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TRUMP BOMBARDA, NETANYAHU GODE, I PASDARAN INCASSANO E NOI LA PRENDIAMO IN CULO! – HORMUZ PER ORA RESTA CHIUSO: SECONDO GLI IRANIANI, L’ACCORDO PER IL CESSATE IL FUOCO LI AUTORIZZA A MANTENERE IL CONTROLLO SULLO STRETTO, ATTRAVERSO CUI PASSA IL 20% DEL GAS E DEL PETROLIO MONDIALI, CON LE NAVI COSTRETTE A CHIEDERE IL PERMESSO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE E A PAGARE UN PEDAGGIO: FINO A 2 MILIONI DI DOLLARI PER PETROLIERA, IN CRIPTOVALUTA – L’IMPOSIZIONE DI UN PEDAGGIO VIOLA LA CONVENZIONE ONU SUL DIRITTO DEL MARE – COME FUNZIONERBBE IL “CASELLO” A HORMUZ E I COSTI PER L’ITALIA...

1 - «HORMUZ, APERTURA SENZA VINCOLI» SPINTA DI STARMER CONTRO I PEDAGGI

Estratto dell’articolo di Luigi Ippolito per il “Corriere della Sera”

 

STRETTO DI HORMUZ - PETROLIERE

Hormuz per ora resta chiuso: l’accordo per il cessate il fuoco, a sentire gli iraniani, li autorizza a mantenere il controllo sullo Stretto, attraverso cui passa il 20% del gas e del petrolio mondiali, con le navi costrette a chiedere il permesso ai Guardiani della Rivoluzione, ossia i pasdaran, e a pagare un pedaggio: nelle due settimane di durata prevista del cessate il fuoco, il regime iraniano si aspetta pagamenti fino a 2 milioni di dollari per petroliera, da effettuarsi in criptovaluta.

 

pasdaran iraniani

Ma i pasdaran fanno sapere che manterranno «il dito sul grilletto» e dopo l’attacco israeliano in Libano hanno di nuovo quasi del tutto bloccato lo Stretto. Mercoledì sono transitate 4 navi, rispetto alle 11 di martedì: prima della guerra, passavano di lì fino a 140 vascelli al giorno, ma ora secondo fonti di stampa russe l’Iran non autorizzerà il transito di più di 15 navi quotidiane.

 

In queste ore la Gran Bretagna sta cercando di coordinare uno sforzo internazionale per la piena riapertura di Hormuz: il primo ministro di Londra, Keir Starmer, sta facendo la spola tra le capitali del Golfo, prima in Arabia Saudita, dove ha incontrato il reggente di fatto del regno, il principe Mohammed bin Salman, e poi negli Emirati, dove ha visto il presidente, lo sceicco Mohammed bin Zayed: l’Iran «non può tenere in ostaggio lo Stretto di Hormuz», ha detto Starmer da Abu Dhabi.

 

[…]

 

DONALD TRUMP KEIR STARMER

«La libertà di navigazione significa che la navigazione deve essere libera»: la ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper, in un discorso pronunciato ieri sera nella City di Londra, ha ribadito che la riapertura di Hormuz deve essere «incondizionata» […]

 

La linea degli europei contrasta con l’idea iraniana di istituire una sorta di «casello autostradale» a Hormuz. Ma per una volta, dopo la tentazione ventilata da Trump di cogestirlo con una joint venture e farci un sacco di soldi, sembra che anche il leader Usa sia allineato con gli alleati occidentali: «Ho ricevuto segnalazioni secondo cui l’Iran starebbe imponendo pedaggi alle petroliere. Farebbero meglio a non farlo e se lo stanno facendo a smettere subito!».

 

mine marine utilizzate dall iran nello stretto di hormuz

La Gran Bretagna sta cercando di mettere assieme una specie di «coalizione dei volenterosi» per garantire il passaggio sicuro attraverso Hormuz, ma i dettagli pratici sono vaghi. Eppure il tempo stringe, visto anche l’ultimatum di fatto lanciato ieri da Trump, che ha ingiunto ai Paesi Nato di inviare navi militari nel giro di pochi giorni.

 

[…]

 

A complicare le cose c’è la possibilità che lo Stretto sia stato minato: le agenzie di stampa iraniane hanno pubblicato una mappa in cui viene evidenziata come «pericolosa» un’ampia area marittima e si suggerisce alle navi di aggirarla, passando vicino alla costa.

 

I britannici stanno valutando di inviare nell’area droni cacciamine, anche perché le capacità di mobilitazione della Royal Navy sono limitate. Resta da vedere cosa vorranno mettere in campo gli alleati.

