1. NELLA GUERRA TRA MONTEZEMOLO E MORETTI POTREBBERO SBUCARE I TEDESCHI DI DEUTSCHE BAHN, CON UN’OFFERTA DA 30 EURO SULLA LUCROSA TRATTA ROMA-MILANO 2. DOPO LA BOTTA DI BISIGNANI (AMICO DI LUCHINO), LUPI CORRE IN SOCCORSO DI MORETTI 3. PANSA NEL PALLONE: DOPO IL BELGIO, ANCHE L’OLANDA FARA’ A MENO DEI TRENI AD ALTA VELOCITÀ ORDINATI NEL 2004 AD ANSALDO BREDA. ANCHE LORO RITENGONO CHE I CONVOGLI COSTRUITI NELLO STABILIMENTO DI PISTOIA “NON SIANO DEL TUTTO AFFIDABILI” 4. DOPO L’ILVA E LA SENTENZA SULL’ETERNIT, GLI IMPRENDITORI DELL’ACCIAIO GUIDATI DA GOZZI TEMONO CHE IN NOME DEGLI ECO-REATI SI CREI UN PRECEDENTE MOLTO PERICOLOSO 5. DOPO LA SPARATA SULL’ANNUNZIATA PER LE SUE COLLABORAZIONI ALL’ENI, GHIZZONI TEME CHE GRILLO ARRIVI A SOLLEVARE I RAPPORTI CON UNICREDIT DI MARIA CUFFARO DEL TG3

1. PANSA NEL PALLONE: DOPO IL BELGIO, ANCHE L'OLANDA FARA' A MENO DEI TRENI AD ALTA VELOCITÀ ORDINATI NEL 2004 AD ANSALDO BREDA
Gli uscieri di Finmeccanica conoscono benissimo la differenza tra pensiero convergente e pensiero divergente poiché dispongono delle 120 fattispecie di intelligenza elencate nella scienza che studia il cervello.

Con questi requisiti sono in grado di interpretare ciò che avviene ogni giorno dentro il Gruppo e nelle sedi delle principali aziende controllate. Così ieri non hanno avuto nessuna difficoltà a capire che Alessandro Pansa, il super-ragioniere ansioso di riconferma, sta attraversando un momento molto delicato.

Questa sensazione l'hanno ricavata sulla base delle notizie che sono arrivate da Genova dove si è tenuta l'Assemblea di Ansaldo Sts, uno dei due gioielli che Pansa vorrebbe vendere al più presto per fare quattrini. L'Assemblea ha approvato il bilancio 2012 che si è chiuso con un utile netto di 75,7 milioni e ha nominato Luigi Calabria, manager di Finmeccanica dal 1983 alla carica di nuovo presidente e amministratore delegato.

Durante l'Assemblea i soliti azionisti rompicoglioni che per mestiere disturbano i lavori hanno chiesto chiarimenti sul futuro di Ansaldo Sts e a questo punto Pansa è andato letteralmente nel pallone dicendo testualmente: "è una cosa che non sono più in grado di dire".

Nello spazio di pochi minuti le parole del Super-ragioniere sono rimbalzate a Roma e gli uscieri, esperti formidabili di pensiero convergente e pensiero divergente, hanno capito che tutte le chiacchiere messe in giro negli ultimi giorni sull'imminente cessione ai giapponesi di Hitachi non hanno alcun fondamento. Per loro si tratta di voci messe in giro soltanto per rafforzare la candidatura di Pansa in vista dell'Assemblea del 4 luglio quando si dovrà decidere l'assetto di vertice, ma non si aspettavano che il loro capo azienda rispondesse in maniera così confusa.

Forse l'incertezza deriva dalle cattive notizie che continuano a piovere sul palazzo di vetro a due passi dal Tevere. L'ultima è arrivata dall'Olanda dove le ferrovie locali hanno deciso di seguire l'esempio delle ferrovie del Belgio annunciando che faranno a meno dei treni ad alta velocità ordinati nel 2004 ad Ansaldo Breda. Anche loro ,come i colleghi di Bruxelles, ritengono che i convogli costruiti nello stabilimento di Pistoia "non siano del tutto affidabili", e questa notizia, aggiunta all'incertezza sul capitolo delle cessioni, butta altre ombre sull'eccellenza tecnologica del Gruppo.

