DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…
DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI...
DAGOREPORT
A Ferragosto un colpo di “Sole” ci sta. Firmato dal direttore del quotidiano della Confindustria, Fabio Tamburini annuncia che per contrastare l’Opas di Intesa sulla banca senese nella mente di Luigi Lovaglio frullerebbero non una, ma addirittura due Ops (Offerta pubblica di scambio).
Una per prendere il controllo sul Banco Bpm e l’altra per acquisire Banca Generali, il gestore di patrimoni controllato al 50% dal Leone di Trieste. Basta? Non basta: in ballo ci sarebbe anche una possibile vendita del 13,2% di Generali posseduto da Mediobanca, che è poi il vero obiettivo del risikone bancario che ha portato prima alla scalata dell’istituto di Piazzetta Cuccia e poi all’Opas di Intesa di fine giugno.
In mezzo, abbiamo assistito a colpi di scena e a colpi sotto la cintura: dalla cacciata di Lovaglio per ‘’insubordinazione’’ alla galassia di Caltagirone contraria alla fusione per incorporazione di Mediobanca da parte di Mps, quindi “ohh” di sorpresa si levarono per l’inaspettata resurrezione del baffuto banchiere lucano di nuovo Ceo grazie al supporto della Delfin della famiglia Del Vecchio (rottura Milleri-Caltagirone), del Banco Bpm guidato da Giuseppe Castagna e dei fondi di investimento internazionali.
Intanto va detto che ‘sta mega-operazione dell’irriducibile Lovaglio, che dovrebbe essere annunciata (e magari anche approvata) nel cda di Mps, in cui gode di numeri risicati, convocato in via straordinaria per domani, giovedì 20 agosto, può avere tanti variabili da schedina: 1-2-X.
A ingarbugliare il risiko, si è poi aggiunta la presa di distanza dall’Opas di Intesa, la “banca di sistema” guidata da Carlo Messina, da parte del potere politico al completo, maggioranza e opposizione uniti nella lotta, che è ben sintetizzato dall’editoriale del “Foglio” di oggi: “Se su Mps il Pd la pensa come Meloni”.
antonio misiani foto di bacco (2)
Che fare se il responsabile economico di Elly Schein, Antonio Misiani, si è dichiarato d’accordissimo con la posizione della premier della Garbatella e del ministero dell’Economia guidato dal leghista Giancarlo Giorgetti (Via XX Settembre detiene il 4,8% di Mps), sul fatto che la banca senese non deve essere smembrata? E su come l’avrà presa Carlo Messina la sorprendente, a dir poco, sintonia tra governo e centrosinistra, è una domanda del tutto oziosa: male, malissimo.
Ed ecco aprirsi uno scenario con un Lovaglio pronto alla qualsiasi. Delle due Ops, quella più probabile è l’operazione su Banca Generali, già ipotizzata in Dagoreport del 4 agosto scorso: “A Dagospia risulta in gran movimento Donnet. Negli ultimi tempi intrattiene un tacito dialogo con Lovaglio e con i fondi globali di investimento, il cui voto fu decisivo con quello di Bpm per il ritorno in sella di Lovaglio al fine di sbarrare la strada per Trieste a Caltagirone”.
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
In più c’è l’ipotesi, rivelata già ad aprile 2026 dal "Financial Times", della cessione agli azionisti di Mps della quota del 13,2% di Generali in pancia a Mediobanca. Magari, domani Lovaglio potrebbe chiedere agli azionisti un aumento di capitale per l’Opa sulla banca del Leone di Trieste, che ha una capitalizzazione di mercato di circa 7,74 miliardi di euro, e solo in un secondo tempo vendere il tesoretto della compagnia assicurativa e, di sicuro, i compratori non mancheranno. Come è sempre avvenuto, fatti i conti della serva, soci e fondi voteranno a favore del progetto che sprigionerà più quattrini per le loro tasche e i loro bilanci.
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE PHILIPPE DONNET
In tale labirinto di specchi in cui si è trasformato il risiko bancario, c’è un ‘’convitato di pietra’’ che tutti notano ma che nessuno nomina: il Ceo di Generali, Philippe Donnet, che ovviamente non fa salti di gioia al pensiero della possibile acquisizione via Opas su Mps di Banca Intesa del 13,2% del colosso assicurativo, avendo come obiettivo di trasformare la compagnia assicurativa in una public company all’americana.
Sempre in data 4 agosto, in completa solitudine, abbiamo titolato: “Una cosa è certa: più si andrà avanti e più l’asticella del risiko si impennerà, perché soci e grandi fondi dovranno scegliere: Messina o Donnet? Banca Intesa che prende la leva di comando di Generali (salvo problemi con l'antitrust nel campo assicurativo) o Donnet che trasforma il Leone di Trieste in una vera public-company?”
luigi lovaglio - carlo messina
POST SCRIPTUM
Da non dimenticare poi che il tosto Donnet, oltre a far ‘’diluire’’ da Lovaglio il 13% di Generali prima dell'arrivo dell'Opas di Intesa e di dare il via libera all’acquisizione di Banca Generali, ha anche in ballo la conclusione della trattativa per il risparmio gestito con l’Unicredit di Andrea Orcel (azionista del Leone di Trieste con l’8,8%)…
BORSA: PIAZZA AFFARI IN RIBASSO, GIÙ MPS (-2,19%)
(Labitalia) - Seduta negativa per Piazza Affari, che archivia la giornata con il Ftse Mib in calo dello 0,75%. Tra i titoli migliori spicca Stellantis, che balza del 5,90% a 4,6395 euro, mentre Ferrari guadagna l'1,43% a 362,5 euro. In rialzo anche Moncler, +1,06% a 47,67 euro, e Recordati, +0,95% a 53,05 euro.
Sul fronte dei ribassi, pesante Stmicroelectronics, che lascia sul terreno il 3,02% a 43,96 euro. Vendite anche su Unipol, -2,54% a 28,36 euro, Amplifon, -2,28% a 12,215 euro, e Banca Monte dei Paschi di Siena, in calo del 2,19% a 11,764 euro. Stando a diversi analisti consultati da AdnKronos, il mercato sembra non aver apprezzato l'idea di Luigi Lovaglio che - secondo indiscrezioni di stampa - sarebbe orientato a presentare domani in Cda una doppia Ops su Banco Bpm e Banca Generali.






