credit agricole orcel castagna banco bpm unicredit

I FRANCESI SI POSIZIONANO: ORCEL CHE FA? – CREDIT AGRICOLE AVREBBE GIÀ RAGGIUNTO IL 29,9% DI BANCO BPM: AL 31 MARZO, L’ISTITUTO FRANCESE ERA UFFICIALMENTE AL 22,9%, CON L’AUTORIZZAZIONE DELLA BCE AD ARRIVARE AL 29,9% (SOGLIA DELL’OPA) – CREDIT AGRICOLE AL MOMENTO NON VORREBBE ENTRARE IN UNA CONTROPERAZIONE SUL BANCO, MA SI POSIZIONA IN ATTESA DELLE MOSSE DI UNICREDIT (CHE PER NON RIMANERE ALL’ASCIUTTO NEL RISIKO, DOPO L’OPAS DI INTESA SU MPS, POTREBBE RITENTARE L’ASSALTO ALL’EX POPOLARE DI MILANO)

Estratto dell’articolo di Andrea Persili e Marco Cherubini per www.adnkronos.com

 

BANCO BPM - CREDIT AGRICOLE

Credit Agricole, tramite partecipazione diretta e una posizione sintetica ottenuta tramite derivati, sarebbe già al 29,9% di Banco Bpm. Lo apprende AdnKronos da fonti finanziarie. No comment da parte della banca francese.

 

La banque verte è autorizzata a superare la soglia del 20%, a condizione di non superare il 30%. Al 31 marzo, Credit Agricole era ufficialmente al 22,9%. I rumors su una esposizione economica complessiva superiore a quella ufficiale - spiegano le fonti - circolavano da tempo in ambiente finanziario.

 

giuseppe castagna - banco bpm

"La presenza" di Credit Agricole in Banco Bpm, "pur non configurando un controllo formale, potrebbe funzionare come una leva strategica", dice all'AdnKronos Michele Calcaterra, professore di Corporate Finance presso Sda Bocconi.

 

"Penso" che questa presenza "possa rendere Credit Agricole il primo interlocutore per qualsiasi scenario futuro e scoraggiare eventuali mosse di altri potenziali acquirenti", dice Calcaterra.

 

ANDREA ORCEL

[…] Banco Bpm - a quanto apprende AdnKronos - non avrebbe smesso di sperare nella possibilità di allargare il campo, cercando un coinvolgimento dei francesi nella costruzione di una possibile controfferta su Mps.

 

L’idea sarebbe quella di rafforzare la credibilità industriale e finanziaria della proposta, così da poterla portare a un vero “confronto di mercato” con la ricca offerta di Intesa Sp. Da Parigi, però, il messaggio che filtra è di cautela, se non di freddezza, almeno per adesso.

 

Luigi Lovaglio

Come anticipato dall'agenzia di stampa, la banca francese non avrebbe intenzione, nell’immediato, di entrare in una controperazione giudicata complessa e potenzialmente costosa, non solo sul piano economico ma anche su quello politico, in un contesto già reso sensibile dalle mosse di Intesa Sanpaolo e dalle dinamiche dell’Opas in corso: che ha trovato tutt'altro che un'accoglienza ostile da parte della politica.

 

Il gruppo francese è il primo azionista dell'istituto guidato da Giuseppe Castagna, ma da qui a definirlo "cavaliere bianco" ce ne passa. Una delle letture che emerge negli ambienti finanziari - spiega un'altra fonte finanziaria all'AdnKronos - è che, in una prima fase, Crédit Agricole non avrebbe visto con favore l'iniziativa che ha portato l'amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, a inviare la nota relativa all'operazione su Mps.

 

carlo cimbri foto lapresse

Alla base di questa presunta posizione, spiega la fonte, vi sarebbe stata la preoccupazione per una possibile diluizione della partecipazione detenuta dal gruppo francese nell'istituto di Piazza Meda.

 

Successivamente, secondo la stessa ricostruzione, sarebbero maturate valutazioni differenti che avrebbero consentito di superare le iniziali resistenze, e i consiglieri espressione di Credit in Bpm hanno votato a favore dell'invio della lettera.

 

CREDIT AGRICOLE

In questo contesto la fonte cita una serie di eventi significativi: i contatti già avviati tra Bpm e Mps ma anche la possibile contropartita del Mediocredito Centrale, cui fa capo il progetto della cosiddetta "Banca del Mezzogiorno", indicata come possibile elemento di compensazione per la diluizione della quota della Banque Verte in Banco Bpm.

 

Nelle settimane precedenti all'emergere della vicenda, spiega la fonte, sui mercati si erano inoltre rincorse numerose ipotesi relative a possibili operazioni straordinarie nel settore bancario italiano.

 

giuseppe castagna - banco bpm

Tra i nomi maggiormente citati figuravano Unicredit e Intesa Sanpaolo, anche se l'eventuale coinvolgimento di Intesa veniva ritenuto da molti osservatori particolarmente complesso per i possibili profili antitrust. In seguito è emerso invece il ruolo di Carlo Cimbri, e di Unipol, il colpo da maestro di Messina.

 

A quel punto anche la postura di Credit Agricole sarebbe di nuovo cambiata: pur mantenendo aperto il dialogo con il management di Banco Bpm, Agricole si è messa a riflettere sui costi di un coinvolgimento diretto in contro offerte onerose e che potrebbero trasformarsi in uno scontro aperto con altri grandi gruppi bancari italiani o anche con soggetti della sfera politica.

giampiero maioli credit agricole

 

E proprio il fattore politico -spiegano le fonti- rappresenterebbe uno degli elementi di maggiore cautela. Negli ambienti finanziari prevale infatti la convinzione che un eventuale intervento diretto di una banca estera in una grande operazione di consolidamento nazionale verrebbe sottoposto a un'attenta valutazione. (di)

CREDIT AGRICOLEgiampiero maioli CARLO MESSINA CARLO CIMBRI GIUSEPPE CASTAGNA MASSIMO TONONI luigi lovaglioCREDIT AGRICOLE

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...