ANATEL RINVIA DISCUSSIONE SU TELCO, TELECOM E PIRELLI GIÙ IN BORSA - IL CALVARIO DI ALITALIA: ALAZRAKI PRESENTA AZIONE CIVILE CONTRO IL VECCHIO CDA - AL KAZAKISTAN NON CONVIENE PERDERE L´ENI - LA LEZIONE DI BNP PARIBAS SUL CREDIT CRUNCH.
1 - ANATEL RINVIA DISCUSSIONE SU DOSSIER TELCO.
(Agi) - Anatel ha rinviato la discussione sull'ingresso di Telefonica in Telecom Italia prevista nella riunione di oggi. Al momento non si sa ancora se l'Autorithy per le tlc brasiliana inserira' l'esame del dossier Telco nella sua prossima riunione prevista per il cinque settembre.
Il rinvio temporaneo, ufficializzato anche sul sito dell'Anatel, si e' reso necessario dopo la richiesta dell'America Movil di Carlos Slim, presente in Brasile con il terzo operatore mobile del mercato (Claro), di esaminare ulteriormente il dossier su cui Anatel si dovra' esprimere per rilasciare il nulla osta all'ingresso di Telefonica in Telecom Italia. In un primo momento, la societa' del multimiliardario messicano, aveva ricevuta l'autorizzazione di visionare gia' il dossier, ottenendo anche anche un tempo supplementare per esaminare tutta la documentazione.
Con l'inserimento in extremis del dossier 'Telco' nell'odg di oggi dell'Anatel, proseguono fonti finanziarie, Slim ha potuto richiedere di valutare ancora l'ulteriore documentazione prodotta all'Authority brasiliana dai soci Telco. Autorizzazione concessa da Anatel, seppur riconoscendo a Carlos Slim di non essere parte in causa del procedimento autorizzativo.
2 - TELECOM AZZERA GUADAGNI DOPO RINVIO DI ANATEL, IDEM PIRELLI.
(Agi) - Dopo un iniziale distacco da parte di Piazza Affari al rinvio dell'Anatel della discussione del dossier 'Telco', i titoli Telecom Italia e Pirelli hanno reagito con una brusca frenata e hanno azzerato i guadagni che avevano accumulato nella prima parte della mattinata. Alle 12.30, Telecom Italia segna un +0,1% a 2,045 euro, Pirelli mostra un +0,06% a 0,816 euro.
3 - TELEFONICA NON PREOCCUPATA DA RINVIO ANATEL.
(Agi) - Fonti finanziarie vicine a Telefonica, descrivono la compagnia spagnola "non turbata" dal rinvio da parte di Anatel dell'esame del dossier 'Telco'. Le fonti descrivono Telefonica "fiduciosa" sulla serenita' del giudizio dell'Authority brasiliana.
4 - ALAZRAKI PRESENTA AZIONE CIVILE CONTRO VECCHIO CDA ALITALIA.
(Agi) - Un'azione di responsabilita' civile contro il precedente consiglio di amministrazione di Alitalia, accusato di non essere stato capace di attuare il piano industriale, sulla base del quale era stato effettuato un aumento di capitale di 1.250 milioni di euro. Paolo Alazraki e Innocenzo Emiliano, presidente di Aerquadri presenteranno la denuncia al tribunale di Roma tra pochi giorni. Alazraki ha puntato il dito contro il conflitto d'interessi, per cui il presidente del vecchio cda Alitalia, Giancarlo Cimoli, era allo stesso tempo amministratore di Air France, mentre il presidente di Air France Spinetta era componente del cda Alitalia: "Nello stesso periodo in cui Alitalia entrava in crisi, il titolo di Air France raddoppiava". Alazraki ha detto che "lo scopo della nostra iniziativa e' impedire che il governo regali la compagnia di bandiera ad Air France".
5 - IL VOLO INCERTO FRA CIMOLI E PRATO.
