PRODI: MAI PARLATO DI BICAMERALE - L'INTERVENTO DI KIRCHNER SU PALLARO - BASE USA DI VICENZA, RISCHIO BUROCRAZIA - E SE FISICHELLA VOTASSE CON CDL? - CACCIARI: SE PRODI CADE, ELEZIONI - VELTRONI: ULTIMA OCCASIONE PER FARE IL PD.
1 - PRODI: NESSUNO HA MAI PARLATO DI BICAMERALE.
(Dire) - "Nessuno ha mai parlato di Bicamerale". Cosi' il presidente del Consiglio, Romano Prodi, arrivando a Palazzo Madama, risponde ai giornalisti sul luogo piu' adatto per affrontare il tema della riforma elettorale. Prodi e' arrivato a piedi al Senato per assistere al dibattito in vista del voto di fiducia di questa sera.
2 - LEGA NORD: PROGRAMMA PRODI CONVERGE CON QUELLO DELLA CDL.
(Dire) - L'assemblea di Palazzo Madama sara' chiamata ad esprimersi anche sulla proposta di risoluzione presentata da Roberto Calderoli (Lega Nord). Una mozione "civetta", e anche un po' ironica, in cui il vicepresidente di Palazzo Madama afferma: "Il Senato, preso atto dei 12 punti prioritari e non negoziabili presentati dal presidente del Consiglio Romano Prodi per il rilancio dell'azione del governo; considerata la rilevanza attribuita dal governo: 1 - alla nostra appartenenza all'Unione europea e all'alleanza Atlantica e ai conseguenti nostri impegni internazionali (missione in Afghanistan e base Usa di Vicenza); 2 all'impegno forte per cultura, scuola, universita' e ricerca ed innovazione; 3 - alla realizzazione rapida del piano infrastrutturale e in particolare dei corridoi europei (compresa la Torino-Lione);
4 - alle fonti rinnovabili, alla localizzazione ed alla realizzazione di rigassificatori; 5 - alla tutela del cittadino consumatore nell'ambito dei servizi e delle professioni; 6 - all'impegno concreto a favore del Mezzogiorno; 7 - all'immediata riduzione significativa delal spesa pubblica e dei costi della politica; 8 - alle riforme; 9 - alle politiche di sostegno della famiglia naturale e alla rinuncia conseguente da parte del governo al riconoscimento delle coppie di fatto; Riscontrata l'assoluta compatibilita' dei sopradetti punti con il programma elettorale depositato da Silvio Berlusconi in occasione delle elezioni politiche del 9-10 aprile 2006, esprime, nel merito, soddisfazione per la convergenza del governo su alcuni punti del programma della Casa delle Liberta'".
3 - CESA: DINI ABBIA BUONSENSO E STACCHI LA SPINA A PRODI.
(Adnkronos) - "Piu' che preoccuparsi dell'ipotetico sostegno dell'Udc a Prodi, lui o suoi due amici stacchino la spina al governo". Lo dice il segretario del partito, Lorenzo Cesa, al 'Corriere della Sera', riferendosi al presidente della commissione Estreri di palazzo Madama, Lamberto Dini, che "e' un uomo di grande buonsenso -commenta Cesa- e non ha nulal a che fare con l'attuale maggioranza, dovrebbe davvero chiedersi perche' sta ancora li' dentro. In questa situazione -continua Cesa- i suoi voti sarebbero davvero determinanti e farebbero un servizio al Paese". Quanto a Marco Follini, Cesa ricorda che "per cinque anni ci ha spiegato che questo bipolarismo non funzionava. Voleva fare il terzo polo alle elezioni politiche -aggiunge- E adesso va a puntellare Prodi". E riguardo alle affermazioni di Follini sull'intenzione di modificare il profilo del centrosinistra, Cesa spiega che per l'Udc "modificare il profilo vuol dire, come minimo, mandare a casa i comunisti e i Verdi che stanno impedendo qualsiasi iniziativa di modernizzazione" e aggiunge: "non possiamo fare la stampella a Prodi, ne' sostenere una coalizione nella quale ci siano comunisti italiani, Verdi e radicali".
4 - COSSIGA: NON MI SENTO BENE MA ANDRO' A VOTARE.
