ALLA FINE HA VINTO IL MODELLO MIKE (BONGIORNO): L'ITALIA È TUTTO UN QUIZ - ESAME DI GIORNALISMO: LA MARAINI SCOPRE I GRATTACIELI - L'OMEOPATIA NON SARÀ LA "VERA" MEDICINA, MA ALMENO È "UMANA".
1 - ALLA FINE HA VINTO IL MODELLO MIKE.
Giovanni Mariotti per il "Corriere della Sera"
Considero il recente libro di Mike Bongiorno ("La versione di Mike", Mondadori) l'epilogo di un conflitto che ha attraversato il Novecento. Più di mezzo secolo fa Bongiorno si attribuì, o usurpò, il privilegio dell'interrogazione e dell'esame, sino ad allora riservato ai docenti. Vivevo in campagna, e ricordo l'impressione profonda che quel giovane dall'accento bizzarro, ma dall'erudizione (così sembrava) sterminata, esercitava sulle persone semplici.
Di fronte al nuovo eroe le antiche e rispettate immagini del Laureato e del Professore andavano sbiadendo. Qualche membro dell'Accademia (Umberto Eco) reagì, con spirito e grazia. Ma le sorti dello scontro epocale tra Mike e i Professori erano segnate. Presto nella scuola si sarebbero fatti gli esami con i quiz. Infine, a Mike sarebbe toccato il copricapo del laureato honoris causa, da esibire in tv. "La versione di Mike" è l'autobiografia di un vincitore, ma un vincitore candido, dunque simpatico, come i vincitori sono di rado.
2 - POVERA VECCHIA OMEOPATIA.
Michele Serra per "la Repubblica"
Povera vecchia omeopatia. Autorevoli pubblicazioni scientifiche la riducono a futile moda, quasi una superstizione. Non ho niente di specifico da obiettare, sono di quelli che hanno bisogno di ragione e di scienza come del pane, in questo evo che tende al magico e al reazionario. Tornassi indietro farei biologia o fisica, altro che Lettere Moderne, e studierei Darwin e i ragazzi di via Panisperna. Però. C´è un però. Al quale nessuna pubblicazione scientifica (autorevole, naturalmente) è ancora riuscita a rispondere. L´omeopata è in genere gentile. Ti ascolta. Ti guarda. Ti fa sentire una persona e non un sintomo, un essere vivente e non una malattia.
Fior di professoroni della medicina "ufficiale" (che tendo a considerare la sola vera medicina) non sanno neanche da che parte cominciare per instaurare un rapporto umano appena decente con chi gli sta di fronte. Sono fresco reduce da una visita specialistica con un odioso, supponente, gelido luminare che saprà tutto delle "sue" malattie, ma non gliene frega niente di chi le porta addosso. La fortuna dell´omeopatia sarà forse esagerata, ma è merito, in gran parte, della sciocca insensibilità di tanti mediconi pieni di potere, e poveri di umanità.
3 - DACIA SCOPRE I GRATTACIELI.
Filippo Facci per "Il Giornale"
Esercitazione per l'esame di giornalismo. Il candidato legga attentamente questi tre frammenti di reportages: 1) «Torno a Parigi che avevo lasciato nella nebbia e la trovo pulita e spazzolata da un vento ghiacciato. La nuova torre, costruita da Gustave Eiffel, è alta 304 metri ed è stata costruita in soli due anni. Farà da ingresso all'esposizione universale del 1889, dopodiché sarà abbattuta»; 2) «Torno a Vienna che avevo lasciato nella nebbia e la trovo pulita e spazzolata da un vento ghiacciato. La nuova ruota panoramica, alta ben 64,5 metri, è ormai terminata nonostante iniziata l'anno passato, nel 1896. Il successo è tale che altre ne hanno progettate a Chicago, Londra a Blackpool»;
3) «Torno a New York che avevo lasciato nella nebbia e la trovo pulita e spazzolata da un vento ghiacciato. Uno si chiede perché i grattacieli newyorkesi sono così belli e commoventi. Credo che la risposta sia una sola: qui i grattacieli sono assolutamente necessari. Lo spazio scarso ha costretto a costruire verso l'alto». Il candidato, considerando che uno solo dei suddetti reportage è autentico e che è stato scritto da Dacia Maraini sul "Corriere della Sera" di ieri (non di un secolo fa), ha tre minuti di tempo per indovinare quale.