R.Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Se l'Alitalia troverà mai la strada del rinascita e conoscerà periodi migliori, magari grazie al piano industriale del presidente Maurizio Prato, forse questo scorcio di agosto verrà ricordato come il suo calvario. L'ineffabile Paolo Alazraki, uomo d'affari milanese che da mesi si posiziona sotto i riflettori della "malata" per presentare improbabili progetti di salvataggio, ha annunciato un'azione di responsabilità civile contro il precedente consiglio d'amministrazione di Alitalia, presieduto da Giancarlo Cimoli.
Un'azione che, a prescindere da ogni cosiderazione di merito, di certo non potrà modificare il fatto che l'Alitalia accusa perdite a bocca di barile, dispone di liquidità per sopravvivere solo qualche mese, ha oltre 1 miliardo di debiti netti, personale in esubero e non può essere ricapitalizzata con denaro pubblico. Insomma, l'unica certezza ieri l'ha data il ministro per lo Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, secondo cui la strada del «fallimento ho paura che sia peggiore di questa».
6 - ALAZRAKI SU ALITALIA: PRONTI A TRATTARE SE CI SARA' TRASPARENZA.
(Agi) - Il gruppo Alazraki tenta di tornare in gara per l'acquisto di Alitalia, dichiarandosi pronto a trattare ma solo se sara' garantita la trasparenza, ovvero se il presidente della compagnia aerea Maurizio Prato convochera' tutti gli interessati a un incontro pubblico. Lo ha detto Paolo Alazraki, annunciando che tra 15 giorni presentera' un piano per il rilancio di Alitalia, da attuare in caso di acquisizione.
"Il nostro piano - ha detto Alazraki - a differenza degli altri non sara' un piano di ridimensionamento ma di espansione, basato sul dialogo con i sindacati, sulla valorizzazione delle competenze del personale di Alitalia, sull'aumento della frequenza delle rotte, sul rientro in Alitalia della manutenzione e di AZ servizi, sulle alleanze anche con vettori low cost".
Alazraki intende inoltre mantenere ed espandere i due aeroporti di Fiumicino e Malpensa, specializzando il primo nei settori dell'arte e del turismo e il secondo nel business. Alazraki ha aggiunto: "chiedero' oggi stesso un incontro a Prato, per sapere cosa ha da dire a chi vuole acquistare Alitalia, ma non mi aspetto molto. Sara' un atto di cortesia".
7 - LA LEZIONE DI BNP SUL CREDIT CRUNCH.
R.Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Bnp Paribas ora ha le idee chiare. Dopo più di un inciampo nella crisi dei mutui subprime, finalmente riuscita a riaprire i tre fondi di investimento congelati a inizio agosto (Parvest Dynamic Abs, Bnp Paribas Abs Euribor e Bnp Paribas Abs Eonia) e ora indica la rotta alla Banca centrale europea. Secondo due analisti di Bnp Paribas, Nathalie Fillet e Patrick Jacq, i mercati sono infatti passati da una crisi di liquidità di breve termine a una crisi strutturale. Conseguentemente, le banche centrali, e la Bce in particolare, dovrebbero affrontare il problema come tale. Insomma, l'Eurotower «dovrebbe passare da un'azione di breve termine a una più strutturale», scrivono gli esperti, aggiungendo come Francoforte dovrebbe anche continuare a offrire liquidità sul mercato finché non si riequilibri il mercato dei «commercial paper». Probabilmente è vero. Ma se i gestori dei fondi avessero fatto meglio il proprio lavoro, clienti e liquidità forse sarebbero ancora lì.
8 - AL KAZAKISTAN NON CONVIENE PERDERE L´ENI.