(Ansa) - Nonostante il permanente di una delle sue consuete crisi di stanchezza, il senatore a vita Francesco Cossiga oggi partecipera' alla seduta del Senato ed alla votazione sulla fiducia. ''Ci saro' - spiega Cossiga - pur sapendo che il mio voto e' inutile visto che il governo Prodi ormai ha raggiunto la maggioranza, per non dare luogo a speculazioni in contrasto con il mio carattere e la mia sincerita'''. Cossiga ha preso accordi con ''il sempre cortese presidente del Senato'' per una ''concentrazione temporale'' della sua dichiarazione di voto e del voto'': questa sera sara' l'ultimo a parlare in dichiarazione di voto e il primo a votare. Ma il presidente emerito della Repubblica racconta anche: ''Un assai influente amico argentino vicino alla Casa Rosada mi dice che nella scelta di voto per il governo del senatore Luigi Pallaro e' stato determinate l'intervento su di lui del Capo del Gabinetto del presidente Kirchner. Gli ho chiesto perche' e non ha voluto rispondermi. Certo, e' molto strano...''.
5 - "SECOLO D'ITALIA": E SE FISICHELLA VOTASSE CON LA CDL?...
(Adnkronos) - E se Domenico Fisichella votasse con la Cdl? Ad aumentare la suspance nel giorno del voto di fiducia al Senato e' 'Il Secolo d'Italia' in un corsivo in prima pagina a firma 'Conan'. "Dispiace -scrive il quotidiano di An- disturbare ancora di piu' i sonni gia' agitati di Anna Finocchiaro. Che al Senato il pallottoliere della fiducia sia una sorta di roulette russa ormai lo sanno anche i sassi. Come tutti conoscono i nomi dei senatori 'borderline': De Gregorio, Follini, Pallaro...". "La Finocchiaro -prosegue 'Il Secolo'- e' il cane da guardia del gregge ulivista: controlla, chiama, corre, raggruppa, sostiene, sbraita, si arrabbia. Conosce le sue pecorelle ad una ad una, la Finocchiaro. Eppure, qualcosa puo' sempre sfuggire. C'e' sempre una pecorella che si attarda, che rimane esclusa, che si sente rifiutata. E' il caso del senatore della Margherita Domenico Fisichella. Gia' monarchico, da universitario nel Fuan di Perugia, quindi politologo destrorso e poi in An, Fisichella a sinistra non puo' che sentirsi un paria, una pecorella smarrita tra gli sguardi di sufficienza dei suoi nuovi compagni di strada. Pesano i silenzi e l'aria di sufficienza".
"Che qualcosa si stia muovendo -sottolinea 'Il Secolo'- in effetti sembra piu' che possibile. Come non ricordare che a inizio mese Fisichella era stato tra quei senatori ad astenersi sulla 'mozione-trappola' di Calderoli. In quell'occasione il politologo, tra i fondatori di An, spiegava: 'la mia collocazione non e' importante... Gianfranco Fini non lo vedo spesso, ma con i senatori ho rapporti cordiali...'. E ancora: 'le mie sono sempre scelte autonome...'. A rileggerle oggi, queste dichiarazioni dovrebbero mettere i brividi agli strateghi del centrosinistra. Spesso i passaggi di schieramento sono sostanzialmente ritorni all'ovile: lo e' per l'ex moroteo e democristiano di centrosinistra Follini; lo e' per il craxiano (e vicino a Forza italia) De Gregorio. Cosi' potrebbe essere anche per il monarchico Fisichella. Solo fantapolitica? Certo che si'. Finocchiaro puo' dormire sonno tranqulli. Forse".
Intanto, proprio in una intervista al quotidiano di An, l'ex vice presidente del Senato afferma che votera' si' "per lealta'", ma gia' preannuncia il suo 'no' quando verra' il momento del giudizio del Parlamento sui Dico. "Sulla fiducia -spiega- siamo compatti, ma esistono effettivamente posizioni molto differenti su singoli temi, come le coppie di fatto. Il rischio concreto oggi e' che se il centrosinistra fallisce, ci si possa ritrovare con un vuoto di classe dirigente". Posizioni differenti, ad esempio, come quella che l'ex esponente di An ha, rispetto a Prodi, sul federalismo: "gli consiglierei -sottolinea- di lasciar stare, sia sotto il profilo istituzionale che fiscale".
6 - DILIBERTO: SU KABUL NO A MAGGIORANZE VARIABILI.
