daimler auto elettrica mercedes ola kallenius

E ANCHE OGGI L’AUTO ELETTRICA LA COMPRIAMO DOMANI– LA GRANDE RIVOLUZIONE DELLE MACCHINE A EMISSIONI ZERO CONTINUA A NON PARTIRE. E DAIMLER-MERCEDES MANDA A CASA MILLE MANAGER PER RISPARMIARE 1 MILIARDO DI EURO, DA INVESTIRE PER ADATTARSI A UN NUOVO ECOSISTEMA DISEGNATO DALLA POLITICA. E NON DAL MERCATO, VISTO CHE LE AUTO COSTANO UN BOTTO, LA RETE DI COLONNINE E' MICRAGNOSA E LA DOMANDA E' QUASI ZERO

 

 

ola kallenius 1

Alberto Annicchiarico per www.ilsole24ore.com

 

Bella l’auto elettrica, silenziosa, potente in accelerazione e, poniamo il caso del suv Mercedes EQC, dotata di circa 400 chilometri di autonomia. Peccato che di colonnine per la ricarica poche, lungo una qualsiasi autostrada italiana. E che la vettura costi 80mila euro. Questo per dire che la rivoluzione dell’auto elettrica in corso pone i grandi costruttori davanti a un dilemma: investire miliardi per cambiare e adattarsi a un nuovo ecosistema disegnato non dal mercato ma dalla politica. Bruxelles ha dettato regole per i limiti alle emissioni che definire sfidanti è poco.

 

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Altro piccolo particolare: il mercato che ancora non risponde con volumi adeguati ai costi da affrontare, deprimendo i margini. Anche perché le case automobilistiche hanno cominciato a rinnovare la gamma a partire dai Suv e dai crossover, non dalle piccole. Intendiamoci, la prima utilitaria Volkswagen interamente elettrica, la ID.3, arriverà solo nel 2020 e comunque costerà a partire da circa 30mila euro. Mentre chi cerca un’auto piccola non vuole spenderne più di 10-15mila. E la Tesla Model 3, che dovrebbe essere mass-market? Costa da un minimo di 50mila euro.

 

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I prezzi, quindi, saranno alla portata di pochi ancora per un po’. Daimler lo sa e il suo nuovo ceo, il cinquantenne svedese Ola Källenius, presidente del consiglio di amministrazione di Daimler AG e capo di Mercedes-Benz Cars (successore del leggendario Dieter Zetsche) è stato chiaro, durante un incontro con gli analisti a Londra. Il titolo ne ha risentito, perdendo quasi il 4,5%. Daimler ha annunciato un pesante piano di tagli del personale della divisione auto Mercedes Benz per risparmiare 1 miliardo di euro entro la fine del 2022.

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Il piano prevede ulteriori tagli del personale per risparmiare 400 milioni anche nelle divisioni dei van (100 milioni) e dei camion (300). In una nota il gruppo ha spiegato che Mercedes-Benz ha avviato delle misure per rendere sostenibile la sua struttura dei costi e controbilanciare l'attesa riduzione dei margini, quella che Alix Partners ha definito, estremizzando, «il deserto dei margini» in un celebre report di qualche mese fa. I tagli ai posti di lavoro riguarderanno sia i manager, un migliaio (uno su dieci), che le aree dell'indotto. Previsto anche un contenimento degli investimenti sui livelli di quest'anno e addirittura una loro riduzione nel medio termine.

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Källenius ha dichiarato che i profitti rimarranno sotto pressione per i prossimi due anni. Non poco. Lo svedese ha elaborato un piano per aumentare gradualmente i margini limitando gli investimenti e riducendo i posti di lavoro. «Per rimanere vincenti in futuro, dobbiamo agire ora e aumentare in modo significativo la nostra forza finanziaria», ha detto Källenius nella sua prima grande presentazione strategica da quando ha assunto l'incarico a maggio. «Sono necessarie misure esaustive per aumentare l'efficienza, in tutti i settori».

 

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Va ricordato che Daimler è stata protagonista di ben quattro profit warning in un anno, da giugno 2018 a luglio 2019. La divisione Mercedes-Benz ha ridotto il suo margine di profitto previsto quest'anno tra il 3% e il 5% - ben al di sotto dei rendimenti del rivale francese Psa, per esempio - mentre Daimler ha previsto margini del 4% l'anno prossimo e 6 % nel 2022, escluse le ricadute della guerra commerciale tra Usa e Cina. La divisione camion punterà sui margini di oltre il 5% nel 2020 e del 7% nel 2022.

 

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«Daimler ha urgentemente bisogno di allontanarsi dalla sua filosofia di investimento spray and pray e di orientarsi verso un'allocazione materialmente più mirata e più precisa dei suoi fondi», ha commentato Arndt Ellinghorst, analista di Evercore Isi in una nota prima della presentazione. «Altrimenti, il gruppo non sarà semplicemente in grado di autofinanziare le sue aspirazioni di mobilità premium». Se non è questa una bocciatura...

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