A.A.A. ADORNATO FALLITO ALL'ASTA
UNA TESTATA "LIBERAL" AL MURO (DEL TRIBUNALE)
UNA TESTATA "LIBERAL" AL MURO (DEL TRIBUNALE)
L'ultima notizia riguardante il settimanale "Liberal" diretto da Ferdinando Adornato e foraggiato da Cesare Romiti e dal Ghota dell'imprenditoria italiana non la troverete sul "Corriere della Sera", ma sul bollettino delle vendite giudiziarie apparso sull'edizione domenicale della "Repubblica".
ASTA LA PAROLA: LIBERAL
Già, perché l'impresa politico-editoriale strombazzata a suo tempo da Adornato - un tipo che si monta la testa, senza neppure leggere le istruzioni - è miseramente fallita. E in tribunale la pratica "Liberal", Atlantide Editoriale SPA, porta il numero 65108. Per uno che ambisce a presiedere Mediobanca (Romiti) e l'altro (Adornato) che aspira a dirigere il "Giornale" del Cavaliere, ritrovarsi nel bollettino dei fallimenti dev'essere abbastanza imbarazzante. Essì che ai tempi di Paolo Mieli era proprio il Corrierone a fare da megafono alle articolesse di Ernesto Galli della Loggia e di Sergio Romano. L'unico diplomatico al mondo che ancora non si è fatto una ragione della caduta del muro di Berlino. Un motivo in più perché Silvio Berlusconi dopo averlo arruolato a "Panorama" se lo porti pure a palazzo Chigi.
IERI LIBERAL, ORA MANOVAL
E come dimenticare gli Amici di Liberal impegnati, con la loro fondazione, a ridare una sistematina al capitalismo italiano? "Dopo il modello di Stato, il modello capitalismo: la Fondazione Liberal continua a sparare alto", annunciava Danilo Taino sul "Corriere della Sera" del luglio 1996. "Sparare alto", proseguiva, "per disegnare un futuro all'industria, alle banche e alla finanza dell'Italia...".
LA VIA FALLIMENTARE AL NUOVO CAPITALISMO
E di suo Adornato, modestamente, aggiungeva: "L'obiettivo della Fondazione Liberal è di dare un spinta a imprenditori e banchieri perché si organizzino come parti essenziali della società civile...". Altro che "terza via". Adornato già immaginava la "via fallimentare" al nuovo capitalismo. Infatti, chi voglia - per motivi che vanno al di là della Dea Ragione - acquisire la testata "Liberal" dovrebbe sborsare (prezzo base) la sommetta di 9OO milioni. Come si dice: caro Adornato, l'insuccesso ti ha dato alla testa.
(Copyright Dagospia.com 20-10-2000)
ASTA LA PAROLA: LIBERAL
Già, perché l'impresa politico-editoriale strombazzata a suo tempo da Adornato - un tipo che si monta la testa, senza neppure leggere le istruzioni - è miseramente fallita. E in tribunale la pratica "Liberal", Atlantide Editoriale SPA, porta il numero 65108. Per uno che ambisce a presiedere Mediobanca (Romiti) e l'altro (Adornato) che aspira a dirigere il "Giornale" del Cavaliere, ritrovarsi nel bollettino dei fallimenti dev'essere abbastanza imbarazzante. Essì che ai tempi di Paolo Mieli era proprio il Corrierone a fare da megafono alle articolesse di Ernesto Galli della Loggia e di Sergio Romano. L'unico diplomatico al mondo che ancora non si è fatto una ragione della caduta del muro di Berlino. Un motivo in più perché Silvio Berlusconi dopo averlo arruolato a "Panorama" se lo porti pure a palazzo Chigi.
IERI LIBERAL, ORA MANOVAL
E come dimenticare gli Amici di Liberal impegnati, con la loro fondazione, a ridare una sistematina al capitalismo italiano? "Dopo il modello di Stato, il modello capitalismo: la Fondazione Liberal continua a sparare alto", annunciava Danilo Taino sul "Corriere della Sera" del luglio 1996. "Sparare alto", proseguiva, "per disegnare un futuro all'industria, alle banche e alla finanza dell'Italia...".
LA VIA FALLIMENTARE AL NUOVO CAPITALISMO
E di suo Adornato, modestamente, aggiungeva: "L'obiettivo della Fondazione Liberal è di dare un spinta a imprenditori e banchieri perché si organizzino come parti essenziali della società civile...". Altro che "terza via". Adornato già immaginava la "via fallimentare" al nuovo capitalismo. Infatti, chi voglia - per motivi che vanno al di là della Dea Ragione - acquisire la testata "Liberal" dovrebbe sborsare (prezzo base) la sommetta di 9OO milioni. Come si dice: caro Adornato, l'insuccesso ti ha dato alla testa.
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