(Adnkronos) - "Dal mio punto di vista si conferma che, dati i vigenti rapporti di forza, l'attuale governo e' il piu' avanzato possibile. E lo dobbiamo blindare". Lo dice al 'Messaggero' il segretario dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto, riassumendo cosi' le "tre cose" di politica estera che ha detto il premier Romano Prodi nel suo discorso: "Palestina: due popoli e due Stati. Iran: no alla forza ma tenere aperto il canale diplomatico. Afghanistan: conferenza di pace". Per Diliberto, accettare maggioranze variabili in politica estera "sarebbe un errore politico. Sulla politica estera e sul resto -dice- Le incursioni di pezzi del centrodestra nel nostro schieramento lo indebolirebbero", aggiunge, dicendosi poi convinto che "il trauma che il centrosinistra ha subito ci indurra' tutti, e lo dico a ragion veduta perche' non sono io sul banco degli imputati -precisa- ad un grande senso di responsabilita'".
7 - CACCIARI: SE PRODI CADE CI SONO LE ELEZIONI.
(Ansa) - ''Se Prodi cade di nuovo ci sono le elezioni''. E' il pensiero del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, intervenuto questa mattina ad 'Omnibus' su LA7. ''Non c'e' altra possibilita' ha proseguito Cacciari , l'ipotesi di un governo allargato sarebbe una catastrofe per Ds e Margherita perche' per prima cosa le burocrazie di partito pensano alla propria sopravvivenza e la dimensione da statista non l'ha nessuno''. Il sindaco di Venezia si e' soffermato poi sulla riforma della legge elettorale.
''Non sono affatto certo ha spiegato che ci sia la volonta' di modificarla. Se cosi' fosse, allora perche' il governo non ha costituito una commissione interparlamentare per avviare lo studio di una riforma? Dubito molto, conoscendo dall'interno i nostri partiti, che vi sia una volonta' di mutamento reale''. Cacciari ha poi criticato il manifesto del Partito Democratico. ''Se devo valutarlo, allora dico: viva i dodici punti di Prodi, miracolo di concretezza e di pragmaticita'! In realta' non ho ancora capito se Prodi vuole diventare il leader di un grande partito di governo oppure se vuole restare il leader dell'esecutivo senza avere un partito dietro: un totale inedito'' ha concluso.
8 - FINOCCHIARO: PER LEGGE ELETTORALE PRUDENZA SUL SISTEMA TEDESCO.
(Adnkronos) - "Un gran bel discorso quello di Prodi. Coerente, non elusivo, soprattutto sulla politica estera, nel solco di quel che aveva detto D'Alema qui al Senato, e sulla riforma elettorale. Aprendo al confronto sulla nuova legge, al contrario di quel che ha fatto Berlusconi". Lo afferma a "La Repubblica" la capogruppo dell'Ulivo al Senato, Anna Finocchiaro, che, riguardo le votazioni di stasera, aggiunge: "Ho riunito il gruppo dell'Ulivo, ho parlato con gli altri capigruppo della maggioranza. Risultato confortante, non dovrebbero esserci sorprese per la fiducia". "Quota 158 c'e', la maggioranza politica l'abbiamo.
Al contrario del primo governo Berlusconi che, il 18 marzo del '94, pur avendo acquistato i voti di Grillo e Tremonti, era fermo a quota 156, e raggiunse quota 159 solo grazie ai senatori a vita Leone , Cossiga e Agnelli". Finocchiaro quindi interviene anche sulla riforma elettorale e sui paletti posti da Prodi: "D'accordissimo. Il corpo elettorale ha metabolizzato la scelta dell'alternanza, si e' radicata la preferenza per un sistema che si basa che si basa sulle due coalizioni contrapposte".
"E ho apprezzato tanto piu' le parole del presidente Prodi -continua Finocchiaro- proprio perche' il bipolarismo rischiava di essere uno dei 'beni' in pericolo in questa crisi". E riguardo il modello tedesco, Anna Finocchiaro sottolinea: "La prima scelta secondo me resta il maggioritario a doppio turno. Cio' detto, sono per discutere a tutto campo. E' una delle possibilita' ma il modello tedesco va valutato bene perche' crea problemi con le forze piu' piccole".
9 - VELTRONI: E' QUESTA L'ORA DEL PD, E' ULTIMA OCCASIONE.
(Apcom) - E' questa l'ora del Partito Democratico: "Il centrosinistra ha bisogno di un nuovo assetto istituzionale e di innovazione politica, di un compiuto bipolarismo e del Partito democratico". Ne è convinto il sindaco di Roma, Walter Veltroni che, in un editoriale su 'Europa' si dice favorevole all'accelerazione della costituzione del Partito democratico.
