lorenzo rosi pier luigi boschi

ORA TREMA PAPÀ BOSCHI - CHIESTO LO STATO DI INSOLVENZA PER BANCA ETRURIA: I MANAGER RISCHIANO L'ACCUSA DI BANCAROTTA FRAUDOLENTA - BANKITALIA DÀ 6 GIORNI PER MANIFESTARE INTERESSE NELLE GOOD BANK EMERSE DAI CRAC. PREFERENZA A CHI LE VUOLE PRENDERE IN BLOCCO

1.ETRURIA, CHIESTO IL FALLIMENTO. ORA TREMA ANCHE PAPÀ BOSCHI

Anna Maria Greco per “il Giornale

 

lorenzo rosi pier luigi boschilorenzo rosi pier luigi boschi

La svolta nelle indagini su Banca Etruria l'annuncia al Csm il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi: «C'è una novità - dice- rispetto alla mia audizione di dicembre: il commissario liquidatore ha chiesto la dichiarazione dello stato d'insolvenza e il tribunale di Arezzo ha fissato l'udienza l'8 febbraio per decidere».Vuol dire che per gli amministratori dell'istituto toscano, a cominciare dal presidente Lorenzo Rosi e dal suo vice Pier Luigi Boschi, i comportamenti che finora non erano reati potrebbero diventarlo.

 

E che potrebbero partire a breve avvisi di garanzia indirizzati a loro. Era stato proprio Rossi a spiegarlo alla prima commissione, il 28 dicembre. Aveva precisato che gli amministratori di Banca Etruria pesantemente criticati e sanzionati da Bankitalia, tra cui il padre del ministro Maria Elena Boschi, «non sono stati indagati solo perché la banca può tranquillamente, finché è un ente privato in bonis, utilizzare e sperperare il proprio denaro».

 

ROBERTO ROSSIROBERTO ROSSI

Ma, aveva sottolineato, «è chiaro che se un domani dovesse arrivare una dichiarazione di insolvenza, allora sì che questi fatti si colorerebbero, tante cose lecite potrebbero assumere un altro rilievo». Quel domani è vicino.

 

Nel giorno in cui a Palazzo de' Marescialli si chiude con l'archiviazione all'unanimità il caso Rossi, per la consulenza del pm con palazzo Chigi (anche se manca il definitivo ok del plenum), si apre dunque un nuovo capitolo nelle indagini sulle ragioni che hanno portato al crac di Banca Etruria e sui responsabili di quella che potrebbe essere una bancarotta fraudolenta. Rossi aveva detto al Csm di aspettare la relazione del commissario liquidatore per decidere su nuovi indagati.

 

ROBERTO ROSSIROBERTO ROSSI

E proprio quello stesso 28 dicembre, mentre lui era a palazzo de' Marescialli, Giuseppe Santoni depositava il ricorso sullo stato di insolvenza, atto propedeutico alla dichiarazione che toccherà ai giudici. Da allora sono scattati i 45 giorni che, secondo la prassi, il collegio del tribunale di Arezzo ha a disposizione per riunirsi, verificare il ricorso e decidere. La riunione finale, dice ora Rossi, è stata fissata tra 3 settimane e allora tutti i fatti che riguardano la gestione della banca potrebbero assumere rilevanza penale.

 

Se, com'è molto probabile o addirittura scontato, l'iter si concluderà con la dichiarazione dello stato di insolvenza il collegio trasmetterà gli atti al procuratore che verificherà se ci sono gli estremi per bancarotta fraudolenta o altri reati. Il titolare dei diversi filoni dell'inchiesta aretina ha annunciato anche un'altra novità: per il futuro non sarà il solo assegnatario di nuove indagini. Ha infatti creato in procura un pool per i reati economici: altri pm saranno coassegnatari delle inchieste che deriveranno dalla dichiarazione d'insolvenza e lui coordinerà.

protesta dei risparmiatori davanti banca etruria  11protesta dei risparmiatori davanti banca etruria 11

 

Così Rossi si mette anche al riparo da eventuali critiche o sospetti, nati appunto dalla consulenza giuridica con la presidenza del Consiglio che si è conclusa a dicembre. Il procuratore aveva inviato lunedì una lettera a Palazzo dei Marescialli, ma la commissione ha deciso di sentirlo di persona, per chiarire alcune incongruenze emerse nella precedente audizione tra le sue affermazioni e le relazioni di Bankitalia. Rossi, infatti, aveva detto che Boschi non faceva parte del Direttorio informale di Banca Etruria, contrariamente agli ispettori di palazzo Koch.

