fabio panetta - considerazioni finali bankitalia 2026 - 4 giorgia meloni

L’ITALIA O SI SVEGLIA O MUORE – LE CONSIDERAZIONI FINALI DEL GOVERNATORE DI BANKITALIA FABIO PANETTA SONO UN CEFFONE ALLA POLITICA INTONTITA E “DROGATA” DA ANNI DI PNRR: “SOLO UN INCREMENTO DELLA PRODUTTIVITÀ POTRÀ ALIMENTARE NEL TEMPO CRESCITA, REDDITI E BENESSERE” – “LA GUERRA POTREBBE PORTARE L’INFLAZIONE AL 6%” – LA BORDATA SUGLI STATI UE CHE FRENANO IL MERCATO UNICO (VEDI GERMANIA CON UNICREDIT): “FINCHÉ I MERCATI DEI CAPITALI RESTERANNO FRAMMENTATI LUNGO LINEE NAZIONALI, IL RISPARMIO EUROPEO CONTINUERÀ A CERCARE IMPIEGO ALTROVE, FINANZIANDO LA CRESCITA DI ALTRE ECONOMIE” – L’IA E I TALENTI DA PRESERVARE: “SENZA RISORSE UMANE QUALIFICATE, ANCHE LE TECNOLOGIE PIÙ AVANZATE PRODUCONO BENEFICI LIMITATI…”

 

 

Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria per www.lastampa.it

 

fabio panetta considerazioni finali bankitalia 2026 5

[…] Fabio Panetta traccia le coordinate per l’Italia e per l'Unione Europea durante le sue Considerazioni Finali sul 2025. Il governatore della Banca d'Italia delinea un quadro severo, dominato dall'urgenza di puntare su investimenti e giovani per garantire il futuro.

 

La ricetta, secondo il banchiere centrale, passa per l'innovazione tecnologica, con l'obbligo di non disperdere i talenti. Con un netto messaggio di fondo: «Senza risorse umane qualificate, anche le tecnologie più avanzate producono benefici limitati». Questo perché, spiega Panetta, «il criterio ultimo del successo sarà la capacità di offrire opportunità e futuro ai giovani».

 

inflazione costo della vita e preoccupazioni degli italiani – sondaggio only numbers 27 28 aprile 2026

[…] Lo scorso anno l'espansione globale ha stupito gli analisti, con un Pil in progresso di quasi tre punti e mezzo percentuali. Un impulso vitale è arrivato dalla tecnologia, giacché «la costruzione dei centri di calcolo ha sostenuto gli investimenti», specie negli Stati Uniti.

 

I venti di guerra hanno stravolto questo abbrivio incoraggiante. «La situazione è stata drammaticamente modificata dal conflitto nel Golfo Persico». Il blocco dello stretto di Hormuz ha causato carenze di offerta e rincari per le materie prime energetiche, esacerbando le pressioni sui prezzi.

 

Tali rincari erodono i redditi delle famiglie e comprimono i margini aziendali, in un contesto segnato da condizioni finanziarie rigide. I tassi restano tesi e gli Stati si ritrovano disarmati, poiché «i debiti pubblici, già elevati dopo anni di politiche espansive, lasciano spazi ridotti per interventi di sostegno». Con la guerra il rischio è veder correre l’inflazione al 6% nell’Eurozona.

 

fabio panetta considerazioni finali bankitalia 2026 4

A peggiorare il panorama intervengono le spinte protezionistiche mondiali, trainate dai dazi statunitensi e dalla reazione cinese, dinamiche in grado di alimentare squilibri strutturali. La divisione in blocchi contrapposti, secondo il banchiere centrale italiano, rappresenta una zavorra per la prosperità condivisa.

 

La diagnosi di Palazzo Koch risulta inequivocabile. «In un mondo che resta profondamente interconnesso, la frammentazione non elimina gli squilibri: li sposta, li nasconde, li rende più profondi e più costosi da correggere», sottolinea Panetta. Il monito per i governi non ammette retromarce sull'importanza del multilateralismo e delle relazioni fondate su regole condivise. Un concetto che è considerato fondamentale da Via Nazionale.

 

CETRIOLONI PER L ITALIA - MEME BY EDOARDO BARALDI

In un contesto così complicato, spiega il governatore, il terreno dello scontro competitivo contemporaneo è l'innovazione digitale. L'intelligenza artificiale, citata per oltre 30 volte durante le Considerazioni Finali, ridefinisce il modo di produrre e di lavorare. Le economie asiatiche e nordamericane corrono veloci, mentre «cinque grandi aziende statunitensi detengono circa tre quarti della capacità di calcolo mondiale».

 

L'Europa arranca e sconta letargie istituzionali decennali. Per tale ragione, si fa notare, l’Ue si affaccia all'instabilità globale con fragilità palesi, dipendente dall'estero per materie prime, difesa e tecnologie avanzate. Il problema continentale risiede in una perenne incapacità di valorizzare le proprie risorse finanziarie.

 

IL MODELLO DI ANTHROPIC CLAUDE MYTHOS

L'Unione, ragiona Panetta, detiene un risparmio imponente, eppure non riesce a mutarlo in leva industriale ad alto valore aggiunto e ad alto rischio. L'analisi di via Nazionale colpisce al cuore il deficit costruttivo europeo: «Finché i mercati dei capitali resteranno frammentati lungo linee nazionali, il risparmio europeo continuerà a cercare impiego altrove, finanziando la crescita di altre economie anziché quella dell’Unione».

