RASSEGNATI STAMPA - MARAMEO? PARACESSO! PANSA MIA, FATTI MEMORIA.
LASSATIVO TELEVISIVO
Aldo Grasso per il Corriere della Sera
Lo so, un giorno s'alzerà qualche critico di bello spirito e sosterrà che le bagaglinate sono un capolavoro di comicità popolare, un po' come quell'opera d'arte di "Merry Christmas", gloria imperitura del cinema italiano. Quel giorno non ci sarò. Per una ragione semplice e trasparente, di cui mi assumo ogni responsabilità. Il Bagaglino, ora nella versione «Marameo» (Canale 5, venerdì ore 21, ascolti record con il 32,24 % di share), non mi fa ridere, neanche sotto tortura, e nonostante il desiderio sia intenso. Siccome detesto la tv che vive sul «ricatto dei contenuti» aspetto sempre un momento di allegria; aspetto «Marameo», un «lassativo spirituale» secondo gli autori Pier Francesco Pingitore e Carla Vistarini, muove al riso travestendo Martufello da Tronchetti Provera, sostenendo che «Arthur Miller è l'unico uomo capace di avere la faccia da pipparolo pur avendo sposato Marilyn», copiando «Striscia la notizia» su Wanna Marchi, invitando Sgarbi a diventare «sottosegretario alle chiappe, il sogno della sua vita», imitando Agnoletto, colpevole di voler indire un «Zoccola Social Forum contro la globalizzazione della topa» (e giù battutacce pesanti), fingendo, davanti agli occhi divertiti del nipote, di prendere in giro lo zio Paolo e la zia (d'acquisto) Natalia Estrada.
Sono stato male per Alba Parietti che, pur di apparire e cantare, si è concessa alla gogna e a espressioni come: «Alba sei tutta rifatta, a che tagliando sei?», «La sinistra ti ha preso in giro, che fai, cambi adesso?», «Quando ti fidanzi con Cristo?» (era quel genio di don Santino, prete tv), «Alba, quando impari a recitare?». Ho visto in prima fila Piersilvio Berlusconi sganasciarsi dalle risate per le battute di Martufello e le imitazioni dozzinali di Afef della Moratti. Sembrava l'imitazione di Zaccaria. Tale quale.
PANSA MIA, FATTI MEMORIA
Pierluigi Battista per La Stampa
Commedia delle parti. Dagli archivi cartacei dei grandi giornalisti affiorano capitoli imbarazzanti del passato, frammenti di una memoria sepolta, brandelli di frasi e giudizi che sarebbero meglio se restassero nel dimenticatoio pubblico. Ma gli archivi cartacei di grandi giornalisti come Giampaolo Pansa non rimangono inerti, riattivano i circuiti dei ricordi, rivitalizzano la memoria pubblica. Sull'ultimo numero dell'Espresso, per esempio, Pansa elenca le reazioni scomposte di molti dirigenti della sinistra che nel '98 (stando al governo) liquidavano con parole terribilmente sprezzanti le micidiali sortite dichiaratorie dei giudici milanesi.
Ecco Fabio Mussi: «Bischerate, si sentono unti dal Signore, la nuova stirpe degli dei, con l'incarico di fare non so quale rivoluzione». Non sapeva quale. Cesare Salvi: «Farneticazioni, delirio, un'ideologia del fanatismo tipica di una piccola borghesia eversiva». Eversiva. Pietro Folena: «Colombo tenta la demolizione politica e morale di forze che hanno il consenso di milioni di elettori. Borrelli esprime una cultura di profondo disprezzo della democrazia e del potere rappresentativo». Disprezzo della democrazia, milioni di elettori. Non nel 2002, ma nel 1998, con protagonisti diversi. Benedetti gli archivi cartacei di Giampaolo Pansa.
Dagospia.com 22 Gennaio 2002
Aldo Grasso per il Corriere della Sera
Lo so, un giorno s'alzerà qualche critico di bello spirito e sosterrà che le bagaglinate sono un capolavoro di comicità popolare, un po' come quell'opera d'arte di "Merry Christmas", gloria imperitura del cinema italiano. Quel giorno non ci sarò. Per una ragione semplice e trasparente, di cui mi assumo ogni responsabilità. Il Bagaglino, ora nella versione «Marameo» (Canale 5, venerdì ore 21, ascolti record con il 32,24 % di share), non mi fa ridere, neanche sotto tortura, e nonostante il desiderio sia intenso. Siccome detesto la tv che vive sul «ricatto dei contenuti» aspetto sempre un momento di allegria; aspetto «Marameo», un «lassativo spirituale» secondo gli autori Pier Francesco Pingitore e Carla Vistarini, muove al riso travestendo Martufello da Tronchetti Provera, sostenendo che «Arthur Miller è l'unico uomo capace di avere la faccia da pipparolo pur avendo sposato Marilyn», copiando «Striscia la notizia» su Wanna Marchi, invitando Sgarbi a diventare «sottosegretario alle chiappe, il sogno della sua vita», imitando Agnoletto, colpevole di voler indire un «Zoccola Social Forum contro la globalizzazione della topa» (e giù battutacce pesanti), fingendo, davanti agli occhi divertiti del nipote, di prendere in giro lo zio Paolo e la zia (d'acquisto) Natalia Estrada.
Sono stato male per Alba Parietti che, pur di apparire e cantare, si è concessa alla gogna e a espressioni come: «Alba sei tutta rifatta, a che tagliando sei?», «La sinistra ti ha preso in giro, che fai, cambi adesso?», «Quando ti fidanzi con Cristo?» (era quel genio di don Santino, prete tv), «Alba, quando impari a recitare?». Ho visto in prima fila Piersilvio Berlusconi sganasciarsi dalle risate per le battute di Martufello e le imitazioni dozzinali di Afef della Moratti. Sembrava l'imitazione di Zaccaria. Tale quale.
PANSA MIA, FATTI MEMORIA
Pierluigi Battista per La Stampa
Commedia delle parti. Dagli archivi cartacei dei grandi giornalisti affiorano capitoli imbarazzanti del passato, frammenti di una memoria sepolta, brandelli di frasi e giudizi che sarebbero meglio se restassero nel dimenticatoio pubblico. Ma gli archivi cartacei di grandi giornalisti come Giampaolo Pansa non rimangono inerti, riattivano i circuiti dei ricordi, rivitalizzano la memoria pubblica. Sull'ultimo numero dell'Espresso, per esempio, Pansa elenca le reazioni scomposte di molti dirigenti della sinistra che nel '98 (stando al governo) liquidavano con parole terribilmente sprezzanti le micidiali sortite dichiaratorie dei giudici milanesi.
Ecco Fabio Mussi: «Bischerate, si sentono unti dal Signore, la nuova stirpe degli dei, con l'incarico di fare non so quale rivoluzione». Non sapeva quale. Cesare Salvi: «Farneticazioni, delirio, un'ideologia del fanatismo tipica di una piccola borghesia eversiva». Eversiva. Pietro Folena: «Colombo tenta la demolizione politica e morale di forze che hanno il consenso di milioni di elettori. Borrelli esprime una cultura di profondo disprezzo della democrazia e del potere rappresentativo». Disprezzo della democrazia, milioni di elettori. Non nel 2002, ma nel 1998, con protagonisti diversi. Benedetti gli archivi cartacei di Giampaolo Pansa.
Dagospia.com 22 Gennaio 2002