DONALD, CHE TESTA DI CACIO! – FATE SAPERE A GIORGIA MELONI CHE IL SUO AMICO TRUMP STA AGGREDENDO I PIÙ PREZIOSI PRODOTTI AGROALIMENTARI ITALIANI ED EUROPEI, COLPENDO IN PARTICOLARE PRODOTTI “DOP” MADE IN ITALY, MARCHI QUALI PARMIGIANO, ASIAGO, GORGONZOLA, PROVOLONE – ATTRAVERSO DUE LEGGI, IL “FARM ACT” E IL “SAFETY BILL”, SCARDINA LE LISTE DELLE PIÙ PREZIOSE DENOMINAZIONI PROTETTE EUROPEE, TRASFORMANDOLE IN “NOMI COMUNI” CHE SI POSSONO PRODURRE ED ETICHETTARE IN AMERICA PER POI ESPORTARLI, CONCEDENDO COSI’ STRADA LIBERA AI PRODOTTI FAKE COME “PARMESAN”...
Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”
giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse
Per misurare come l’amministrazione americana sta aggredendo i più preziosi prodotti agroalimentari italiani ed europei — per il valore di molti miliardi di export — occorre pensare a ruoli invertiti.
Immaginate un gruppo di italiani, francesi o spagnoli che lancino un software, un e-commerce e un social media. Immaginate che li chiamino Microsoft, Amazon e Facebook. Quindi convincono la Commissione e il parlamento europeo a stabilire per legge che quelli in realtà non sarebbero marchi privati, ma «nomi comuni» di prodotti.
In seguito l’Unione europea nei suoi accordi commerciali in Asia e in America Latina impone ai Paesi firmatari il principio che «Microsoft», «Amazon» e «Facebook» sarebbero appunto «nomi comuni» di prodotti che gli europei potranno esportare.
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Sembra assurdo? È solo quanto sta accadendo a parti invertite — gli Stati Uniti contro l’Europa — sui prodotti agricoli. In particolare, sulle denominazioni protette dell’agroalimentare italiano ed europeo: marchi quali Parmigiano, Asiago, Gorgonzola, Provolone, Bologna (Mortadella), oppure agli Chateau francesi o al chorizo spagnolo.
SAN VALENTINO 2026 DI GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY GIANNELLI
Attraverso il rappresentante al Commercio Jamieson Greer, l’amministrazione di Donald Trump non sta più solo chiudendo un occhio di fronte a imitazioni come il «Parmesan» o al furto di marchi su altre denominazioni d’origine. Questo avveniva in America prima di Trump.
Adesso la sottrazione dei diritti sui marchi europei più pregiati di cibi e alimenti è codificata in leggi approvate di recente come il «Farm Act» o in approvazione come il cosiddetto «Safety Bill», che scardinano le liste delle più preziose denominazioni geografiche europee trasformandole in «nomi comuni» che si possono produrre ed etichettare in America per poi esportarli.
L’aggressione sta accelerando in questi giorni. Il 15 ottobre in visita a Roma il direttore generale della Wipo Daren Tang, originario di Singapore, ha spiegato semplicemente che denominazioni come Asiago, Gorgonzola e via elencando non sono protette. Poco importa se la legge europea e gli accordi commerciali dell’Unione europea, per esempio con i Paesi latino-americani del Mercosur, dicano l’opposto. I produttori americani hanno diritto di usarli, secondo Tang.
GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN
Non solo: l’amministrazione Trump sta imponendo i marchi italiani come «nomi comuni» (dunque di fatto sotto il suo controllo) anche in accordi con Paesi come l’Argentina, in contraddizione con ciò che l’Argentina stesso ha sottoscritto nel trattato sul Mercosur.
Il Wipo dovrebbe proteggere le proprietà intellettuali, in teoria; invece appare sempre più catturato dagli interessi di grandi lobby americane del cibo quali la «Common Food Names» del settore lattiero-caseario. Molte delle grandi aziende che la animano sono finanziatrici di Trump, ma i anche i democratici sono allineati. E l’Italia è il Paese più esposto con il più alto numero di denominazioni «protette»: quasi novecento.
IL PAESE OSSERVATORE - GIORGIA MELONI E IL BOARD PER GAZA - VIGNETTA BY GIANNELLI
GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP