REPORTER ANCH’IO: GUAI LEGALI PER IL NUOVO SERVIZIO DI “REPUBBLICA” SULLA FALSARIGA DI “YOUREPORTER” - FUSIONI ECOSOSTENIBILI - FINCHÉ LA BARCA VA, TU NON PAGARE: COLANINNO ASPETTA DA DUE ANNI 31 MLN PER LA FORNITURA DI 2 MOTOVEDETTE ALLA GDF - LA PRIMA GRANA PER IL RI-ELETTO TOSI? IL BUCO DA 20 MLN DELL’AEROPORTO DI VERONA - “APPRENDISTATO” O “APPRENDI, STATO!”? - E’ GIUNTA L’ORA DI PIANGERE SUL LATTE PARMALAT VERSATO...

Da "Panorama Economy" in edicola domani

1 - REPORTER ANCH'IO...
Prima lo spazio della trasmissione tv Report sul Corriere.it. Poi la recente apertura del canale Reporter sul sito repubblica.it (sito del gruppo L'Espresso guidato da Monica Mondardini), dove gli utenti possono caricare i propri video di cronaca. Un successo, ma sta anche portando il quotidiano davanti al giudice. Ai fondatori di www.youreporter.it, il più cliccato sito di citizen journalism italiano (30 milioni di video visti, un milione di utenti unici al mese e 6 milioni di pagine viste), non va giù la confusione generata da una testata tanto simile a quella da loro registrata nel 2009.

«E pensare che Repubblica ha sempre usato i nostri video, e ci ha perfino dedicato un articolo», racconta Luca Bauccio, uno dei quattro fondatori di Polis Media Link, proprietaria di youreporter.it. «L'8 maggio abbiamo chiesto al Tribunale di Roma di aprire un procedimento cautelare urgente per ottenere l'interdizione dall'uso di quel nome. Certamente, il termine reporter è di uso comune, ma che cosa succederebbe se domani noi stampassimo un quotidiano Io Repubblica?

Al momento, invece, non abbiamo intenzione di chiedere risarcimenti, ci interessa in primo luogo che non si aggravi il danno che stiamo subendo». Davide (youreporter.it prevede di raggiungere per il 2012 un fatturato di 600 mila euro) la spunterà contro Golia? La decisione del giudice in questi casi avviene nell'arco di 30 giorni dal deposito della richiesta.

2 - CONFUSIONE E FUSIONI NEL MONDO VERDE...
Incredibile, ma vero. Tra associazioni, comitati, consigli e federazioni sono una quarantina gli enti che rappresentano (o almeno ci provano) gli interessi del mondo «verde» in Italia. Uno sproposito. E l'ennesima testimonianza di una debolezza tutta italica: a ognuno la sua poltrona, la sua targa, la sua onorificenza. Ma l'edizione 2012 del veronese SolarExpo, la più importante fiera di settore, con centinaia di espositori e una tre-giorni fittissima di convegni, potrebbe segnare una svolta.

O meglio: innescare una retromarcia nell'altrimenti irrefrenabile proliferazione di sigle e siglette. Il 9 maggio si è tenuta l'assemblea del comitato Ifi (Industrie fotovoltaiche italiane), a cui fanno capo le aziende produttrici di celle e moduli fotovoltaici made in Italy. All'ordine del giorno: la fusione in Assosolare. E il 10 maggio tocca all'assemblea di Assosolare che ha discusso la lettera d'intenti per l'operazione inedita o quasi. Verrebbe da fare un plauso al presidente dell'Ifi Alessandro Cremonesi che pure di fare avere più peso ai suoi associati ha fatto un passo indietro. Si spera che altri seguano il suo esempio. (z.k.)

3 - COLANINNO INCAGLIATO...
C'è anche Roberto Colaninno fra i grandi creditori dello Stato. L'imprenditore mantovano, infatti, aspetta da due anni 31 milioni per la fornitura di due motovedette alla Guardia di finanza. Le imbarcazioni, realizzate nei cantieri Rodriquez-Intermarine, sono state regolarmente consegnate ma non ancora pagate. Il ritardo sta ponendo seri problemi di liquidità e mette a rischio la continuità del lavoro ai 240 dipendenti. Oltretutto, il cantiere spezzino è stato danneggiato dalle tre alluvioni che, negli ultimi due anni, hanno provocato l'esondazione del fiume Magra che ospita il bacino.

A rendere ancora più forte la delusione è il diverso comportamento dei governi stranieri. La Finlandia ha saldato, già all'inizio dell'anno, l'anticipo di 13,5 milioni per il primo di tre cacciamine la cui costruzione è iniziata solo la scorsa settimana. Il destinatario della protesta di Colaninno è soprattutto il ministro Corrado Passera che conosce bene la situazione del gruppo. Sia per essere stato, ancora giovanissimo, nel cda di Rodriquez per conto di Carlo De Benedetti; sia perché, come amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, aveva assistito l'imprenditore nella costruzione del gruppo Immsi cui fa capo anche Piaggio. (n.sun.)

