CON LE SPALLE AL MUTUO – IN DUE ANNI IN ITALIA L’AUMENTO DEI TASSI D’INTERESSI DEI MUTUI PER LA CASA HA EROSO IL 10% DEL POTERE D’ACQUISTO – OGGI L’ABITAZIONE CHE UNA FAMIGLIA CON UNO STIPENDIO FISSO PUÒ PERMETTERSI VALE 19 MILA EURO IN MENO RISPETTO A QUELLA CHE AVREBBE POTUTO COMPRARE A GENNAIO 2025, A PARITÀ DI STIPENDIO E DI RATA MENSILE – È UNA DELLE FORME PIÙ “DISCRETE” DI EROSIONE DEL POTERE D’ACQUISTO, PERCHÉ SFUGGE ALL’INDICE DEI PREZZI E AI CARTELLINI DELLE AGENZIE IMMOBILIARI...
Estratto dell’articolo di Vito Lops per “Il Sole 24 Ore”
Al supermercato ha un nome preciso, shrinkflation: la confezione è la stessa, il prezzo anche, ma dentro ci sono meno biscotti. Nel mercato dei mutui sta accadendo qualcosa di molto simile.
A ottobre 2026 la casa che una famiglia con uno stipendio fisso può permettersi vale circa 19mila euro in meno rispetto a quella che avrebbe potuto comprare a gennaio 2025. Lo stipendio è lo stesso e la rata pure: a cambiare è stato soltanto il prezzo del tempo, cioè il tasso d’interesse.
È una delle forme più discrete di erosione del potere d’acquisto, perché sfugge all’indice dei prezzi e ai cartellini delle agenzie immobiliari e avanza un decimale alla volta [...]
mutuo - tasso fisso o variabile
Partiamo da un lavoratore con un reddito netto di 2.130 euro al mese. La regola prudenziale che le banche applicano da sempre vuole che la rata resti entro il 30% del reddito, quindi 639 euro al mese in questo caso. Il nostro lavoratore sceglie un mutuo a tasso fisso a 30 anni che copre l’80% del valore di un immobile standard, quello che nel gergo bancario si definisce brown: una casa con una classe energetica medio-bassa, come la gran parte del patrimonio abitativo italiano.
[...] A gennaio 2025 la media dei tre migliori Tan (tassi annui nominali) fissi a 30 anni per un immobile brown, rilevata da MutuiSupermarket.it, era del 2,58%: con 639 euro al mese si sosteneva un mutuo da 160mila euro, e quindi l’acquisto di una casa da 200mila euro. A ottobre 2026 la stessa media è salita al 3,35%, e con la medesima rata si finanziano oggi circa 145mila euro, che corrispondono a una casa da 181.359 euro. La differenza è di 18.641 euro, pari al 9,3% di potere d’acquisto immobiliare evaporato in meno di due anni.
[...] La prima spinta al rialzo è arrivata nell’estate del 2025: a luglio il tasso medio aveva già superato il 3,1% e la casa alla portata del nostro lavoratore era scesa a 186mila euro. Nella primavera del 2026 è arrivata una breve tregua: a marzo, e di nuovo a maggio, il fisso è tornato al 3,09% e il valore raggiungibile è risalito a 187mila euro, abbastanza da convincere molti che il peggio fosse ormai alle spalle.
Da maggio in poi, invece, la salita è ripresa mese dopo mese fino al 3,35% di ottobre, il livello più alto dell’intero periodo: chi ha atteso quella finestra per decidere ha oggi un budget più basso di quello di primavera.
L’aspetto da tenere a mente è la sproporzione tra causa ed effetto. I tassi sono saliti di 77 centesimi di punto, quasi il 30% in termini relativi, ma su un orizzonte di trent’anni anche pochi decimali finiscono per pesare moltissimo.
mutuo - tasso fisso o variabile
Chi volesse comunque acquistare quella casa da 200mila euro dovrebbe sostenere una rata di 705 euro: 66 euro in più al mese, quasi 23.700 euro sull’intera durata. Per restare entro la soglia del 30% gli servirebbe uno stipendio netto di circa 2.350 euro, con un aumento di 220 euro al mese che i rinnovi contrattuali sono ancora lontani dal garantire. [...]


