ex ilva taranto adolfo urso arcelor mittal

IL GOVERNO VUOLE AIUTARE ILVA? DEVE CACCIARE A CALCI IN CULO I FRANCO-INDIANI DI ARCELOR MITTAL CHE RILEVARONO L'IMPIANTO NEL 2017 PER 1,8 MILIARDI – PER I SINDACATI, MITTAL HA “LASCIATO MACERIE” PER AZZOPPARE I COMPETITOR EUROPEI - LA PRODUZIONE ALL’ILVA È SEMPRE CALATA, SOTTO GLI OBIETTIVI MINIMI FISSATI: NULLA DI CIO' CHE È STATO PROGRAMMATO È STATO REALIZZATO, MAI MANTENUTI GLI IMPEGNI PRESI SUI LIVELLI OCCUPAZIONALI - IL NODO E’: QUANTO VUOLE ARCELOR MITTAL PER TOGLIERSI DAI COJONI? IN ITALIA NON CACCIA UN EURO, IN INDIA IL GRUPPO COSTRUIRÀ L’IMPIANTO PIÙ GRANDE DEL MONDO...

1 - “MAI SENZA ACCIAIO” SOLDI E AVVOCATI PER SALVARE L’EX ILVA IN CINQUE GIORNI

Estratto dell’articolo di Diego Longhin per “la Repubblica”

 

situazione ex ilva - arcelor mittal e invitalia - la stampa

Prima tappa? Il 17 gennaio, mercoledì prossimo, quando gli avvocati di Invitalia e ArcelorMittal avranno esaurito il loro tempo per trovare un’intesa sull’uscita del gruppo franco-indiano da Acciaierie d’Italia. […] Il 18 gennaio, giovedi, è fissato un nuovo incontro con Fim, Fiom e Uilm per spiegare qual è lo stato dell’arte.

 

L’altra certezza nel futuro delle Acciaierie, contestualmente all’uscita di Mittal, che nel 2017 ha vinto la gara per aggiudicarsi gli impianti ex Ilva, è l’arrivo in ogni caso di un secondo commissario. […] Se si troverà un «accordo consensuale di divorzio» sarà il consiglio di amministrazione dell’ex Ilva a chiedere l’amministrazione straordinaria. In caso di rottura totale, invece, sarà Invitalia a invocare il commissario grazie all’articolo 2 del decreto ex Ilva approvato a marzo dello scorso anno.

 

LAVORATORI EX ILVA SOTTO PALAZZO CHIGI

Su questo secondo passaggio i tempi sono incerti. Il governo vuole fare in fretta, lo scouting delle figure più adatte da parte del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, è già iniziato, e l’obiettivo è quello di bruciare le tappe. Se si arriverà con un accordo sarà più facile, in caso contrario Arcelor, che oggi ha il 62% di acciaierie ed esprime l’amministratore delegato, Lucia Morselli, potrebbe iniziare una battaglia legale a partire dall’ammissibilità del cosiddetto decreto ex Ilva.

arcelor mittal

 

Mantovano, però, in ogni caso ha garantito ai sindacati la disponibilità dei fondi necessari sia per la produzione sia per il mantenimento dell’occupazione. Agli avvocati delle due parti, Cleary Gottlieb per Mittal e lo studio Chiomenti per Invitalia, si sono aggiunti anche i legali di fiducia della ad Morselli per tentare di trovare una via d’uscita morbida. Molto dipenderà, più che dai nodi burocratici, da quanto chiederà il gruppo franco-indiano come indennizzo.

 

Nel 2017 si è aggiudicato gli impianti per 1,8 miliardi e ha promesso, in tutto, 4 miliardi di investimenti. Quanti quattrini ha messo realmente? Se le richieste avanzate saranno spropositate difficile che Invitalia, in contatto continuo con il governo, possa accettare. Per i ministri di Meloni sarà l’ennesima dimostrazione del fatto che i Mittal non vogliono trovare un’intesa come è emerso nel faccia a faccia dell’8 gennaio. […]

 

ilva

2 - E ARCELORMITTAL IN INDIA COSTRUIRÀ L’IMPIANTO PIÙ GRANDE DEL MONDO

Estratto dell’articolo di D.Lon. per “la Repubblica”

 

In India si costruisce l’impianto più grande al mondo, mentre per l’Italia non sono previsti investimenti. Le due facce della stessa medaglia, quella che rappresenta i big dell’acciaio di ArcelorMittal. L’8 gennaio, l’amministratore delegato Aditya Mittal ha reso chiara, in un incontro a Palazzo Chigi, la volontà del gruppo franco-indiano di non voler impegnarsi a Taranto, nonostante la decisione, sette anni fa, di volersi aggiudicare uno dei più grandi impianti europei dell’acciaio con un’offerta di 1,8 miliardi.

lakshmi narayan mittal 5

 

Una scelta, secondo i sindacati metalmeccanici, con un solo obiettivo: indebolire il settore siderurgico italiano per evitare l’emergere di nuovi competitor europei. «[…] vogliono solo lasciare macerie», sottolineava a Repubblica il segretario della Uilm, Rocco Palombella.

 

OPERAI FUORI DALLA FABBRICA ARCELOR MITTAL A TARANTO

D’altronde la produzione è sempre calata, come ripercorre il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, nella sua informativa al Senato di giovedì: «Nel 2023 la produzione si è assestata a meno di 3 milioni di tonnellate a Taranto, come nel 2022, ben sotto l’obiettivo minimo che avrebbe dovuto essere nel 2023 di 4 milioni, per poi salire a 5 milioni nel 2024. Nulla di quello che è stato programmato è stato realizzato. Nessuno degli impegni presi è stato mantenuto in merito ai livelli occupazionali e al rilancio industriale. Si è lasciato campo libero ad altri attori stranieri che hanno aumentato la loro quota di mercato».

 

LUCIA MORSELLI

Quasi in contemporanea il padre di Aditya, il presidente del gruppo, Lakshmi Mittal, ha annunciato che in India la multinazionale realizzerà il più grande impianto a livello mondiale con una capacità di 24 milioni di tonnellate annue di acciaio grezzo. Ampliamento di un sito esistente ad Hazira che entrerà in funzione tra il 2026, quando si completerà la prima parte, e il 2029. […]

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…