"E' un'urgenza resa ancora più evidente da una crisi di governo che forse è arrivata all'improvviso", scandisce il primo cittadino, per il quale "la partita che si deve aprire potrà riguardare alcune riforme istituzionali che servono al paese, dal potere di nomina e revoca dei ministri, a una corsia preferenziale per i disegni di legge del governo, alla riduzione del numero dei parlamentari e avrà al centro soprattutto una nuova legge elettorale che ha proprio questa come posta in gioco".
Per Veltroni, dunque, sul Partito Democratico "accelerare è non solo urgente, ma indispensabile - conclude - facendo molta attenzione e avendo un grande senso di responsabilità: il Partito democratico è l'ultima occasione, dopo non c'è altro".
10 - EPIFANI: SU PENSIONI NON SARA' UNA PASSEGGIATA.
(Asca) - ''Non sara' una passeggiata ed il sindacato sara' rigorosissimo nel difendere le proprie posizioni''. Lo ha detto il segretario generale Cgil Guglielmo Epifani in merito al confronto sulle pensioni con il governo. ''Aspetto che si apra un tavolo e che il governo - ha aggiunto il leader Cgil - avanzi le sue proposte sulla riforma''.
11 - PER LA BASE USA DI VICENZA RISCHIO BUROCRAZIA
(Adnkronos) - Si prospettano tempi lunghi per il contestato raddoppio della base statunitense ''Dal Molin'' a Vicenza. Stando a quanto riportato dal quotidiano ''Italia Oggi'', diretto da Franco Bechis, il ministero dell'Ambiente avrebbe richiesto che prima dell'apertura dei cantieri il progetto di raddoppio dovra' essere sottoposto alla procedura di Valutazione di incidenza e a quella di Valutazione di impatto ambientale. ''Come ha annunciato lo stesso ministro a un gruppo di parlamentari contrari a quella base, capitanati dal verde Amgelo Bonelli- si legge su ''Italia Oggi''- il ministero ha aperto un fascicolo su quei lavori''.
In particolare, secondo la risposta del ministro Pecoraro Scanio, ''il progetto esaminato, che investe una zona di 55 ettari,e' quindi ricomprensibile fra quelli classificati nell'allegato B del decreto del presidente della Repubblica 12 aprile 1996, che alla lettera B) prevede i ''progetti di sviluppo di aree urbane, nuove o in estensione, interessanti superfici superiori ai 4o ettari; progetti di sviluppo urbano all'interno di aree urbane esistenti che interessano superifici superiori ai 10 ettari''. La direzione competente del Ministero dell'Ambiente, secondo quanto riportato da 'Italia Oggi', riferisce che il progetto dell'opera in questione, vale a dire l'ampliamento della base 'Del Molin' di Vicenza, dovrebbe essere sottoposta alla normale procedura di valutazione di impatto ambientale.
''Si apre dunque un tunnel burocratico che rischia da una parte di portare alle calende greche la partenza dei lavori per il raddoppio della base militare, dall'altra-scrive 'Italia Oggi'- di riaprire proprio nelle ore calde del dibattito sulla fiducia al governo di Romano Prodi una ferita che sembrava ormai suturata''.
12 - COSSIGA SU WOJTYLA-PERTINI: CARLA VOLTOLINA ESEGUI' ORDINI DEL MARITO.
(Ansa) - Giovanni Paolo II non visito' la salma di Sandro Pertini dopo la sua morte per un esplicito divieto di Carla Voltolina rivolto a tutti fuorche' al presidente della Repubblica in carica Francesco Cossiga a entrare nella casa a Fontana di Trevi dove risiedeva. Lo rivela all'Ansa Francesco Cossiga. ''Essendo io il capo dello Stato in carica - racconta Cossiga - la signora Voltolina Pertini mi chiamo' pochi minuti dopo il decesso del mio predecessore, che avevo visto proprio il giorno prima, per comunicarmene la morte.
Nell'occasione,la signora mi disse che Pertini le aveva lasciato precise istruzioni, in base alle quali solo io e nessun altro avrei potuto accedere alla sua abitazione. Ben conoscendo i rapporti di amicizia e la generosa semplicita' di Giovanni Paolo II, chiesi alla signora se questo divieto dovesse valere anche per il Papa. E lei me lo confermo', pregandomi di comunicare personalmente lo stato della questione a tutte le autorita'. Cosa che feci, telefonando al Segretario di Stato, ai presidenti delle Camere ed al presidente del Consiglio''. ''Questa - ribadisce il presidente emerito della Repubblica - e' la verita'. Non dubito che se non avessi comunicato al Vaticano quel divieto il Santo Padre si sarebbe immediatamente recato a visitare la salma del suo amico Pertini''.
