LUIGI CRESPI SU E-BISCOM; UMBERTO AGNELLI VENDE "LA STAMPA"?
SPESE PAZZE ALL'HDP: LA PARCELLA D'ORO DELLA BANCA ROTHSCHILD
DOPO LA FERRARI, MARANGHI DA' UNA MANO ALLA TV DEL CAV. (CRACK KIRCH)
SPESE PAZZE ALL'HDP: LA PARCELLA D'ORO DELLA BANCA ROTHSCHILD
DOPO LA FERRARI, MARANGHI DA' UNA MANO ALLA TV DEL CAV. (CRACK KIRCH)
1 - A Milano si mormora, si mormora .... e si dice che Luigi Crespi, patron di Hdc-Datamedia abbia fatto una seria proposta d'acquisto a Francesco Micheli per comprare l'intera e-Biscom - cioè, Fastweb, Il Nuovo.it e l'agenzia diretta da Lucia Annunziata AP-Biscom. Sarebbe un bel colpo per lo straripante (di fianchi) Crespi, l'ennesimo. il pupillo di Berlusconi, infatti, sta finendo or ora di papparsi Punto.com e con eBiscom creerebbe un vero e proprio impero "multimediale", dal sondaggio al lettore.
2 - A Torino si mormora, si mormora. e si dice che Umberto Agnelli, ormai dominus di quello che fu l'impero Fiat, voglia vendere il giornale di famiglia, La Stampa, che sta accusando pesantissime perdite. Secondo il Dottore, vale ancora quanto motteggiava il nonno Giovanni: il giornale, a Roma, deve essere letto da tre persone: il Re, il Papa e il cao del governo. Il primo a farsi sotto è stato il solito Francesco Gaetano Caltagirone. E come al solito, gli diranno di no. L'idea che invece gironzola nella testa dell'Avvocato è quella di creare una fondazione per La Stampa, così da staccarla dai destini Fiat.
3 - Qualche settimana fa l'Rcs ha venduto ad Hachette-Rusconi il 50 per cento di "Elle-Italia", mensile modaiolo. Transazione lunga, ricca di qui pro quo. Quando si è trattato di chiudere Maurizio Romiti - con tutto il pool di avvocati che ha in casa - ha chiesto l'assistenza della banca d'affari Rothschild. La quale si è seduta intorno al tavolo giusto per due ore per la stesura e chiusura del contratto. Qualche settimana dopo, guida rossa e fiato alle trombe, arriva la parcella Rothschild a Rcs Periodici. Totale da pagare: 800 milioni di antiche lire. In Rizzoli sbiancano, l'Rcs Periodici si rifiuta di pagare. Infine, chi firma il bonifico a favore dell'esosa Rothschild è l'Rcs Editore.
3 - Mediobanca che acquista Ferrari è la vittoria di Paolo Fresco e Vincenzo Maranghi. Vittoria quasi personale poiché i due si apprezzano e si conoscono sempre meglio. Il tutto con lo sguardo benevolo dell'Avvocato. Mentre la nomina di Galatari e Barberis è la vittoria del "Dottore", ma sempre sotto lo sguardo benevolo dell'Avvocato. Questa è la nuova linea di demarcazione del potere in Fiat. Tra il Dottore e l'Avvocato non c'è ancora chi prevalga sull'altro e l'acquisizione del 35% di Ferrari da parte di Mediobanca è la contromossa, improvvisa e rapida, della parte (Fresco più Avvocato) che sapeva che di li a poco sarebbe stata estromessa dai giochi Fiat. E poi, non si può dare troppo potere sempre alle solite banche.
4 - Maranghi superstar. Dopo i motori Ferrari, il pennellone di piazzetta Cuccia si dà alla tv. Già Mediobanca è advisor di Rupert Murdoch per Tele Più; adesso sta dando una mano a Mediaset per rendere meno amara la pillola germanica della debacle Kirch. Tra Mediaset e Fininvest, il buco è di mille miliardi di vecchie lire.