Dagospia 29 Novembre 2007
Giovanni Mariotti per il "Corriere della Sera"
Considero il recente libro di Mike Bongiorno ("La versione di Mike", Mondadori) l'epilogo di un conflitto che ha attraversato il Novecento. Più di mezzo secolo fa Bongiorno si attribuì, o usurpò, il privilegio dell'interrogazione e dell'esame, sino ad allora riservato ai docenti. Vivevo in campagna, e ricordo l'impressione profonda che quel giovane dall'accento bizzarro, ma dall'erudizione (così sembrava) sterminata, esercitava sulle persone semplici.
Di fronte al nuovo eroe le antiche e rispettate immagini del Laureato e del Professore andavano sbiadendo. Qualche membro dell'Accademia (Umberto Eco) reagì, con spirito e grazia. Ma le sorti dello scontro epocale tra Mike e i Professori erano segnate. Presto nella scuola si sarebbero fatti gli esami con i quiz. Infine, a Mike sarebbe toccato il copricapo del laureato honoris causa, da esibire in tv. "La versione di Mike" è l'autobiografia di un vincitore, ma un vincitore candido, dunque simpatico, come i vincitori sono di rado.
2 - POVERA VECCHIA OMEOPATIA.
Michele Serra per "la Repubblica"
Povera vecchia omeopatia. Autorevoli pubblicazioni scientifiche la riducono a futile moda, quasi una superstizione. Non ho niente di specifico da obiettare, sono di quelli che hanno bisogno di ragione e di scienza come del pane, in questo evo che tende al magico e al reazionario. Tornassi indietro farei biologia o fisica, altro che Lettere Moderne, e studierei Darwin e i ragazzi di via Panisperna. Però. C´è un però. Al quale nessuna pubblicazione scientifica (autorevole, naturalmente) è ancora riuscita a rispondere. L´omeopata è in genere gentile. Ti ascolta. Ti guarda. Ti fa sentire una persona e non un sintomo, un essere vivente e non una malattia.
Fior di professoroni della medicina "ufficiale" (che tendo a considerare la sola vera medicina) non sanno neanche da che parte cominciare per instaurare un rapporto umano appena decente con chi gli sta di fronte. Sono fresco reduce da una visita specialistica con un odioso, supponente, gelido luminare che saprà tutto delle "sue" malattie, ma non gliene frega niente di chi le porta addosso. La fortuna dell´omeopatia sarà forse esagerata, ma è merito, in gran parte, della sciocca insensibilità di tanti mediconi pieni di potere, e poveri di umanità.
3 - DACIA SCOPRE I GRATTACIELI.
Filippo Facci per "Il Giornale"
Esercitazione per l'esame di giornalismo. Il candidato legga attentamente questi tre frammenti di reportages: 1) «Torno a Parigi che avevo lasciato nella nebbia e la trovo pulita e spazzolata da un vento ghiacciato. La nuova torre, costruita da Gustave Eiffel, è alta 304 metri ed è stata costruita in soli due anni. Farà da ingresso all'esposizione universale del 1889, dopodiché sarà abbattuta»; 2) «Torno a Vienna che avevo lasciato nella nebbia e la trovo pulita e spazzolata da un vento ghiacciato. La nuova ruota panoramica, alta ben 64,5 metri, è ormai terminata nonostante iniziata l'anno passato, nel 1896. Il successo è tale che altre ne hanno progettate a Chicago, Londra a Blackpool»;
3) «Torno a New York che avevo lasciato nella nebbia e la trovo pulita e spazzolata da un vento ghiacciato. Uno si chiede perché i grattacieli newyorkesi sono così belli e commoventi. Credo che la risposta sia una sola: qui i grattacieli sono assolutamente necessari. Lo spazio scarso ha costretto a costruire verso l'alto». Il candidato, considerando che uno solo dei suddetti reportage è autentico e che è stato scritto da Dacia Maraini sul "Corriere della Sera" di ieri (non di un secolo fa), ha tre minuti di tempo per indovinare quale.
Dagospia 29 Novembre 2007