A cura di Hugo Dixon per "la Repubblica" - La decisione del Kazakistan di ordinare a Eni di interrompere lo sviluppo del giacimento Kashagan lascia pensare a un accaparramento delle risorse naturali in stile venezuelano o russo. Ma il presidente kazaco Nursultan Nazarbayev non è come Chavez o Putin e si è guardato dall´accusare di sfruttamento i partner stranieri, per il semplice fatto che il Kazakhstan ha bisogno delle conoscenze tecniche che solo i paesi occidentali sono in grado di fornire. Quindi, anziché rispedire a casa Eni, Nazarbayev punta a qualcosa di più marcata matrice economica: indurre i partner esteri a concedere al Paese una fetta maggiore dei profitti iniziali del progetto, a compensazione dei ritardi e degli sforamenti dei costi.
Forte dei suoi 13 miliardi di barili di riserve certe, il Kashagan è uno degli ultimi megagiacimenti ancora non sfruttati al mondo, le cui difficoltà di accesso hanno indotto il Kazakistan ad avvalersi sin dall´inizio di un consorzio formato da aziende primarie, tra cui ExxonMobil, Shell, Total, ConocoPhillips e Eni in qualità di capo commessa. Il giacimento, tuttavia, si è rivelato più difficile e costoso da coltivare rispetto a quanto previsto in origine da Eni, con il risultato che prima di vedere i frutti economici il governo kazaco dovrà attendere più anni di quanto stimato all´inizio.
Difficilmente però i kazachi daranno il benservito a Eni o agli altri partner esteri, anche perché il consorzio straniero rappresenta comunque la scelta migliore per veicolare il petrolio verso il mercato. Oltre ad essere impegnate su altri fronti, aziende come PetroChina e Gazprom non hanno l´esperienza necessaria per portare avanti il progetto. Certo, concedere qualcosa in più nella fase iniziale non gioverà alle casse di Eni & co., ma potrebbe rendere sicura la loro posizione nel Caspio sul periodo a lungo termine. (Cyrus Sanati)
9 - GENERALI: PRESIDENTE BERNHEIM CITTADINO ONORARIO TRIESTE
(ANSA) - La citta' di Trieste conferira' la cittadinanza onoraria al presidente delle Generali, Antoine Bernheim: lo ha annunciato oggi il sindaco del Comune giuliano, Roberto Dipiazza, in occasione della presentazione della convention degli agenti e dei produttori della compagnia di tutta Italia che si terra' domenica a Trieste. Parlando della manifestazione che si svolgera' a Trieste - dove il Gruppo e' stato fondato e ha la sua sede legale - in occasione dei 175 anni della compagnia, Dipiazza ha sottolineato ''l'attenzione della citta' nei confronti di Generali''. Il conferimento della cittadinanza, gia' approvato dalla Giunta comunale, avverra' in una seduta straordinaria in autunno. Bernheim fa parte del Cda del Leone di Trieste dal 1973. E' stato presidente dal 1995 al 1999 e nel 2002 e' stato rieletto alla guida del Gruppo. Il presidente ha inoltre recentemente ricevuto l'onorificenza di ''Grand' Croix'', il piu' alto grado d'onore della Legion d' Honneur , insignito dal Presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy.
10 - L'AVVOCATO LERACH CADE SULLA CLASS ACTION.
D. Ro. per "Il Sole 24 Ore" - È finita con un tonfo la carriera del paladino dei diritti degli azionisti William Lerach, l'avvocato che ha vinto 7 miliardi di dollari in risarcimenti per gli azionisti della Enron e innumerevoli altre battaglie legali a nome dei piccoli investitori. Lerach, 61 anni, ha lasciato volontariamente lo studio legale da lui fondato nel 2004 perché potrebbe presto finire in carcere:un'inchiesta ha accertato che il suo vecchio studio Millberg Weiss offriva compensi per convincere individui a unirsi alle cause collettive contro le aziende.
Eroe per alcuni, sanguisuga per altri, William Lerach ha in ogni caso lasciato un segno nel mondo aziendale americano.Molti l'hanno accusato di far causa senza scrupoli contro ogni azienda il cui valore di mercato scende in Borsa; ma le sue vittorie in tribunale contro società coinvolte in scandali contabili sono servite indubbiamente da deterrente contro le malversazioni dei manager americani. Lerach lascia in eredità anche un neologismo nella lingua inglese: in gergo una società colpita da una causa collettiva mossa dagli azionisti è "lerached".