Dagospia 28 Febbraio 2007
(Dire) - "Nessuno ha mai parlato di Bicamerale". Cosi' il presidente del Consiglio, Romano Prodi, arrivando a Palazzo Madama, risponde ai giornalisti sul luogo piu' adatto per affrontare il tema della riforma elettorale. Prodi e' arrivato a piedi al Senato per assistere al dibattito in vista del voto di fiducia di questa sera.
2 - LEGA NORD: PROGRAMMA PRODI CONVERGE CON QUELLO DELLA CDL.
(Dire) - L'assemblea di Palazzo Madama sara' chiamata ad esprimersi anche sulla proposta di risoluzione presentata da Roberto Calderoli (Lega Nord). Una mozione "civetta", e anche un po' ironica, in cui il vicepresidente di Palazzo Madama afferma: "Il Senato, preso atto dei 12 punti prioritari e non negoziabili presentati dal presidente del Consiglio Romano Prodi per il rilancio dell'azione del governo; considerata la rilevanza attribuita dal governo: 1 - alla nostra appartenenza all'Unione europea e all'alleanza Atlantica e ai conseguenti nostri impegni internazionali (missione in Afghanistan e base Usa di Vicenza); 2 all'impegno forte per cultura, scuola, universita' e ricerca ed innovazione; 3 - alla realizzazione rapida del piano infrastrutturale e in particolare dei corridoi europei (compresa la Torino-Lione);
4 - alle fonti rinnovabili, alla localizzazione ed alla realizzazione di rigassificatori; 5 - alla tutela del cittadino consumatore nell'ambito dei servizi e delle professioni; 6 - all'impegno concreto a favore del Mezzogiorno; 7 - all'immediata riduzione significativa delal spesa pubblica e dei costi della politica; 8 - alle riforme; 9 - alle politiche di sostegno della famiglia naturale e alla rinuncia conseguente da parte del governo al riconoscimento delle coppie di fatto; Riscontrata l'assoluta compatibilita' dei sopradetti punti con il programma elettorale depositato da Silvio Berlusconi in occasione delle elezioni politiche del 9-10 aprile 2006, esprime, nel merito, soddisfazione per la convergenza del governo su alcuni punti del programma della Casa delle Liberta'".
3 - CESA: DINI ABBIA BUONSENSO E STACCHI LA SPINA A PRODI.
(Adnkronos) - "Piu' che preoccuparsi dell'ipotetico sostegno dell'Udc a Prodi, lui o suoi due amici stacchino la spina al governo". Lo dice il segretario del partito, Lorenzo Cesa, al 'Corriere della Sera', riferendosi al presidente della commissione Estreri di palazzo Madama, Lamberto Dini, che "e' un uomo di grande buonsenso -commenta Cesa- e non ha nulal a che fare con l'attuale maggioranza, dovrebbe davvero chiedersi perche' sta ancora li' dentro. In questa situazione -continua Cesa- i suoi voti sarebbero davvero determinanti e farebbero un servizio al Paese". Quanto a Marco Follini, Cesa ricorda che "per cinque anni ci ha spiegato che questo bipolarismo non funzionava. Voleva fare il terzo polo alle elezioni politiche -aggiunge- E adesso va a puntellare Prodi". E riguardo alle affermazioni di Follini sull'intenzione di modificare il profilo del centrosinistra, Cesa spiega che per l'Udc "modificare il profilo vuol dire, come minimo, mandare a casa i comunisti e i Verdi che stanno impedendo qualsiasi iniziativa di modernizzazione" e aggiunge: "non possiamo fare la stampella a Prodi, ne' sostenere una coalizione nella quale ci siano comunisti italiani, Verdi e radicali".
4 - COSSIGA: NON MI SENTO BENE MA ANDRO' A VOTARE.
