bending spoons

L’ALTRA FACCIA DEL TECH: DIETRO AL SUCCESSO E AI RECORD, C’È LA “MACELLERIA SOCIALE” – “BENDING SPOONS”, IL GIOIELLINO ITALIANO DELLA TECNOLOGIA CHE PIACE A WARREN BUFFETT (HA VERSATO ALTRI 330 MILIONI DI DOLLARI E ORA HA IL 4% DELLA SOCIETÀ) MACINA RISULTATI, ANCHE GRAZIE AL SUO BUSINESS MODEL SPREGIUDICATO – “IL FATTO QUOTIDIANO”: “DOPO OGNI ACQUISIZIONE, IL COPIONE È SPIETATO: L’INFRASTRUTTURA TECNOLOGICA DELLA PREDA VIENE MIGRATA SULLA PIATTAFORMA CENTRALIZZATA DEL GRUPPO, I DOPPIONI AZZERATI, IL PERSONALE ORIGINARIO TAGLIATO BRUSCAMENTE, CON PERCENTUALI DI USCITE CHE ARRIVANO ANCHE AL 70-85%” - I DIPENDENTI DI EVERNOTE SONO STATI RIDOTTI DA 341 A 60 (-82% TOTALE) – IL RISCHIO DELLA “SAASPOCALISSE, LA FINE DEL SETTORE SOFTWARE...

1 - LA TECH MILANESE BENDING SPOONS: WARREN BUFFETT COMPRA ANCORA E SALE AL 4%

Estratto dell’articolo di Alessia Cruciani per il “Corriere della Sera”

 

luca ferrari bending spoons 3

Berkshire Hathaway, la società di Warren Buffett, punta ancora su Bending Spoons: ha perfezionato ieri un nuovo investimento da 330 milioni di dollari, portando al 4% la partecipazione nel gruppo tech milanese, dopo i 600 milioni investiti a luglio. Due giorni fa Bending Spoons ha collocato bond per circa 1,8 miliardi di dollari, con cedole del 9,625% in dollari e dell’8,625% in euro.

 

«Preferiremmo pagare meno», ammette il ceo Luca Ferrari, incontrato alla Società del Giardino di Milano dove ha ricevuto il Premio Parete. Ma assicura: «abbiamo storicamente generato ritorni di gran lunga superiori al costo di questo debito». Ferrari ripercorre poi la crescita del gruppo: «Siamo quotati al Nasdaq, abbiamo più o meno 4 miliardi di fatturato e 3.000 collaboratori». […]

 

bending spoons

2 - DIETRO BENDING SPOONS: UN “CARNIVORO” FRAGILE CHE FA STRAGE DI ADDETTI

Estratto dell’articolo di Nicola Borzi per “il Fatto quotidiano”

 

Bending Spoons, il colosso italiano dell’intelligenza artificiale applicata al software, declamato dai media, assomiglia a un predatore finanziario e tecnologico. Più che una classica società di servizi online in abbonamento, la holding milanese è un ibrido tra una software house e un fondo di private equity specializzato in acquisizioni seriali.

 

bending spoons wetransfer

[…] Bending Spoons è un Tirannosauro carnivoro, agile e affamato. Per garantirsi il «fabbisogno calorico» che giustifica le valutazioni di Borsa e lo rende uno dei maggiori «unicorni» europei, il gruppo ha bisogno di vasti territori di caccia, dove le prede societarie siano sempre frequenti.

 

D’altronde, il suo modello di business non punta a inventare prodotti da zero, ma ad acquisire aziende digitali mature o in difficoltà per poi riorganizzarle, anche a costo di una drastica «macelleria sociale» della forza lavoro esistente. Ma l’ecosistema del colosso non è affatto privo di rischi: c’è chi già inizia a tracciare i suoi potenziali punti deboli.