Dagospia 30 Agosto 2007
(Agi) - Anatel ha rinviato la discussione sull'ingresso di Telefonica in Telecom Italia prevista nella riunione di oggi. Al momento non si sa ancora se l'Autorithy per le tlc brasiliana inserira' l'esame del dossier Telco nella sua prossima riunione prevista per il cinque settembre.
Il rinvio temporaneo, ufficializzato anche sul sito dell'Anatel, si e' reso necessario dopo la richiesta dell'America Movil di Carlos Slim, presente in Brasile con il terzo operatore mobile del mercato (Claro), di esaminare ulteriormente il dossier su cui Anatel si dovra' esprimere per rilasciare il nulla osta all'ingresso di Telefonica in Telecom Italia. In un primo momento, la societa' del multimiliardario messicano, aveva ricevuta l'autorizzazione di visionare gia' il dossier, ottenendo anche anche un tempo supplementare per esaminare tutta la documentazione.
Con l'inserimento in extremis del dossier 'Telco' nell'odg di oggi dell'Anatel, proseguono fonti finanziarie, Slim ha potuto richiedere di valutare ancora l'ulteriore documentazione prodotta all'Authority brasiliana dai soci Telco. Autorizzazione concessa da Anatel, seppur riconoscendo a Carlos Slim di non essere parte in causa del procedimento autorizzativo.
2 - TELECOM AZZERA GUADAGNI DOPO RINVIO DI ANATEL, IDEM PIRELLI.
(Agi) - Dopo un iniziale distacco da parte di Piazza Affari al rinvio dell'Anatel della discussione del dossier 'Telco', i titoli Telecom Italia e Pirelli hanno reagito con una brusca frenata e hanno azzerato i guadagni che avevano accumulato nella prima parte della mattinata. Alle 12.30, Telecom Italia segna un +0,1% a 2,045 euro, Pirelli mostra un +0,06% a 0,816 euro.
3 - TELEFONICA NON PREOCCUPATA DA RINVIO ANATEL.
(Agi) - Fonti finanziarie vicine a Telefonica, descrivono la compagnia spagnola "non turbata" dal rinvio da parte di Anatel dell'esame del dossier 'Telco'. Le fonti descrivono Telefonica "fiduciosa" sulla serenita' del giudizio dell'Authority brasiliana.
4 - ALAZRAKI PRESENTA AZIONE CIVILE CONTRO VECCHIO CDA ALITALIA.
(Agi) - Un'azione di responsabilita' civile contro il precedente consiglio di amministrazione di Alitalia, accusato di non essere stato capace di attuare il piano industriale, sulla base del quale era stato effettuato un aumento di capitale di 1.250 milioni di euro. Paolo Alazraki e Innocenzo Emiliano, presidente di Aerquadri presenteranno la denuncia al tribunale di Roma tra pochi giorni. Alazraki ha puntato il dito contro il conflitto d'interessi, per cui il presidente del vecchio cda Alitalia, Giancarlo Cimoli, era allo stesso tempo amministratore di Air France, mentre il presidente di Air France Spinetta era componente del cda Alitalia: "Nello stesso periodo in cui Alitalia entrava in crisi, il titolo di Air France raddoppiava". Alazraki ha detto che "lo scopo della nostra iniziativa e' impedire che il governo regali la compagnia di bandiera ad Air France".
5 - IL VOLO INCERTO FRA CIMOLI E PRATO.
R.Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Se l'Alitalia troverà mai la strada del rinascita e conoscerà periodi migliori, magari grazie al piano industriale del presidente Maurizio Prato, forse questo scorcio di agosto verrà ricordato come il suo calvario. L'ineffabile Paolo Alazraki, uomo d'affari milanese che da mesi si posiziona sotto i riflettori della "malata" per presentare improbabili progetti di salvataggio, ha annunciato un'azione di responsabilità civile contro il precedente consiglio d'amministrazione di Alitalia, presieduto da Giancarlo Cimoli.
