LA NOTTE NERA - TUTTO IL BLACK-OUT MINUTO PER MINUTO, PANICO PER PANICO, DISPERAZIONE PER DISPERAZIONE, NARRATO DAL CRONISTA DEL TG2 LEONARDO METALLI: "ALLE 4 E 30 ASSALTO ALL'HOTEL BERNINI."

Il giornalista del Tg2 Leonardo Metalli era stato inviato dal direttore Mauro Mazza a seguire il can can della veltronissima "Notte bianca". Nel giro di poche ore, il servizio cambiava colore: "La notte nera". Il black-out l'ha trascinato in una odissea che racconta minuto per minuto, panico per panico, a Dagospia. Metalli è quindi colui che per primo, alle 8 del mattino - attraverso la voce di Silvia Vaccarezza - annuncia il black-out in Italia; un Tg a rete unificate visto da nessuno, naturalmente, ma ripreso da Radio Rai. Questa è la straordinaria testimonianza che abbiamo raccolto da Leonardo Metalli.

LA NOTTE NERA

Ore 03.25
della mattina, mi trovo alla Stazione Termini inviato dal Tg2 per seguire gli esiti della notte bianca romana. Con me una volante della polizia, mi scorta all'interno di una Roma impazzita dalla pioggia battente, delle migliaia di persone (poi si saprà oltre un milione) che vagano senza meta, dalla euforia di una notte speciale, come se fosse un rave party globale e autorizzato. Improvvisamente nelle Stazione calano le tenebre, ma le migliaia di persone che ballano all'interno non se ne accorgono. Ci sono i gruppi elettrogeni dell'impianto luci e audio: la festa continua nonostante le notizie che ancora nessuno conosce: un pauroso black out mai visto prima ha colpito tutto il nostro paese.

Faccio le interviste alla gente che balla, ma mi accorgo che qualcosa non va e mi dirigo verso il centro per capire di più. Ore 4.00 della mattina, a Piazza Barberini è il caos. La Metropolitana si è fermata nel momento di massimo utilizzo, quando tutti, per la pioggia e la mancanza di taxi e autobus, cercavano di tornare nelle loro case. Mai vista nella mia vita tanta gente in giro per Roma, tutti con lo stesso problema: tornare al più presto nelle loro abitazioni. Già ma come? La metro inchioda, e calano le tenebre anche sotto terra. Panico, svenimenti, terrore.

Ore 4.10, chiamo l'agenzia Ansa per cercare conforto sulla situazione. Trovo una collega che ne sa meno di me, la informo sull'accaduto, ci scambiamo disperatamente le notizie, è un black out totale. Lei mi chiede cosa vedo in città, io le chiedo cosa dice il resto del mondo, come può essere accaduto un fatto così grave? La polizia della volante che mi scorta è assalita da persone che chiedono disperatamente informazioni. Sembra un film alla Blade Runner. Piove fortissimo, i poliziotti ne sanno poco e nulla, la questura e il prefetto si sono attivati ma non sanno cosa è accaduto.

Alle 4 e trenta un assalto all'Hotel Bernini di piazza Barberini, l'unico con il gruppo elettrogeno autonomo. C'è chi vuole andare al bagno, chi piange, chi trema, chi sviene e chi si sdraia per terra, il portiere non li fa entrare, sono centinaia i disperati. Chi volesse entrare deve pagare 500 euro, quanto costa una stanza dell'Hotel. E' assurdo. Scoppia una rivolta, interviene la polizia, io riprendo la scena e do conforto alle persone che mi raccontano l'inferno della metropolitana, il buio, la calca, il panico. Vogliono solo andare a casa, ma non possono, è tutto fermo, statico, scuro, come un dopoguerra surreale. Catturo le immagini, le interviste.



Ore 6.00, torno alla Rai di Saxa Rubra. Qui non è successo nulla, siamo una cittadella autonoma, c'è la luce, c'è la vita di sempre. Consegno il mio materiale ai montatori del Tg2, ma non posso seguire i servizi, lo fa un collega Claudio Valeri che era fuori, come me. Mi dicono che alla Protezione civile c'è l'unità di crisi. Ore 6.50, riparto da Saxa Rubra in auto da solo e proprio alla protezione civile c'è una conferenza stampa. Prepariamo i mezzi per la diretta, il Tg2 è il primo giornale a dare la notizia e le immagini al resto del mondo. Arrivo alla Protezione Civile, c'è solo una collega, ne sa meno di me. La sala stampa è deserta, come le strade di Roma. E' l'alba di domenica e manca la luce in tutta Italia.

Scovo il Capo della Protezione civile Guido Bertolaso, ma non vuole parlare, è in una riunione a porte chiuse. Lo convinco per interposta persona, scende. I mezzi della Rai per la diretta non sono ancora arrivati. Ore 8.00 edizione straordinaria del Tg2 su tutte le reti, anche alla radio, siamo i primi. Lo intervisto al telefono, ma al momento del collegamento Bertolaso riceve una chiamata dal Presidente della Repubblica. Mi molla in diretta, io mi giustifico, poi per miracolo dopo qualche minuto torna e ci spiega la situazione: è seria, ma non catastrofica. Arriva Gianni Letta. Si chiudono nella sala operativa della Protezione civile insieme con i responsabili di tutti i ministeri e i vertici interessati. Arrivano i mezzi Rai: Ita 64, dei veri professionisti! Cominciamo una lunghissima diretta televisiva con poche notizie e pochi protagonisti: noi.

Mi chiama sul cellulare ormai scarico un mio amico: ha la televisione a batteria e mi ha visto in diretta: l'unico! Aggiorniamo le cartine, piano, piano, sta tornando la luce nel nord. Finalmente gli italiani possono accendere la televisione e sapere cosa accade veramente. Ore 12.00, non dormo da 26 ore, ma non sento la stanchezza, né la tensione, strano! Ormai si sa tutto. Mai pensato ad un attentato: bugia, l'ho pensato spesso..Ore 16.00 siamo stati bravi, è il mio ultimo collegamento in diretta, fila liscio, non so come ma ce l'ho fatta: 30 ore sveglio.
Buonanotte vado a dormire!


Dagospia.com 28 Settembre 2003