(Ansa) - Nonostante il permanente di una delle sue consuete crisi di stanchezza, il senatore a vita Francesco Cossiga oggi partecipera' alla seduta del Senato ed alla votazione sulla fiducia. ''Ci saro' - spiega Cossiga - pur sapendo che il mio voto e' inutile visto che il governo Prodi ormai ha raggiunto la maggioranza, per non dare luogo a speculazioni in contrasto con il mio carattere e la mia sincerita'''. Cossiga ha preso accordi con ''il sempre cortese presidente del Senato'' per una ''concentrazione temporale'' della sua dichiarazione di voto e del voto'': questa sera sara' l'ultimo a parlare in dichiarazione di voto e il primo a votare. Ma il presidente emerito della Repubblica racconta anche: ''Un assai influente amico argentino vicino alla Casa Rosada mi dice che nella scelta di voto per il governo del senatore Luigi Pallaro e' stato determinate l'intervento su di lui del Capo del Gabinetto del presidente Kirchner. Gli ho chiesto perche' e non ha voluto rispondermi. Certo, e' molto strano...''.
5 - "SECOLO D'ITALIA": E SE FISICHELLA VOTASSE CON LA CDL?...
(Adnkronos) - E se Domenico Fisichella votasse con la Cdl? Ad aumentare la suspance nel giorno del voto di fiducia al Senato e' 'Il Secolo d'Italia' in un corsivo in prima pagina a firma 'Conan'. "Dispiace -scrive il quotidiano di An- disturbare ancora di piu' i sonni gia' agitati di Anna Finocchiaro. Che al Senato il pallottoliere della fiducia sia una sorta di roulette russa ormai lo sanno anche i sassi. Come tutti conoscono i nomi dei senatori 'borderline': De Gregorio, Follini, Pallaro...". "La Finocchiaro -prosegue 'Il Secolo'- e' il cane da guardia del gregge ulivista: controlla, chiama, corre, raggruppa, sostiene, sbraita, si arrabbia. Conosce le sue pecorelle ad una ad una, la Finocchiaro. Eppure, qualcosa puo' sempre sfuggire. C'e' sempre una pecorella che si attarda, che rimane esclusa, che si sente rifiutata. E' il caso del senatore della Margherita Domenico Fisichella. Gia' monarchico, da universitario nel Fuan di Perugia, quindi politologo destrorso e poi in An, Fisichella a sinistra non puo' che sentirsi un paria, una pecorella smarrita tra gli sguardi di sufficienza dei suoi nuovi compagni di strada. Pesano i silenzi e l'aria di sufficienza".
"Che qualcosa si stia muovendo -sottolinea 'Il Secolo'- in effetti sembra piu' che possibile. Come non ricordare che a inizio mese Fisichella era stato tra quei senatori ad astenersi sulla 'mozione-trappola' di Calderoli. In quell'occasione il politologo, tra i fondatori di An, spiegava: 'la mia collocazione non e' importante... Gianfranco Fini non lo vedo spesso, ma con i senatori ho rapporti cordiali...'. E ancora: 'le mie sono sempre scelte autonome...'. A rileggerle oggi, queste dichiarazioni dovrebbero mettere i brividi agli strateghi del centrosinistra. Spesso i passaggi di schieramento sono sostanzialmente ritorni all'ovile: lo e' per l'ex moroteo e democristiano di centrosinistra Follini; lo e' per il craxiano (e vicino a Forza italia) De Gregorio. Cosi' potrebbe essere anche per il monarchico Fisichella. Solo fantapolitica? Certo che si'. Finocchiaro puo' dormire sonno tranqulli. Forse".
Intanto, proprio in una intervista al quotidiano di An, l'ex vice presidente del Senato afferma che votera' si' "per lealta'", ma gia' preannuncia il suo 'no' quando verra' il momento del giudizio del Parlamento sui Dico. "Sulla fiducia -spiega- siamo compatti, ma esistono effettivamente posizioni molto differenti su singoli temi, come le coppie di fatto. Il rischio concreto oggi e' che se il centrosinistra fallisce, ci si possa ritrovare con un vuoto di classe dirigente". Posizioni differenti, ad esempio, come quella che l'ex esponente di An ha, rispetto a Prodi, sul federalismo: "gli consiglierei -sottolinea- di lasciar stare, sia sotto il profilo istituzionale che fiscale".
6 - DILIBERTO: SU KABUL NO A MAGGIORANZE VARIABILI.
(Adnkronos) - "Dal mio punto di vista si conferma che, dati i vigenti rapporti di forza, l'attuale governo e' il piu' avanzato possibile. E lo dobbiamo blindare". Lo dice al 'Messaggero' il segretario dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto, riassumendo cosi' le "tre cose" di politica estera che ha detto il premier Romano Prodi nel suo discorso: "Palestina: due popoli e due Stati. Iran: no alla forza ma tenere aperto il canale diplomatico. Afghanistan: conferenza di pace". Per Diliberto, accettare maggioranze variabili in politica estera "sarebbe un errore politico. Sulla politica estera e sul resto -dice- Le incursioni di pezzi del centrodestra nel nostro schieramento lo indebolirebbero", aggiunge, dicendosi poi convinto che "il trauma che il centrosinistra ha subito ci indurra' tutti, e lo dico a ragion veduta perche' non sono io sul banco degli imputati -precisa- ad un grande senso di responsabilita'".