Ad aumentare la confusione arrivano altre voci su un possibile ritorno di Giuseppe Bono, l'amministratore di Fincantieri, al posto di Pansa. Per la verità gli uscieri non danno molto credito a questi rumors e pensano che escano dalla direzione guidata dal mite Marco Forlani. Quest'ultimo avrebbe ricevuto pressioni in favore di Bono tramite Alessandro Toci ( l'ex-assistente di Orsi pizzicato in conversazioni delicate sui rapporti con giornalisti "amici") che dopo il ribaltone è stato spedito a capo di Ansaldo Breda Usa.

Per gli uscieri si tratta comunque di previsioni premature anche se conoscono le ambizioni del mite Forlani che di fronte all'arrivo di un manager esterno come Bono oppure Bernabè, potrebbe tentare il colpaccio per diventare direttore generale.


2. DOPO L'AVVELENATA DI BISIGNANI (AMICO DI LUCHINO), MAURIZIO LUPI CORRE IN SOCCORSO DI MAURO MORETTI - NELLA GUERRA TRA MONTEZEMOLO E MORETTI MORETTI POTREBBERO SBUCARE I TEDESCHI DI DEUTSCHE BAHN
Nel palazzo-obitorio delle Ferrovie l'aria è cambiata improvvisamente.
Fino a pochi giorni fa dalla stanza di Mauro Moretti uscivano strani rumori che tradivano il nervosismo dell'ex-sindacalista di Rimini. Dopo l'arrivo degli ispettori dell'Antitrust che indagano sulla concorrenza nell'Alta Velocità per capire se le Ferrovie hanno fatto dumping nei confronti di Ntv, i rumori erano aumentati di intensità quando Moretti ha letto nel libro di Bisignani-Madron che la sua scalata era stata favorita dalla presentazione al faccendiere Filippo Troia amico di Lorenzo Necci.

A distanza di una settimana l'umore è completamente cambiato e dalla stanza di Moretti escono le note di opere liriche come la Turandot di Puccini di cui tutti ricordano il "Nessun dorma..." e l'acuto finale "Vincerò...".

Sembra infatti che a confortare il manager sia arrivato l'abbraccio amichevole del ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, una vecchia conoscenza cementata durante i meeting di "Comunione&Fatturazione". Il politico berlusconiano ha confermato piena fiducia nei confronti di Moretti dando per scontata la sua riconferma al vertice delle Ferrovie. Entrambi sono convinti che l'Authority per i Trasporti non si farà mai.

Ma non è solo questa la ragione per cui l'uomo dell'Alta Velocità canticchia la Turandot nel suo ufficio. A renderlo più sereno sono le notizie che arrivano dal concorrente Ntv, la società di Luchino di Montezemolo e dei suoi compagni di merenda Della Valle e Banca Intesa. Si dice infatti che al di là delle dichiarazioni enfatiche dell'amministratore delegato Sciarrone, nel quartier generale del concorrente Ntv stiano soffrendo la concorrenza spietata che Moretti ha messo in piedi sull'Alta Velocità.

Nessuno dentro il palazzo-obitorio delle Ferrovie pronuncia la parola "massacriamoli" ,ma tutti i fedelissimi di Moretti sono impegnati ad ostacolare la concorrenza dei treni "Italo". La strategia e' mirata in particolare a rendere la vita difficile per NTV puntando in particolare sulle offerte "Business" sulla tratta Roma-Milano. E qui i top manager di Luchino dovrebbero battersi il petto e fare autocritica perché invece di concentrare i loro sforzi su questa tratta hanno investito energie e quattrini più sul marketing che sui servizi, con l'ambizione di diventare un vettore nazionale senza avere peraltro un numero sufficiente di convogli.

Se, come pare, Moretti butterà sul piatto uno sconto del 50% delle tariffe per chi salirà nelle carrozze all'ora di pranzo e in orari "morti", allora la botta per Ntv sarà tale da rimettere in discussione l'intero bilancio. Sullo sfondo c'è però qualcuno che si sta muovendo per rendere la vita difficile a entrambe le società. Pare infatti che i tedeschi di Deutsche Bahn, la compagnia che dal '94 gestisce i treni in Germania, si stiano preparando a scendere nel mercato italiano con un'offerta low cost da 30 euro sulla lucrosa tratta che unisce la Capitale al capoluogo lombardo.

La conferma non è ancora arrivata, ma le voci che il colosso tedesco con 276mila addetti e 35 miliardi di fatturato voglia correre sulle rotaie italiane è sempre più insistente.


