ALTA PORTINERIA - IL GADGET PREFERITO DI LADY DIANA? UN VIBRATORE (INTANTO CARLO VIBRAVA CON CAMILLA.)
r.o. per la Repubblica
LONDRA - «Spero che tu ti sia ricordato di portare il gadget, Ken. Lo sai che senza di lui tutto va storto». La frase sarebbe stata pronunciata da lady Diana in Nepal, nel 1993, all´inizio del suo primo viaggio estero dopo la separazione da Carlo. Ken era l´ufficiale di Scotland Yard assegnatole come guardia del corpo tra il 1988 e il 1993, Ken Wharfe. E il gadget sarebbe stato un oggetto particolare, di cui Diana non voleva mai separarsi specialmente da quando la crisi matrimoniale si era acuita: un piccolo vibratore che le era stato regalato dallo staff che la accompagnava in viaggio a Parigi dopo una serata particolarmente allegra nella capitale francese.
La rivelazione viene dallo stesso Wharfe che, con puntualità un poco sospetta, pubblica l´ennesimo libro di rivelazioni sulla principessa alla vigilia del quinto anniversario della sua morte. Wharfe si definisce un grande amico di Diana e racconta come, per diversi anni, sia stato la sua ombra, testimone di tutte le vicende pubbliche e private che l´hanno vista protagonista.
L´amicizia e l´affetto per Diana non gli hanno impedito, tuttavia, di scrivere un ritratto di Lady D che non sarebbe del tutto piaciuto alla diretta interessata. Nel caso del vibratore, la capricciosa principessa avrebbe ordinato di trasportarlo immediatamente in Nepal con valigia diplomatica perchè era l´irrinunciabile mascotte dei viaggi reali. Peccato che, prima di venir consegnato a Diana, un assistente ebbe la pessima idea di aprire il pacchetto sigillato per controllare che non nascondesse una bomba. La scena avvenne di fronte a molti dignitari della corte reale nepalese. Ma Diana, con una certa prontezza di riflessi, se la cavò dicendo allegra: «Ah, questo deve essere per me».
Wharfe racconta anche nei dettagli l´ossessione che Diana aveva per l´antiquario Oliver Hoare, che bombardava con centinaia di telefonate. Secondo l´ex poliziotto, Hoare venne una volta trovato in un corridoio di Kensington Palace - l´abitazione di Diana - alle 3 di notte, completamente nudo, mentre fumava un sigaro dopo un amplesso particolarmente focoso con la principessa. Il fumo del sigaro aveva fatto scattare l´allarme antincendio del palazzo. Da quel momento in poi Diana e l´antiquario avevano iniziato ad usare le case di alcuni amici. Le rivelazioni di Wharfe sono state condannate dal capo di Scotland Yard, John Stevens, come "vergognose". Quanto a Diana, lei non può replicare.
Il giorno in cui Diana scoprì Carlo e Camilla
Da Il Nuovo.it (www.ilnuovo.it)
I segreti della principessa Diana, i suoi tentativi per salvare il matrimonio con Carlo, ma anche il giorno in cui sorprese il marito in compagnia della signora Parker Bowles, gli aspetti meno conosciuti del suo carattere e i suoi amori. A raccontarli, rompendo la tradizione di silenzio di chi protegge i membri di casa Reale, è Ken Wharfe, che per 6 anni è stato la guardia del corpo della principessa del Galles. Il suo racconto viene pubblicato in puntate sul Sunday Times, a partire da oggi.
Ken Wharfe fu a fianco di Diana dal 1988 al 1993. Secondo il suo racconto il punto di non ritorno del matrimonio sarebbe stato proprio nel 1988 quando Diana cominciò la relazione con Hewitt e quando durante un party in casa di amici trovò Carlo chiuso in una stanza a parlare con Camilla. Solo da pochi mesi Wharfe aveva assunto l'incarico di proteggere la moglie dell'erede al trono, ma tra i due si era già stabilito un buon rapporto e fu a lui che Diana si rivolse per aiutarla a scovare Carlo che era sparito.
Si trovavano nella villa a Richmond della famiglia Goldsmith, ad un certo punto, poco prima che fosse servita la cena, Diana chiamò Wharfe nel corridoio e gli disse: "non ci crederai, ma ho perso mio marito e Camilla è qui".
"Siamo prima andati nella camera dei bambini e poi siamo scesi nel piano seminterrato. Lì in una stanza c'erano Carlo e Camilla seduti a parlare", racconta Wharfe il quale discretamente si ritirò senza ascoltare la discussione che si sviluppò fra i tre.
Il ritratto che Wharfe fa di Diana è quello di una donna appassionata, stravagante, vulnerabile, a volte meschina e petulante, ma capace anche di grandi generosità. L'ex guardia del corpo ha anche dichiarato di essere molto dispiaciuto che le qualità di Diana siano state così presto dimenticate. "Dalla sua morte, amici o cosiddetti amici della famiglia reale hanno lasciato dichiarazioni su Diana, dicendo che aveva avuto torto su molte questioni e che aveva problemi. Questa è una donna diversa".
Per questo Wharfe sostiene di aver percepito in alcuni ambienti vicini alla casa reale la volontà di far dimenticare molto in fretta Diana in modo da accelerare il matrimonio tra Carlo e Camilla Parker Bowles.
