ESPRESSO RISERVATO - SGARBI IL PINOCOTECOMANE - MATTEOLI SOTTO-TAR - ORFEO NELLE BRACCIA DI MORFEO RAI.

Dal "Riservato" de "L'espresso" n. 24, a cura di Paolo Forcellini


1 - Pinacoteca Sgarbi

Da Tiziano a De Chirico, recita il titolo, ma si potrebbe dire anche da Tiziano a Vaccari, Crocicchi, Papetti e Russo Maresca. Ovvero i pochi e impavidi virtuosi del pennello che resistono alle lobby del contemporaneo zeppo di video, foto e quant'altro e contro cui da tempo combatte indomito Vittorio Sgarbi. La ricerca dell'identità dell'arte italiana, intrapresa dal critico e onorevole del centrodestra nella sua ultima fatica curatoriale, abbraccia oltre cinque secoli. A promuovere tanta mostra (a Cagliari dal 21 giugno e a Palermo dall'11 ottobre) le istituzioni delle due maggiori isole: il Comune di Cagliari e la Regione Sicilia. Ci si aspetterebbero prestiti da musei nazionali e internazionali. E invece la lista delle opere lascia a dir poco perplessi. Dei promessi oltre 120 capolavori di "grandi maestri dal Rinascimento ai nostri giorni" solo sei provengono da collezioni pubbliche. Quattro da una galleria privata di Milano. Una decina da una Fondazione arte e civiltà pubblicizzata su Internet come organizzatore di tour culturali. E ben 38 opere, il corpo più consistente dei prestiti, arriva dalla collezione dello stesso Sgarbi che inserisce tra i "grandi maestri" persino un Oscar Ghiglia e un tal scultore Orso, sconosciuti persino alla "Garzantina".

2 - Ambiente: Nessuno va Via
Il ministro per l'Ambiente Altero Matteoli, già premio Attila, è stato bocciato dal Tar del Lazio. Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso di 18 esperti della commissione Via (Valutazione di impatto ambientale) che il ministro, in base allo spoils system, nel settembre scorso aveva sostituito con uomini da lui scelti. Ora ai 18 spetta il compenso per i circa dieci mesi trascorsi (oltre 70 mila euro) più gli interessi. Un onere complessivo di quasi un milione e mezzo di euro. Chi pagherà?



3 - Orfeo riabilitato
Non solo il film "La meglio gioventù" di Marco Tullio Giordana, rimasto per mesi nei cassetti Rai e appena premiato a Cannes. Tra le vittime illustri della nostra tv, "Orfeo 9", la prima opera pop mai realizzata in Italia (debuttò al teatro Sistina nel gennaio 1970) e anche l'unica che abbia saputo dar voce a una generazione, quella beat italiana del post '68, divisa tra Woodstock e Che Guevara. «Risposta tricolore a "Hair" e "Jesus Christ Superstar"», la definirono i giornali. In realtà, con la sua trasposizione del mito di Orfeo in chiave vagamente psichedelica, Tito Schipa jr., figlio del grande tenore, tentò un'impresa più ambiziosa: di coniugare per la prima volta rock e melodramma in una vera e propria opera. Risultato: un doppio album, uscito nel '72, e che non ha mai cessato di vendere, e un film, realizzato per la Rai e considerato tutt'oggi un cult. Purtroppo i dirigenti Rai, spaventati da certa simbologia (il viaggio all'inferno di Orfeo sostituito dall'esperienza con l'Lsd), lo boicottarono; fu mandato in onda solo nel '75. A tarda notte. Da allora "Orfeo" è sopravvissuto nella Rete (www.orfeo.com), oggetto di culto. Nel trentennale arriva la riabilitazione. Il film verrà trasmesso su Raisat-Show, il 12 e 13 giugno, per l'intero arco delle due giornate. Tra gli interpreti, oltre a Schipa-Orfeo, Renato Zero e Loredana Berté al loro debutto. Pianista e arrangiatore un altro sconosciuto di talento, il compositore americano, futuro premio Oscar, Bill Conti.

4 - Pavarotti a New York: Luciano amletico
Luciano Pavarotti come Barbra Streisand? Lei continua a giurare che non terrà più concerti, ma è sempre sulla scena. Lui ha annunciato che il 13 marzo prossimo, con "Tosca", darà l'addio al Metropolitan Opera House. Ma il direttore del tempio della lirica newyorkese corregge: sarà un arrivederci. Per il suo canto del cigno Big Luciano ha scelto proprio "Tosca": i suoi fan nel maggio 2002 pagarono fino a 1.875 dollari per sentirlo esibire nell'opera pucciniana. Ma all'ultimo momento rimasero delusi perché la performance fu annullata causa infuenza.


Dagospia.com 6 Giugno 2003