 

Ma ieri ha precisato che si riferiva alla gestione precedente a quella di Rosi. Quando il vicepresidente entrò, ha confermato, nel gruppo ristretto che prendeva le decisioni centrali sulla gestione della banca.

 

fotomontaggi maria elena boschi e banca etruria  6fotomontaggi maria elena boschi e banca etruria 6

 

2.BANCHE: 6 GIORNI PER MANIFESTAZIONI INTERESSE GOOD BANK

 (ANSA) - Poco meno di una settimana, appena 6 giorni di tempo. Sono quelli a disposizione degli investitori per dichiarare ufficialmente il proprio interesse all'acquisto delle nuove Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, nate dalle ceneri dei 4 istituti dopo il salvataggio del governo. La Banca d'Italia, che aveva promesso da subito "tempi brevi", accelera sulla vendita delle 4 good bank, che dovrebbe concludersi prima dell'estate, e pubblica il bando per le manifestazioni di interesse, che andranno inoltrate entro lunedì prossimo a SocGen, advisor finanziario dell'operazione.

ROBERTO NICASTRO ROBERTO NICASTRO

 

Le manifestazioni di interesse, si legge nel bando, dovranno essere presentate "entro e non oltre le 18,00 di lunedì 25 gennaio 2016". E, si precisa, "potranno essere presentate manifestazioni di interesse all'acquisto di una sola o di più banche, ma Bankitalia evidenzia comunque "sin d'ora che costituirà elemento positivo di valutazione la presentazione di offerte relative a tutti e quattro gli Enti Ponte e che presentino particolare attenzione agli ambiti territoriali di riferimento dei medesimi". "Abbiamo il dovere di essere rapidi ed efficienti", dice l'ad di Nuova Banca Etruria Eoberto Bertola, soddisfatto perché si è mantenuta "la promessa di fare prima possibile".

 

cassa di risparmio di ferrara carifecassa di risparmio di ferrara carife

E l'intento, sottolinea l'ad di Nuova Banca Marche Luciano Goffi, "è non solo quello di privilegiare i ricavi, ma anche progetti industriali capaci di conservare il ruolo dell'istituto a sostegno della piccola e media impresa e delle famiglie del territorio". La via preferenziale resta quella di evitare lo 'spezzatino' con una vendita 'in blocco', ferma restando però la possibilità di vendere separatamente alcuni asset controllati dalle 4 banche come Cariloreto, o la Banca Federico del Vecchio, l'istituto fiorentino specializzato nella clientela private. Anche perché si punta "a massimizzare il prezzo di vendita", che andrà poi stornato per intero al Fondo di risoluzione gestito dalla banca centrale, che ha finanziato il salvataggio ed è alimentato dai contributi del sistema del credito.

 

MASSIMO BIANCONI BANCA MARCHE MASSIMO BIANCONI BANCA MARCHE

Le quattro banche, escludendo le attività problematiche in sofferenza, svalutate pesantemente e confluite nella Rev spa, la 'bad bank' guidata da Livia Pomodoro, rappresentano nel complesso una quota di mercato di circa l'1 per cento dei depositi totali a livello di sistema, con un patrimonio netto complessivo di partenza di 1,8 miliardi di euro. E sembrano essere 'appetibili', come sottolineano anche i vertici delle good bank, visto che "i pre-sondaggi confermano che le 4 banche rappresentano un target attraente per i potenziali acquirenti e sono una realtà strategica sul territorio".

 

Ignazio Visco Ignazio Visco

Mentre il governo sta lavorando per definire nel più breve tempo possibile i criteri per gli indennizzi dei risparmiatori, il presidente delle good bank Roberto Nicastro ha incontrato le associazioni dei consumatori, con l'auspicio di avviare un dialogo costruttivo. Un incontro che però è stato deludente per le associazioni, che stanno incontrando anche i gruppi parlamentari e faranno un sit in il 31 davanti a Montecitorio. Le richieste, oltre a quelle di risarcimenti completi, sono anche quelle di utilizzare per gli indennizzi le eventuali risorse aggiuntive dalla vendita delle sofferenze.

 

Sul fronte dei crediti deteriorati in pancia agli istituti di credito italiani, saliti a 201 miliardi a novembre, il governo guarda con fiducia a Bruxelles, con cui continua il dialogo sulla nuova proposta di 'bad bank leggera' avanzata nei giorni scorsi. Dalla commissione Ue è già arrivata una richiesta di approfondimenti e la speranza è quella di arrivare, finalmente, a un via libera che consenta di far partire un mercato dei non performing loan, che alleggerisca i bilanci delle banche consentendo di far ripartire, con una spinta più decisa, il credito.

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