TELECOM FUSION - LA CONSOB DA' IL VIA LIBERA A TRONCHETTI, IL "FINANCIAL TIMES" AVVERTE: "INVESTIRE IN ITALIA SIGNIFICA ESSERE FREGATI."

Fred Kapner per il Financial Times


Gli azionisti di Telecom Italia si incontrano sabato a Milano per votare la fusione del gruppo, ricco di contante, con la Olivetti, il cui unico bene è rappresentato dal 55 percento di Telecom Italia a fronte di quasi 19 miliardi di euro di debito contratto per acquisire quel 55 per cento.
Olivetti è controllata da Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato di TI, quindi il risultato del voto non è in questione.

Ma i termini della fusione hanno sollevato una serie di contrasti legali e normativi e sfide da parte degli azionisti e di investitori arrabbiati, tra i quali Deutsche Asset Management, Fidelity, UBS, TIAA-Cref, e il fondo pensioni degli insegnanti americani.
Il "furore" (in italiano nel testo) sulla proposta di fusione, secondo alcuni investitori, lascia in bilico il futuro del capitalismo italiano.
"Stiamo arrivando al punto che non si può più investire in Italia senza correre il rischio di essere fregati. Questa battaglia è una procura su tutto il mercato italiano" dice un gestore di fondi.



La grandezza e la proprietà bizantina di TI ne hanno fatto il centro di un più generale scontento. Praticamente ogni cambio nella struttura del suo capitale da quando è stata privatizzata nel 1997, ha portato ad azioni legali e a proteste degli azionisti di minoranza.
Questi ultimi hanno perso quasi tutte queste scaramucce, dando la colpa al sistema giudiziario italiano e alla Consob, a corto di personale.

Una corte di Milano venerdì ha rigettato la richiesta di un azionista di bloccare l'incontro di sabato. Di solito i tribunali italiani normalmente non impediscono transazioni aziendali quando azionisti paventano un potenziale danno finanziario, piuttosto li invitano a chiedere i danni dopo il fatto. Questo sistema esaspera le parti alla prospettiva di anni di litigi legali di fronte a giudici raramente preparati ad affrontare complesse cause finanziarie.
La Consob potrebbe anche rigettare i reclami riguardanti presunte scorrettezze nella proposta.

Gli avviliti e arrabbiati azionisti di TI senza diritto di voto, si incontreranno il prossimo 9 giugno in un ulteriore tentativo di fermare l'accordo.
Altri gestori di fondi stanno pensando ad un modo per liberarsi di Tronchetti Provera al meeting annuale del prossimo anno. Come minimo cercheranno di imporre direttori indipendenti in un consiglio attualmente dominato da uomini dell'amministratore delegato.
Tronchetti Provera avrà il tempo per dimostrare che la fusione porterà benefici agli azionisti di TI prima che il suo potere venga messo in discussione.
Lo scopo della fusione è quello di alleggerire il credito della Olivetti e ridurre il costo del rifinanziamento del suo debito.


Dagospia.com 23 Maggio 2003