marsala cristiana lauro

BEVI E GODI CON CRISTIANA LAURO – IL MARSALA È UNO DEI VINI ITALIANI PIÙ CELEBRI AL MONDO E, ALLO STESSO TEMPO, UN VINO CHE TUTTI CREDONO DI CONOSCERE E CHE INVECE QUASI NESSUNO BEVE SUL SERIO. TUTTI NE HANNO SENTITO PARLARE, MOLTI LO HANNO USATO IN CUCINA ALMENO UNA VOLTA, MA POCHI SI SONO PRESI IL TEMPO DI CAPIRE CHE VINO STRAORDINARIO SIA IN REALTÀ. IL MARSALA È UN “FUORICLASSE” SICILIANO, NATO DA UN’INTUIZIONE COMMERCIALE INGLESE: ECCO COME APPREZZARLO E ABBINARLO – VIDEO

GUARDA QUI IL VIDEO DI CRISTIANA LAURO SUL MARSALA

 

Estratto dell’articolo di Cristiana Lauro per www.ilsole24ore.com

 

VINO MARSALA

Il Marsala è uno dei vini italiani più celebri al mondo e, allo stesso tempo, un vino che tutti credono di conoscere e che invece quasi nessuno beve sul serio. Tutti ne hanno sentito parlare, molti lo hanno usato in cucina almeno una volta, ma pochi si sono presi il tempo di capire che vino straordinario sia in realtà.

 

Eppure la fama dell’enologia italiana deve molto a questo fuoriclasse siciliano, nato curiosamente da un’intuizione commerciale inglese.

 

Nella seconda metà del Settecento il mercante britannico John Woodhouse, trovandosi nel Trapanese, scoprì il vino locale e decise di fortificarlo con l’aggiunta di alcol per garantirne la conservazione durante il viaggio verso l’Inghilterra. L’operazione funzionò benissimo: agli inglesi il Marsala piacque subito, anche perché erano già grandi estimatori dei vini fortificati iberici, dai Porto ai Madeira.

 

cristiana lauro parla del marsala

In realtà che questa zona fosse particolarmente vocata per la produzione di vino lo avevano capito già i Romani e, prima ancora i Fenici. L’isola di Mozia, oggi sotto tutela della Fondazione Whitaker - altra storica famiglia legata al Marsala - conserva ancora testimonianze preziose di quell’antica vocazione. Se vi capita di passare da quelle parti, la visita vale decisamente la pena.

 

[…]

 

Nel 1832 entrò in scena un protagonista italiano: Vincenzo Florio, originario di Bagnara Calabra. Florio intuì immediatamente il potenziale di quel vino che ricordava i fortificati tanto amati dal mercato inglese e decise di investirvi seriamente. Fu una scelta lungimirante. In breve tempo il Marsala conobbe una stagione di grande successo e altre famiglie seguirono l’esempio: Rallo, Martinez, Curatolo Arini, Pellegrino, Lombardo, Mirabella. Nomi che ancora oggi raccontano la storia produttiva del territorio.

 

VINO MARSALA

La fortuna del Marsala fu tale da conquistare anche personaggi illustri. Si dice che l’ammiraglio Nelson ne fosse un grande estimatore, mentre Giuseppe Garibaldi diede addirittura il suo nome a una tipologia rimasta celebre.

 

[…]  Nel Novecento il Marsala scivolò lentamente da vino prestigioso a ingrediente da cucina - quello delle scaloppine, per capirci - complice una produzione troppo disinvolta e qualche speculazione decisamente poco elegante. Un destino che, purtroppo, nella storia del vino non è affatto raro: quando un successo diventa troppo facile, la qualità si ritrova il conto da pagare.

 

VINO MARSALA

La rinascita comincia negli anni Ottanta, quando una normativa più rigorosa e il lavoro di alcuni produttori illuminati restituiscono al Marsala la dignità perduta. Tra questi è impossibile non ricordare Marco De Bartoli, figura chiave nel recupero qualitativo di questo vino sorprendente.

 

Le uve utilizzate per produrre il Marsala sono quasi tutte a bacca bianca. Grillo, Catarratto e Insolia - nella maggior parte dei casi - a differenza del suo grande antagonista, il Porto, che nasce soprattutto da varietà rosse.

 

Da questi vitigni, coltivati nei vigneti assolati della provincia di Trapani, nasce un vino dalla personalità inconfondibile: complesso, profondo, capace di evolvere nel bicchiere con una gamma aromatica che spazia dalla frutta secca alle spezie, dagli agrumi canditi alle note iodate.

 

cristiana lauro parla del marsala

Dal punto di vista tecnico la classificazione del Marsala si basa principalmente sull’invecchiamento e sul titolo alcolometrico; un’altra distinzione riguarda il residuo zuccherino, che è poi quella che i consumatori conoscono meglio.

 

Si parte dal Marsala Fine, con almeno un anno di affinamento e una gradazione minima del 17%, per arrivare al Superiore, che richiede due anni e almeno il 18% di alcol. Seguono il Superiore Riserva (quattro anni), il Vergine o Soleras (cinque anni) e il Vergine Stravecchio o Riserva, che non può essere commercializzato prima dei dieci anni.

 

VINO MARSALA

Il Marsala è Secco quando contiene meno di 40 grammi di zucchero per litro, Semisecco tra 40 e 100 grammi e Dolce oltre questa soglia.

 

Alcune categorie prevedono anche sigle storiche oggi sempre meno utilizzate. Se questa rapida sfilata di classificazioni vi ha fatto sbadigliare, sappiate che il consumatore medio si era annoiato molto prima di voi. Ed è anche per questo che il Marsala ha attraversato una lunga stagione di disaffezione, prima di tornare alla ribalta grazie a produttori caparbi e appassionati.

 

Non pensiate però che il Marsala sia soltanto un vino da fine pasto, come una certa tradizione un po’ pigra lo ha spesso relegato. In realtà è un vino sorprendentemente eclettico, capace di abbinamenti molto più ampi.

 

VINO MARSALA

Provate, ad esempio, il Marsala Vergine - il più secco di tutti - con un aperitivo di mare: acciughe, ostriche o pesce affumicato dialogano perfettamente con il suo palato sapido.

 

Le note di crosta di pane, frutta secca e miele che caratterizzano solitamente il Marsala Secco possono accompagnare con inattesa eleganza un risotto allo zafferano o persino una parmigiana di melanzane.

 

Maiale in agrodolce, tortelli cremaschi o mantovani trovano un buon alleato nel Marsala Semisecco, senza dimenticare quello che forse resta l’abbinamento più convincente: i formaggi erborinati.

 

VINO MARSALA

Infine il Marsala Dolce, il più avvolgente. Qui i dolci della tradizione siciliana e il cioccolato fondente sono accostamenti quasi obbligati. Ma vale la pena provare anche un abbinamento meno prevedibile: il Gorgonzola o, più in generale, un blue cheese.

 

Il Marsala non è un vino distratto. Richiede un po’ di attenzione e magari anche un pizzico di curiosità. Ma quando lo si incontra nel momento giusto sa regalare una delle esperienze più affascinanti che un calice possa offrire. E questo, in fondo, è il destino dei grandi vini.

VINO MARSALAVINO MARSALAVINO MARSALA

 

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