"QUELLA SERA ALLA CASA BIANCA A CENA CON BORG, I BUSH E OSAMA BIN LADEN"
INVASIONE BARBARICA DI LOREDANA, LASCIATA CADERE NEL NULLA DALLA BIGNARDI
ARCHEO 9/11 - QUANDO LA FAMIGLIA BIN LADEN FACEVA AFFARI CON LA FAMIGLIA BUSH

1 - "HO CENATO CON OSAMA E BUSH"
Alessandra Menzani per Libero


«Quella sera a cena, con me e il mio ex marito Bjorn Borg, c'erano George Bush senior e Bush junior. Poi altre persone. Bin Laden padre e figlio. Eravamo tutti insieme alla Casa Bianca». Alt. Pubblicità. Delirio o scoop mondiale?

Daria Bignardi, di fronte alle parole shock di Loredana Bertè ospite delle "Invasioni Barbariche", ha preferito tagliare corto, lanciare il break e parlare di altro una volta ripresa la trasmissione. E accaduto venerdì in quella che sembrava una normale puntata del talk di La7. Protagonista, la cantante calabrese, 56 anni. Si parla dell'infanzia, di musica, della sorella Mimì. Poi del burrascoso matrimonio (dal 1988 al 1992) con l'ex tennista Borg.

Loredana confida tutto: la tossicodipendenza di lui, le liti, i problemi col fisco. Poi l'argomento diventa imprevedibile. La Bertè racconta che grazie all'attività del marito, nei loro frequenti viaggi negli Stati Uniti era spesso ospite dell'allora presidente George Bush Senior e di Bush Junior alla Casa Bianca. La Bignardi chiede dettagli. «Ho conosciuto anche altre persone», dice Loredana, «Bin Laden padre e figlio».

Caspita, sobbalza la conduttrice. «Sì», continua la Bertè, «il figlio, l'eroe della CIA. Chi ha buttato fuori i russi dall'Afghanistan? Lui!». Daria cerca di frenare la cantante. «Non sono informata», dice, «torniamo a parlare di Bush.». Anzi no. «Pubblicità». Dopo lo stop, la rivelazione che avrebbe fatto gioire Michael Moore - che con "Farenheith 9/11" ha denunciato i rapporti tra i Bush e i Bin Laden - è stata fatta cadere nel nulla.

Ma che ci facevano Borg e la Bertè a pranzo dall'uomo più potente del mondo. L'ex campione era l'uomo immagine della Svezia e aveva rapporti di altissimo livello con le personalità politiche internazionali. In realtà, l'occasione di quell'incontro fu di natura tutt'altro professionale. Sembra che il giovane Bush, all'inizio degli anni '90, avesse una passione sfrenata per il tennis. Così, chiese al padre di poter ingaggiare per un paio di giorni l'ex tennista Borg, cinque volte campione di Wimbledon e sei del Roland Garros. Il vecchio Bush contattò l'altleta. Ma Loredana, gelosa, non si fidava di Borg e - pare - impose la sua presenza nella trasferta. In quei giorni piovve a dirotto e fu così che la coppia visse quel lungo week end tra le mura della White House.

Le rivelazioni shock della Bertè hanno incollato al video il pubblico di La7. Mentre raccontava di Bin Laden, lo share è schizzato al 8.15%, su una media del 3.67%. Erano le 23.55. Ripresa l'intervista, lo share è sceso al 7.67%. Lo staff del programma, dalla Bignardi alla produzione, è piuttosto incredula riguardo all'attendibilità della Bertè, che durante tutta l'intervista è sembrata disorientata.
Intanto, negli Usa, è polemica sullo spot di Bush che utilizza immagini di Bin Laden e altri terroristi che si allenano. Secondo i democratici, si tratta di un "disperato" tentativo del presidente di recuperAre il consenso popolare.



2 - QUANDO LA FAMIGLIA BIN LADEN FACEVA AFFARI CON LA FAMIGLIA BUSH
Articolo di Giancarlo Radice per il Corriere della Sera (messo in rete da Dagospia in data 24 Settembre 2001)


In spagnolo, la seconda lingua del Texas, si dice «arbusto». In inglese si traduce «bush». Ed è proprio formando la compagnia petrolifera Arbusto Energy che il giovane George W. Bush, attuale presidente degli Stati Uniti, fa il suo debutto ufficiale nel mondo degli affari. E' il 1978. Sono passati tre anni da quando ha terminato gli studi alla Harvard Business School. Fra i compagni d'avventura imprenditoriale c'è anche James Bath, suo vicino di casa, compagno di Air National Guard e amico intimo. Ma soprattutto Bath è un collaboratore di lungo corso della Cia e uomo di fiducia in America della famiglia reale saudita. Nella Arbusto Energy, non a caso, investono direttamente due fedelissimi della corona di Riad. I loro nomi: lo sceicco Salem Bin Laden, fratellastro di quell'Osama Bin Laden che sarebbe diventato più tardi il principe nero del terrorismo islamico, e Khaled Bin Mahfuz, uomo chiave dello scandalo Bcci e oggi ritenuto uno degli alleati chiave di Osama.