3. DOPO LA SENTENZA SULL'ETERNIT, GLI IMPRENDITORI DELL'ACCIAIO TEMONO CHE IN NOME DEGLI ECO-REATI SI CREI UN PRECEDENTE MOLTO PERICOLOSO

Oggi non c'è nessuna difficoltà a indicare il nome dell'uomo più incazzato d'Italia.
È Antonio Gozzi, il 59enne imprenditore di Chiavari che l'anno scorso è stato eletto all'unanimità al vertice di Federacciai, l'associazione di Confindustria che riunisce 150 imprese del settore.

Oltre a guidare il Gruppo Duferco, Antonio Gozzi ,per gli amici Tonino, è anche professore di economia all'università di Genova e ha sempre avuto una visione lucida sulle difficoltà dell'industria manifatturiera in Italia senza la quale (come ha detto il giorno della sua nomina davanti ai siderurgici riuniti a Milano nella sede del "Sole 24 Ore") "l'Europa è perduta".

A renderlo furibondo in queste ore è il decreto del governo per commissariare l'Ilva che ritorna nelle mani del quasi ottuagenario Enrico Bondi. Fino all'ultimo momento il cellulare di Gozzi ha rischiato di squagliarsi per colpa delle telefonate roventi con il quartier generale di Confindustria, ma il governo è andato avanti per la sua strada e ha varato un decreto che spaventa gli industriali dell'acciaio e presta il fianco a critiche serrate da parte dei giuristi.

L'esclusione dalla gestione dell'Ilva dei Riva ,che d'ora in avanti saranno privati della cassa, è considerata da alcuni un insolito provvedimento, da altri un sequestro invasivo che consente al governo di entrare nella cabina di comando secondo modelli sovietici.

Dopo la sentenza sull'Eternit, gli imprenditori temono che in nome degli eco-reati e del default ambientale si crei un precedente molto pericoloso. A farsi interprete di questa paura è il "Sole 24 Ore" di Confindustria che in prima pagina parla di esproprio sostanziale e denuncia il rischio che d'ora in avanti la politica possa mettere a capo delle imprese che non sono ancora in default finanziario e patrimoniale dirigenti come Bondi che rispondono direttamente al governo. In questa situazione il presidente di Federacciai non sembra avere grandi spazi di manovra e deve recepire passivamente lo sgomento della famiglia Riva sulla quale ricade la colpa di reati fiscali e ambientali che non si possono ignorare.

A rendere ancora più funesta l'ira del capo degli imprenditori è la sensazione che comunque la Confindustria esca male da questa vicenda dove ha dimostrato di non avere un peso contrattuale nelle stanze di Palazzo Chigi.


4. DOPO LA SPARATA NEI CONFRONTI DI LUCIA ANNUNZIATA PER LE SUE COLLABORAZIONI ALL'ENI, GHIZZONI TEME CHE GRILLO ARRIVI A SOLLEVARE I RAPPORTI DELLA GIORNALISTA DEL TG3 MARIA CUFFARO CON UNICREDIT

Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che ai piani alti di Unicredit stanno seguendo con attenzione la polemica e i sondaggi di Beppe Grillo e del suo Movimento contro i giornalisti.

Dopo la sparata di ieri nei confronti di Lucia Annunziata per le sue collaborazioni all'Eni (smentite dalla giornalista con tanto di denuncia), nella banca di Ghizzoni si teme che il vento arrivi a sollevare i rapporti della giornalista del Tg3 Maria Cuffaro.

La 49enne professionista ha coordinato la rivistina "East" che rappresenta il fiore all'occhiello del manager Giuseppe Scognamiglio, il cosiddetto "ministro" che per sostenere le attività editoriali della banca ha avuto l'infelice idea di creare una società editoriale tra Unicredit e azionisti privati cinematografari in rapporti professionali con sua moglie".

 

ALESSANDRO PANSALOGO ANSALDOmarco forlani e giuseppe de mita al gilda AnsaldoBredaBERNABEGiuseppe Bono - AD FincantieriMoretti e MontezemoloCOPERTINA LIBRO BISIGNANI MADRON - L UOMO CHE SUSSURRA AI POTENTINecci LorenzoDiego della valleDeutsche BahnANTONIO GOZZI DI FEDERACCIAIENRICO BONDI GHIZZONI A BAGNAIA MARIA CUFFAROSCOGNAMIGLIOeast cover jpeg

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