MESSINA DEVE SUPERARE UN ULTIMO OSTACOLO PRIMA DI SALIRE SUL “MONTE” – L’ANTITRUST È PRONTA A FISSARE I PALETTI PER CONSENTIRE A INTESA SANPAOLO DI PAPPARSI IL 13,3% DI GENERALI, ORA NELLE MANI DI MEDIOBANCA, UNA VOLTA CONCLUSA L’OFFERTA DA 31,4 MILIARDI SU MPS, PER EVITARE UN PAPOCCHIO CONCORRENZIALE NEL CAMPO ASSICURATIVO – L’ISTITUTO GUIDATO DA CARLO MESSINA DOVREBBE ESSERE AUTORIZZATA AD AVERE NON PIÙ DI DUE CONSIGLIERI INDIPENDENTI NEL CDA DEL LEONE – L’ESAME DELL’AUTORITÀ CHE VIGILA SULLA CONCORRENZA SARÀ CHIUSO ENTRO FINE NOVEMBRE – IL DAGOREPORT
DAGOREPORT - ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...
Estratto dell’articolo di Michele Chicco per www.lastampa.it
Non più di due consiglieri indipendenti nominati da Intesa Sanpaolo nel board di Generali, con l’imposizione di una serie di misure di natura comportamentale per evitare lo scambio di informazioni sensibili tra Ca’ de Sass e il Leone.
L’Antitrust sarebbe pronta a fissare i suoi paletti per consentire a Intesa Sanpaolo di prendere possesso del 13,3% della compagnia di Trieste che è storicamente nelle mani di Mediobanca, con il subentro che scatterà una volta conclusa l’offerta da 31,4 miliardi su Monte dei Paschi.
L’esame dell’autorità che vigila sulla concorrenza sarà chiuso entro fine novembre, ma già nei prossimi giorni verranno resi pubblici i primi orientamenti dal collegio guidato da Saverio Valentino.
[...] l’Antitrust aveva escluso che Intesa Sanpaolo avrebbe potuto «esercitare un controllo di fatto» sulla compagnia assicurativa, «alla luce della presenza di diversi azionisti con un peso rilevante», tra i quali spiccano la Delfin degli eredi Del Vecchio (10%), la famiglia Caltagirone (6,3%) e Unicredit (nei pressi del 9%).
Nel corso dell’esame del dossier, tuttavia, sarebbe emersa la necessità di controbilanciare il peso specifico di Intesa Sanpaolo che compete sul mercato con Generali, dopo essersi rafforzata nell’assicurativo, soprattutto nel segmento Vita, e aver conquistato la vetta nella gestione del risparmio inseguita proprio dal Leone.
LUIGI LOVAGLIO E CARLO MESSINA
[...] l’Antitrust sarebbe pronta a impedire la nomina di manager di Intesa Sanpaolo nel consiglio di amministrazione di Trieste, limitandone la rappresentanza a «uno-due» indipendenti.
Una decisione che, notano le fonti, non costerebbe a Intesa Sanpaolo l’ottenimento da parte della Bce del Danish Compromise: l’aspettativa è che il beneficio patrimoniale possa essere confermato, visto che la banca lo ha già incassato per le altre partecipazioni assicurative che ha in portafoglio.
Saverio Valentino presidente Antitrust 22
Piuttosto, viene evidenziato, vincolare la presenza all’interno del consiglio a soli componenti indipendenti «segnerebbe una discontinuità rispetto al passato», dopo anni in cui Mediobanca è stata rappresentata nel board di Trieste dal manager di Piazzetta Cuccia, Clemente Rebecchini (in carica dal 2012).
Per rafforzare ulteriormente le disposizioni in materia di governance, l’autorità avrebbe anche intenzione di imporre a Intesa Sanpaolo delle prescrizioni «comportamentali» per impedire lo scambio di informazioni: una muraglia cinese simbolica, con rigorose barriere la cui solidità verrebbe verificata nel tempo dalla stessa authority per testare il divieto di scambio di dati industriali tanto sensibili quanto privilegiati.
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Altro filone sul quale lavora l’autorità indipendente è quello delle filiali. L’offerta sul Monte fin dal principio prevedere che la metà degli sportelli di Mps finisca a Unipol che li comprerà per 3,5 miliardi insieme allo storico brand senese. Sono 445 le filiali già individuate, ma il totale di 635 potrebbe non bastare.
L’esame dell’Antitrust è su rigorosa base provinciale, calcolando la concentrazione dei servizi bancari e di risparmio in ogni porzione di territorio. Tradotto, potrebbe essere necessario rimettere mano all’intero disegno se dovessero emergere delle concentrazioni eccessive tra Intesa Sanpaolo e Unipol (che le girerà alla banca del gruppo, Bper).
Se l’autorità dovesse indicare dei rimedi da implementare, Ca’ de Sass cederà interi pacchetti di sportelli al migliore offerente. In campo ci sarà anche Unicredit che ha più volte aperto all’ipotesi di raccogliere gli sportelli che dovessero finire sul mercato con il consolidamento bancario, con l’obiettivo di puntellare la rete sul territorio. [...]
philippe donnet 1
Carlo Messina


