penati fondo atlante

È PARTITA (MALE) LA COLLETTA DI ATLANTE - CHIUSO IL FONDO: RACCOLTI SOLO 4,2 MILIARDI DI EURO, IL GOVERNO PUNTAVA A 6 - INTANTO PENATI SI È PRESO IL 90% DI POP.VICENZA PER 1,3 MLD. ''LA RISANIAMO IN 18 MESI. RAPPORTI CON IL GOVERNO? ZERO PUNTO ZERO''

alessandro penatialessandro penati

1.POP. VICENZA: OFFERTA CHIUSA, ATLANTE OLTRE 90%

 (ANSA) - L'offerta della Popolare di Vicenza si è chiusa alle ore 13:00 e in base alle prime indicazioni al fondo Atlante andrà poco più del 90% del capitale della banca. E' quanto riferiscono all'ANSA fonti vicine al dossier. Il restante è stato sottoscritto dai soci della banca che hanno seguito l'aumento - oltre 5 mila azionisti pari al 2,5% del capitale - mentre agli investitori istituzionali circa il 6,5%. Adesso il quesito passa alla Borsa italiana che lunedì dovrebbe esprimersi sull'ammissione alla quotazione.

 

2.POP. VICENZA: ATLANTE VERSERÀ CIRCA 1,35 MLD

 (ANSA) - Atlante dovrà versare circa 1,35 miliardi per sostenere l'aumento di capitale della Popolare di Vicenza. E' quanto riferiscono fonti finanziarie al termine dell'offerta di collocamento delle azioni della banca. Il fondo, che ha 4,25 miliardi, come previsto dalla politica d'investimento non sottoscrive più del 75% di una singola operazione a meno che non sia necessario al fine del buon esito della stessa.

 

gianni zonin stefano dolcettagianni zonin stefano dolcetta

3.POP.VICENZA:PENATI, CON ATLANTE ZERO RISCHIO BAIL-IN

 (ANSA) - "Con la presenza del fondo Atlante tutta la struttura del debito della Popolare di Vicenza è a zero rischio. Lo ha detto il presidente del fondo Quaestio, Alessandro Penati, in conferenza stampa. "Il fondo ha risorse finanziarie per sostenere l'operazione. Questo è il classico caso in cui c'era il rischio di bail-in che ora non c'è più".

 

4.PENATI,RAPPORTI CON GOVERNO ZERO PUNTO ZERO

 (ANSA) - "I nostri rapporti con il Governo sono pari a zero punto zero. Ho incontrato il ministro Padoan una sola volta, non ho la più pallida idea di cosa facciano e di cosa possano fare". Lo sottolinea il presidente di Quaestio Sgr, Alessandro Penati aggiungendo, riguardo alle misure attese nel decreto banche, che "se diminuiscono i tempi di recupero dei crediti è un aiuto".

francesco ioriofrancesco iorio

 

5.BANCHE: ATLANTE, IN NPL ALMENO 30%, RESTO AUMENTI CAPITALE

 (ANSA) - Almeno il 30% di Atlante sarà investito in non performing loans di ''una pluralità di banche italiane, anche garantiti da asset''. E' quanto emerge dalla presentazione del veicolo messo in campo da Quaestio Sgr. Fino al 70% del fondo - vie e spiegato - può investire in banche con ratio patrimoniali inferiori ai minimi stabiliti nell'ambito dello Srep, che quindi realizzino su richiesta della Bce interventi di rafforzamento tramite aumento di capitale.

 

francesco iorio stefano dolcettafrancesco iorio stefano dolcetta

A proposito degli Npl il presidente di Quaestio Sgr, Alessandro Penati ha sottolineato che "questo dogma per cui compriamo a valore di libro io non l'ho mai detto e non l'ho mai scritto. Dico semplicemente che c'è uno spread denaro/lettera 20/40 e bisogna ridurlo". Nei dettagli Atlante investirà in Non Performing Loans tramite tranche junior (occasionalmente mezzanine) e in cartolarizzazioni anche con forme di co-investimento. Previsti anche veicoli creati ad hoc, inclusi fondi di investimento aventi come sottostanti Npl ma anche beni immobiliari, mobiliari o altri diritti (anche non posti a garanzia) per operazioni di valorizzazione.

