E DENISE RISE - ROSSI SCENDE DAL "GAZZETTINO" - MAURO MASI ALL'INPGI -RIVERA SENZA - RISSA ALLA RAI DI NYC - SPREMI IL PREMIOLINO - UN "TOCHI" D'ITALIA AL NY TIMES - LA JENA A LETTO CON L'ELEFANTINO.

Denise Pardo per L'espresso


1 - EDITORIA VENETA - IL SIGNOR ROSSI SALUTA IL GAZZETTINO
In seguito a ribaltoni, scontri in consiglio e in tribunale, i soci del "Gazzettino", capitanati da Luigino Rossi, sono in trattativa per cedere il 30 per cento del quotidiano del Nord-est. Due anni e mezzo di baruffe lagunari con i soci di maggioranza, da Gilberto Benetton a Fernando Caovilla, hanno fatto riflettere la cordata dei dieci azionisti che fa capo a Rossi sull'utilità di mantenere la quota di minoranza. Una quota del valore, secondo loro, di circa 20 milioni di euro che ha fatto venire l'acquolina in bocca al gruppo Caltagirone, già in colloqui avanzati, ma anche alla società editrice Athesis proprietaria dell'"Arena" di Verona e del "Giornale di Vicenza". I soci forti del "Gazzettino" sembrerebbero titubanti a esercitare il diritto di prelazione, dopo essere stati costretti da Rossi a sborsare, tempo fa, 16 milioni di euro per l'acquisto di azioni proprie per rafforzare la maggioranza del patto di sindacato.

2 - CDA INPGI - ARRIVA MASI
New entry nel cda dell'Inpgi. Palazzo Chigi ha scelto il suo consigliere (che gli spetta di diritto). Gianni Letta e Paolo Bonaiuti hanno indicato Mauro Masi, direttore del Dipartimento per l'Editoria, vice segretario della presidenza del Consiglio: un nome di peso, segno dell'attenzione, si dice, nei confronti dell'Inpgi.

3 - TELELOMBARDIA - RIVERA IBERNATO
I big milanesi di Forza Italia e An hanno dichiarato l'embargo al talk show "Iceberg" di Telelombardia. Per loro, il conduttore Gianni Rivera, ex mezzala sinistra, gioca troppo in quell'area.

4 - UFFICI DI CORRISPONDENZA - FAR WEST RAI
Zuffa alla Rai di New York. I corrispondenti Corradino Mineo e Dino Cerri se le stavano per dare di santa ragione. In palio, uno scoop? No, la stanza da occupare.



5 - FOREIGN POLICY - NELL¹ARCA DI MOISES
Dopo la spagnola, parte l'edizione italiana della rivista di politica estera "Foreign Policy" diretta da Moises Naim, la più attenta ai temi della globalizzazione. A stringere l'accordo con la Carnegie Endowment for International Peace, casa editrice, fondazione e think thank (bipartisan) del periodico, è stato il gruppo Rcs. "Foreign Policy" Italia pubblicherà la traduzione di alcuni articoli della rivista madre, ma buona parte sarà frutto di pensatori nostrani. In Spagna la direzione è stata affidata ad Andres Ortega, editorialista di punta di "El Pais". L'edizione italiana sarà firmata dal politologo terzista Ernesto Galli della Loggia.

6 - RICONOSCIMENTI - PREMIOLINO CON VISTA
Nuovo ciclo per il "Premiolino", storico riconoscimento giornalistico. Cambia sponsor (Martini&Rossi), nome ("Premiolino in Terrazza", intesa come Martini), presidente (Giancarlo Galli), vice (Chiara Beria d'Argentine), arrivano come giurati: Enrico Mentana, Gian Antonio Stella, Peter Heilbron, ad di M&R. Vincitori 2003: Fiorenza Sarzanini, Furio Colombo, Franca Sozzani, Sandro Boeri, Giuliano Ferrara, Marco Paolini.

7 - NEW YORK TIMES - MY NAME IS TOCHI
Per la prima volta un italiano varca i sacri portoni del "New York Times". A rompere il tabù giornalistico è Stefano Tochi, neo caporedattore della "Old Grey Lady", responsabile della sezione "Style" del magazine della domenica e dei quattro allegati che escono due volte l'anno. È stato il meritevole Adam Moss, vice caporedattore centrale, a strapparlo a Condé Nast Usa.

8 - AFFETTUOSITÀ GIORNALISTICHE - CARO ELEFANTINO, CARISSIMA JENA
Sfondo: Giuliano Ferrara accusa "l'Unità" di Furio Colombo e Antonio Padellaro di essere un giornale dai titoli omicidi. Segue polemica dilaniante. Nel marasma di minacce, querele, appelli di qua e di là, il direttore del "manifesto" Riccardo Barenghi si schiera. Con "l'Unità", per forza. Macché. A un'insidiosa domanda di "Sette" (chi preferite tra gli ex ora nel Polo?), il barricadero RB esclama: «Giuliano!». Non pago, due giorni dopo con lo pseudonimo Jena ci ricama pure: «I titoli dell'"Unità" non sono omicidi. Non sono titoli». Poche ore e Ferrara, via Ansa, stila la lista dei galantuomini, possibili direttori dell'"Unità" al posto degli odiati C&P. Chi spicca? Il compagno Barenghi, l'affettuosissima Jena.


Dagospia.com 7 Novembre 2003