4 - E' GIUNTA L'ORA DI PIANGERE SUL LATTE PARMALAT VERSATO
I nodi arrivano sempre al pettine, questione di tempo. Ed è bastato un anno nel caso del pugno di ferro di Lactalis sugli interessi dei fornitori di latte della Parmalat. Quando circa 12 mesi fa il sistema Paese sollevò le braccia, incapace di opporre una controffensiva strutturata al take-over del colosso francese fu chiaro a tutti che sarebbe stato molto diverso in futuro, per i fornitori Parmalat, dialogare con un azionista lontano e strapotente.

Oggi si inizia a pagarne i conti, perché mentre il più grande gruppo italiano, Granarolo, continua a pagare il latte 0,42-0,43 centesimi al litro, i francesi, invece, meno di 40. Per quanto sia maledettamente facile, è il caso di dire: inutile piangere sul latte versato. Più utile capire se e come «salvare il salvabile».

Ebbene, le strade ci sono: favorire la concentrazione in atto, sia attorno a Granarolo, che fattura 1 miliardo e ha detto di voler raddoppiare in 4 anni, sia attorno ai poli lattiero-caseari minori. E ricordarsi perché Parmalat è andata ai francesi. Forse perché un grande ristrutturatore, come Bondi, non è stato capace di trovare anche strategie di sviluppo autonomo. E certamente perché del sistema bancario solo Intesa si è mossa, nella consequenziale e assoluta inazione della galassia Mediobanca. Telecom sì, Parmalat no. Chissà perché. (Sergio Luciano)

5 - TOSI VOLA ALTO A VERONA MA SCIVOLA SULL'AEROPORTO...
Flavio Tosi, appena confermato sindaco di Verona, deve risolvere il problema dell'aeroporto Valerio Catullo: perde 600 mila euro al mese e il buco, solo nel 2011, ammonta a 20 milioni. Il primo cittadino, facendo sponda con Paolo Biasi, vorrebbe uscirne e ha organizzato un incontro con Vito Gamberale, a capo di F2i che ha il 30% di Sea. Dell'appuntamento, a quanto risulta, non sono stati informati gli altri soci come la Camera di commercio e la Provincia di Verona, oltre alla Provincia di Trento. La crisi dello scalo di Verona non è un caso isolato: quello di Forlì ha chiuso all'improvviso e a Genova l'Autorità Portuale e Adr stanno cercando, con poca fortuna, di vendere le loro azioni.(n.sun.)

6 - PERCHE' NON SIAMO INNOVATIVI...
Sei i motivi principali della scarsa innovazione delle imprese italiane che saranno svelati l'11 maggio dal Forum Ambrosetti. Ventisette top manager si sono riuniti per settimane a studiare se e come l'innovazione tecnologica è alla base della strategia delle aziende. Per lo studio, il Forum guidato dall'a.d., Valerio De Molli, si è avvalso fra l'altro della presenza e dell'intervento attivo della US Air Force.

Tra i problemi rilevati c'è una ricerca finanziata principalmente dal pubblico e allocazione di fondi a pioggia. Inoltre, è stato rilevato un basso livello di R&S finanziato dall'estero, un'insufficiente presenza di venture capital e di capitale di rischio. Così come un
peso preponderante dell'autofinanziamento delle imprese (con le grandi privilegiate e le Pmi in difficoltà). Infine, saranno indicate le soluzioni per la scarsa cultura dell'investire in innovazione.

7 - L'APPRENDISTATO CAMBIA E LE AZIENDE LO USANO MENO
Passare per reazionari ed essere invece garantisti. Tocca a Elsa Fornero, ministro del Lavoro, con la riforma dell'apprendistato, in vigore dal 26 aprile, al termine dei sei mesi di transizione previsti dal Testo unico. Tanto garantista che le imprese stanno già riducendo il ricorso all'apprendistato, malgrado Confindustria abbia firmato il 18 aprile l'accordo di recepimento del nuovo regime. Pesano i contributi Aspi, ripristinati sulle imprese fino a nove dipendenti e il divieto di assumere apprendisti per le imprese che nei 36 mesi precedenti non abbiano confermato almeno la metà di quelli che avevano. Per ora, invece, tace il ministero sull'interpello della Cgil contro «l'apprendistato-spezzatino», quello erogato a più soggetti diversi attraverso le agenzie per il lavoro. (j.l.)

8 - CALCIATORI E CHEF ALLA NOTTE DEI TALENTI...
«L'uomo può ciò che vuole». La frase di Leon Battista Alberti, spesso citata da Steve Jobs, sarà lo slogan della Notte dei Talenti che il Forum della Meritocrazia, presieduto da Arturo Artom, organizza la sera del 16 maggio all'Auditorium di Milano. Tra i partecipanti, Roger Abravanel illustrerà il suo ultimo saggio, Oscar Giannino e Ivan Lo Bello parleranno di come fare in modo che anche in Italia vinca la cultura del merito, mentre Clarence Seedorf di come formare i giovani con lo sport. Carlo Cracco e Davide Oldani, invece, faranno gustare il proprio talento.

 

 

AMMINISTRATORE DELEGATO REPUBBLICA MONICA MONDARDINILOGO LA REPUBBLICASOLAR EXPOI RELATORI E SULLO SCHERMO ROBERTO COLANINNO youreporter

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