7 - CACCIARI: SE PRODI CADE CI SONO LE ELEZIONI.
(Ansa) - ''Se Prodi cade di nuovo ci sono le elezioni''. E' il pensiero del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, intervenuto questa mattina ad 'Omnibus' su LA7. ''Non c'e' altra possibilita' ha proseguito Cacciari , l'ipotesi di un governo allargato sarebbe una catastrofe per Ds e Margherita perche' per prima cosa le burocrazie di partito pensano alla propria sopravvivenza e la dimensione da statista non l'ha nessuno''. Il sindaco di Venezia si e' soffermato poi sulla riforma della legge elettorale.
''Non sono affatto certo ha spiegato che ci sia la volonta' di modificarla. Se cosi' fosse, allora perche' il governo non ha costituito una commissione interparlamentare per avviare lo studio di una riforma? Dubito molto, conoscendo dall'interno i nostri partiti, che vi sia una volonta' di mutamento reale''. Cacciari ha poi criticato il manifesto del Partito Democratico. ''Se devo valutarlo, allora dico: viva i dodici punti di Prodi, miracolo di concretezza e di pragmaticita'! In realta' non ho ancora capito se Prodi vuole diventare il leader di un grande partito di governo oppure se vuole restare il leader dell'esecutivo senza avere un partito dietro: un totale inedito'' ha concluso.
8 - FINOCCHIARO: PER LEGGE ELETTORALE PRUDENZA SUL SISTEMA TEDESCO.
(Adnkronos) - "Un gran bel discorso quello di Prodi. Coerente, non elusivo, soprattutto sulla politica estera, nel solco di quel che aveva detto D'Alema qui al Senato, e sulla riforma elettorale. Aprendo al confronto sulla nuova legge, al contrario di quel che ha fatto Berlusconi". Lo afferma a "La Repubblica" la capogruppo dell'Ulivo al Senato, Anna Finocchiaro, che, riguardo le votazioni di stasera, aggiunge: "Ho riunito il gruppo dell'Ulivo, ho parlato con gli altri capigruppo della maggioranza. Risultato confortante, non dovrebbero esserci sorprese per la fiducia". "Quota 158 c'e', la maggioranza politica l'abbiamo.
Al contrario del primo governo Berlusconi che, il 18 marzo del '94, pur avendo acquistato i voti di Grillo e Tremonti, era fermo a quota 156, e raggiunse quota 159 solo grazie ai senatori a vita Leone , Cossiga e Agnelli". Finocchiaro quindi interviene anche sulla riforma elettorale e sui paletti posti da Prodi: "D'accordissimo. Il corpo elettorale ha metabolizzato la scelta dell'alternanza, si e' radicata la preferenza per un sistema che si basa che si basa sulle due coalizioni contrapposte".
"E ho apprezzato tanto piu' le parole del presidente Prodi -continua Finocchiaro- proprio perche' il bipolarismo rischiava di essere uno dei 'beni' in pericolo in questa crisi". E riguardo il modello tedesco, Anna Finocchiaro sottolinea: "La prima scelta secondo me resta il maggioritario a doppio turno. Cio' detto, sono per discutere a tutto campo. E' una delle possibilita' ma il modello tedesco va valutato bene perche' crea problemi con le forze piu' piccole".
9 - VELTRONI: E' QUESTA L'ORA DEL PD, E' ULTIMA OCCASIONE.
(Apcom) - E' questa l'ora del Partito Democratico: "Il centrosinistra ha bisogno di un nuovo assetto istituzionale e di innovazione politica, di un compiuto bipolarismo e del Partito democratico". Ne è convinto il sindaco di Roma, Walter Veltroni che, in un editoriale su 'Europa' si dice favorevole all'accelerazione della costituzione del Partito democratico.
"E' un'urgenza resa ancora più evidente da una crisi di governo che forse è arrivata all'improvviso", scandisce il primo cittadino, per il quale "la partita che si deve aprire potrà riguardare alcune riforme istituzionali che servono al paese, dal potere di nomina e revoca dei ministri, a una corsia preferenziale per i disegni di legge del governo, alla riduzione del numero dei parlamentari e avrà al centro soprattutto una nuova legge elettorale che ha proprio questa come posta in gioco".