Un'azione che, a prescindere da ogni cosiderazione di merito, di certo non potrà modificare il fatto che l'Alitalia accusa perdite a bocca di barile, dispone di liquidità per sopravvivere solo qualche mese, ha oltre 1 miliardo di debiti netti, personale in esubero e non può essere ricapitalizzata con denaro pubblico. Insomma, l'unica certezza ieri l'ha data il ministro per lo Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, secondo cui la strada del «fallimento ho paura che sia peggiore di questa».
6 - ALAZRAKI SU ALITALIA: PRONTI A TRATTARE SE CI SARA' TRASPARENZA.
(Agi) - Il gruppo Alazraki tenta di tornare in gara per l'acquisto di Alitalia, dichiarandosi pronto a trattare ma solo se sara' garantita la trasparenza, ovvero se il presidente della compagnia aerea Maurizio Prato convochera' tutti gli interessati a un incontro pubblico. Lo ha detto Paolo Alazraki, annunciando che tra 15 giorni presentera' un piano per il rilancio di Alitalia, da attuare in caso di acquisizione.
"Il nostro piano - ha detto Alazraki - a differenza degli altri non sara' un piano di ridimensionamento ma di espansione, basato sul dialogo con i sindacati, sulla valorizzazione delle competenze del personale di Alitalia, sull'aumento della frequenza delle rotte, sul rientro in Alitalia della manutenzione e di AZ servizi, sulle alleanze anche con vettori low cost".
Alazraki intende inoltre mantenere ed espandere i due aeroporti di Fiumicino e Malpensa, specializzando il primo nei settori dell'arte e del turismo e il secondo nel business. Alazraki ha aggiunto: "chiedero' oggi stesso un incontro a Prato, per sapere cosa ha da dire a chi vuole acquistare Alitalia, ma non mi aspetto molto. Sara' un atto di cortesia".
7 - LA LEZIONE DI BNP SUL CREDIT CRUNCH.
R.Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Bnp Paribas ora ha le idee chiare. Dopo più di un inciampo nella crisi dei mutui subprime, finalmente riuscita a riaprire i tre fondi di investimento congelati a inizio agosto (Parvest Dynamic Abs, Bnp Paribas Abs Euribor e Bnp Paribas Abs Eonia) e ora indica la rotta alla Banca centrale europea. Secondo due analisti di Bnp Paribas, Nathalie Fillet e Patrick Jacq, i mercati sono infatti passati da una crisi di liquidità di breve termine a una crisi strutturale. Conseguentemente, le banche centrali, e la Bce in particolare, dovrebbero affrontare il problema come tale. Insomma, l'Eurotower «dovrebbe passare da un'azione di breve termine a una più strutturale», scrivono gli esperti, aggiungendo come Francoforte dovrebbe anche continuare a offrire liquidità sul mercato finché non si riequilibri il mercato dei «commercial paper». Probabilmente è vero. Ma se i gestori dei fondi avessero fatto meglio il proprio lavoro, clienti e liquidità forse sarebbero ancora lì.
8 - AL KAZAKISTAN NON CONVIENE PERDERE L´ENI.
A cura di Hugo Dixon per "la Repubblica" - La decisione del Kazakistan di ordinare a Eni di interrompere lo sviluppo del giacimento Kashagan lascia pensare a un accaparramento delle risorse naturali in stile venezuelano o russo. Ma il presidente kazaco Nursultan Nazarbayev non è come Chavez o Putin e si è guardato dall´accusare di sfruttamento i partner stranieri, per il semplice fatto che il Kazakhstan ha bisogno delle conoscenze tecniche che solo i paesi occidentali sono in grado di fornire. Quindi, anziché rispedire a casa Eni, Nazarbayev punta a qualcosa di più marcata matrice economica: indurre i partner esteri a concedere al Paese una fetta maggiore dei profitti iniziali del progetto, a compensazione dei ritardi e degli sforamenti dei costi.