 

zonin popolare vicenzazonin popolare vicenza

Dopo il 30 giugno 201e7 tutta la quota del fondo non investita in banche potrà essere investita in npl. Quanto, invece, agli investimenti nella banche il fondo non sottoscrive più del 75% della singola emissione, a meno che la sottoscrizione di una quota maggiore sia necessaria ai fini del buon esito dell'operazione.

 

Sono poi possibili ulteriori investimenti in aumenti di capitale delle banche in portafoglio, se richiesti dall'Autorità di Vigilanza, fino al 30 giugno 2019 salvo che tali investimenti non facciano superare al fondo il limite massimo del 70% investibile in azioni bancarie. Sono preclusi investimenti che comportino l'obbligo di Opa. Il fondo non esercita, inoltre, attività di direzione e coordinamento sulle banche in cui partecipa e ha la possibilità di effettuare operazioni in partnership o co-investimento con altri investitori di qualsiasi tipo.

 

 

6.BANCHE, FONDO ATLANTE IN RAMPA DI LANCIO: RACCOLTI 4,25 MILIARDI DA 67 INVESTITORI

Paolo Paronetto per www.ilsole24ore.com

 

Il fondo Atlante ha raccolto finora 4,25 miliardi da 67 investitori. È quanto emerge dalle slide di presentazione del fondo, che presentano i dati provvisori alle 17.30 di ieri. La chiusura era fissata alla mezzanotte di ieri. Il periodo di investimento del fondo è di 18 mesi, estendibile per altri 6 mesi per concludere operazioni già in corso. Il target di rendimento è di circa il 6% annuo.

 

il prospetto del fondo atlante pubblicato dal messaggero  1il prospetto del fondo atlante pubblicato dal messaggero 1

La cifra di 4,249 miliardi è stata fornita poi come definitiva da Paolo Petrignani, a.d. di Quaestio Capital Management, la società che gestisce il fondo. Petrignani ha sottolineato che il fondo potrà eventualmente essere riaperto in futuro con il via libera di almeno il 66,6% delle quote.

 

Il fondo ha una durata di 5 anni, estendibile di anno in anno per altri 3 anni. Il periodo di investimento si chiuderà a novembre 2017. Per i successivi sei mesi, e quindi fino al maggo 2018, sarà possibile solo portare a termine operazioni già avviate. Poi, fino al 30 giugno 2019, il fondo potrà eventualmente partecipare ad aumenti di capitale di banche già in portafoglio che siano stati richiesti dalle autorità di vigilanza (senza superare il limite del 70% investito in azioni bancarie).

 

Fino al 29 aprile 2021 il fondo potrà infine compiere solamente operazioni di disinvestimento. Dopo quella data Atlante potrà essere prorogato di anno in anno per tre anni con il voto favorevole del 66,6% dell'assemblea degli azionisti.

Veneto BancaVeneto Banca

 

Quaestio Capital Management, spiega la slide di presentazione, «non esercita direzione e coordinamento sulle banche, né le sottopone a direzione unitaria», ma «voterà sulla nomina degli amministratori nelle assemblee delle banche partecipate dal fondo» e lo farà «attenendosi a stringenti requisiti di indipendenza».

 

Alessandro Penati, presidente di Quaestio, è poi intervenuto sulla vicenda della Banca Popolare di Vicenza: «C'era un ragionevole rischio bail-in e ora non c'è più». Grazie alla partecipazione del fondo, ha sottolineato Penati, «la struttura del debito della Popolare di Vicenza ora è a rischio zero». Atlante non intende essere azionista di lungo termine delle banche partecipate e punterà a «valorizzare e vendere» le partecipazioni acquisite in istituti in ristrutturazione.

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…