5 - Il magnifico Cavaliere era davvero attapirato, all'assemblea di Confcommercio. Era stato già informato sui contenuti del discorso di Sergio Billè, tanto da non voler mai alzare gli occhi dal testo che era stato distribuito agli invitati. Era in prima fila ma praticamente assente, Berlusconi. I commenti, poi, a cose fatte, si sono sprecati. In particolare, su cosa è "scandaloso" per Billè, ovvero "la vendita di merce rubata o contraffatta a ogni angolo di strada". Per il presidente del consiglio, "ognuno ha il suo concetto di scandalo..."
*Per collaborare a questa rubrica (con notizie, spunti, suggerimenti), basta inviare una mail a rda@byworks.com
Dagospia.com 5 Lulgio 2002
2 - A Torino si mormora, si mormora. e si dice che Umberto Agnelli, ormai dominus di quello che fu l'impero Fiat, voglia vendere il giornale di famiglia, La Stampa, che sta accusando pesantissime perdite. Secondo il Dottore, vale ancora quanto motteggiava il nonno Giovanni: il giornale, a Roma, deve essere letto da tre persone: il Re, il Papa e il cao del governo. Il primo a farsi sotto è stato il solito Francesco Gaetano Caltagirone. E come al solito, gli diranno di no. L'idea che invece gironzola nella testa dell'Avvocato è quella di creare una fondazione per La Stampa, così da staccarla dai destini Fiat.
3 - Qualche settimana fa l'Rcs ha venduto ad Hachette-Rusconi il 50 per cento di "Elle-Italia", mensile modaiolo. Transazione lunga, ricca di qui pro quo. Quando si è trattato di chiudere Maurizio Romiti - con tutto il pool di avvocati che ha in casa - ha chiesto l'assistenza della banca d'affari Rothschild. La quale si è seduta intorno al tavolo giusto per due ore per la stesura e chiusura del contratto. Qualche settimana dopo, guida rossa e fiato alle trombe, arriva la parcella Rothschild a Rcs Periodici. Totale da pagare: 800 milioni di antiche lire. In Rizzoli sbiancano, l'Rcs Periodici si rifiuta di pagare. Infine, chi firma il bonifico a favore dell'esosa Rothschild è l'Rcs Editore.
3 - Mediobanca che acquista Ferrari è la vittoria di Paolo Fresco e Vincenzo Maranghi. Vittoria quasi personale poiché i due si apprezzano e si conoscono sempre meglio. Il tutto con lo sguardo benevolo dell'Avvocato. Mentre la nomina di Galatari e Barberis è la vittoria del "Dottore", ma sempre sotto lo sguardo benevolo dell'Avvocato. Questa è la nuova linea di demarcazione del potere in Fiat. Tra il Dottore e l'Avvocato non c'è ancora chi prevalga sull'altro e l'acquisizione del 35% di Ferrari da parte di Mediobanca è la contromossa, improvvisa e rapida, della parte (Fresco più Avvocato) che sapeva che di li a poco sarebbe stata estromessa dai giochi Fiat. E poi, non si può dare troppo potere sempre alle solite banche.
4 - Maranghi superstar. Dopo i motori Ferrari, il pennellone di piazzetta Cuccia si dà alla tv. Già Mediobanca è advisor di Rupert Murdoch per Tele Più; adesso sta dando una mano a Mediaset per rendere meno amara la pillola germanica della debacle Kirch. Tra Mediaset e Fininvest, il buco è di mille miliardi di vecchie lire.
5 - Il magnifico Cavaliere era davvero attapirato, all'assemblea di Confcommercio. Era stato già informato sui contenuti del discorso di Sergio Billè, tanto da non voler mai alzare gli occhi dal testo che era stato distribuito agli invitati. Era in prima fila ma praticamente assente, Berlusconi. I commenti, poi, a cose fatte, si sono sprecati. In particolare, su cosa è "scandaloso" per Billè, ovvero "la vendita di merce rubata o contraffatta a ogni angolo di strada". Per il presidente del consiglio, "ognuno ha il suo concetto di scandalo..."
*Per collaborare a questa rubrica (con notizie, spunti, suggerimenti), basta inviare una mail a rda@byworks.com
Dagospia.com 5 Lulgio 2002