Forte dei suoi 13 miliardi di barili di riserve certe, il Kashagan è uno degli ultimi megagiacimenti ancora non sfruttati al mondo, le cui difficoltà di accesso hanno indotto il Kazakistan ad avvalersi sin dall´inizio di un consorzio formato da aziende primarie, tra cui ExxonMobil, Shell, Total, ConocoPhillips e Eni in qualità di capo commessa. Il giacimento, tuttavia, si è rivelato più difficile e costoso da coltivare rispetto a quanto previsto in origine da Eni, con il risultato che prima di vedere i frutti economici il governo kazaco dovrà attendere più anni di quanto stimato all´inizio.
Difficilmente però i kazachi daranno il benservito a Eni o agli altri partner esteri, anche perché il consorzio straniero rappresenta comunque la scelta migliore per veicolare il petrolio verso il mercato. Oltre ad essere impegnate su altri fronti, aziende come PetroChina e Gazprom non hanno l´esperienza necessaria per portare avanti il progetto. Certo, concedere qualcosa in più nella fase iniziale non gioverà alle casse di Eni & co., ma potrebbe rendere sicura la loro posizione nel Caspio sul periodo a lungo termine. (Cyrus Sanati)
9 - GENERALI: PRESIDENTE BERNHEIM CITTADINO ONORARIO TRIESTE
(ANSA) - La citta' di Trieste conferira' la cittadinanza onoraria al presidente delle Generali, Antoine Bernheim: lo ha annunciato oggi il sindaco del Comune giuliano, Roberto Dipiazza, in occasione della presentazione della convention degli agenti e dei produttori della compagnia di tutta Italia che si terra' domenica a Trieste. Parlando della manifestazione che si svolgera' a Trieste - dove il Gruppo e' stato fondato e ha la sua sede legale - in occasione dei 175 anni della compagnia, Dipiazza ha sottolineato ''l'attenzione della citta' nei confronti di Generali''. Il conferimento della cittadinanza, gia' approvato dalla Giunta comunale, avverra' in una seduta straordinaria in autunno. Bernheim fa parte del Cda del Leone di Trieste dal 1973. E' stato presidente dal 1995 al 1999 e nel 2002 e' stato rieletto alla guida del Gruppo. Il presidente ha inoltre recentemente ricevuto l'onorificenza di ''Grand' Croix'', il piu' alto grado d'onore della Legion d' Honneur , insignito dal Presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy.
10 - L'AVVOCATO LERACH CADE SULLA CLASS ACTION.
D. Ro. per "Il Sole 24 Ore" - È finita con un tonfo la carriera del paladino dei diritti degli azionisti William Lerach, l'avvocato che ha vinto 7 miliardi di dollari in risarcimenti per gli azionisti della Enron e innumerevoli altre battaglie legali a nome dei piccoli investitori. Lerach, 61 anni, ha lasciato volontariamente lo studio legale da lui fondato nel 2004 perché potrebbe presto finire in carcere:un'inchiesta ha accertato che il suo vecchio studio Millberg Weiss offriva compensi per convincere individui a unirsi alle cause collettive contro le aziende.
Eroe per alcuni, sanguisuga per altri, William Lerach ha in ogni caso lasciato un segno nel mondo aziendale americano.Molti l'hanno accusato di far causa senza scrupoli contro ogni azienda il cui valore di mercato scende in Borsa; ma le sue vittorie in tribunale contro società coinvolte in scandali contabili sono servite indubbiamente da deterrente contro le malversazioni dei manager americani. Lerach lascia in eredità anche un neologismo nella lingua inglese: in gergo una società colpita da una causa collettiva mossa dagli azionisti è "lerached".
Dagospia 30 Agosto 2007