 

In tal senso, si rammenta, un'autentica integrazione comunitaria esige un titolo sovrano europeo in grado di mobilitare capitali privati su larga scala e capace di blindare il ruolo internazionale dell'euro. Specie perché, si sottolinea, la partita sull'intelligenza artificiale cela riverberi dirompenti sull'occupazione e sulla produttività del Vecchio Continente. Il governatore suggerisce la via: «Perché l’intelligenza artificiale diventi una leva di crescita diffusa, occorre favorirne l’adozione nelle imprese – incluse quelle piccole e medie – e investire nella formazione delle persone». Un compito non semplice, certo, ma necessario.

 

[….]

 

fabio panetta considerazioni finali bankitalia 2026 2

Sul fronte domestico, l’economia italiana mostra una tenuta di rilievo, con il Pil cresciuto di oltre il 6% dal 2019 al 2025. Un ruolo vitale per la ripartenza lo ha giocato il settore pubblico tramite il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), decisivo nel convogliare oltre 100 miliardi fra il 2021 e il 2025. «Le spese fin qui effettuate hanno sostenuto la domanda e innalzato il livello del prodotto annuale di quasi 1 punto percentuale, in media, nel quinquennio».

 

Il conflitto in Medio Oriente sgretola tali prospettive e svela di nuovo l'insostenibile dipendenza energetica del Paese. La sfida epocale per la tenuta del sistema italiano si chiama però inverno demografico. Panetta traccia una rotta ineludibile per gli imprenditori, quasi come a stimolarli. «Con una popolazione in età da lavoro in forte diminuzione, non potremo contare stabilmente sull’aumento degli occupati per sostenere lo sviluppo. Solo un incremento del prodotto per addetto potrà alimentare nel tempo crescita, redditi e benessere», nota.

 

donald trump - crisi energetica e petrolio - illustrazione di andrea calogero

La ricetta è chiara, secondo l’inquilino di Palazzo Koch. L'unica ancora di salvezza dimora nell'aumento della produttività. Per vederla salire, le aziende della Penisola devono piegare le resistenze di un tessuto industriale troppo frammentato. L'avviso governatoriale è lapidario, e fa riferimento alle opportunità dettate dall’AI. «Siamo ancora in una fase iniziale.

 

Vi è quindi il tempo per evitare che si ripeta l’esperienza degli anni Novanta. Allora, nell’adozione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, si accumularono ritardi che hanno poi frenato la produttività per decenni». Allo stesso tempo, lo Stato «può agire quale committente primario dell'innovazione», aprendo mercati e orientando la domanda verso applicazioni avanzate in sanità, energia e sicurezza. Nel contempo, non dimentica il governatore, risulta urgente rafforzare il comparto del venture capital e del private equity per finanziare progetti ad alto rischio e grande potenziale tecnologico.

 

[…]

 

fabio panetta considerazioni finali bankitalia 2026 3

 

Il capitolo fondante delle Considerazioni Finali abbraccia il destino dei giovani e la formazione. L'innovazione esige un ecosistema sociale brillante e pronto a maneggiare la complessità algoritmica. In Italia la percentuale dei trentenni laureati - seppure aumentata - si ferma al 30%, al di sotto dei partner occidentali, e fra i ragazzi non laureati uno su cinque non frequenta scuole e risulta inattivo.

 

Da queste carenze prende forma un esodo allarmante per le radici della Repubblica, a pochi giorni dal suo ottantesimo compleanno. «Una quota crescente di giovani laureati si trasferisce all’estero alla ricerca di un pieno riconoscimento delle proprie competenze; tra il 2020 e il 2024 ne sono usciti dal Paese oltre 100.000», dice Panetta. Una fuga dei cervelli che non è più solo temporanea, ma assume i contorni di un fenomeno quasi strutturale. E da invertire.

 

Lo scenario

Si consolida un paradosso letale per l'industria tricolore. Panetta descrive la spirale in corso senza metafore: «Un sistema produttivo poco innovativo genera una domanda insufficiente di lavoro qualificato e riduce gli incentivi a investire in istruzione; la carenza di competenze rende a sua volta difficile adottare nuove tecnologie».

 

Il comparto scolastico e accademico deve, secondo il banchiere centrale, risorgere grazie a massicce iniezioni di capitale, recuperando un ritardo di spesa pubblica in istruzione pari a un intero punto di Pil in confronto all'Unione.

 

fabio panetta considerazioni finali bankitalia 2026 1

È per questo, si esorta, i governi, i legislatori e gli investitori sono obbligati a uno sforzo coeso per dirottare il credito verso la scienza e la ricerca. E proprio su tale aspetto c’è un monito che ricorda alla classe dirigente che i cervelli in fuga non si rimpiazzano coi codici artificiali. «Senza risorse umane qualificate, anche le tecnologie più avanzate producono benefici limitati». Vale a dire che le persone restano l'unico motore pulsante di ogni balzo in avanti e il contrafforte inestimabile su cui innalzare la competitività dei prossimi decenni. Anche nell’era dell’AI.

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