Per Veltroni, dunque, sul Partito Democratico "accelerare è non solo urgente, ma indispensabile - conclude - facendo molta attenzione e avendo un grande senso di responsabilità: il Partito democratico è l'ultima occasione, dopo non c'è altro".
10 - EPIFANI: SU PENSIONI NON SARA' UNA PASSEGGIATA.
(Asca) - ''Non sara' una passeggiata ed il sindacato sara' rigorosissimo nel difendere le proprie posizioni''. Lo ha detto il segretario generale Cgil Guglielmo Epifani in merito al confronto sulle pensioni con il governo. ''Aspetto che si apra un tavolo e che il governo - ha aggiunto il leader Cgil - avanzi le sue proposte sulla riforma''.
11 - PER LA BASE USA DI VICENZA RISCHIO BUROCRAZIA
(Adnkronos) - Si prospettano tempi lunghi per il contestato raddoppio della base statunitense ''Dal Molin'' a Vicenza. Stando a quanto riportato dal quotidiano ''Italia Oggi'', diretto da Franco Bechis, il ministero dell'Ambiente avrebbe richiesto che prima dell'apertura dei cantieri il progetto di raddoppio dovra' essere sottoposto alla procedura di Valutazione di incidenza e a quella di Valutazione di impatto ambientale. ''Come ha annunciato lo stesso ministro a un gruppo di parlamentari contrari a quella base, capitanati dal verde Amgelo Bonelli- si legge su ''Italia Oggi''- il ministero ha aperto un fascicolo su quei lavori''.
In particolare, secondo la risposta del ministro Pecoraro Scanio, ''il progetto esaminato, che investe una zona di 55 ettari,e' quindi ricomprensibile fra quelli classificati nell'allegato B del decreto del presidente della Repubblica 12 aprile 1996, che alla lettera B) prevede i ''progetti di sviluppo di aree urbane, nuove o in estensione, interessanti superfici superiori ai 4o ettari; progetti di sviluppo urbano all'interno di aree urbane esistenti che interessano superifici superiori ai 10 ettari''. La direzione competente del Ministero dell'Ambiente, secondo quanto riportato da 'Italia Oggi', riferisce che il progetto dell'opera in questione, vale a dire l'ampliamento della base 'Del Molin' di Vicenza, dovrebbe essere sottoposta alla normale procedura di valutazione di impatto ambientale.
''Si apre dunque un tunnel burocratico che rischia da una parte di portare alle calende greche la partenza dei lavori per il raddoppio della base militare, dall'altra-scrive 'Italia Oggi'- di riaprire proprio nelle ore calde del dibattito sulla fiducia al governo di Romano Prodi una ferita che sembrava ormai suturata''.
12 - COSSIGA SU WOJTYLA-PERTINI: CARLA VOLTOLINA ESEGUI' ORDINI DEL MARITO.
(Ansa) - Giovanni Paolo II non visito' la salma di Sandro Pertini dopo la sua morte per un esplicito divieto di Carla Voltolina rivolto a tutti fuorche' al presidente della Repubblica in carica Francesco Cossiga a entrare nella casa a Fontana di Trevi dove risiedeva. Lo rivela all'Ansa Francesco Cossiga. ''Essendo io il capo dello Stato in carica - racconta Cossiga - la signora Voltolina Pertini mi chiamo' pochi minuti dopo il decesso del mio predecessore, che avevo visto proprio il giorno prima, per comunicarmene la morte.
Nell'occasione,la signora mi disse che Pertini le aveva lasciato precise istruzioni, in base alle quali solo io e nessun altro avrei potuto accedere alla sua abitazione. Ben conoscendo i rapporti di amicizia e la generosa semplicita' di Giovanni Paolo II, chiesi alla signora se questo divieto dovesse valere anche per il Papa. E lei me lo confermo', pregandomi di comunicare personalmente lo stato della questione a tutte le autorita'. Cosa che feci, telefonando al Segretario di Stato, ai presidenti delle Camere ed al presidente del Consiglio''. ''Questa - ribadisce il presidente emerito della Repubblica - e' la verita'. Non dubito che se non avessi comunicato al Vaticano quel divieto il Santo Padre si sarebbe immediatamente recato a visitare la salma del suo amico Pertini''.
Dagospia 28 Febbraio 2007