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I NUOVI "FURBETTI DEL QUARTIERINO"? - LA COMMISSIONE EUROPEA STA INDAGANDO SULLA “CONTROVERSA” VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF DI GIORGETTI AL QUARTETTO CALTAGIRONE-DELFIN-BPM-ANIMA – SECONDO IL “FINANCIAL TIMES”, L’UE POTREBBE APRIRE UN’INDAGINE FORMALE SUGLI AIUTI DI STATO – LA VENDITA FU GESTITA DALLA PICCOLA BANCA AKROS (DI PROPRIETÀ DI BPM), CHE NON AVEVA ALCUN ESPERIENZA DI QUESTO TIPO: ANCHE UNICREDIT, IL FONDO SOVRANO NORVEGESE E BLACKROCK ERANO INTERESSATI ALL’ACQUISTO, MA FU DETTO LORO CHE IL PERIODO PER PRESENTARE LE OFFERTE ERA GIÀ CHIUSO - SULLA VICENDA, È STATO APERTO UN FASCICOLO ANCHE DALLA PROCURA DI MILANO...

Traduzione di un estratto dell’articolo di Silvia Sciorilli Borrelli, Ortenca Aliaj e Amy Kazmin per il “Financial Times”

 

giuseppe castagna

La Commissione Europea sta esaminando la controversa vendita di azioni di Monte dei Paschi di Siena da parte del governo italiano avvenuta lo scorso anno, a seguito di accuse secondo cui grandi investitori sarebbero stati esclusi dal processo di offerta.

 

Secondo diverse persone a conoscenza della vicenda, UniCredit, il fondo petrolifero norvegese e BlackRock erano tra gli investitori interessati all’acquisto delle azioni quando il Tesoro ha venduto una partecipazione del 15 per cento lo scorso novembre, ma sono stati informati da Banca Akros — la piccola banca locale che gestiva l’operazione — che il periodo per presentare le offerte era già chiuso.

 

MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Le azioni sono invece andate a quattro acquirenti nazionali strettamente legati all’ambizione del governo di costruire un terzo polo del sistema bancario italiano, in grado di competere con UniCredit e Intesa Sanpaolo, i due maggiori operatori del mercato.

 

Roma sta riducendo la propria partecipazione in MPS attraverso una serie di vendite iniziate nel novembre 2023, per rispettare le condizioni imposte dall’UE in seguito alla nazionalizzazione della banca avvenuta nel 2017. Nelle due precedenti operazioni, il processo era stato gestito da JPMorgan, Jefferies e Mediobanca, e gli investitori avevano acquistato le azioni al prezzo di mercato vigente.

 

GIANCARLO GIORGETTI A FANPAGE

Secondo due persone informate sui dettagli, la Commissione sta esaminando i dettagli dell’ultima vendita di partecipazioni, a seguito di reclami, per verificare se si sia trattato di un’operazione equa e trasparente di mercato.

 

Questa valutazione preliminare potrebbe portare all’apertura di un’indagine sugli aiuti di Stato, ma non è stata ancora presa alcuna decisione, hanno precisato le fonti.

 

[…] Nella vendita dello scorso anno gestita da Banca Akros, le azioni sono state assegnate alla sua società madre Banco BPM — un istituto che il governo italiano sperava di fondere con MPS — e alla società di gestione patrimoniale Anima, che BPM aveva appena proposto di acquistare.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI

La restante quota è andata alle famiglie Del Vecchio e Caltagirone, miliardari che detengono partecipazioni in diversi grandi gruppi finanziari italiani.

 

Tutti e quattro gli investitori hanno pagato un premio del 5 per cento sul prezzo delle azioni, secondo quanto dichiarato all’epoca dal Tesoro.

 

Il governo italiano aveva inizialmente previsto di vendere una partecipazione del 7 per cento in MPS, secondo quanto riportato nel comunicato che annunciava la vendita. La mattina successiva, ha comunicato che alla fine era stato venduto il 15 per cento della partecipazione del Tesoro.

 

RISIKO BANCARIO - BANCO BPM - MONTE DEI PASCHI DI SIENA - MEDIOBANCA

Banchieri a conoscenza dei dettagli della vendita hanno affermato che agli investitori non è stata fornita alcuna indicazione sui criteri di determinazione del prezzo delle offerte, cosa ritenuta “inusuale”.

 

UniCredit — che sta tentando di acquistare Banco BPM nonostante l’opposizione del governo — aveva presentato un’offerta per acquistare il 10 per cento delle azioni, una quota significativa che normalmente comporterebbe il pagamento di un premio. Quando Banca Akros ha richiamato la banca per rispondere, UniCredit è stata informata che il libro ordini era già chiuso, secondo fonti informate.

 

banca akros

Per Banca Akros si trattava della prima operazione miliardaria in cui agiva come unico bookrunner nella sua storia. Secondo diverse persone informate sul processo, il Tesoro aveva contattato anche Bank of America e Citi per gestire l’operazione, prima di optare per la piccola banca locale.

 

Anche la procura di Milano sta indagando sulla vendita per accertare se i contribuenti italiani abbiano ottenuto il miglior accordo possibile, secondo fonti a conoscenza dell’inchiesta.

 

LUIGI LOVAGLIO MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Lo scorso mese, la Guardia di Finanza ha sequestrato documenti dagli uffici milanesi di Banca Akros, secondo altre tre persone. L’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, ha parlato con i magistrati dopo che il Financial Times ha riportato che la banca era stata esclusa dalla vendita della partecipazione lo scorso dicembre, secondo diverse fonti.

 

[…]

 

Banca Akros ha dichiarato di aver “condotto la vendita in modo trasparente e conforme alla legge, con la partecipazione di centinaia di investitori istituzionali tramite una piattaforma digitalizzata”.

andrea orcel

 

Un funzionario del Ministero dell’Economia italiano ha negato qualsiasi irregolarità […]

“Esistono ovunque nel mondo procedimenti di bookbuilding accelerato, e tutte queste operazioni vengono condotte allo stesso modo,” ha dichiarato. “Si tratta di una procedura […] standard […].”

 

Sebbene l’Italia avesse avuto più bookrunner nelle precedenti vendite, il funzionario del ministero ha affermato che, per la cessione delle azioni MPS, Banca Akros aveva offerto il prezzo più alto. “In questo caso, nessuno ha eguagliato il prezzo offerto da Akros,” ha detto.

 

giuseppe de bellis e andrea orcel

Poco dopo la vendita della partecipazione, MPS ha lanciato un’OPA ostile su Mediobanca, concorrente più grande e storico consulente, nella quale Caltagirone e i Del Vecchio sono anche i due maggiori investitori. […]

 

Andrea Orcel di UniCredit ha dichiarato la scorsa settimana al quotidiano La Repubblica che il gruppo aveva segnalato sospette irregolarità nella vendita della partecipazione in MPS dello scorso anno all’autorità di vigilanza finanziaria Consob.

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