal 2023) che lo ha associato agli insulti che lanciava verso i politici che lo hanno preceduto (comunisti, ladri, delinquenti) quasi fosse un loro protettore a causa del “comunismo” che vedeva e vede nella dottrina sociale della Chiesa.
Non è certo un caso se il presidente Javier Milei è stato il primo capo di stato argentino a visitare e partecipare a culti in chiese evangeliche e pentecostali i cui pastori sono diventati attori importanti del dialogo e dei rapporti con la sfera politica istituzionale.
Tuttavia, proprio in Argentina, nelle baraccopoli alla periferia di Buenos Aires, terra di conquista pentecostale, gli evangelicali perdono posizioni perché in molti stanno tornando al cattolicesimo.
Forse questa è la sfida che rappresenta la presenza di Papa Leone in Argentina: dopo decenni di notizie che enfatizzavano l’abbandono del cattolicesimo, i media impareranno anche a raccontare i numeri che del grande ritorno in corso in Argentina anche in Uruguay e Perù.
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papa leone arriva al policlinico gemelli




