RAMADAN VA INCASTRATO SUL DIVAN - MASTELLISMI: IL POTERE PREPOTENTE NON È UNA NOVITÀ: MA COME SALVARCI DALLA STUPIDITÀ? - GRILLO NON È VIRTUALE, E I POLITICI "SBROCCANO" - DOPO LA FILOSOFIA DEL "VAFFA", ARRIVA QUELLA DEL "VA' A CAGARE"?.



1 - RAMADAN VA INCASTRATO SUL DIVAN.
Riccardo Chiaberge per il "Domenicale" de "Il Sole 24 Ore"

Si può, si deve parlare con Tariq Ramadan? Con la «lingua biforcuta» dell'islam europeo, come lo ha definito a Mantova Christopher Hitchens? Meglio di no, ha confessato il conduttore di «Fahrenheit» Marino Sinibaldi: quello è talmente viscido che a discutere con lui rischi di «restare
incastrato». E Magdi Allam, sul Corriere, ha rincarato la dose: «Occupiamoci di noi occidentali e smettiamola di preoccuparci di Tariq Ramadan», nemico di Israele e dell'America e amico dei «taglia-lingua».

Chi ci parlerebbe volentieri è invece la brava Farian Sabahi, se non fosse che quel cafone le ha negato un'intervista per la Stampa: «Forse proprio perché - a differenza del caro amico Sinibaldi e di tanti altri - appartengo alla sua stessa cultura (europea e musulmana) e ho gli strumenti per ribattergli. Senza farmi incastrare». Ramadan il musulmàn ha paura di Farian! Se le parla, gli treman le man...Poveretto, soffre di complesso di incastrazione. E dato che è amico dei taglia-lingue islamici, piuttosto di tagliarsi qualcos'altro si taglia la lingua da sè: zac, zac, due colpi di forbici perché è biforcuta.
E niente intervista.

Per metterlo alle strette, secondo il suggerimento di Sinibaldi, ci vorrebbe una testa lucida. Come il prezzemolino tv Giampiero Mughini, che intervistato dal Corriere sul suo nuovo attesissimo libro "Sex Revolution" (Mondadori) ammette di essere un «totale analfabeta» in materia di droghe: «Non ho mai fumato uno spinello, né pensato di farlo. Personalmente ho sempre avuto un atteggiamento di totale chiusura per tutto ciò che fa perdere la lucidità». Beh, proprio tutto no: per le veline, ad esempio, è disposto a fare uno strappo. «Tra telesquinzie e sessuofobia - dichiara Prezzemughini, - io sto con le telesquinzie». Ecco la soluzione al dilemma di Sinibaldi e Allam: la prossima volta che bisogna intervistare Ramadan, lasciamo a casa la professoressa Farian e mandiamo l'imam al-Giampi con un codazzo di telesquinzie senza veli. Ramadan sul divan. E poi vediamo chi incastra chi.

2 - ASPETTANDO CELENTANO.
Filippo Facci per "Il Giornale"


Michele Santoro è antipatico a molti, qui. Ricorderete tuttavia quando Clemente Mastella, il ministro che usa l'elicottero come taxi e la cui base elettorale contempla forse il più smaccato clientelismo residuale della Prima Repubblica, Mastella, dicevo, abbandonò lo studio di Annozero perché giudicò alcune critiche poco cortesi. Santoro disse: «L'arroganza della politica sta diventando insopportabile, devono abituarsi di nuovo a discutere, a parlare con chi li critica». Il punto non è solo che Santoro, un giornalista, avesse pienamente ragione per quanto assai criticato: il punto è che è arrivato un comico che i politici li ha mandati direttamente sappiamo dove, ora, ed ecco, grande attenzione, discorsi sui vuoti della politica, sedute di autocoscienza.

È solo la conferma del distacco tra i politici e la loro percezione del reale, un reale che si erano illusi, per troppo tempo, che potesse equivalere a una mera oscillazione tra Vespa, Floris e Mentana. Ora invece è arrivata una qualsiasi realtà non virtuale, pur fatta di piazze deliranti, e hanno sbroccato. Dal non sopportare alcuna critica, tantomeno giornalistica, sono passati a leggere che cosa dice Grillo e che cosa risponde Luttazzi. Ciriaco De Mita, intanto, orienta le primarie del Partito democratico.



3 - IL POTERE PREPOTENTE NON È UNA NOVITÀ: MA COME SALVARCI DALLA STUPIDITÀ?...
Michele Serra per "la Repubblica"


La vicenda del volo speciale Rutelli-Mastella per il Gran Premio di Monza spaventa per la sua stupidità più che per la sua arroganza. Con questo clima e di questi tempi, un uomo di potere di qualche intelligenza eviterebbe con cura di procurarsi ulteriori occasioni di impopolarità oltre a quelle, come dire, già protocollari. Pare che il volo rutelliano rientrasse tra gli obblighi del suo alto magistero (anche se abbastanza stravagante che sia il ministro dei Beni culturali a premiare i piloti: perché non dare il ruolo di starter, allora, a un presidente di Cassazione?).

Meno certe le mansioni di Mastella. Sostiene di essere stato anche lui «chiamato ufficialmente a premiare i vincitori», lasciandoci nel dubbio che l´intero Consiglio dei ministri fosse convocato a Monza per baciare i piloti e cingerli di alloro. Non pago di questa buffa spiegazione, Mastella ha aggiunto una frase di terrificante scemenza: «Vogliono colpire me per colpire Prodi». (Come se io, beccato a rubare in un supermercato, dicessi che mi arrestano solo per mettere in cattiva luce De Benedetti). Ecco, è proprio qui che, come cittadino, comincio a tremare. Perché essere governati da prepotenti è seccante ma - come dire - non è poi una gran novità. Ma neanche la più radicale delle rivoluzioni può redimerci dalla stupidità.

4 - FESTIVAL FILOSOFICI E FILOSOFIA DEL "VAFFA".
Alberto Arbasino per "La Stampa"


Tanti intellettuali e pensatori si sono affrettati o accodati a commentare il trasgressivo successo del «vaffa» impietoso e scomodo. Senza alcun interesse per gli altri interventi agli innumerevoli festival filosofici che si tengono proprio adesso in tutte le città italiane. Allora, nell'irriverente imminenza dell'altrettanto blasonato e secolare «va' a cagare», vi sarà qualche «lectio magistralis», con diplomi «honoris causa», o un impegnato ritiro nelle torri d'avorio più appartate e schive? Non per nulla già infatti arrivano appelli firmati per una signorilità di massa più elitaria.



Dagospia 17 Settembre 2007