 

2 - COME PUÒ FUNZIONARE IL «CASELLO»

Estratto dell’articolo di Valentina Iorio per il “Corriere della Sera”

 

stretto di hormuz - petrolio e gas

[…]  Ieri l’agenzia di stampa russa Tass, citando una fonte iraniana di alto livello, ha fatto sapere che Teheran consentirà il passaggio dello Stretto a non più di 15 navi al giorno.

 

1 Quali navi stanno transitando per Hormuz?

Ieri la «Msg», battente bandiera del Gabon è stata la prima petroliera non iraniana a passare per Hormuz. Dall’avvio della tregua hanno attraversato lo stretto anche due petroliere iraniane e sei navi cargo. Una quota minima rispetto al livello pre-guerra, pari a una media di 140 navi al giorno.

 

2 Quali condizioni ha posto Teheran?

traffico di navi cargo e petroliere nello stretto di hormuz

Nel documento in dieci punti presentato dagli ayatollah, l’Iran pretende di mantenere la gestione dello stretto, con un sistema di transito regolamentato dalle sue forze armate.

 

Inoltre ha fatto approvare una legge in Parlamento per imporre il pagamento di pedaggi in criptovaluta alle petroliere cariche che transitano nello Stretto. La cifra ipotizzata è di un dollaro per ogni barile di petrolio (o equivalenti in gas).

 

3 L’Iran può davvero trasformare Hormuz in un «casello»? Cosa prevede il diritto internazionale?

Come hanno sottolineato i giuristi, l’imposizione di un pedaggio violerebbe la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, secondo la quale lo Stretto di Hormuz rientra tra gli stretti utilizzati per la navigazione internazionale ed è soggetto al regime di passaggio in transito. […]

 

4 Quanto potrebbe incassare Teheran, se riuscisse a imporre il pedaggio?

IRAN - PASDARAN

Secondo le stime di JP Morgan potrebbe guadagnare tra 70 e 90 miliardi di dollari l’anno, ipotizzando che si riesca a tornare a un flusso medio giornaliero di 100-130 navi.

 

5 Quanto potrebbe costare all’Italia il pedaggio?

L’Italia, prima della guerra, importava da Hormuz 22 milioni di barili l’anno secondo i dati Unem. Se a questa quantità si applicasse la tariffa di un dollaro al barile, che Teheran vorrebbe imporre, il costo sarebbe di 22 milioni di dollari l’anno.

 

Non parliamo di cifre reali, ma di ipotesi dato che nessun Paese occidentale è disposto ad accettare il pedaggio e i transiti al momento sono bloccati.

 

LA GEOGRAFIA DELL IRAN E LO STRETTO DI HORMUZ

6 Cosa significherebbe per Teheran riuscire a far pagare il passaggio da Hormuz?

Se l’ipotesi si concretizzasse, per il regime iraniano sarebbe una vittoria. Inoltre una tale violazione del diritto internazionale creerebbe un precedente pericoloso.

 

7 Quali sono i rischi?

L’introduzione di un pedaggio potrebbe spingere altri Paesi a rivendicare analoghi diritti. «Non possiamo legittimare qualsiasi richiesta di tassazione o pedaggio», ha dichiarato ieri l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, alla Cnn. […]

 

8 Perché una ripresa del traffico non è ancora possibile?

La reale tenuta della tregua appare molto incerta. La riapertura di Hormuz, che il presidente americano Donald Trump aveva posto come condizione per il cessate il fuoco, è durata meno di ventiquattr’ore e l’altro ieri l’Iran ha spiegato che non riaprirà davvero lo Stretto fino a quando non si fermeranno i bombardamenti in Libano. […]

 

9 Cosa dicono gli armatori?

stretto di hormuz - vignetta di altan

Ieri l’Associazione degli armatori norvegesi, che rappresenta 130 società con circa 1.500 navi, ha spiegato che la situazione nello Stretto di Hormuz «rimane irrisolta e imprevedibile». Una posizione condivisa dalle italiane Assarmatori e Confitarma che evidenziano come dopo la tregua non sia di fatto cambiato nulla.

 

10 Quanto pesa questo stallo sui mercati energetici?

Da Hormuz passava circa il 20% dell’offerta di petrolio e di gnl via mare. Secondo gli esperti potrebbero volerci mesi se non anni per ripristinare completamente la produzione energetica del Golfo, dopo che numerosi impianti sono stati danneggiati dagli attacchi.

 

Anche se lo Stretto riaprisse completamente, la situazione non tornerebbe alla normalità nel breve periodo.

nave cargo - stretto di hormuzstretto di hormuz

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