Ma quella fra i Bush e i Bin Laden è una saga che in realtà comincia a prendere forma molto prima. In Texas lo sceicco Muhammad Bin Laden, il patriarca, inizia a fare affari fin dai '60. E nel 1968 muore in un misterioso incidente aereo. Poi il testimone passa al figlio Salem. Arriva in Texas nel 1973, costituisce ad Austin la compagnia aerea Bin Laden Aviation ed entra presto nei circoli che contano, fra alta finanza e politica locale. L'obiettivo è di stringere i legami necessari per arrivare a influenzare la politica Usa a favore degli interessi sauditi. La chiave d'accesso è George Bush, padre dell'attuale presidente, uomo collegato alla Cia fin dai tempi della Baia dei Porci nel '61, poi nominato a capo della Cia nel '76, salito alla Casa Bianca nell'81 come vice di Ronald Reagan e infine, presidente degli Stati Uniti dall'88 al '92.

Così, fin dai primi anni '70, le storie e gli interessi delle due famiglie s'intrecciano a più riprese. Non solo negli affari comuni in campo petrolifero e finanziario, ma soprattutto nelle vicende che hanno scandito la politica Usa e internazionale. Un esempio su tutti: l' affaire Bcci, il più grande scandalo criminal-finanziario del secolo, un magma di connivenze che è servito a coprire le operazioni in Iran e nell'Iraq di Saddam Hussein, nel Nicaragua diviso fra Sandinisti e Contras come nell'Afghanistan dei mujaheddin. Ed è servito ad alimentare il riciclaggio di uno spaventoso flusso di denaro proveniente da traffico di droga e armi.

Un ruolo fondamentale nella liaison Bush-Bin Laden lo svolge proprio James Bath. All'epoca della Arbusto i suoi affari gravitano attorno a una serie di piccole compagnie aeree (ottime clienti della Air America, che si scopre poi essere una società di copertura della Cia). Ma Bath è anche molto altro: informatore della Cia, intermediario nella Bcci, uomo di fiducia in America di Bin Laden, Mahfuz e, in definitiva, della Corona saudita. E' lui uno dei grandi finanziatori di quella Arbusto che più tardi, nell'82, George W. Bush trasforma in Bush Exploration Oil, poi fonde con altre compagnie e infine trasforma in Harken Energy, in una continua girandola di nuovi finanziamenti provenienti da paesi arabi come da personaggi del giro Bcci o fedelissimi di casa Bush come James Baker (ex segretario di Stato Usa).

A George W. Bush le attività industriali fruttano molto denaro, ruoli di primo piano nei consigli d'amministrazione e ricchi contratti di consulenza, anche se le attività, in realtà, vanno malissimo (per due volte la società arriva alle soglie del fallimento, ma viene sempre salvata dal consueto circolo di finanziatori). E fioccano le super-commesse. Come quella dell'89, quando il governo del Bahrein straccia improvvisamente un contratto con la Amoco e incarica la Harken di un mega-progetto di estrazione petrolifera off shore , ben sapendo che la Harken fino a quel momento non ha realizzato altro che qualche piccola estrazione di greggio di Oklahoma e Louisiana (mai in mare) e si trova in condizioni finanziarie disperate.

Solo un anno prima, nell'88, muore Salem Bin Laden. Anche lui in Texas. Anche lui precipitando in aereo in circostanze misteriose. Ma le «strade parallele» fra i Bush, Bath e le famiglie saudite non si fermano. Attraversano buona parte degli anni '90, per poi scomparire progressivamente dai rapporti d'intelligence. In Afghanistan la guerra anti-sovietica è finita da un pezzo. La «pecora nera» della famiglia Bin Laden, Osama, è ormai la mente occulta del terrorismo internazionale. E George W. Bush comincia la sua marcia verso la Casa Bianca.



Dagospia 22 Ottobre 2006