Dagospia.com 20 Agosto 2002
LONDRA - «Spero che tu ti sia ricordato di portare il gadget, Ken. Lo sai che senza di lui tutto va storto». La frase sarebbe stata pronunciata da lady Diana in Nepal, nel 1993, all´inizio del suo primo viaggio estero dopo la separazione da Carlo. Ken era l´ufficiale di Scotland Yard assegnatole come guardia del corpo tra il 1988 e il 1993, Ken Wharfe. E il gadget sarebbe stato un oggetto particolare, di cui Diana non voleva mai separarsi specialmente da quando la crisi matrimoniale si era acuita: un piccolo vibratore che le era stato regalato dallo staff che la accompagnava in viaggio a Parigi dopo una serata particolarmente allegra nella capitale francese.
La rivelazione viene dallo stesso Wharfe che, con puntualità un poco sospetta, pubblica l´ennesimo libro di rivelazioni sulla principessa alla vigilia del quinto anniversario della sua morte. Wharfe si definisce un grande amico di Diana e racconta come, per diversi anni, sia stato la sua ombra, testimone di tutte le vicende pubbliche e private che l´hanno vista protagonista.
L´amicizia e l´affetto per Diana non gli hanno impedito, tuttavia, di scrivere un ritratto di Lady D che non sarebbe del tutto piaciuto alla diretta interessata. Nel caso del vibratore, la capricciosa principessa avrebbe ordinato di trasportarlo immediatamente in Nepal con valigia diplomatica perchè era l´irrinunciabile mascotte dei viaggi reali. Peccato che, prima di venir consegnato a Diana, un assistente ebbe la pessima idea di aprire il pacchetto sigillato per controllare che non nascondesse una bomba. La scena avvenne di fronte a molti dignitari della corte reale nepalese. Ma Diana, con una certa prontezza di riflessi, se la cavò dicendo allegra: «Ah, questo deve essere per me».
Wharfe racconta anche nei dettagli l´ossessione che Diana aveva per l´antiquario Oliver Hoare, che bombardava con centinaia di telefonate. Secondo l´ex poliziotto, Hoare venne una volta trovato in un corridoio di Kensington Palace - l´abitazione di Diana - alle 3 di notte, completamente nudo, mentre fumava un sigaro dopo un amplesso particolarmente focoso con la principessa. Il fumo del sigaro aveva fatto scattare l´allarme antincendio del palazzo. Da quel momento in poi Diana e l´antiquario avevano iniziato ad usare le case di alcuni amici. Le rivelazioni di Wharfe sono state condannate dal capo di Scotland Yard, John Stevens, come "vergognose". Quanto a Diana, lei non può replicare.
Il giorno in cui Diana scoprì Carlo e Camilla
Da Il Nuovo.it (www.ilnuovo.it)
I segreti della principessa Diana, i suoi tentativi per salvare il matrimonio con Carlo, ma anche il giorno in cui sorprese il marito in compagnia della signora Parker Bowles, gli aspetti meno conosciuti del suo carattere e i suoi amori. A raccontarli, rompendo la tradizione di silenzio di chi protegge i membri di casa Reale, è Ken Wharfe, che per 6 anni è stato la guardia del corpo della principessa del Galles. Il suo racconto viene pubblicato in puntate sul Sunday Times, a partire da oggi.
Ken Wharfe fu a fianco di Diana dal 1988 al 1993. Secondo il suo racconto il punto di non ritorno del matrimonio sarebbe stato proprio nel 1988 quando Diana cominciò la relazione con Hewitt e quando durante un party in casa di amici trovò Carlo chiuso in una stanza a parlare con Camilla. Solo da pochi mesi Wharfe aveva assunto l'incarico di proteggere la moglie dell'erede al trono, ma tra i due si era già stabilito un buon rapporto e fu a lui che Diana si rivolse per aiutarla a scovare Carlo che era sparito.
Si trovavano nella villa a Richmond della famiglia Goldsmith, ad un certo punto, poco prima che fosse servita la cena, Diana chiamò Wharfe nel corridoio e gli disse: "non ci crederai, ma ho perso mio marito e Camilla è qui".
"Siamo prima andati nella camera dei bambini e poi siamo scesi nel piano seminterrato. Lì in una stanza c'erano Carlo e Camilla seduti a parlare", racconta Wharfe il quale discretamente si ritirò senza ascoltare la discussione che si sviluppò fra i tre.
Il ritratto che Wharfe fa di Diana è quello di una donna appassionata, stravagante, vulnerabile, a volte meschina e petulante, ma capace anche di grandi generosità. L'ex guardia del corpo ha anche dichiarato di essere molto dispiaciuto che le qualità di Diana siano state così presto dimenticate. "Dalla sua morte, amici o cosiddetti amici della famiglia reale hanno lasciato dichiarazioni su Diana, dicendo che aveva avuto torto su molte questioni e che aveva problemi. Questa è una donna diversa".
Per questo Wharfe sostiene di aver percepito in alcuni ambienti vicini alla casa reale la volontà di far dimenticare molto in fretta Diana in modo da accelerare il matrimonio tra Carlo e Camilla Parker Bowles.
Dagospia.com 20 Agosto 2002