 

luca ferrari bending spoons 2

Il modello di Bending Spoons nasce dalle macerie di un precedente fallimento. Nel 2010, a Copenaghen, i suoi quattro fondatori, Luca Ferrari, Francesco Patarnello, Matteo Danieli e Luca Querella, ingegneri formati tra Padova e la Danimarca, lanciarono Evertale, un’app per diari automatizzati. Per finanziare i compagni, Ferrari lavorò per 15 mesi a McKinsey e al progetto Evertale di notte e nei fine settimana, devolvendo il suo stipendio alla startup. Nonostante finanziamenti per un milione, Evertale fallì nel 2013 per assenza di clienti.

 

Con 40mila dollari rimasti dalla liquidazione, i quattro amici cambiarono strategia e fondarono Bending Spoons, battezzandola con una citazione dal film “Matrix” che simboleggia la capacità della mente di «piegare la realtà». Dal fallimento appresero che creare da zero un prodotto online vincente è un terno al lotto: meglio acquisire, ristrutturare ed efficientare servizi vecchi, riducendo costi e dipendenti e integrando l’IA.

 

wetransfer 1

Dopo ogni acquisizione, il copione di BS è spietato: l’infrastruttura tecnologica della preda viene migrata sulla piattaforma centralizzata del gruppo, i doppioni nelle funzioni di marketing e amministrazione azzerati, il personale originario tagliato bruscamente, con percentuali di uscite che arrivano anche al 70-85%.

 

Lo dimostrano gli imponenti ridimensionamenti degli addetti nelle aziende comprate: i dipendenti di Evernote sono stati ridotti da 341 a 60 (-82% totale, -100% dello staff negli Stati Uniti e in Cile); in Meetup l’organico è stato azzerato; StreamYard è passata da 154 a 44 addetti (-71%); WeTransfer ha licenziato il 75% della forza lavoro (260 persone), Komoot il 75%, Vimeo oltre il 70%, America Online e Tractive il 50% e Airtable circa il 75% degli 800 dipendenti originari. Dal 2023 al primo trimestre del 2026, il conto totale delle spese di riorganizzazione è arrivato a 219,67 milioni di dollari.

 

wetransfer 1

[…] Ma anche Bending Spoons ha punti deboli. Il primo è la dipendenza da continue acquisizioni per sostenere il fatturato, perché la crescita organica dei prodotti in portafoglio è bassa. Il secondo è il costo del debito: l’indebitamento finanziario lordo è salito a 4,9 miliardi di dollari e i contratti impongono di tenere il debito netto sotto quattro volte il margine operativo lordo rettificato. Un obiettivo arduo, in tempi di aumento dei tassi e di competizione con la raccolta fondi degli hyperscaler dell’IA.

 

la grafica di immuni, la app di bending spoons 7

Il terzo è il rischio della «SaaSpocalisse», la fine del settore del software come servizio (SaaS): l’IA generativa e gli agenti autonomi potrebbero rendere obsoleti i programmi in abbonamento su cui si basano i ricavi di BS. Alcuni analisti hanno dubbi sulla sostenibilità del suo modello e sostengono che la valutazione azionaria fosse eccessiva già al momento dell’IPO: circa 55 volte gli utili rettificati attesi nel 2026. Secondo queste stime, l’azienda varrebbe il doppio del suo valore «equo» e gli investitori pagherebbero di fatto 10 miliardi di dollari per acquisizioni future non ancora realizzate.

 

i quattro fondatori di bending spoons

Intanto, però, Bending Spoons continua a macinare risultati e la sua «macelleria sociale» prosegue. Lo spiegava su X, in un post del 12 ottobre, Federico Simionato, dirigente di BS, pubblicato a lato: «Oggi stiamo licenziando una parte consistente del team di Airtable. Questo non è un giudizio sul loro lavoro, ma riflette la nostra profonda convinzione che i team piccoli siano più efficienti e performanti. A tutti coloro che se ne vanno: grazie. Se state cercando personale, queste sono persone eccellenti e vale la pena contattarle».

luca ferrari bending spoons 1

 

Il post si è attirato una valanga di commenti e insulti, molti dei quali irriferibili. Il più moderato è: «Investite su un consulente per la comunicazione, perché questo post orrendo si trasformerà in un boomerang e, se devo dire, ve lo meritate».

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